14/01/2011
Apple cancella anche l'ultimo «bottone»
Apple cancella anche l'ultimo «bottone»Obiettivo: realizzare il total touch grazie alle possibilità offerte dal sistema iOs 4.3. L'azienda di Steve Jobs pronta a togliere dai nuovi IPhone e iPad il tastino che rimanda all'home page
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11/10/2010
Il sistema di appalti segreti degli alti funzionari pubblici
Il sistema di appalti segreti degli alti funzionari pubbliciConcessa ai dirigenti dello Stato la possibilità di procedure riservate. La norma «nascosta» nella manovra. I dubbi dell'Authority
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04/08/2010
La maxi truffa al fisco di mille imprese cinesi
La maxi truffa al fisco di mille imprese cinesiOperazione della Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna che ha scoperto una frode da 300 milioni di euro. Il sistema si avvaleva della consulenza di connazionali laureati negli atenei italiani
Le 1200 aziende tessili cinesi finite nel mirino della Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna non erano sconosciute al Fisco, ma riuscivano ad azzerare i redditi perché compravano fatture false da una decina di altre aziende, sempre cinesi. La maxioperazione delle Fiamme gialle è partita nel 2008; si è conclusa con l'arresto di imprenditori cinesi, 24 persone denunciate per reati fiscali e sull'immigrazione, la scoperta di 77 lavoratori in nero, 62 clandestini di cui 11 arrestati.
Le aziende sono sparse su tutto il territorio nazionale, 240 solo in Emilia-Romagna, un centinaio a Bologna. Le dieci che producevano fatture false si concentrano in Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Lombardia. Il sistema di fatture false ha fruttato un azzeramento dei redditi per 250 milioni di euro e un'evasione di Iva per altri 45 milioni. Il sospetto è che le aziende si servissero della consulenza finanziaria di commercialisti cinesi, laureati in atenei italiani e impiegati in otto studi professionali (a Bologna, Milano, Firenze e Modena).
Esisteva un vero e proprio tariffario per l'emissione di fatture false: una da 309mila euro costava all'imprenditore 600 euro. ''Siamo di fronte a una nuova forma di evasione fiscale'', commenta il tenente colonnello Fulvio Bernardini della Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna. Le indagini sono nate due anni fa dalla scoperta di una vera e propria cittadella cinese in provincia di Ferrara: decine di persone, anche bambini, vivevano in completo isolamento dentro un capannone industriale con abitazioni create con pannelli di compensato e tetti di stoffa.

CARLO GULOTTA
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26/07/2010
Lo sciacquone genera energia elettrica
Lo sciacquone genera energia elettricaL'IDEA DI UNO STUDENTE INGLESE. Il sistema HyDro-Power usa anche l'acqua della doccia e del lavandino. Nei condomini promette grandi risparmi.
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| Il sistema HyDro-Power |
LONDRA- Come trasformare acque che andrebbero perse negli scarichi e nelle fogne in energia elettrica gratuita, per illuminare casa e accendere gli elettrodomestici? Uno studente inglese di design industriale ha inventato un sistema che trasforma le acque reflue di casa (che scendono da doccia, lavandini, e dallo sciacquone del wc) in watt. Non un affare da poco, visto che metà del mondo utilizza la toilette e in media lascia scivolare nelle tubature, dopo aver tirato la catena, 7 mila litri di acqua all’anno. HyDro-Power, questo il nome del progetto, è un generatore di corrente dedicato ai condomini. Collegato alle tubature degli scarichi, si occupa di trasformare e creare potenza. Promettendo costi e soprattutto risparmi interessanti.
IL SISTEMA - L’apparecchio funziona così: l’acqua che scende dalle tubature del palazzo viene raccolta e incanalata nella macchina, che con quattro turbine permette subito di azionare un generatore elettrico e ridistribuire l’energia creata o nel palazzo stesso, magari per azionare l’ascensore, o le luci delle scale, o gli impianti di condizionamento condominiali, oppure può essere rivenduta all’operatore elettrico nazionale, come avviene sempre più con gli impianti fotovoltaici. È stato calcolato che, se applicato a un palazzo di sette piani, potrebbe portare a un risparmio medio annuo di circa 1.500 dollari (circa 1.160 euro).
