25/01/2010

Meteorite sfonda lo studio di due medici italo-americani

Meteorite sfonda lo studio di due medici italo-americani

 

MIGLIAIA DI CACCIATORI DI METEORITI SI SONO PRECIPITATI NELLA ZONA. È accaduto in West Virginia. L’analisi ha confermato che si tratta di un sasso spaziale

 

I frammenti del meteorite precipitato nella casa di due medici italo-americani in West Virginia (Usa)
I frammenti del meteorite precipitato nella casa di due medici italo-americani in West Virginia (Usa)

Un tremendo boato, un buco nel soffitto, un altro nel solaio fra il secondo e il primo piano. E poi pietrisco e calcinacci sparsi dappertutto nella stanza delle visite mediche, al pianterreno. È successo a Lorton, West Virginia, un piccolo centro di circa ventimila abitanti, una trentina di km a Sudovest di Washington, nello studio di due medici di origine italiana: Marc Gallini e Frank Ciampi (proprio come il nostro ex presidente della Repubblica). Erano le 5,45 pomeridiane del 18 gennaio, l’ambulatorio era ancora aperto, ma per fortuna la stanza direttamente colpita dai frammenti, in quel momento, era vuota. «La prima cosa che ho pensato è che l’intera libreria da parete fosse crollata a terra -ha dichiarato Ciampi-. Poi abbiamo visto i fori e tutti quei cocci e abbiamo capito che qualcosa era penetrata dentro la casa». Un proiettile d’artiglieria? Un pezzo di un aereo o di un satellite caduto dal cielo? Un meteorite piombato direttamente dallo spazio? Sul pavimento, solo alcuni frammenti di un materiale pietroso, grigio all’interno e carbonizzato all’esterno, potevano fornire la risposta.

L'ESAME - Un giornalista di Channel 9, la tv locale accorsa subito dopo, ha un’idea risolutiva. Col permesso dei due medici, mette i cocci in una scatola e corre a Washington, allo Smithsonian's National Museum of Natural History. Alla dottoressa Linda Welzenbach, curatrice della Sezione Meteoriti del museo, basta un esame sommario per dare il suo responso: si tratta di una condrite, cioè di un sasso spaziale, che è stato attratto dalla Terra, è penetrato nell’atmosfera arroventandosi fino a formare una «crosta di fusione esterna», per poi dividersi in più frammenti. Uno di questi, del peso di circa 300 grammi, dotato di una velocità finale di centinaia di km l’ora, ha avuto la forza di sfondare l’ambulatorio medico, prima di suddividersi ulteriormente e fermarsi. Se avesse colpito direttamente uno degli occupanti, avrebbe potuto ucciderlo.

I CACCIATORI DI METEORITI - Ma la storia non finisce con la soluzione del mistero. In questi giorni la piccola e tranquilla comunità di Lorton, è stata invasa dai meteorite hunters, i cacciatori di meteoriti, accorsi dai più vicini Stati nella speranza di raccogliere gli altri frammenti del sasso cosmico. Ad attirarli è stato non solo il video con le scene dello studio medico sforacchiato che continuano a rimbalzare di canale in canale, ma il fatto che finora sono state raccolte oltre un centinaio di dichiarazioni di altrettanti testimoni oculari i quali, all’imbrunire del 18 gennaio, da New Jersey, Maryland, Virginia e West Virginia, hanno visto una «fireball», una palla di fuoco variopinta, sfrecciare in cielo e dividersi in più pezzi, lasciando in aria una scia di fumo persistente, «proprio come un fuoco pirotecnico». Dunque, il meteorite potrebbe essere stato accompagnato dalla caduta di altri frammenti simili che, secondo i calcoli di alcuni «cacciatori» americani potrebbero trovarsi in una striscia di terreno lunga alcuni km, da Lorton verso Sudovest. E qui bisogna dire che l’interesse a trovare i frammenti, da parte di alcuni appassionati, è non soltanto scientifico ma anche economico, dal momento che esiste un vero e proprio mercato internazionale dei sassi cosmici i quali, a seconda della composizione e delle dimensioni, possono raggiungere quotazioni di migliaia di dollari. Malgrado ciò, comportandosi da cittadini-modello, i dottori Ciampi e Gallini hanno deciso di donare il loro meteorite al Museo Smithsonian, mentre altri abitanti di Lorton, assieme a numerosi meteorite hunters, continuano a setacciare giardinetti e campi palmo a palmo. Secondo una valutazione dell’astrofilo italiano Roberto Gorelli, studioso di meteoriti e asteroidi, i frammenti sparsi sul terreno di Lorton e immediati dintorni potrebbero essere da dieci a cento circa.

