07/09/2010

Brutale pestaggio alla Magliana 5 giovani riducono uomo in fin di vita

Brutale pestaggio alla Magliana 5 giovani riducono uomo in fin di vita

L'aggressione nella notte all'altezza del civico 214, la vittima operata per un'emorragia cerebrale

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24/08/2010

Via Moscova, ore 6: il mistero della pecora

Via Moscova, ore 6: il mistero della pecora

La storia - strano incontro nella milano d'agosto. Il suo padrone, un fabbricante di marionette francese, si era sentito male. «Lei» è sbucata belando

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05/08/2010

L'epopea della Investigator nell'Artico, ritrovati i resti quasi 160 anni dopo

L'epopea della Investigator nell'Artico, ritrovati i resti quasi 160 anni dopo

La nave inglese era andata in soccorso della missione di sir Franklin. Rinvenuti su un fondale di 11 metri di profondità nella baia di Mercy

 

Un'illustrazione d'epoca della Investigator bloccata dai ghiacci artici
Un'illustrazione d'epoca della Investigator bloccata dai ghiacci artici

Trovati nelle gelide acque dell'Artico canadese i resti di una nave affondata quasi 160 anni fa. Sono ciò che rimane della Investigator, un'imbarcazione inglese inviata in soccorso delle due navi, Erebus e Terror, della spedizione del 1845 di sir John Franklin che cercava il Passaggio a nord-ovest (la via di collegamento più corta tra Europa ed Estremo oriente che passa nell'estremo nord canadese).

L'EPOPEA - Tre anni dopo senza avere notizie, l'Ammiragliato britannico dà il via alle operazioni per sapere cosa è successo alla missione di Franklin (tutti i 129 membri della spedizione non furono mai trovati, vennero rinvenuti solo alcuni resti) mettendo in palio 20 mila sterline per chiunque fosse riuscito a prestare soccorso alla spedizione. Tra le varie navi che presero parte alle ricerche c'era anche l'Investigator, guidata dall'irlandese sir Robert McClure. Partita dall'Inghilterra nel gennaio 1850 con 66 membri dell'equipaggio, attraversò tutto l'Atlantico, passò lo Stretto di Magellano e risalì l'intero Pacifico, fece scalo alle Hawaii ed entrò nell'Artico passando dallo Stretto di Bering. Dopo due anni di infruttuose ricerche della spezione di Franklin, la Investigator nell'estate 1852 rimase intrappolata dai ghiacci nella baia di Mercy e si preparò a passare l'inverno artico con temperature che raggiunsero 54 gradi sotto lo zero. Nella primavera successiva i primi membri dell'equipaggio morirono a causa degli stenti e del cibo razionato. McClure con alcuni marinai partirono con le slitte in cerca di soccorsi, ritornò con viveri e un medico. I marinai più debilitati riuscirono a raggiungere l'isola Melville dove vennero salvati dalle altre navi della missione. Una parte però rimase sulla Investigator per un altro inverno artico e alla fine vennero salvati dalla Resolute. McClure e il suo equipaggio furono i primi a completare, in parte su slitta, il passaggio a Nord-ovest.

LOCALIZZAZIONE - Dopo quasi 160 anni, il 25 luglio una missione canadese ha localizzato i resti della Investigator sui fondali della baia di Mercy a undici metri di profondità, a 600 km a nord del circolo polare artico. Ora la missione proseguirà fino al 10 agosto per cercare i resti della Erebus e della Terror. «Per lunghi anni questa area non è stata raggiungibile a causa dei ghiacci», ha detto Marc-André Bernier, capo del Servizio di archeologia subacquea di Parks Canada. «Ma ora, a causa del riscaldamento climatico, torna a essere accessibile».

Paolo Virtuani


12/03/2010

Gioca al tiro al bersaglio dalla finestra e spara ad un 15enne in gita scolastica

Gioca al tiro al bersaglio dalla finestra e spara ad un 15enne in gita scolastica

 

I COLPI DA UNA PALAZZINA DI VIA MANIN. Arrestato un italiano: provava la pistola nuova mirando ai passanti. Sette giorni di prognosi per lo studente

 

 

ROMA - Giocava al tiro al bersaglio sparando ai passanti dalla finestra. Tragedia sfiorata a Roma, in via Manin, dove i poliziotti del commissariato Viminale, intervenuti per la segnalazione di colpi d’arma da fuoco, hanno trovato un ragazzo di 15 anni, a Roma per una gita scolastica insieme ai compagni di scuola, seduto a terra con una ferita all’orecchio sinistro.

