31/08/2011

I sindaci pubblicheranno i redditi di tutti

I sindaci pubblicheranno i redditi di tutti

IL PIANO ANTI-FURBI. L'ipotesi allo studio per essere inserita già nella manovra

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08/04/2011

Epidemia colposa: i pm chiedono il processo per Iervolino, Bassolino e Pansa

Epidemia colposa: i pm chiedono il processo per Iervolino, Bassolino e Pansa

Per 16 indagati è stato invece disposto lo stralcio. Chiesto il rinvio per altre 17 persone, tra cui numerosi sindaci: non avrebbero impedito il diffondersi di malattie

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La Consulta e il pacchetto sicurezza «Illegittimi i super poteri dei sindaci»

La Consulta e il pacchetto sicurezza «Illegittimi i super poteri dei sindaci»

Insorge il ministro Maroni: «Dai giudici un errore, rimedieremo». Bocciata la norma che consente di adottare ordinanze come quelle anti-lucciole o anti accattonaggio. Maroni: «Questione formale, rimedieremo con una legge»

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24/09/2010

Gobbo ai sindaci: basta inno d'Italia

Gobbo ai sindaci: basta inno d'Italia

La sfida identitaria. La linea della Lega: «Non suonatelo nelle manifestazioni pubbliche. Esecuzione relegata alle sole manifestazioni delle forze armate»

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15/07/2010

Senato, si alla manovra. Ora alla Camera Regioni e Comuni sul piede di guerra

Senato, si alla manovra. Ora alla Camera Regioni e Comuni sul piede di guerra

Su 306 votanti, i sì sono stati 170, 136 i no. Scontro in Aula tra maggioranza e opposizione. Finocchiaro: "Colpisce i giovani". Gasparri: "Apriamo una stagione di crescita e sviluppo". E le Regioni abbandonano l'ipotesi di rimettere le deleghe.

 

 

 

ROMA - Il governo ha incassato a Palazzo Madama la 35ma fiducia posta sulla manovra correttiva con 170 sì, 136 no e nessun astenuto. A favore hanno votato Pdl, Lega ed Mpa, contrari Pd, Idv, Udc e Alleanza per l'Italia. Il decreto ora passa all'esame della Camera dove dovrà essere convertito in legge entro il 30 luglio. Il governo ha già annunciato che anche a Montecitorio sarà posta la questione di fiducia.

IL NO DI REGIONI E COMUNI - Con il sì del Senato alla fiducia sulla manovra si chiude il primo decisivo passaggio parlamentare per il decreto di correzione dei conti italiani. Un intervento da circa 25 miliardi di euro necessario per mantenere gli impegni con Bruxelles sul deficit. Una manovra pesante, riconosciuta da tutti come necessaria per mettere al riparo l’Italia da ulteriori turbolenze finanziarie, ma contestatissima fin dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri il 25 maggio scorso. In trincea, in primis, i governatori che hanno protestato duramente contro i pesanti tagli alle Regioni, arrivando a minacciare la restituzione allo Stato di deleghe importanti, dai trasporti all’ambiente. E ora anche i Comuni hanno annunciato che alla Conferenza Unificata esprimeranno il proprio parere negativo.

