12/09/2010
La scuola «appaltata» alla Lega Il marchio del sole su banchi e cestini
La scuola «appaltata» alla Lega Il marchio del sole su banchi e cestiniIn provincia di Brescia. Il sindaco di Adro: il paese mi segue Per poter acquistare gli arredamenti i 6.400 residenti si sono autotassati
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09/06/2010
Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'Anas
Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'AnasDa mesi i cittadini sul piede di guerra: «Non dovevamo essere il simbolo della rinascita?». Una delle cinque abitazioni che rimasero in piedi sarà abbattuta per far posto a una strada
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| Il progetto (Pizzi) |
ONNA (L’Aquila) - Non riuscì a spianarla neppure il terremoto, forte e solida com’era, coi muri incatenati e il tetto di legno. Ma adesso arriva la «Variante Sud» dell’Anas e sembrano esserci davvero poche speranze. Il destino della casa-miracolo di Onna, una delle cinque (appena 5!) che si salvarono dal sisma mentre il resto del paese crollava (40 morti), appare segnato. La casa antisismica della maestra elementare Margherita Nardecchia Marzolo, l’ultima in fondo, a pochi passi dal fiume Aterno, verrà demolita (salvo ripensamenti o una sospensiva in extremis del Tar) perché in corrispondenza della cucina (secondo questo progetto) dovrà sorgere il sovrappasso della nuova strada (da Bazzano a San Gregorio, 6-7 chilometri in tutto) prevista dall’Anas per alleggerire il traffico della statale 17, ormai congestionato dopo la chiusura del centro storico dell’Aquila e la creazione in periferia dei 19 miniquartieri.
ASSEDIATI DALLE AUTO - Il tempo stringe. A dicembre scorso è stato approvato il progetto definitivo, a febbraio si è chiusa la gara. Sarebbero già pronte le lettere d’esproprio dei terreni: «Arriva la strada che asfalta la speranza», sospira Franco Papola, presidente dell’associazione Onna Onlus. «Ma come?», protestano in coro i cittadini della frazione alla fine dell’ennesima riunione. «Onna doveva rappresentare il simbolo della rinascita, della ricostruzione post-sisma in Abruzzo e adesso invece ci chiudono come indiani in una riserva, stretti tra la Statale e la Variante Sud. Assediati dalle auto e dall’inquinamento. Altro che turismo e agricoltura biologica, centro polivalente e piste ciclabili sul fiume. Sarà uno scempio...». Gli abitanti da mesi sono sul piede di guerra: Onna Onlus, la Proloco di Onna, il comitato cittadini di San Gregorio, hanno già presentato un ricorso al Tar e annunciano ora nuove iniziative. Non solo.
DIPLOMAZIA - Si rischia pure l’incidente diplomatico: Onna, come si ricorderà, dopo la catastrofe del 6 aprile 2009, fu «adottata» dal governo tedesco di Angela Merkel (in memoria della strage compiuta in loco dalla Wehrmacht l’11 giugno 1944, quando i nazisti uccisero 17 persone e rasero al suolo le case). L’ex ambasciatore Michael Steiner (tornato da poco a Berlino) ha lavorato per più di un anno fianco a fianco con gli onnesi per ricostruire la chiesa, le case, le scuole, mettendo a disposizione i migliori architetti e ingegneri per la realizzazione di un masterplan. Un piano di rinascita che adesso finalmente è pronto. E proprio l’ambasciata, nei giorni scorsi, ha scritto all’Anas per provare a sventare la minaccia: lettere cautissime «e molto diplomatiche» - chiosano a Onna Onlus - per suggerire l’adozione di un percorso alternativo a quello descritto nel progetto di dicembre. Una strada che, cioè, passi al di là del fiume, in mezzo alla campagna, lontana dalle case. Finora, però, senza esito.