I CASI ITALIANI - Per quanto rara, l’irruzione di un sasso cosmico in un’abitazione è avvenuta anche in Italia. Il 10 agosto 1968, a Piancaldoli, al confine tra Toscana e Emilia, un meteorite bucò il tetto della casa del signor Nerio Cavina, fu successivamente recuperato e analizzato dal professor Mario Nuccio, geochimico dell’Università di Palermo: risultò essere un raro esemplare di condrite proveniente, con ogni probabilità, dalla fascia degli asteroidi, fra Marte e Giove. Una ventina di anni dopo, il 18 maggio 1988, alcuni frammenti meteoritici piombarono a Pianezza, Torino, su uno stabilimento della società Alenia: anche questi furono recuperati e analizzati. Ancora più recente è la caduta di un meteorite di tutto rispetto, del peso di oltre 10 kg, avvenuta a Fermo, in provincia di Ascoli Piceno, il 25 settembre 1996, questa volta all’aperto, ai margini di un campo coltivato, a pochi metri dall’agricoltore Luigino Benedetti. Insomma anche alcune località italiane, come ora Lorton, sono entrate nella guinness di questi esclusivi primati cosmici.

Franco Foresta Martin


26/11/2008

«A scuola si gioca a dadi con la morte» Le denunce dei lettori dopo Rivoli

«A scuola si gioca a dadi con la morte» Le denunce dei lettori dopo Rivoli

Decine di segnalazioni sulle carenze degli edifici scolastici. Molti i genitori preoccupati

 

 

 

Il tetto di un edificio scolastico a Milano (foto inviata da un lettore)
Il tetto di un edificio scolastico a Milano (foto inviata da un lettore)
MILANO - In un liceo di Monza, racconta una lettrice, gli studenti hanno affisso un cartello: «La legge morale dentro di noi, il soffitto che crolla sopra di noi». Un'ironia amara che adesso, dopo la tragedia di Rivoli, suona particolarmente sinistra. «A scuola giochiamo a dadi con la morte. Siamo troppo giovani per andarcene, fate qualcosa»: sono tantissimi i messaggi del genere arrivati al ministero dell'istruzione. Decine di segnalazioni inviate da studenti e genitori sul cattivo stato delle scuole italiane. In qualche caso, magari, l'allarme potrebbe essere eccessivo, ma il quadro - leggendo qua e là tra gli interventi - è assolutamento desolante.

EDIFICIO PERICOLANTE - Scrive ad esempio una studentessa palermitana: «Spesso si sente ripetere tra i corridoi e nelle varie assemblee che la nostra facoltà di lettere è a rischio crollo, il nostro preside però annuisce ma non proferisce verbo. Cosa si sta facendo per risanare l'edificio? Nulla. Il pericolo incombe ma con siciliana omertà nessuno denuncia ciò che ufficiosamente è già stato appurato: il rischio maggiore di crollo si presenta durante le sessioni di esami. Ogni tanto qualche docente, scocciato dal rumore degli studenti, ritorna a dire: "Ragazzi, non sapete che l'edificio è pericolante? Ma non potete stare altrove?"»



COME TOPI - Ci si sposta al Centro e la situazione non cambia. Scrive un altro lettore: «Scuola dell'infanzia Città Giardino di Terni: niente porte di sicurezza, tutte si aprono verso l'interno e sono senza maniglione anti-panico, da quelle delle aule a quelle della palestra e alle uscite principali. Finestre con telai di ferro e spigoli vivi ad altezza di bambino, anche queste con apertura verso l'interno. La scuola è lì da almeno 30 anni e ora il Comune ci ha promesso che è stata inserita nell'elenco di quelle sulle quali intervenire nei prossimi 3 anni! Intanto, se succede qualcosa, dove scappano i nostri figli? In trappola come i topi, ecco la fine che farebbero»

LUMACONI DAL SOFFITTO - Non va meglio al Nord. Una mamma denuncia da Milano: «Liceo Scientifico Marconi, nuova sede appena consegnata. Già presenti evidenti problemi per muri che "si muovono", pioggia che si infiltra lungo le pareti. Temiamo che non ci sia soluzione visto che il liceo ha lasciato in tutta fretta la vecchia sede per termine del contratto di affitto e quindi il nuovo edificio si è rivelato essere l'unica soluzione per permettere agli studenti di frequentare». Un'altra madre milanese: «All'Itc Falcone di Corsico l'anno scorso in classe di mia figlia cadevano i lumaconi dal controsoffitto, che in alcuni punti era rotto. Alle lamentele dei ragazzi il preside rispondeva che la cosa dipendeva dall'umidità. E ogni volta che piove, in corridoio ci sono i secchi di raccolta pioggia».