IL FRONTE DEI DELUSI - Giovedì i governatori torneranno a riunirsi per valutare le mosse future, a maggior ragione adesso che non ci sono più spazi per intervenire in manovra. Molte altre le altre categorie sul piede di guerra, a cui però è toccata miglior sorte: dai disabili che chiedevano modifiche alla soglia di invalidità, ai farmacisti che volevano una più equa distribuzione dei sacrifici, dai magistrati fino a Province e Comuni e sono state accontentante con la promessa di maggiori spazi per l’autonomia impositiva con il federalismo fiscale. I Comuni esprimeranno in Conferenza Unificata parere negativo sulla manovra. Lo ha detto Il presidente dell'Anci, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, al termine del Consiglio nazionale dell'Associazione dei Comuni anticipando quanto è scritto in un ordine del giorno che è stato approvato dall'assemblea dei sindaci con l'astensione di sei amministratori (Udc e Rifondazione comunista) ha detto che dalla Conferenza Unificata dei Comuni arriverà un parere negativo formale. Dunque anche sul fronte dei sindaci, dopo quello dei presidenti di Regione, il governo potrebbe ricevere un'opposizione trasversale. «Con le Regioni abbiamo governato insieme una fase, ci sono state differenze in particolare sul federalismo - ha detto ancora Chiamparino -, ma le discussioni parallele di oggi e le decisioni assunte creano tutte le condizioni per ricostruire un lavoro unitario». Chiamparino ha anche anticipato che i sindaci cercheranno di verificare se entro ottobre la manovra possa essere modificata.

IL VOTO AL SENATO - Numerosi anche gli incidenti di percorso durante l’iter a palazzo Madama. Per citare i più celebri, si può ricordare il dietrofont del governo sullo stop al requisito di 40 anni di contributi, bollato dal ministro Maurizio Sacconi come un ’refuso’, ma poi smentito dal collega Giulio Tremonti. E ancora, l’annosa vicenda delle ’quote latte’ che ha scatenato polemiche dopo l’annuncio di Bruxelles di una possibile procedura di infrazione a carico dell’Italia per la proroga della sospensione del pagamento delle multe. Marcia indietro dell’esecutivo anche sul taglio delle tredicesime per poliziotti, magistrati e altri comparti. Dal Senato, tuttavia, come ha sottolineato lo stesso Tremonti, la manovra esce migliorata e con i saldi invariati. Molte le novità introdotte nel passaggio in commissione che si sono andate ad aggiungere a un provvedimento già molto corposo che consentirà all’Italia di ridurre il deficit dal 5% del Pil del 2010 al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2011. Tra le norme di maggior peso, c’è il blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, le novità sulle pensioni, i tagli per Regioni, Province e Comuni. E ancora, la riduzione degli stipendi dei manager, dei ministeri e dei costi della politica, la stretta sull’evasione fiscale e le assicurazioni. Entrano anche le norme per la libertà d’impresa, i rincari dei pedaggi autostradali e la sanatoria di oltre 2 milioni di «case-fantasma». Il testo passa adesso «blindato» a Montecitorio per il via libera definitivo, senza modifiche, e con un nuovo voto di fiducia entro fine mese.

Redazione online


21/01/2010

Berlusconi incorona Brunetta: candidato sindaco di Venezia

Berlusconi incorona Brunetta: candidato sindaco di Venezia

 

Il premier: L'udc «vuole fare accordi solo in base alle convenienze». Via libera dell'ufficio di presidenza del Pdl al ministro della Funzione pubblica

 

Renato Brunetta
Renato Brunetta

ROMA - Il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha chiesto a Renato Brunetta, attuale ministro della Funzione Pubblica, di candidarsi a sindaco di Venezia. È quanto si legge in una nota diffusa a margine della riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl.

VENEZIANO AUTENTICO - «Renato Brunetta, ministro dell'Innovazione e Funzione Pubblica, è una personalità politica di primo piano del popolo delle libertà», prosegue la nota. «Per questa ragione, il presidente Silvio Berlusconi, a nome dell'intera coalizione, gli ha chiesto di accettare la candidatura a sindaco di Venezia. Il valore di questa candidatura è dato dal lavoro che il ministro Brunetta ha fin qui svolto nel governo e dal fatto di essere un veneziano autentico e appassionato verso la sua città». «Venezia - conclude la nota - subisce da anni un grave declino e merita finalmente una guida capace di valorizzare le enormi potenzialità. Siamo sicuri che il sindaco Brunetta sarà la persona più adatta a questo difficile compito».