CONCEPT - Per ora Hydro-Power è solo un concept in attesa di trovare un’azienda che voglia produrlo in larga scala. L’idea è di uno studente inglese, Tom Broadbent, iscritto al corso di design industriale dell’università De Montfort nel Leicester, che ha candidamente dichiarato come l’idea gli sia venuta mentre, in hotel, osservava come l’acqua scorreva velocemente nel gabinetto dopo aver tirato la catena.
Eva Perasso
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15/05/2010
La trama nascosta della corruzione
La trama nascosta della corruzioneMALCOSTUME DELLA POLITICA E DELLA SOCIETA’
Anche se non bisogna mai dimenticare che un conto sono i sospetti, un’altra cosa la verità, tuttavia le notizie di casi di corruzione politica stanno diventando così numerose da imporre una riflessione di ordine generale. Che però mi sembra giusto far precedere da una considerazione accessoria. E cioè che a ben vedere non si tratta mai soltanto di corruzione politica. Ogni episodio di corruzione politica propriamente detto, infatti, a quel che riferiscono le cronache, è sempre accompagnato da una rete di comportamenti a vario titolo oggettivamente complici: mogli che accettano tenori di vita implausibili, figli ultramaggiorenni che godono senza battere ciglio di favori come cosa dovuta, evasione fiscale generalizzata, amici che si fanno fare lavori e lavoretti da amici degli amici, ecc. ecc.
Insomma, tutta una trama di relazioni fondata su una personalizzazione radicale della vita sociale e insieme una vasta, capillare indifferenza alla correttezza e alla legalità. Ciò che ripropone la domanda invano sempre esorcizzata: ma che razza di società è la società italiana? Un’altra domanda ci riporta alla corruzione politica. La domanda è questa: perché da noi più che altrove la corruzione politica non sembra trovare l’ostacolo di alcuna efficace forza dissuasiva? Perché la paura di essere scoperti e quindi puniti, che dovrebbe naturalmente servire ad arginare la tentazione di cedere al richiamo del denaro facile, in Italia invece non sembra svolgere la sua funzione in misura apprezzabile? Le risposte possibili mi sembrano due, e rimandano ognuna a una profonda anomalia della nostra vita pubblica. La prima riguarda la giustizia.
Il nostro sistema penale- giudiziario, infatti, è ben capace di aprire indagini, ordinare intercettazioni, far scontare arresti preventivi immotivati, divulgare segreti istruttori più o meno compromettenti, e anche alla fine arrivare a rinvii a giudizio. Ma è singolarmente incapace di comminare sentenze esemplari e di farle scontare. I trent’anni di Madoff o gli ergastoli per i responsabili della Enron da noi sono impensabili. Le carceri italiane sono piene quasi soltanto di poveri diavoli, perché se si è un borghese facoltoso, come sono in genere coloro che incappano in un reato di corruzione (e cioè con un buon avvocato e buone relazioni), è rarissimo vedersi condannati in via definitiva a pene che non siano simboliche o quasi. La seconda spiegazione sta nella sciagurata legge elettorale che oggi vige nel nostro Paese. Bisogna ricordare infatti che ciò che giustamente più temono i politici non è il giudizio dei magistrati. È quello degli elettori.
È il non venire rieletti, e così dunque vedere cancellata la propria carriera. Ma con il «porcellum» attuale ciò è in pratica assolutamente improbabile. Il giudizio degli elettori sulla persona da eleggere, sulle sue qualità o magagne, infatti, si dà solo dove esista un qualche rapporto personale tra gli uni e l’altro: come per l’appunto avviene per laddove vige una legge elettorale maggioritaria basata su collegi uninominali (come nella Gran Bretagna). Non può darsi da noi, invece, dove, come si sa, non si votano «persone» ma «liste»: immodificabili e preconfezionate dai vertici dei partiti. In Italia, insomma, se per qualunque motivo il politico corrotto è gradito ai suoi capi può dormire sonni tranquilli: niente galera e la carriera sicura come prima.
Ernesto Galli Della Loggia
11:05 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala
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11/05/2010
Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondi
Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondiSi basa sul confronto di «impronte digitali» all'interno di ogni singolo frame. Nec ha presentato un sistema in grado di ispezionare e trovare filmati non originali con una precisione del 96%
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| (Afp) |
MILANO - Potrebbe segnare una svolta per la lotta alla pirateria online. In particolare quella relativa ai video. E un modo per far concretamente rispettare, anche sul web, il diritto d'autore. La giapponese Nec corporation ha annunciato infatti lo sviluppo di una tecnologia in grado di identificare le copie di un video scaricato illegalmente nel giro di pochi secondi e con un'accuratezza pari al 96%.
