13/10/2010
Ore 13: un altro asteroide sfiora la Terra
Ore 13: un altro asteroide sfiora la TerraIncontri ravvicinati. È passato oggi a 45.500 chilometri: un fenomeno in aumento negli ultimi mesi nel sistema solare
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11/07/2010
La sonda Rosetta sfiora l’asteroide
La sonda Rosetta sfiora l’asteroideIl robot dell’Esa europea a 450 milioni di chilometri dalla terra
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| L'asteroide Lutetia |
Rosetta ha incontrato Lutetia, il più grande asteroide che un robot cosmico abbia finora avvicinato. Alla velocità di 15 chilometri al secondo la sonda dell’Esa europea è passata a 3.126 chilometri dalla superficie grigia del corpo celeste con il diametro presunto di circa cento chilometri e simile ad una patata. Presunto perché le ricognizioni da Terra con i radar e i telescopi ottici lasciano un margine di incertezza data la lontananza a cui orbita 21-Lutetia, questo il suo nome completo dato dagli astronomi. E stabilire la sua taglia è proprio uno dei motivi per cui si è scelta la distanza dell’incontro: a tre chilometri si riesce bene a coglierne l’insieme e a valutarne le caratteristiche naturali che la superficie mostra.
L'AVVICINAMENTO - Il momento del maggiore avvicinamento è avvenuto alle 18.10 ma la conferma che tutto è andato per il meglio è avvenuta alle 18.45 quando la sonda ha ripreso a trasmettere con l’antenna ad alto guadagno, la parabola orientata verso la Terra. Alle 18.05 queste comunicazioni erano state interrotte perché la sonda doveva iniziare una manovra di rotazione continua per inseguire con i suoi strumenti l’asteroide. Dalle 15.10, tra l’altro Rosetta aveva iniziato una navigazione completamente autonoma governata dai computer di bordo. Tutte le operazioni sono state governate dal centro Esoc di Darmstadt, in Germania, che è il centro di controllo delle missioni spaziali dell’agenzia spaziale europea. A gestire l’incontro ci ha pensato Paolo Ferri, responsabile di tutte le missioni interplanetarie. Lutetia pur essendo il più grande asteroide incontrato da una sonda spaziale è considerato il più piccolo della fascia di asteroidi presente tra Marte e Giove. Lo scoprì il 15 novembre 1852 Hermann Goldschmidt dall’Osservatorio di Parigi e il suo nome è il termine latino della capitale francese scelto da Francois Arago direttore dell’Osservatorio. Da allora è rimasto un corpo tutto sommato misterioso ma ora sono gli strumenti di Rosetta a rivelarcelo nei dettagli. Per arrivare a Darmstadt i segnali impiegano 25 minuti perché il meeting cosmico è avvenuto ad una distanza di 450 milioni di chilometri dalla Terra. Nella notte la sonda trasmetterà le foto e i dati scientifici raccolti e dunque Lutetia avrà finalmente un volto. Uno degli strumenti, il sistema di imaging Osiris, è stato progettato e costruito con il contributo dei ricercatori dell'Università di Padova nei vari dipartimenti (Astronomia, Dim, Dei, Fisica, Geoscienze) e dell'Osservatorio Astronomico riuniti nel Cisas Per questo l’incontro è stato seguito anche dall’università patavina dall’Aula Rosino del Dipartimento di astronomia. I dati inviati saranno analizzati anche dal gruppo di scienziati veneti diretti dal professor Cesare Barbieri. Ora Rosetta continuerà il suo viaggio verso l’obiettivo per cui è stata costruita. Nel 2014 infatti dovrà incontrare la cometa 67P/Churyomov-Gersimenko lasciando cadere sulla sua superficie un lander dal quale uscirà una trivella costruita sotto la supervisione di Amalia Ercole Finzi del Politecnico di Milano e capace di analizzare per la prima volta direttamente un nucleo cometario. L’avventura, dunque, continua.