REGIONALI - Dopo il rinvio della decisione per la presidenza della regione Puglia, l'ufficio di presidenza del Pdl ha deciso poi di dare mandato ai coordinatori di presentare per la prossima settimana anche i nomi di candidati per altre quattro regioni: la Basilicata, l'Umbria, le Marche e la Toscana. Si fanno però diversi nomi di possibili candidati Pdl per la carica di governatore. Per la Puglia si fa il nome del giornalista del Tg1 Attilio Romita oltre a quelli di Adriana Poli Bortone, Rocco Palese e Alfredo Mantovano. «Ieri sera mi ha chiamato un autorevole esponente del Pdl. Gli ho detto che sono disponibile. Ma la parola adesso passa alla politica»: ha detto Romita, commentando con il direttore dell'emittente salentina Telerama la sua eventuale candidatura alla presidenza della Regione Puglia. Per la Basilicata si fa invece il nome di un altro giornalista: quello dell'ex vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam.

BERLUSCONI - Intanto Berlusconi, secondo quanto si apprende, avrebbe contestato durante l’ufficio di presidenza del Pdl, la politica portata avanti dall’Udc colpevole, a suo dire, «di fare accordi solo in base alle convenienze».

Redazione online


17/12/2009

Deputati, 47 i casi di incompatibilità

Deputati, 47 i casi di incompatibilità

 

I risultati di due anni di lavoro della Giunta per le elezioni della Camera. Riguardano parlamentari che hanno anche incarichi in consigli regionali o che sono sindaci di grossi comuni

 

L'aula della Camera (Ansa)
L'aula della Camera (Ansa)

ROMA - Il Comitato per le incompatibilità della Giunta per le elezioni della Camera ha accertato, nei primi due anni di attività, 47 casi di doppi incarichi svolti da deputati, incompatibili con il mandato parlamentare. Lo ha reso noto il presidente della Giunta, Maurizio Migliavacca, tracciando un primo bilancio del lavoro condotto in questa prima parte di legislatura.

I CASI NON CONFORMI - Il Comitato alla data odierna, ha svolto 33 riunioni, nell'ambito delle quali ha proceduto all'audizione di 16 deputati - ha esaminato 122 cariche, concludendone l'esame per 112. Di queste 112 cariche, 100 sono state esaminate dalla Giunta plenaria, che ne ha dichiarato 47 incompatibili con il mandato parlamentare e 18 compatibili. Mentre per le rimanenti 35 cariche la Giunta si è limitata a prendere atto della cessazione dalla carica per dimissioni spontanee da parte dei deputati interessati. Delle 47 cariche dichiarate incompatibili nella corrente legislatura, 42 (36 nel 2008 e 6 nel 2009) consistevano in cariche regionali (consigliere regionale o assessore regionale) la cui incompatibilità è direttamente prevista dall'articolo 122, secondo comma, della Costituzione.

IL NODO DEI SINDACI - Altro tema sul quale il Comitato ha già concluso la propria istruttoria è quello riguardante la questione relativa alla compatibilità o meno con il mandato parlamentare delle cariche di sindaco di comune con popolazione superiore ai 20 mila abitanti o di presidente di provincia, ove assunte successivamente all'elezione a deputato (dal momento che le stesse cariche costituiscono invece causa di ineleggibilità ove ricoperte già al momento della candidatura). «Dopo una approfondita ed articolata istruttoria - ha riferito Migliavacca - è emerso l'orientamento maggioritario favorevole all'accertamento della compatibilità, secondo un indirizzo inaugurato dalla Giunta nella XIV legislatura e motivato con il fatto che nell'ordinamento italiano è assente un'esplicita norma di legge che preveda l'incompatibilità. Sulla questione la Giunta plenaria sarà chiamata a deliberare in una seduta che sarà convocata alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia. Infine, per quanto riguarda le ineleggibilità, tutte le cariche sono già state esaminate sotto tale profilo e solo per un deputato - che rivestiva la carica di sindaco di un comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti al momento della candidatura - la Giunta ha deliberato la contestazione dell'elezione, fissando l'udienza pubblica per il 20 gennaio 2010».