SPARI DALLA FINESTRA - Dal racconto dei ragazzi, gli agenti hanno focalizzato la loro attenzione su una palazzina di fronte, dalla quale secondo loro erano partiti 4 colpi di pistola, dei quali il primo aveva colpito il loro compagno, poi accompagnato al pronto soccorso con una prognosi di 7 giorni per ferita lacero contusa alla testa. Perquisendo la stanza i poliziotti hanno trovato e sequestrato, nascosta nell’armadio sotto una coperta, una pistola Beretta calibro 4,5 mm priva del tappo rosso, con incorporato un cilindro contenente gas CO2; nascosti poi dentro una valigetta c’erano più di 600 proiettili di metallo e 10 capsule di CO2, utilizzate per alimentare l’arma e documenti rubati.

ARRESTATO ITALIANO - La pistola in questione, replica di una Beretta, è considerata di libera vendita, con l’unico obbligo del rivenditore di annotare su un apposito registro le generalità dell’acquirente: l’uomo, interrogato dagli agenti, ha raccontato di aver comprato la pistola in un armeria della capitale e che voleva provarla senza l’intenzione di colpire qualcuno. D.L.P. , italiano di 39 anni, è stato arrestato con le accuse di lesioni dolose aggravate, ricettazione e porto abusivo di strumento atto ad offendere. In attesa del rito direttissimo. Da alcune testimonianze raccolte sul posto, la Polizia ha appreso che altri passanti sono stati oggetto di «tiro al bersaglio» da parte dell’arrestato. (fonte Apcom)


14/09/2009

L'Onu contro i respingimenti: «Violano il diritto internazionale»

L'Onu contro i respingimenti: «Violano il diritto internazionale»

 

Citato il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra Libia, Malta e Italia. L'Alto Commissario Pillay: «In molti casi le autorità respingono i migranti come stessero respingendo rifiuti»

 

 

Migranti a bordo di un gommone al largo di Lampedusa (Ansa)
Migranti a bordo di un gommone al largo di Lampedusa (Ansa)

GINEVRA - «In molti casi, le autorità respingono i migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi»: è netta la presa di posizione dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay sui respingimenti. Nel testo del suo discorso inaugurale alla 12esima sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani, che sarà pronunciato martedì e anticipato a Ginevra, Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto e menzione in generale la situazione nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden, nei Caraibi, nell'Oceano indiano ed in altri tratti di mare. Quindi l'Alto Commissario denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale».

«BASTA CRIMINALIZZARE I CLANDESTINI» - «La pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare. Oggi - aggiunge - partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d'aiuto, in violazione del diritto internazionale».


29/08/2009

«Correte, stanno violentando una donna», ma la «vittima» è una bambola gonfiabile

«Correte, stanno violentando una donna», ma la «vittima» è una bambola gonfiabile

 

Quattro giovani in un furgone con una ragazza. Automobilista dà l'allarme. Arrivano i carabinieri: è un addio al celibato

 

Una realistica bambola gonfiabile (da internet)

TREVISO - Mobilitazione generale per una goliardata. È successo l’altra sera verso le 21 sullo Stradon del Bosco, sinuosa via di collegamento che da Biadene porta fin quasi a Nervesa attraversando il territorio di quattro comuni. Noto in tutta l’area montelliana per la sua bellezza discreta, ma anche per essere il ritrovo di sportivi, salutisti e coppiette, lo Stradon mercoledì è stato teatro di un equivoco grottesco.

Un automobilista in transito nel tratto volpaghese, giunto all’altezza di una curva, ha visto parcheggiato a bordo strada un furgone bianco con il vano di carico spalancato. All’incerta luce dei fari il quadro si è fatto talmente sinistro da sembrare perfino draconiano: tre ragazzi erano scesi dal mezzo e tra urla e schiamazzi stavano incitando un quarto giovanotto che si trovava nella penombra del vano posteriore. Dal pianale spuntavano inequivocabilmente anche due gambe di donna con angolatura irreale.