RICORSO - L’avvocato Fausto Corti, che assiste la maestra Nardecchia Marzolo nella sua battaglia per evitare l'abbattimento della casetta-miracolo, dice che un primo ricorso, già presentato al Tar, è stato respinto due settimane fa in assenza di «danno grave e irreparabile». È naturale: la demolizione non c’è ancora stata... Ma se e quando partiranno i cantieri lui, è chiaro, tornerà alla carica. È su un altro punto, però, che oggi l’avvocato vorrebbe attirare l’attenzione: «La Variante Sud», osserva, «fu approvata in un giorno, nell’ambito della stessa conferenza di servizi che doveva dare l’ok sulla nuova viabilità del post-terremoto. Capito? Anche qui, anche in questo caso, le procedure d’urgenza della Protezione civile, come per il G8 e i Grandi Eventi, hanno giocato un ruolo fondamentale. La Variante Sud», ricorda Corti, «faceva parte della Legge-Obiettivo, ci sarebbero voluti cioè ben altri tempi e ben altri passaggi per approvarla. E invece in un lampo eccoci qua, con 33 milioni di euro già pronti. Oltretutto», conclude il legale, «il progetto scelto dall’Anas è il più oneroso, perché far passare la strada vicino a Onna, dove si è visto che è alto il rischio idrogeologico, significherà costruirla non a raso, ma sopra un terrapieno. Che vuol dire? Camion e camion di terra. In faccia al paese sorgerà una collina...».
Fabrizio Caccia
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23/03/2010
Totti e il poker:«A Ilary non dispiace, sa che è solo una distrazione»
Totti e il poker:«A Ilary non dispiace, sa che è solo una distrazione»
Francesco Totti racconta ad “A” la sua terza vita. Il superbomber gioca anche su altri campi. E sembra cavarsela benissimo
Lo chiamano il Re di Roma. Il Bimbo de oro. Ma Francesco Totti, 33 anni, detto anche il Pupone, ci ride su. Non è tipo da montarsi la testa. Alle ovazioni da stadio ci è abituato. Sono anni che infiamma le curve. Anni che il Capitano, con la C maiuscola, regna sui cuori giallorossi. Sul popolo del pallone. Un simbolo. Un eroe. Un gladiatore. Da un po’, però, Francesco il superbomber gioca anche su altri campi. E sembra cavarsela benissimo. Avere al suo fianco Ilary Blasi, ex letterina diventata Iena, sposata in diretta tv cinque anni fa, è un assist vincente. «Totti e Ilary? Come la Mondaini e Vianello» hanno detto dopo il successo degli spot Vodafone che ha girato con la moglie. Lui, la Bestia, l’ignorante antitecnologico che non sa niente di Internet, lei, la Bella, che gli impedisce di infilare i tost nel modem. Una serie di scenette divertenti, di quadretti di vita domestica da “così fan tutti”, che hanno dato l’ultima spinta al tandem, incoronandoli la coppia mediatica più amata del momento. Inevitabile che sorga qualche dubbio. Il Capitano, uomo notoriamente più portato ai gol che alle interviste, li rimpalla con un mezzo sorriso. E una raffica di risposte secche da giocatore di ping pong. O di poker, quasi un chiodo fisso. Altro che amanti. La sua terza vita, quella al tavolo da gioco. Perché lui è un uomo tutto stadio, casa e carte
Totti, ormai gira uno spot dopo l’altro. Non è che pianta tutto per fare l’attore?
«Ma no. La mia professione è quella del calciatore e onestamente penso solo a giocare a calcio».
De Laurentiis ha dovuto smentire di averla ingaggiata per un cinepanettone.
«Io voglio solo recuperare prima possibile dopo l’infortunio: non vedo l’ora di tornare in campo».
I problemi al ginocchio non le avranno impedito di giocare a poker. Dicono che sia una sua grande passione.
«Trovo che alleni l’abilità mentale. Mi capita spesso di fare una partita quando sono in ritiro con i miei compagni di squadra: mi rilassa molto. Più che un gioco è uno sport per il cervello; c’è molta strategia, nel poker, per questo mi piace».
E con chi gioca, di solito?
«Le partite più divertenti sono quelle con Philippe Mexes, Jérémy Menez e Marco Cassetti. Ma quello che mi piacerebbe spennare sul serio è Mexes».