21/08/2009

Raccolta di firme dei turisti «Qui galleggiano i rifiuti»

Raccolta di firme dei turisti «Qui galleggiano i rifiuti»

 

Campania. Bandiere blu, i bagnanti di 4 delle 12 spiagge premiate hanno protestato in qualche caso rivolgendosi ai sindaci

 

Agropoli
Agropoli

NAPOLI — Rifiuti galleggianti insidiano le bandiere blu della Campania. I bagnanti di quattro delle dodici spiagge premiate nel 2009 hanno protestato in qualche caso rivolgendosi ai sindaci. A Marina del Cantone, Acciaroli, Agropoli e nella new entry Casal Velino ci sono stati vari inconvenienti che hanno addirittura impedito di fare il bagno. «I rifiuti galleggianti arrivano da comuni vicini » si difendono quasi in coro gli amministratori. Più probabilmente l’immondizia in acqua è il risultato del cattivo comportamento di qualche diportista o di qualche scarico abusivo difficile da rintracciare.

A Marina del Cantone, nel comune di Massa Lubrense, mercoledì i bagnanti hanno fatto una raccolta di firme da presentare al sindaco. L’acqua è cristallina per quasi tutta la giornata, ma per qualche ora al giorno, dalle 13 alle 16, compare una larga chiazza marrone maleodorante. Cosa che non accade alla vicina «spiaggia dei tedeschi» e che fa pensare più a un «inquinatore» solitario. Nel Cilento, il mare della spettacolare spiaggia di Acciaroli, già da luglio e fino agli ultimi giorni, si copre di schiuma e non basta noleggiare un pattino per fare il bagno. Si deve superare il mezzo miglio per ritrovare lo spettacolare mare del Cilento, anche perché oltre alla schiuma ci sono anche dei rifiuti galleggianti. Anche qui tutto sparisce dopo le 17 portato via dalle correnti. Un fenomeno che non tocca la vicina Pioppi, altro borgo marinaro di Pollica. Stessi problemi anche per il popoloso comune di Agropoli e per Casal Velino che per la prima volta quest’anno ha la bandiera blu.

«Eppure un’acqua così bella non si è mai vista—dice Leone Gargiulo, sindaco di Massa Lubrense — siamo l’unica Bandiera blu della provincia di Napoli e questo dovrebbe far capire che difficoltà dobbiamo affrontare. Prendo atto della protesta, ma noi abbiamo tutto sotto controllo, soprattutto i depuratori che funzionano perfettamente». Sul fatto che l’acqua di Marina del Cantone quest’anno sia la migliore degli ultimi tempi sono quasi tutti d’accordo e anche mercoledì mattina era spettacolare. Proprio per questo la marea marrone che si è vista negli ultimi giorni ha fatto arrabbiare qualche turista. «Il nostro controllo è costante — aggiunge il sindaco—penso a qualche grossa barca che ha scaricato a mare. Ho già avvisato la guardia costiera».

Sembra più semplice il problema nel Cilento con Pollica che è uno dei comuni che per primo si è dotato di depuratori e sistemi rigorosi di raccolta differenziata. «È vero il fatto della schiuma—dice il sindaco Angelo Vassallo—e ci sono state delle proteste. Ma ho fatto fare delle analisi e abbiamo scoperto che è "neve di mare": microalghe che si decompongono sul fondo e salgono in superficie. Accade dalle 11 alle 12, ho fatto fare dei volantini per avvertire i bagnanti. Per le buste di plastica posso fare ben poco. Ieri mi sono tuffato e le ho raccolte personalmente. È la gente incivile che le butta a mare dalle barche, hanno un tempo di decomposizione che supera i secoli». Per la neopremiata Casal Velino il problema sta invece nell’eredità ricevuta dai nuovi amministratori e mantenere pulito un mare che è stato trascurato per anni comporta qualche inconveniente.