Uno dei ragazzi reggeva la cinepresa e videoregistrava ogni singolo istante di quello che appariva un assalto sessuale in piena regola. L’uomo a quel punto non ci ha pensato due volte e ha subito digitato il 113 invocando l’intervento delle volanti che hanno girato la segnalazione ai carabinieri. Nel giro di pochi minuti un esercito di pattuglie era già diretto verso lo Stradon del Bosco, con il ragionevole sospetto che fra i vari scenari possibili ci fosse spazio anche per il sequestro di persona, se non per lo stupro di gruppo. Insomma, poteva trattarsi di una vicenda che puzzava tanto di branco.

Ma quando i militari dell’Arma sono giunti sul posto accerchiando i quattro malcapitati con stridìo di gomme e pistole spianate, hanno scoperto che la verità era molto più semplice: le gambe di donna appartenevano a una bambola gonfiabile e i goliardi stavano semplicemente facendo le riprese nell’ambito di un addio al celibato. Erano su di giri, certo, ma non c’era nulla di orrendo o fuori posto in ciò che facevano.

Hanno soltanto sbagliato il luogo: troppo appartato per non insospettire, soprattutto con i giochi di luce creati dall’alternanza di tenebre e fanali. Un osservatore causale poteva essere indotto all’errore, come poi è successo. Così le volanti che stavano sopraggiungendo di rinforzo sono state bloccate dalla sala operativa e sono rientrate alla base.


17/08/2009

Roma, ladro acrobata muore cadendo dalla fune durante un furto

Roma, ladro acrobata muore cadendo dalla fune durante un furto

 

La vittima ha circa 30 anni. I complici hanno tentato di soccorrerlo, ma poi hanno abbandonato il cadavere

 

I carabinieri sul luogo (foto Proto)
I carabinieri sul luogo (foto Proto)

Muore cadendo dall'alto durante un tentativo di furto. L'uomo, di cui non si conosce l'identità, si stava arrampicando con una corda per rapinare un appartamento al quarto piano di un elegante residence nella zona di via di Grottarossa a Nord della Capitale, ma è precipitato. I suoi complici hanno cercato di soccorrerlo, ma quando si sono resi conto che non c'era nulla da fare hanno abbandonato il cadavere poco lontano dal luogo del furto. La vittima - un uomo di circa 30 anni, all'apparenza straniero - indossava pantaloncini corti, scarpe da ginnastica e guanti neri. Non aveva con sè alcun documento di identità.

quartoLe funi utilizzate (foto Proto)
Le funi utilizzate (foto Proto)

IL TESTIMONE - Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Tomba di Nerone e la sezione rilievi di via Inselci. I militari al loro arrivo hanno trovato ancora le funi che pendevano dal quarto piano del palazzo in via di Colleferro 9. I militari stanno ascoltando anche i testimoni, in particolare un condomino che ha chiamato i soccorsi. L'uomo ha raccontato di aver visto i complici che cercavano di soccorrere la vittima, ma che dopo poco si sono resi conto che era tutto inutile e hanno abbandonato il corpo tra le auto posteggiate davanti all'ingresso della palazzina.

IL RESIDENCE - Il furto è avvenuto in un elegante condominio, abitato da professionisti facoltosi, imprenditori e alte cariche dello stato. In passato era già stato preso di mira dai ladri, soprattutto nel periodo estivo quando le palazzine si svuotano per le vacanze. L'entrata principale del residence è protetta da sbarre e portiere, ma probabilmente la banda si è introdotta dal retro che confina con i prati del Parco di Veio.

FURTI DI FERRAGOSTO - Nelle ultime settimane nella capitale molti ladri-acrobati hanno svaligiato appartamenti anche nelle ore pomeridiane. Il caso più celebre è quello di Trastevere dove una palazzina ha subito 10 furti in un solo weekend. Per correre ai ripari, si sono mobilitati i condomini per vigilare come vere e proprie vedette anti-ladro.


13/08/2009

Muore a 10 anni dopo una scazzottata

Muore a 10 anni dopo una scazzottata

 

PALERMO. Le lesioni interne sono compatibili con le botte ricevute da un ragazzo più grande

 

PALERMO - Un bambino di dieci anni è morto ieri sera all'Ospedale dei bambini di Palermo. Il piccolo era stato ricoverato martedì sembra in seguito ai traumi interni provocati dalle botte ricevute da un compagno di giochi un pò più grande di lui. Lo scontro tra i due era avvenuto il venerdì precedente. I genitori si sono rivolti alla polizia per accertare le cause della morte e la procura di Palermo ha aperto un'inchiesta.

