27/11/2010
La «dream car» esiste ma solo nei giochi
La «dream car» esiste ma solo nei giochiLa X1 di Redbull, "dream car" che esiste solo in Gt5, un bolide da 450 kM/h
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23/03/2010
Missione "simulata" su Marte Un italiano tra i 4 candidati
Missione "simulata" su Marte Un italiano tra i 4 candidati
L'Esa ha presentato il quartetto di "finalisti" europei al grande progetto "Mars 500", che partirà a maggio, in collaborazione con la Russia: 520 giorni in un'astronave virtuale. L'ingegnere ventiseienne Diego Urbina: "E' un sogno che si avvera"

I quattro candidati: l'ultimo a destra è Diego Urbina
NOORDWIJK (Olanda) - C'è anche un nostro connazionale - l'ingenere ventiseienne Diego Urbina, di madre italiana e padre colombiano - tra i quattro candidati finali dell'Agenzia spaziale europea per Mars 500, il programma frutto della collaborazione tra Russia e Ue che simulerà una missione spaziale su Marte.
I quattro candidati sono stati presentati in un incontro con la stampa che si è tenuto all'Estec, il Centro di ricerca scientifica e tecnologica dell'Esa a Noordwijk, in Olanda. Gli altri candidati, anche loro ingegneri, sono due francesi e un belga. All'interno di questo quartetto, a inizio maggio, saranno scelti i due partecipanti dell'area Ue alla missione sperimentale, in un equipaggio che comprenderà anche tre russi - uno dei quali sarà il comandante - e un cinese.
Dopo circa 15 giorni inizierà a Mosca l'esperimento vero e proprio. I sei vivranno in un'astronave virtuale per 520 giorni: i primi 250 saranno quelli necessari per il viaggio dalla Terra a Marte, i successivi 30 quelli in cui simuleranno la fase di esplorazione della superficie del Pianeta rosso, per poi passare gli ultimi 240 giorni nel viaggio di ritorno verso la Terra.
Nella presentazione che si è tenuta oggi Simonetta Di Pippo, a capo della Direzione per il volo umano dell'Agenzia spaziale europea, ha sottolineato "i due aspetti fondamentali" di questa missione simulata su Marte, in cui "l'equipaggio sarà sottoposto a una situazione davvero estrema, vivendo in totale isolamento per quasi un anno e mezzo". Primo: "Ci permetterà di effettuare degli esperimenti di natura fisica, psicologica e anche sociologica che possono avere un impatto sulla vita del cittadino. Anche per questo all'Agenzia spaziale europea abbiamo creato un dipartimento di medicina spaziale" che, forte dei risultati di questi e altri esperimenti, potrà fornire indicazioni utili anche per la vita di tutti i cittadini. Il secondo aspetto è legato all'idea di arrivare con una vera e propria missione su Marte, cosa che realisticamente si potrà fare "non prima del 2035-2040". In questo senso, ha spiegato Di Pippo, tutti gli esperimenti che saranno effettuati durante la missione Mars 500 saranno di fondamentale utilità.
Su questo programma sperimentale l'Agenzia spaziale europea ha investito 1,5 milioni di euro, mentre ai due europei prescelti andrà una cifra tra "i 55mila e i 75mila euro". "Abbastanza per pagare le bollette", ha commentato con una battuta l'ingegnere italiano "finalista": "E' un sogno che si avvera - ha dichiarato - visto che, come tanti ragazzi, vorrei fare l'astronauta. Vorrei poter dire, il giorno che l'uomo mettesse davvero piede su Marte, che io ho contribuito a tutto questo".
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04/10/2008
Simula una rapina e uccide il vicino
Simula una rapina e uccide il vicinoLa tragedia in Ogliastra. La vittima è Raffaele Monni, di 37 anni, operaio, ucciso con alcuni colpi di pistola. Arrestato Giampietro Palmas, disoccupato di 39 anni, di Loceri
CAGLIARI - Per gli inquirenti ha simulato l'effrazione in casa sua e il tentativo di furto con cui poi ha giustificato il colpo di pistola che ha ucciso il presunto ladro. Giampietro Palmas, disoccupato di 39 anni, di Loceri (Ogliastra) è finito nel carcere di Lanusei per omicidio volontario su disposizione del pm Domenico Fiordaliso, dopo aver sparato attorno alle 22 di venerdì con la sua pistola 44 Magnum, legalmente detenuta, ad un vicino di casa, Raffaele Monni, 37 anni.
NESSUNA INDICAZIONE SUL MOVENTE - I carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Lanusei e della stazione di Barisardo, che conducono le indagini coordinati dalla procura di Lanusei, non credono alla versione fornita da Palmas, che si era autodenunciato dopo l'omicidio telefonando al 112. Già nella prima chiamata, l'uomo aveva riferito di aver sparato a un conoscente per legittima difesa, versione confermata ai primi carabinieri arrivati sul posto, una casa in via Nazionale, a Loceri. Palmas ha dichiarato che Monni aveva tentato d'introdursi in casa sua armato di un oggetto appuntito per rubare. Trovandoselo davanti, ha impugnato la pistola e gli ha sparato al petto. Ma i rilievi effettuati dai carabinieri contraddicono la versione del fermato. Le indagini hanno evidenziato la presenza di numerosi oggetti nell'abitazione incompatibili con la versione fornita da Palmas e anche che la conoscenza fra i due vicini di casa - Monni abitava in via Diaz - era molto meno superficiale di quanto il presunto omicida voglia far credere. Anzi, sono stati raccolti elementi sufficienti a far ritenere che i due uomini abbiano trascorso insieme un po' di tempo poco prima dell'omicidio. Gli inquirenti, in conferenza stampa, non hanno voluto però fornire alcuna indicazione sul movente, da ricercarsi nei rapporti pregressi fra i due, ancora tutti da accertare.
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