Biagio Coscia


06/08/2009

Sindaci divisi sulle ronde

Sindaci divisi sulle ronde

 

 

Il padovano Zanonato (Pd): noi partiamo. Bologna: non servono

 

Ronde di volontari a Padova (Agf)
Ronde di volontari a Padova (Agf)

MILANO — «Ronde? Le faccio già io, in moto...». Scherza ma non troppo il sindaco di Bari, Michele Emiliano. «Non c'era bisogno di questo pasticcio — dice —. E a noi le ronde non credo serviranno». Ma per un amministratore pd contrario, eccone un altro possibilista: a Padova Flavio Zanonato si prepara a incontrare il nuovo prefetto, Ennio Mario Sodano, per stabilire criteri di azione. «Bisogna togliere di mezzo un po' di ideologia — ha spiegato —. Invece di polemizzare e non far nulla, penso sia mio dovere applicare al meglio la nuova disposizione. Se segnalare i reati è obbligo di tutti, i gruppi organizzati possono dare anche notizia di problemi e situazioni di disagio, tenendosi in contatto con Croce Verde o servizi sociali. Una sorta di ronda, ma solidale». A parte il cosiddetto modello-Verona, città apripista, a due giorni dal varo del decreto attuativo sulle ronde — «sabato si parte» ha detto il ministro Maroni — da Nord a Sud si avanza in ordine sparso. A Treviso si celebra una vittoria politica: «Ci adegueremo subito. Del resto, siamo tra i precursori: Maroni istituzionalizza un servizio che qui c'è già» dice Enrico Chinellato dell'associazione «Veneto Sicuro», operativa in città da tempo. Nel Trevigiano sono pronti anche i corsi per rondisti «Giubbe azzurre», idea del consigliere regionale di Forza Italia Remo Sernagiotto: «Chiederemo al prefetto se il nostro formatore, Antonio Romeo, ex carabiniere agli ordini del generale Dalla Chiesa, può operare o serve qualche certificato particolare». Ma le amministrazioni di grandi città come Roma e Milano presentano posizioni più sfaccettate. «Le ronde non ci piacciono» diceva il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ieri dalle colonne del Secolo d'Italia.

Questo, però, non significa rinunciare alla partecipazione dei cittadini in tema di sicurezza. E quindi: fratino giallo con scritto «Roma Sicura», turni di 4 ore, gruppi di tre persone con precedenza ad ex membri delle forze dell'ordine, età 18-70 anni. Potrebbe essere l'identikit dei romani chiamati, in autunno, a vigilare su scuole e parchi. Solo che Alemanno alla parola «ronda» preferisce la locuzione «volontariato cittadino». A Milano il vicesindaco Riccardo De Corato, anche lui scuola An, ferma tutto fino a settembre e sottolinea i problemi economici della nuova norma: «Siamo sorpresi dalla severità: l'impossibilità di contribuire al servizio con aiuti pubblici ci ha costretto a congelare convenzioni consolidate come con i City Angels e i Blue Berrets». In effetti, come a Milano, associazioni di cittadini impegnati nel controllo del territorio ce ne sono da tempo in varie città. I City Angels appunto, i «nonni vigile» davanti alle scuole, o i «tutor d'area» al lavoro a Genova da un anno: agenti in pensione (e pure in attività) che dedicano tempo libero a pattugliare i parchi contro spaccio e pedofili. Nel capoluogo ligure tra un mese esordiranno le guardie ecologiche: cittadini che potranno fare multe a chi getta rifiuti, lascia a terra le deiezioni del cane o non lo porta al guinzaglio. E il sindaco Marta Vincenzi (Pd) manda a dire al Viminale: «Per noi questa è la sicurezza partecipata. Diciamo no alle ronde. Sono grata al presidente Napolitano per aver influito nel far modificare il decreto, che pare impostato sul modello Genova».