Secondo il padre, che lavora in un bar di Bagheria, il figlio ha cominciato a sentirsi male martedì mattina. La pediatra, che lo aveva in cura anche per problemi di asma, ha dapprima consigliato un farmaco. Quindi, dal momento che i dolori continuavano, i genitori hanno deciso di portarlo alla guardia medica di Bagheria, ma anche lì i medici non si sono accorti di nulla. Il bambino in serata ha perso conoscenza ed è stato portato all'Ospedale dei bambini del capoluogo sicialiano, dove è giunto in coma. I medici hanno accertato che fegato e reni erano lesionati e a quel punto i genitori si sono ricordati della lite avuta tra il figlio e un amico il venerdì precedente. Di quello scontro tra ragazzi aveva parlato con la madre e con la sorella di due anni più grande. Le ecchimosi sul corpo del bambino sono compatibili con le conseguenze di alcuni colpi che potrebbero aver determinato lesioni interne.

Il procuratore aggiunto di Palermo, Maurizio Scalia, ha precisato questa mattina che «al momento non vi sono elementi per sostenere che la morte del bambino sia stata causata dalle botte di un altro ragazzino. L'ecografia e la Tac non hanno evidenziato lesioni gravi a organi interni». Scalia ha aggiungo che il bambino deceduto aveva un soffio al cuore e che sulla sua schiena sono stati riscontrati dei lividi. Inoltre, ha confermato che padre ha parlato con gli inquirenti di «una lite che il bambino avrebbe avuto venerdì scorso nel corso di una partita di pallone con un ragazzino più grande». Una prima risposta sulle cause della morte arriverà dopo l'autopsia che verrà eseguita nel pomeriggio all'Istituto di medicina legale del Policlinico.


26/07/2009

Malore per Sarkozy mentre fa sport

Malore per Sarkozy mentre fa sport

 

L'annuncio dell'eliseo. Il presidente francese ricoverato in ospedale

 

Sarkozy sale di corsa le scale dell'Eliseo (archivio Afp)
Sarkozy sale di corsa le scale dell'Eliseo (archivio Afp)

MILANO - Il presidente francese Nicolas Sarkozy è stato ricoverato in ospedale dopo aver avuto un malessere «mentre stava facendo sport». Lo riferiscono fonti dell'Eliseo. Al momento il presidente starebbe effettuando dei test medici. Nessun altro dettaglio è stato fornito dall'Eliseo che ha fatto sapere che darà ulteriori comunicazionipiù tardi. Sarkozy, 54 anni, è stato eletto nel 2007. Fa jogging con una certaregolarità ed è un appassionato di ciclismo.

IL BOLLETTINO - A inizio luglio l'Eliseo aveva pubblicato sul suo sito internet il bollettino sanitario del presidente, nel quale si diceva che si era sottoposto a «esami cardiovascolari e del sangue» i cui risultati si erano rivelati «normali». Durante la campagna presidenziale del 2007, Sarkozy si era impegnato a pubblicare regolarmente dei bollettini sanitari. Così ha fatto alcuni giorni dopo essere stato eletto. Nel 2008 non vi era stata invece alcuna comunicazione. Lo stato di salute dei presidenti francesi è argomento sensibile nel Paese, in particolare da quando il tumore dell'ex presidente socialista Francois Mitterrand era stato nascosto per anni.


24/06/2009

Bambino annega nella piscina comunale

Bambino annega nella piscina comunale

 

Inutili i soccorsi. Il piccolo, di 7 anni, è affogato nella struttura di via Porada, a Seregno

 

MILANO - Sarebbe caduto in acqua forse perchè colto da malore il bimbo morto nel pomeriggio nella piscina comunale di Seregno. Non si esclude neppure che il bambino, che ha 7 anni e non 9 come riferito in un primo momento, sia scivolato battendo la testa per poi finire in acqua.

Il bambino si trovava nella struttura insieme ad un gruppo di coetanei dell'oratorio estivo. Il primo a soccorrerlo è stato proprio l'assistente al quale il gruppo era affidato. Il giovane si è tuffato immediatamente in acqua e ha tirato il bambino fuori. Il piccolo aveva già perso i sensi ed inutili sono stati i tentativi di rianimazione proseguiti poi per oltre un'ora in ospedale. La Procura di Monza ha aperto un'inchiesta disponendo gli accertamenti necessari per chiarire la dinamica e le cause della morte. Seregno è uno dei comuni che gravitano nell'area milanese entrati a fare parte della neo provincia di Monza e Brianza.