Perché, poveretto?
«Non me lo chieda. Questo è un segreto».
E sua moglie Ilary cosa ne pensa?
«Nulla di particolare. Sa che lo vivo come un divertimento. Il poker è solo una delle tante cose che mi piace fare e a cui dedico un po’ del mio tempo».
Gioca spesso?
«Circa tre volte la settimana. A volte anche online».
Il suo nickname?
«Totti10. Provate a sfidarmi».
Bluffa più al tavolo di gioco, in campo o nella vita?
«Bluffo solo al tavolo verde perché lì fa parte del gioco. In campo non direi, casomai corro qualche rischio scegliendo magari una soluzione difficile».
E nella vita?
«Mai. La vita è una cosa seria, bisogna bluffare il meno possibile».
Però a lei, nella vita, piace prendersi in giro.
«Essere un po’ autoironici è fondamentale. Saper ridere, anche di se stessi, a volte aiuta».
Altre cose, invece, le prende molto sul serio. L’ incarico di ambasciatore dell’Unicef, ad esempio.
«Sono convinto di essere stato fortunato e trovo sia giusto dedicare un po’ di tempo a chi soffre».
Ha due figli piccoli. Per questo ha scelto l’Unicef?
«Ho preso questo impegno perché i bambini sono il nostro futuro e l’Unicef vorrebbe garantire a tutti un futuro dignitoso. Conosco tante persone che hanno dedicato la loro vita a questo scopo. Il minimo che possoa fare io è dare un po’ di tempo».
Il duro dal cuore d’oro. Una cosa che l’ha fatta piangere?
«Mi sono commosso tantissimo per il terremoto di Haiti e poi per quello in Cile. Pensare che in un solo terribile minuto vengano sconvolte le esistenze di tante persone ti fa riflettere».
Una cosa che la fa ridere: le barzellette su Totti? Avanti: qual è la sua preferita?
«Non ce ne è una in particolare. In realtà quel che mi fa ridere davvero sono gli scherzi con i compagni di squadra».
Di che cosa parlano i calciatori negli spogliatoi, là dove le donne non entrano e non sentono?
«Di nulla di particolare. Parliamo del nostro lavoro, degli allenamenti. A volte si chiacchiera di altri sport. Cose normalissime».
Non ci credo.
«Ma è vero».
Com’è vivere con Totti?
«Una vita molto normale. Mi piace stare in casa in completo relax e godermi i figli. Mi piace invitare gli amici e guardare un bel film. Cose molto semplici, che ci crediate o no».
E poi?
«Quando posso mi piace giocare a tennis e a basket. Mi capita di fare qualche partita alla playstation e, come le dicevo prima, mi piacciono molto i film».
Attrice preferita?
«Scelgo Cameron Diaz e Sandra Bullock. La più brava, però, trovo che sia Meryl Streep».
Ha una bellissima famiglia. È adorato dai tifosi. Di tanto in tanto le appioppano qualche amante: “Per invidia” dice lei. Mai successo che fosse Totti a invidiare qualcuno? «Assolutamente no. L’invidia non mi appartiene, per carattere. Trovo sia un sentimento molto brutto».
Come si immagina tra dieci anni ?
«Non riesco a proiettarmi così in là nel tempo. Mi piacerebbe allargare la famiglia, questo sì.»
E professionalmente parlando?
«Rimarrò sicuramente nel mondo del calcio».
Che ci dice di Ilary?
«È una brava moglie e una mamma eccezionale. Una bellissima persona ».
Quando scendono in campo i figli, Totti come se la cava?
«Giochiamo tantissimo. Con Cristian a calcio, soprattutto. Mentre con Chanel... Con lei faccio tutto quello che mi chiede. Le piace un mondo quando la prendo per le braccia e la faccio volare».
Spieghi a un bambino che cos’è la felicità
«Posso dire che cos’era per me. Correre dietro un pallone tutto il giorno. E poi, dopo, tornare in una casa serena, da una famiglia che mi amava. Quello che tutti i bambini dovrebbero avere».