Ognuno la vede a modo suo. Bergamo (da anni) e Como (da un mese) l'esperienza di cittadini-vigilantes la conoscono già e proseguiranno. Bologna dice no alle ronde: «Non servono» ha ribadito il sindaco Flavio Delbono di fronte all'insistenza leghista. Ma si tiene i City Angels e i pensionati del gruppo Primavera di Borgo Panigale. «Napoli aspetta il testo del decreto — dice l'assessore alla Sicurezza Luigi Scotti —. Anche se siamo convinti che la sicurezza sia responsabilità dello Stato». Il sindaco di Firenze Matteo Renzi parla da un po' di «sentinelle della bellezza: giovani, italiani e stranieri, in giro per la città a controllare strade e monumenti». A Torino l'assessore Domenico Mangone annuncia: «Valutiamo l'idea di allargare il servizio dei City Angels a tutta la città. Ma non ha niente a che vedere col decreto Maroni». Da Venezia il vicesindaco Michele Vianello rilancia una battuta di Cacciari: «Ronde? Se arriva qualcuno che supera il test di sanità mentale...». Poi spiega: «Vengo dalla riunione per l'uso di soldati in città: ne mandano 30, dieci fanno logistica, non ne avremo più di 4 in strada. Ecco a cosa si riduce la sicurezza: un po' di slogan».

Mario Porqueddu


05/08/2009

Autovelox con il trucco, 200 indagati

Autovelox con il trucco, 200 indagati

 

Sotto accusa sindaci, assessori e comandanti delle polizie municipali: truccavano multe e sistemi di rilevamento nel casertano


(ph. Claudio Morelli/Emblema) I carabinieri sequestrano un autovelox sulla statale Appia

CASERTA - Autovelox col trucco: più di 200 persone, tra cui molti sindaci, assessori e comandanti delle Polizie municipali, sono indagate nel Casertano nell’ambito di un’operazione condotta dal comando della compagnia dei carabinieri di Capua e della Stradale di Caserta in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

INGENTI PROFITTI - Comuni e ditte, secondo l'accusa, avevano creato un modo «facile» per fare soldi, «ritoccando» le immagini inviate agli automobilisti. Le indagini, poi sfociate nell’emissione del decreto, hanno avuto infatti per oggetto il rilevamento delle infrazioni attraverso autovelox, photored o altri macchinari simili. Destinatari dei provvedimenti numerosi Comuni della provincia di Caserta e di società. L’indagine ha evidenziato un sistema «creato dai Comuni e dalle società che, in violazione di legge, rappresentava un modo di facile, ingiusto e rilevante profitto».

INFRAZIONI ILLECITE - Le condotte contestate riguardano le modalità di affidamento del servizio da parte dei Comuni alle ditte private, la non corretta indicazione in bilancio delle somme provento delle sanzioni, le illecite modalità di rilevazione delle infrazioni. Ed ancora, l’omessa comunicazione alle competenti autorità delle infrazioni per il decurtamento dei punti e illeciti nel trattamento dei dati personali. I reati contestati riguardano la truffa, l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, la falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio. E poi, la soppressione, la distruzione e l’occultamento di atti veri, la violazione del codice della privacy per il trattamento dei dati personali.

I SEQUESTRI - Le somme incassate dai Comuni attraverso gli autovelox col trucco sono state sequestrate come quelle ricevute dalle società coinvolte e corrisposte dai Comuni per il noleggio e i servizi relativi al rilievo delle infrazioni mediante autovelox o strumentazioni simili. Analogo provvedimento riguarda le apparecchiature stesse e la documentazione cartacea e informatica relativa al rilievo delle infrazioni.