ALTRI CROLLI - Non mancano i racconti di altri crolli avvenuti a scuola, fortunatamente senza conseguenze. Graziano scrive: «Anche a Codogno (Lo) è crollato un pavimento della scuola elementare "Anna Vertua Gentile". Fortunatamente nessuno si è fatto male seriamente e dopo circa 2 anni la scuola non è ancora agibile». Fabio: «Al liceo Melchiorre Gioia di Piacenza quattro anni fa è crollato il soffitto di un'aula in una classe quinta del Linguistico; fortunatamente la classe era impegnata in un'uscita didattica e nessuno era all'interno al momento del crollo». Cesare: «Campus Biomedico a Roma. Esattamente un anno fa (31 ottobre 2007), esattamente come a Rivoli, il controsoffitto di un'aula (la P15) al Campus Biomedico a Trigoria è crollato durante la pausa tra le lezioni».

PARETI CHE «VANNO VIA» - Alcuni genitori parlano di «scampato pericolo»: come se mandare i propri figli a scuola fosse diventato un azzardo. «Mio figlio ha studiato al liceo scientifico "E.Fermi" di Alghero. Tre anni fa, durante l'attesa per entrare al colloquio con un professore, mi sono poggiata ad una parete nel corrioio del pianoterra e l'ho sentita "andare" via. La signora dietro a me, vedendo il mio stupore e sgomento, ha commentato: "Signora, non sapeva che l'edificio è in cartongesso?". I restanti tre anni ho pregato tutti i giorni che non crollasse, che mio figlio uscisse diplomato e vivo da quella scatola. Ora mi sento una delinquente alla pari col progettista e con i costruttori per non aver denunciato. E non voglio più stare zitta aspettando una tragedia come quella di sabato scorso».

«NON È UNA FATALITA'» - «Crolla il tetto di un liceo a Rivoli, uno studente perde la vita ed ecco che tutti si accorgono che la manutenzione nelle scuole pubbliche non funziona. Una tragica fatalità, come sostiene qualcuno? - si chiede Anna - Non a quanto risulta a noi». Segue un esempio concreto, l'ennesimo: «La scuola elementare "E.Fermi" di via Carnia 32, a Milano, nuova, edificata solo da 16 anni si è allagata qualche settimana fa, e non in occasione di un evento climatico eccezionale. È bastato semplicemente che piovesse per 2-3 giorni e le classi quinte, che si trovano all'ultimo piano dell'istituto, sono state costrette (e lo sono tuttora) a seguire le lezioni nell'androne».

«NON USARE LE SCALE» - Sulla scuola media statale "Traverso" di Busalla (GE): «Da anni - racconta C. - le scale all'interno della scuola sono state dichiarate pericolanti. Invece di provvedere alla ristrutturazione, sono stati affissi cartelli che ne vietano l'uso. Gli studenti possono accedere al piano superiore da un nuovo ingresso che è stato realizzato sul retro, ma per raggiungere alcune aule non esiste altro modo se non attraverso quelle scale. E infatti i ragazzi le percorrono quotidianamnte. È stato detto che se le scale vengono usate da una sola classe per volta non ci "dovrebbe" essere pericolo. Ma stiamo scherzando? Possiamo permettere che venga usato il condizionale in un caso del genere?». Scuola media "Mauri" a Milano: «Da un paio di settimane - sostiene Mario - in una classe all'ultimo piano i bambini di una seconda sono stati fatti "spostare" in un'area della classe perché le infiltrazioni, dovute alla pioggia, rendono "insicuro" il soffitto nell'altra! Ciò sino a settimana scorsa ha generato in noi genitori stupore e direi indignazione, oggi a questi sentimenti si accompagna una certa dose di preoccupazione». Scuola "Sergio Laghi" (primaria e dell'infanzia) di Trieste: «La struttura trema ogni volta che i bambini camminano in corridoio e quando passa il carrello della mensa, più volte è piovuto in classe e hanno spostato i banchi. Quando soffia bora forte tremano i pavimenti». Firmato: una mamma preoccupata. Una delle tante.