Desirée Colapietro Petrini
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05/01/2010
«Serve una nuova coesione nazionale»
«Serve una nuova coesione nazionale»
Napolitano: «non smarrire il senso comune dell'interesse generale». Fini elogia De Nicola: «Seppe anteporre il superiore interesse dell'Italia alle pur legittime idealità di parte»
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| Gianfranco Fini (Insidefoto) |
NAPOLI - «L'esperienza di Enrico De Nicola, con la sua costante attenzione agli interessi superiori del Paese può e deve essere indicata come prezioso insegnamento sulla via di un rinnovato senso della coesione nazionale». È quanto ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini alla cerimonia di commemorazione dei 50 anni della morte del giurista e primo presidente della Repubblica italiana, Enrico De Nicola. Alla cerimonia era presente anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano.
IL RICORDO - Fini ha poi ricordato De Nicola «come uno dei personaggi-simbolo della pacificazione nazionale e come un uomo che seppe anteporre il superiore interesse dell'Italia alle pur legittime e necessarie idealità di parte». «La sua lealtà alla monarchia - ha aggiunto Fini - non gli impedì infatti di accogliere il voto dell'Assemblea Costituente che lo designò Capo provvisorio dello Stato, permettendo così al Paese di costruire senza lacerazioni destabilizzanti il suo futuro democratico e costituzionale». «L'affermazione di quella che è stata chiamata la democrazia dell'alternanza e la fine delle contrapposizioni ideologiche - ha aggiunto Fini - ripropongono l'esigenza di valori unificanti e condivisi, essendo comunemente accettata l'idea che in un sistema di democrazia bipolare ciò che unisce è altrettanto importante di ciò che divide».
NAPOLITANO - Anche Napolitano ha ricordato la lezione di De Nicola e ha detto che c'è molto da imparare dal suo esempio nell'Italia di oggi, in particolare la necessità di «non smarrire il senso comune dell'interesse generale». De Nicola, ha aggiunto il capo dello Stato fu decisivo garante delle sorti del Paese nel passaggio monarchia-repubblica. «La libera dialettica di posizioni e di ruoli tra maggioranza e opposizioni - ha spiegato Napolitano - non esclude che si riproponga - in momenti di serie prove per il Paese - l'esigenza di non smarrire il senso del comune interesse nazionale». Napolitano ha detto poi che cerca sempre di imparare «da quel che fu contestato a De Nicola come incorreggibile "formalismo" e che in realtà era correttezza e rigore nell'esercizio, da parte di ogni soggetto istituzionale, del proprio ruolo e dei propri poteri, rispettandone sempre i limiti invalicabili. È qualcosa che anche negli anni di De Nicola capo dello Stato, provocava insofferenza in altri soggetti istituzionali. Ma egli ci ha lasciato anche una lezione di serena fermezza e di ciò gli siamo egualmente grati». Sul «debito di riconoscenza» che l'Italia repubblicana e chi è stato suo successore alla Presidenza della Repubblica deve riconoscere, Napolitano ha insistito in vari passaggi del suo discorso.
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11/06/2009
Berlusconi vara "Magic Italy" Ma il logo è bocciato dalla Rete
Berlusconi vara "Magic Italy" Ma il logo è bocciato dalla Rete
Il premier: «servirà a rilanciare il turismo in italia». Lo slogan lanciato in tv dalla Brambilla. La blogosfera: «Sembra una televendita». Il ministro: «Solo una bozza»

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| Brambilla e Berlusconi (Fotogramma) |
MILANO - L'ha presentato di notte, negli studi di Emilio Fede, in piena maratona elettorale: «Sono molto ansiosa di mostrare l'immagine nuova dell'Italia alla quale il presidente Berlusconi lavora da giorni». Michela Vittoria Brambilla ha aperto la cartelletta che portava con sé e, con una certa soddisfazione, ha lanciato lo slogan: "Magic Italy". Illustrato con una scritta su sfondo scuro con banda tricolore che, ha spiegato il ministro per il Turismo al Tg4, «sarà il marchio protagonista della nostra campagna di spot» (per poi precisare più tardi che quel marchio è solo bozza). Una conferma è arrivata dallo stesso premier durante l'assemblea del Confartigianato: «Stanotte ho varato il marchio 'Magic Italy' per rilanciare il turismo in Italia» ha annunciato Berlusconi, che si sarebbe occupato personalmente degli ultimi ritocchi. «Il nostro obiettivo, che è anche la missione del ministro, è raddoppiare in quattro anni il Pil rappresentato dal turismo: dal 10 al 20%. Abbiamo la possibilità di farlo».