LE DENUNCE DEGLI AUTOMOBILISTI - L'inchiesta è stata avviata nel 2005 dai carabinieri di Capua, dopo le denunce presentate da automobilisti. Ai sindaci di 33 comuni, ad altri amministratori ed ai comandanti delle polizie municipali, viene contestato, tra l’altro, di avere installato autovelox e photored senza uno studio sulla pericolosità e sull’intensità del traffico, spesso con il trucco, ovvero senza idonea segnalazione, nascosti tra gli alberi o posizionati dopo una curva e con una improvvisa variazione del limite di velocità previsto sulla stessa strada. La constatazione delle infrazioni attraverso i riscontri fotografici non veniva effettuata dai vigili urbani e, dunque, da un pubblico ufficiale ma da dipendenti delle stesse società che provvedevano anche a redigere i verbali ai quali, poi, apponevano la firma digitale di un vigile urbano.

SENZA APPALTO- A sindaci ed altri amministratori comunali di quasi tutti i 33 comuni del casertano vengono anche contestati accordi diretti con le ditte per l’installazione ed il funzionamento delle apparecchiature e non attraverso regolari bandi di gare. Al centro dell’indagine compensi alle ditte non fissi ma proporzionali all’entità della sanzione comminata all’automobilista. Poi, l’iscrizione nel bilancio comunale di somme di denaro non corrispondenti all’effettiva entità degli introiti derivanti alle sanzioni per infrazioni al codice della strada. Non era stato, poi impiegato, come prescrive la legge, il 50 per cento delle somme riscosse per il miglioramento delle strade e le opere destinate alla sicurezza stradale nei singoli comuni.

LA DENUNCIA UGL - Il segretario regionale della Campania dell’Ugl Polizia, Giuseppe Raimondi, ricorda di aver già denunciato in passato la vicenda degli autovelox col trucco scoperti in provincia di Caserta. Nel 2004 il sindacalista intraprese uno sciopero della fame per protestare contro gli «autovelox selvaggi», ottenendo così l’intervento del prefetto di Caserta. «Se si vuole fronteggiare seriamente il problema della velocità, che ogni anno provoca centinaia di morti sulle strade - dichiara Raimondi - bisogna promuovere iniziative che veramente riducano il numero delle vittime rafforzando i parametri di sicurezza delle strade. L’uso degli autovelox lungo le strade a maggior rischio di incidenti è sicuramente valido, ma non deve, nel modo più assoluto, avere finalità redditizie per i comuni o per le società private, tra l’altro non previste dal codice della strada. Installare gli autovelox nei viottoli, nei cassonetti dell’immondizia, tra le siepi che costeggiano la carreggiata confondendoli con colori scuri, dietro i pali dell’illuminazione pubblica, nelle cabine simili a quelle dell’Enel, o altro, non aiuta a prevenire gli incidenti ma ad arricchire le casse comunali e quelle delle società private».

L'ELENCO DEI COMUNI - I Comuni di Terra di Lavoro dove sono stati effettuati i sequestri: Caserta, Tora e Piccilli, Pastorano, Villa di Briano, San Felice a Cancello, Marzano Appio, Francolise, Piana di Monteverna, Pontelatorne, Pratella, Orta di Atella. Nell'elenco anche Castel Morrone, Rocca d'Evandro, Grazzanise, Villa Literno, Cancello Arnone, Ruviano, Teverola, Vairano Patenora, Valle di Maddaloni, San Cipriano d'Aversa, Capua, Ciorlano, Pietravairano, Calvi Risorta, Bellona, Alvignano, Vitulazio e Pignataro Maggiore.

LE DITTE SOTTO INCHIESTA - Le 13 ditte messe sotto inchiesta dalla magistratura di Santa Maria Capua Vetere sono invece la Sercom (di Bellona), la Romatek e Roma Service (di Santa Maria Capua Vetere) e poi: Seos, Citiesse, Consorzio Gives, Idea Luce srl, Garda Segnale, Gruppo Trade, Ditta All Service srl, Electra Service, Società Lta Partners srl, Dealers Group srl e Tec Service che hanno sede in altre città di altre province italiane.