LA TECNOLOGIA - Fino ad ora infatti la principale difficoltà nel combattere la pirateria sul web per quanto riguarda i video, era quella di ispezionare in tempi relativamente brevi corposi database di filmati. La nuova tecnologia della Nec, che sarà presentata a Tokyo nel corso del tredicesimo Emebedded System Expo a Tokyo, che si terrà dal 12 al 14 maggio, garantirebbe invece la possibilità di ispezionare 1000 ore di video nel giro di 1 secondo. Pochi secondi in più poi sarebbero necessari per confrontare i filmati trovati con quelli originali e scoprire se si ha davanti una copia illegale oppure no.
COME FUNZIONA - Vediamo ora come funziona questa nuova tecnologia inventata da Nec. Innanzitutto si estrae dal filmato originale una specie di «impronta digitale» del video stesso determinata attraverso il confronto delle differenze di luminanza all'interno di un frame, differenza definita attraverso la comparazione di collocamento, dimensioni e forma. L'impronta digitale è unica e può essere individuata all'interno di ogni singolo frame. In questo modo si possono individuare i video non originali creati attraverso sistemi di cattura analogica (come per i video ripresi attraverso una telecamera) ricodificazione (quando si rimpiazza il flusso digitale originale attraverso un altro flusso ricodificato dai dati precedentemente scaricati) e sovrascrittura (quando si cancellano o sovrascrivono parole e loghi presenti nell'immagine originale, ad esempio quelli di un tv che ha i diritti di un evento).
Poi si confronta l'impronta digitale del video originale con quella contenuta all'interno del video che si sta analizzando. La durata del confronto sarebbe, secondo Nec, pari a 2 secondi.
LE PROSPETTIVE - Non è chiaro ovviamente se questa nuova tecnologia si dimostrerà realmente efficace nel combattere la pirateria online. Come dimostrato dai tentativi effettuati in passato non è da escludere che i «pirati» possano prendere le loro contromisure creando magari dei programmi in grado di generare un'«impronta digitale» finta all'interno dei video scaricati illegalmente. Tuttavia non è neanche escluso che questa tecnologia possa invece essere il primo passo per far rispettare concretamente il diritto d'autore sul web rendendo la vita molto più difficile ai trasgressori.
Marco Letizia
15:56 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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25/03/2010
Allarme per i biberon al bisfenolo: i senatori francesi vietano la vendita
Allarme per i biberon al bisfenolo: i senatori francesi vietano la vendita
La molecola causa danni al sistema neuronale è cancerogena e provoca sterilità. Già vietato il commercio in Canada nei contenitori per bebé
PARIGI - Il Senato francese ha approvato una proposta del gruppo Rdse per sospendere la commercializzazione di biberon costruiti con "bisfenolo A". La proposta di legge mirava inizialmente al divieto di questa molecola in tutte le plastiche alimentari. Ma, come spiega oggi "Le Monde" on line, s'è preferito ripiegare per un divieto minore, limitato ai biberon.
Il ministro della slaute Roselyne Bachelot ha invitato alla prudenza: «Dobbiamo fondare le nostre decisioni su degli elementi oggettivi»; e ha spiegato che il suo dicastero sta studiando la possibilità di modificare i limiti consentiti di migrazione del bisfenolo a nei cibi, oggi fissato a 0,6 microgrammi per chilo di alimenti. Ha anche sottolineato che si possono minimizzare i rischi evitando di scaldare i contenitori in plastica.
Rispondendo alle sollecitazioni dell'agenzia americana per la sicurezza degli alimenti e dei farmaci (Fda), gli industriali americani non utilizzeranno più questa molecola nei recipienti di alimenti per bebé, e molti comuni vietano la vendita nei loro territori di biberon al bisfenolo, come a Parigi o a Bésançon.