REAZIONI - Ma il logo – almeno nella versione presentata al Tg4 - era già rimbalzato in Rete, assieme al video della Brambilla. Risultato? I giudizi della blogosfera sono stati impietosi. Si parte dalla stroncatura di SocialDesignZine, che ha svelato sul web il nuovo simbolo: «Questo accrocchio di luminescente barbarie grafica non ha né struttura, né status, né dignità di marchio: ci sembra scarsamente applicabile in qualsiasi contesto». Emmebi scrive sul suo blog: «Magic Italy odora di televendite notturne dei primi anni delle tv commerciali. Sembra che da un momento all'altro salti fuori Giorgio Mastrota. E poi Umberto Smaila con le ragazze cin-cin». Cattiva Maestra, invece, si chiede: «Magic Italy sarà principalmente una campagna per gli old media o sbarcherà anche sul Web? E in tutto questo, che fine farà l'annunciato rilancio del progetto Italia.it sotto le insegne del dominio Italia.info?». Su Facebook è già nato il gruppo "Magic Italy Go Home": «Quel marchio – si legge - è offensivo per un paese che continua a vantare una decorosa, a volte gloriosa, cultura del progetto».
IL PORTALE - Il timore, che si coglie dalle numerose critiche sparse in Rete, è che "Magic Italy" possa bissare il flop del portale italiano per il turismo: nonostante un investimento di 45 milioni di euro, Italia.it venne infatti chiuso nel gennaio 2008 dopo circa un anno di vita (e una marea di polemiche). Ma il nuovo governo ha deciso di riprovarci: a gennaio il ministro Brunetta ha siglato proprio con la Brambilla il protocollo di intesa per "la messa on line del portale nazionale del turismo" (qui il file in pdf). La dote, in questo caso, è di 10 milioni di euro.
LA REPLICA - Ma è lo stesso ministro a precisare al Corriere.it che lo slogan "Magic Italy", in realtà, fa parte della «nuova campagna di spot televisivi per i paesi esteri, che il ministero del Turismo diffonderà entro la fine del mese». «Il Presidente del Consiglio lo sta curando in prima persona, con grande impegno - prosegue la Brambilla. - I contenuti degli spot, la colonna sonora prescelta e la grafica di "Magic Italy" , ancora in corso di definizione, verranno resi noti in conferenza stampa entro la fine del mese di giugno. Nei giorni scorsi sono intanto state mostrate alcune bozze non definitive dello slogan che verrà inserito con grafica animata in coda agli spot». «Il Presidente del Consiglio ed il ministero del Turismo - aggiunge il ministro - stanno inoltre lavorando al nuovo logo dell'Italia, che comparirà in tutta la comunicazione ufficiale – dal nuovo portale alle pubblicazioni di ogni genere. Pur essendo ancora in corso di definizione, possiamo però anticipare che i colori utilizzati saranno il bianco, il nero, il rosso ed il verde. Si ritiene di poterlo presentare in via ufficiale nel corso della medesima conferenza stampa. Solo in quella data sarà quindi possibile commentare la nuova immagine dell'Italia, che ci auguriamo incontrerà il gradimento di tutti. Ed è facilmente immaginabile quale grande studio e confronto vi sia a monte della realizzazione dei progetti menzionati». Per adesso, dunque, si sta discutendo solo di una bozza. Una cosa è certa: questa immagine, così com'è, alla Rete non piace. Proprio come accadde al celebre "cetriolone" di Italia.it.
Germano Antonucci
23:27 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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