Giovanni Caprara
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12/11/2009
Un asteroide ha sfiorato la Terra
Un asteroide ha sfiorato la Terra
IL MANCATO IMPATTO. È passato a soli 14 mila chilometri dal nostro pianeta, cioè 30 volte più vicino rispetto alla Luna

LONDRA - Nessuno se ne accorto ma il 6 novembre scorso alle 22.30 ora italiana, il nostro pianeta ha scampato un bel pericolo. Un asteroide (2009 VA) di 7 metri di diametro è passato ad appena 14 mila chilometri dalla Terra, cioè 30 volte più vicino a noi rispetto all'orbita della Luna che si trova a 400 mila chilometri di distanza. In realtà non è detto che l'impatto avrebbe provocato cataclismi: probabilmente l'asteroide se fosse penetrato nell'atmosfera si sarebbe disintegrato causando uno spettacolare vampata visibile in tutto il mondo.
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02/03/2009
Ore 14,44: sfiorati dall'asteroide
Ore 14,44: sfiorati dall'asteroide
Il suo impatto avrebbe il potere distruttivo di 2mila bombe atomiche. Passaggio ravvicinato alla Terra di un corpo celeste di 40 metri di diametro
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| Un asteroide (Foto Afp) |
ROMA - E’ solo un macigno cosmico di una quarantina di metri di diametro, un mini-asteroide, ma nei giorni scorsi ha tenuto col fiato sospeso gli addetti alle varie reti di monitoraggio dei corpi minori del sistema solare, impegnati a calcolare orbite e a valutare i potenziali pericoli di questi oggetti. Alla fine si è raggiunta la certezza che 2009 DD45 -questa la sua sigla- avrebbe sfiorato la Terra lunedì 2 marzo alle ore 13,44 di tempo universale (14,44 ora europea), passandoci ad appena 72 mila chilometri, circa il doppio della distanza in cui vengono posti i satelliti geostazionari, per fortuna senza alcun rischio di caderci addosso.
DUEMILA ATOMICHE - Solo un brivido, al pensiero di essere sfiorati da un corpo celeste che, per dimensioni, è paragonabile a quello che si è abbatté il 30 giugno 1908 nella regione di Tunguska, in Siberia, scatenando un’esplosione equivalente a mille bombe atomiche come quella di Hiroshima e distruggendo oltre duemila chilometri quadrati di foresta. Insomma, piccolo sì, ma potenzialmente distruttivo.
TRAIETTORIA - Più i telescopi e gli strumenti di monitoraggio dei fenomeni celesti diventano sensibili e perfezionati, più cresce la consapevolezza che la Terra è un facile bersaglio per questo tipo di corpi, molti dei quali, in passato, devono essere caduti in mare o in zone disabitate, senza che fosse lanciato alcun tipo di allarme. Ora, grazie anche ai nuovi sensori automatici digitali, molti piccolissimi asteroidi che transitano sullo sfondo del cielo stellato, vengono immediatamente segnalati e, dopo una serie di osservazioni, è possibile calcolarne le traiettorie, con una precisione tale da stabilire la loro innocuità ovvero le probabilità di impatto con la Terra. Secondo le ultime valutazioni, il punto di maggiore avvicinamento dell’asteroide al nostro pianeta si trova sul Pacifico, poco a Ovest rispetto all’isola di Tahiti. L’asteroide 2009 DD45 è stato fotografato il 27 febbraio scorso come una debolissima stellina di 19 grandezza, mentre transitava fra le stelle. Ora, in coincidenza col suo massimo avvicinamento, la sua grandezza stellare è salita fino a 13, diventando accessibile anche ai piccoli telescopi. Così, dall’Australia fino alla Polinesia, cioè nei luoghi più favorevoli all’avvistamento del passaggio radente, è tutto un rimbalzare di messaggi via Internet fra gli appassionati di astronomia per osservare l’evento. Quanto agli altri recenti passaggi ravvicinati di asteroidi, per quanto se ne sappia, il record è detenuto da un altro frammento, chiamato 2004 FU162, che il 31 marzo del 2004 è passato ad appena 6.500 km dalla Terra: un vero miracolo che non ci sia finito addosso.
Franco Foresta Martin
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