Le autorità canadesi hanno vietato questa molecola nei biberon. Sospettato di essere dannoso per la salute fin dagli Anni Trenta, il bisfenolo a è accusato di alterare il corretto sviluppo cerebrale dei bambini, di causare malattie dello sviluppo sessuale e sterilità nei maschi. E' usato per produrre plastiche di particolare durezza e resistenza. Ad alte dosi ha effetti cancerogeni e neurotossici: altera l'attività dell'apparato endocrino inibendo l'azione degli estrogeni sulla crescita neuronale, ha effetti nocivi sul cuore, la prostata e la mammella.
18:50 Scritto in BAMBINI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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23/02/2010
PrivateWave, la telefonia mobile sicura (e a prova di intercettazione)
PrivateWave, la telefonia mobile sicura (e a prova di intercettazione)
Licenze agevolate per le ONG che operano in zone calde. i costi alla portata di tutti. Messo a punto un sofisticato sistema di cifratura che trasforma la voce in un flusso di dati incomprensile
La compagnia italiana Khamsa, attiva nel campo della riservatezza informatica, lancia sul mercato il suo progetto PrivateWAVE con una offerta dedicata alle ONG e agli operatori dell’informazione indipendente. Khamsa mette a disposizione per il grande pubblico le sue tecnologie per la telefonia mobile sicura, a prova di intercettazione, garantita dalla consulenza scientifica di Philip Zimmermann, inventore di PGP (il primo e più noto sistema di cifratura mail) e massimo esperto al mondo in crittografia e crittoanalisi su voce e mail.
PRIVATE GSM - Si tratta di un software che si installa sul telefono con pochi click (per ora Nokia, a breve anche Iphone e Blackberry) e che permette di effettuare chiamate protette, continuando ad utilizzare il proprio apparecchio anche per le chiamate "in chiaro". Non si tratta di un semplice metodo di disturbo della comunicazione, ma di un sofisticato sistema di cifratura che agisce sulla voce trasformandola in un flusso di dati cifrati, incomprensibile a chiunque tentasse di inserirsi nella comunicazione per ascoltarla o registrarla. Per poter attivare una chiamata sicura, entrambi i telefoni degli interlocutori dovranno essere dotati del software, che provvederà a generare una chiave di protezione diversa per ogni chiamata. Nemmeno lo staff tecnico che ha progettato il software può conoscerla o decifrare la conversazione.
ONG E INFORMAZIONE INDIPENDENTE - PrivateWAVE offre l’opportunità di licenze agevolate (fino a 50 gratuite) per le ONG che operano in contesti di rischio elevati e agli operatori dell’informazione indipendente che si trovino in regimi dittatoriali ritenuti particolarmente cruenti. Tali organizzazioni, in relazione alla loro autonomia, sono spesso controllate dai governi dei Paesi in cui operano attraverso attività di spionaggio che includono le intercettazioni delle comunicazioni telefoniche.
ABBASSARE LA BARRIERA ALL’INGRESSO - Le tecnologie per la telefonia mobile sicura, a prova di intercettazione esistono da più di vent’anni. In principio erano sviluppate esclusivamente ad uso militare, come le prime sperimentazioni per la rete di Internet, successivamente sono state sviluppate anche da aziende private e con l’evolversi delle tecnologie mobili, gli smart phone, l’interesse è stato allargato a un pubblico più ampio. Attualmente esistono circa quindici aziende che operano nel campo a livello mondiale. Tra queste PrivateWAVE ha deciso di «abbassare la barriera all’ingresso» ossia: «Avvocati, commercialisti, ma anche dirigenti, medici e giornalisti, tranquilli di poter trattare anche gli argomenti più delicati via telefono, potranno beneficiare di una significativa riduzione dei costi e dei tempi necessari per svolgere la propria attività». Infatti il costo del servizio è notevolmente il più basso rispetto alle altre compagnie: 45 euro di abbonamento mensile. Praticamente alla portata di tutti.
OPEN SOURCE - Per coniugare convenienza e affidabilità del servizio la società si avvale di tecnologie open source, il cui codice è reso pubblico. Le ricerche di Philip Zimmermann infatti sono pubbliche da più di un decennio, le maggiori sperimentazioni nel campo di basano de facto sui suoi studi e posso dirsi consolidate tanto quanto i sistemi di protezione degli home-banking o dei servizi segreti americani. Gli sviluppatori di PrivateWAVE non hanno dubbi: «La resa pubblica della ricerca in ambito informatico e scientifico permette di abbattere i costi e di fornire un servizio migliore, in quanto collettivamente verificato» e aggiungono: «la riservatezza funziona se non è un segreto per nessuno».