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22/11/2008

Rivoli, crolla il soffitto di una scuola Morto uno studente, venti i feriti

Rivoli, crolla il soffitto di una scuola Morto uno studente, venti i feriti

Quattro i feriti gravi. L'incidente durante l'intervallo. Il pm Guariniello indaga per disastro e omicidio colposo, tra le cause si ipotizza il crollo strutturale. La Gelmini sul luogo dell'incidente

 

 

Il liceo «Darwin» di Rivoli (Emmevi)
Il liceo «Darwin» di Rivoli
RIVOLI (Torino) - Uno studente è morto e almeno una ventina sono rimasti feriti, alcuni in condizioni gravi (per uno si teme addirittura una paralisi permanente) per il crollo di un controsoffitto al liceo «Darwin» di Rivoli, grosso centro in provincia di Torino. La vittima è Vito Scafidi, di 18 anni, che frequentava la quarta G.

I FERITI - Ha riportato fratture alla colonna vertebrale con lesioni al midollo Andrea M., 17 anni, il più grave dei tre feriti che sono ricoverati nell'ospedale Cto di Torino. Proprio lui rischierebbe la paralisi. È ora in prognosi riservata nel centro grandi traumi insieme a Cinzia P. che ha invece subito un trauma cranico con commozione cerebrale. La terza ragazza ferita ricoverata al Cto, Federica A., che ha riportato frattura di piccola entità e un trauma cranico, è nel reparto piccoli traumi. Sul fronte degli altri feriti, un ragazzo è alle Molinette (ha riportato fratture lombari), altri sei sono ricoverati all'ospedale di Rivoli e sette a quello di Orbassano.

LA VISITA DEL MINISTRO - Sul posto è giunta anche il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. Ad attenderla c'era la presidente della Regione Mercedes Bresso, il presidente della Provincia Antonio Saitta e il prefetto Paolo Padoin. Molto dure le parole espresse dall'esponente del governo per una morte considerata assurda e incomprensibile.

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DISASTRO COLPOSO - Nel frattempo si è appreso che la procura di Torino ha aperto un'inchiesta, affidata al pm Raffaele Guariniello, che avrebe deciso di procedere per disastro colposo e omicidio colposo a carico di ignoti. E’ attesa la consulenza tecnica da parte dei vigili del fuoco. Sono in corso accertamenti e acquisizioni di documenti. Inoltre, alla provincia di Torino, visto che per legge alle amministrazioni provinciali compete la gestione delle scuole superiori, è affidato il compito di riferire sulla sicurezza del plesso scolastico interessato dal crollo. L’area della scuola è stata posta sotto sequestro e già domani si potrebbe procedere con i primi sopralluoghi.

CROLLO STRUTTURALE - Il crollo «potrebbe non essere stato provocato dal maltempo». Sul controsoffitto, secondo le prime indagini, ci sarebbero infatti state delle masserizie. È quanto afferma Gerardo Ferito, del comando provinciale dei vigili del fuoco di Torino. «Tutti i feriti sono stati estratti dalle macerie e sono in zona sicura», ha detto intervenendo in diretta al tg di Studio Aperto. «Dai primi elementi visibili - secondo i vigili del fuoco - sembra che la causa non sia da imputare alle forti raffiche i vento». Il crollo infatti ha interessato «un’unica aula dove è crollato il controsoffitto, fatto di laterizi». «È un fatto gravissimo e ora cercheremo di capire le cause anche perchè nella scuola non c'erano lavori in corso» ha dichiarato l'assessore all'Istruzione della Provincia di Torino, Umberto D'Ottavio.
Potrebbe essere dunque stato il cedimento di un tubo di ghisa, tra il soffitto e la controsoffittatura, a causare la tragedia. È questa una delle ipotesi ora al vaglio dei tecnici che stanno effettuando i rilievi all'interno della classe, la 4 G, in cui si è verificato l'incidente.

«È MORTE BIANCA» - Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e il sostituto procuratore Cesare Parodi sono arrivati al liceo scientifico statale Darwin di Rivoli, nel torinese, dove il crollo del controsoffitto ha travolto un'intera classe. L'obiettivo è capire le cause della tragedia. «Abbiamo il dovere di dare spiegazioni a questo nuovo dramma, abbiamo il dovere di dare risposte a quanto è accaduto innanzitutto alla famiglia della vittima e a tutti gli altri genitori» ha detto Guariniello all'uscita dal liceo. L'incidente intanto innesca la polemica sulla questione sicurezza. «La tragedia di oggi è una morte bianca» è stato il primo commento del sindaco di Rivoli, Guido Tallone, sull'incidente.


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