20/07/2010
Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di Pomigliano
Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di PomiglianoIl lavoratore fa parte del coordinamento provinciale dello Slai di Campobasso. I Cobas: «Il Lingotto passa alla repressione di lavoratori e sindacalisti»
NAPOLI - Un operaio della Fiat Power Train di Termoli, del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso, è stato licenziato dall'azienda per aver partecipato al presidio davanti al Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco lo scorso 22 giugno, in occasione del referendum in fabbrica.
«NON L'HANNO FATTO ENTRARE» - È quanto dichiara Vittorio Granillo, del coordinamento del sindacato di base, annunciando un'azione legale in difesa dell'operaio, Giovanni Musacchio. Per i sindacati di base, «la Fiat, non riuscendo ad avere consensi, passa alla repressione nei confronti degli operai e dei sindacalisti». «Abbiamo assistito in questi giorni alle azioni di forza da parte dell'azienda - ha proseguito Granillo - che ha dapprima licenziato i delegati Fiom a Melfi e adesso il rappresentante dello Slai Cobas». Secondo quanto reso noto da Granillo, l'operaio si era recato in fabbrica a Termoli per il secondo turno di lavoro: «Ma non lo hanno fatto entrare e gli hanno comunicato il licenziamento davanti ai cancelli, preannunciandogli la successiva lettera a casa. Secondo quanto gli hanno spiegato, Giovanni aveva usufruito di un permesso per accudire la propria figlia. Un permesso che però terminava alle 14, ed è stato allora che il nostro esponente ha raggiunto gli altri delegati di Termoli arrivati a Pomigliano d'Arco».
Redazione online
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| Tag: cronaca, fiat, licenziato, operaio, lavoratore, contestazione, cobas, repressione, sindacalisti | OKNOtizie |
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