Lavinia Hanay Raja
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19/02/2010
Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video
Corruzione, scoperti mentre intascano una tangente: il video
Sorpresi mentre riscuotevano una mazzetta di 15 mila euro, due funzionari del fisco sono stati arrestati dai carabinieri di Varese. In queste immagini il momento in cui prendono la tangente
I Carabinieri di Varese hanno arrestato due funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Varese nell'ambito di un’indagine coordinata dal pm Agostino Abate e originata dalla denuncia presentata a fine gennaio di quest'anno da un imprenditore del varesotto titolare di una ditta di istallazione di impianti elettrici, il quale aveva rappresentato di aver ricevuto dal proprio commercialista di Varese una richiesta pari a 50mila euro per evitare un controllo da parte di non meglio identificati ispettori del fisco.
Il comandante dei carabinieri a SKY Tg24:
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14/02/2010
Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali
Milano: tangenti, il sistema Pennisi Indagini sui funzionari comunali
L'inchiesta: Nei conti del consigliere arrestato depositi in contanti per migliaia di euro
MILANO - Cinquemila euro, seimila, cinquemila ancora, poi altri quattromila e di nuovo altri seimila. E via così, di deposito in deposito. Sempre rigorosamente in contanti.
«Sono regali del mio vecchio padre...», ha tentato di dire Milko Pennisi, il presidente della Commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato l’altro pomeriggio mentre intascava la tangente da un costruttore bresciano. Ma non gli hanno creduto. Né i tre magistrati che lo stavano interrogando subito dopo avergli teso la trappola in via Hoepli, nel cuore di Milano, né i finanzieri e i poliziotti che anche in queste ore del fine settimana stanno spulciando tra la montagna di carte e documenti sequestrati nell’ufficio di Pennisi e nella sua abitazione. Il «vecchio padre» di Pennisi in verità sta in Brasile, è un pensionato che non naviga certo nell’oro e soprattutto negli ultimi tempi non avrebbe fatto al figliolo particolari regali.
Per i pm Tiziana Siciliano, Grazia Pradella e Laura Pedio, titolari dell’inchiesta, quelle banconote di grosso taglio portate in banca con una certa frequenza altro non sarebbero che la «traccia contabile» evidente del «sistema Pennisi». Ed è quindi in questa direzione che si stanno muovendo gli sforzi maggiori delle fiamme gialle. Per arrivare a tracciare la doppia vita di Milko Pennisi - uno che amava comunque esserci e farsi vedere in giro con belle donne, uno a zonzo per i locali alla moda di Milano tutte le sere o quasi - si sta confrontando il parallelo tra i versamenti in banca e la trattazione delle varie pratiche in transito per la Commissione urbanistica del Consiglio comunale. Tempi e soldi potrebbero portare a capire chi, tra gli imprenditori o qualche semplice privato cittadino, potrebbe avere avuto interesse a pagare. E di nuovo arriva, neanche tanto tra le righe, l’invito della Procura di Milano perché si facciano avanti spontaneamente coloro che sono rimasti coinvolti nel «sistema Pennisi». Se hanno pagato su esplicita richiesta, come ha fatto il costruttore Mario Basso, non rischiano proprio nulla. Meglio farsi avanti, allora. Ma non è solo tra gli imprenditori che la procura di Milano sta concentrando le sue attenzioni. La notizia che siano state fatte nuove iscrizioni nel registro degli indagati non trova conferme ufficiali, ma è certo che tra gli interessi investigativi dei magistrati ci siano i ruoli giocati da almeno tre o quattro funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione. Anche loro parte del «sistema Pennisi»? Parlando con l’immobiliarista di Brescia che poi lo ha fatto arrestare, il politico del Pdl ha raccontato di alcuni personaggi che, nel ricco pianeta dell’urbanistica milanese, sarebbero in grado di «fare il bello e cattivo tempo». «A Milano lo sanno tutti — ha detto Pennisi a Basso — se vuoi essere sicuro che una certa pratica non abbia intoppi ti devi rivolgere a certi professionisti...». E su questi «nominati» la procura scava e verifica. Intanto, proprio oggi Pennisi comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di convalida del suo arresto. Dirà di più?
Biagio Marsiglia
12:37 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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