21/02/2011

Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'

Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'

Dal primo marzo il maggior operatore nazionale e proprietario della rete nazionale metterà questa novità nero su bianco, aggiornando le condizioni contrattuali. Come hanno già fatto altre telecom. Che cosa cambia e cosa potrà cambiare

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21/09/2010

Le ovvietà «tattiche» della domenica sera

Le ovvietà «tattiche» della domenica sera

Adriano Bacconi e il definitivo affossamento de «La domenica sportiva»

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17/09/2010

Violato il codice che protegge i contenuti hd: ora i film si potranno copiare

Violato il codice che protegge i contenuti hd: ora i film si potranno copiare

Lo ha confermato una fonte della INTEL. Decodificato l'HDCP, il software che gestisce la trasmissione di dati sul cavo HDMI

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20/05/2010

Tutela dell'ambiente e lotta al lavoro nero «Cambiare il mondo con la tecnologia»

Tutela dell'ambiente e lotta al lavoro nero «Cambiare il mondo con la tecnologia»

Software e videogame per affrontare gli otto "Millennium Goals" delle Nazioni Unite. È di Napoli il team che rappresenta l'Italia all'Imagine Cup, gara di informatica per studenti dei 5 continenti

 

I finalisti del concorso Imagine Cup
I finalisti del concorso Imagine Cup

NAPOLI - Il mondo si cambia anche attraverso piccoli gesti. I macroproblemi che affliggono l’umanità, quelli che le Nazioni Unite hanno sintetizzato negli otto "Millennium Goals" da centrare entro il 2015 - educazione universale, lotta alla fame nel mondo, uguaglianza tra i sessi, salute per i bambini, sostegno alle madri in gravidanza, lotta contro l'hiv e altre patologie su vasta scala, sostenibilità ambientale e global partnership - sono l'effetto di comportamenti, scelte e stili di vita che appartengono al quotidiano di ciascuno di noi. Per questo intervenendo sul piccolo è possibile pensare in grande. È questa la filosofia che sta alla base dell’Imagine Cup, la gara di information technology per studenti universitari di tutto il mondo promossa da Microsoft, che arriva quest'anno all'ottava edizione. Più di 300mila studenti vi hanno preso parte nei cinque continenti e solo i migliori di loro si affronteranno nella sfida decisiva, le finali mondiali che si svolgeranno all’inizio di luglio a Varsavia. E a rappresentare l’Italia nella più importante delle categorie in cui si suddivide la competizione, quella del software design, ci sarà una squadra di studenti dell’università Federico II di Napoli, uscita vincitrice dalla selezione nazionale che proprio nel capoluogo campano ha avuto tra mercoledì e giovedì la sua fase finale. I quattro studenti del team "Error 404 v.2.0" (Raffaele Galiero, Clemente Giorio, Giulio D’Angelo e Ivana Cipolletta) sono stati designati come i portacolori azzurri al termine di una selezione che ha visto, a livello nazionale, la partecipazione di 250 studenti di diversi atenei di un po' tutte le regioni italiane.

I quattro studenti del team 'Error 404 v.2.0'
I quattro studenti del team "Error 404 v.2.0"

STOP AL TRAFFICO - A far prevalere il team partenopeo è stato un progetto, ribattezzato "Lift4U", che ha come obiettivo la riduzione del numero di veicoli circolanti sulle strade mediante la gestione centralizzata di un maxi sistema di car pooling, car sharing, bike sharing e di uso ottimale dei mezzi pubblici, accessibile sia da pc sia da dispositivi mobili, ovvero i sempre più diffusi smartphone. Dietro di loro si sono piazzati il team "Code Zero" dell’università di Cagliari (Davide Luzzu e Roberto Manca), con un progetto legato all’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro flessibile finalizzato a gestire le microassunzioni temporanee e a fare emergere il lavoro nero; e una squadra dell’università di Genova (Marco Gandolfo, Noemi Greco e Luca Oneto) che con "ByBNet" ha dato vita ad una sorta di e-Bay della solidarietà, creando una piattaforma per l’incontro tra le persone che offrono donazioni in denaro oppure beni o tempo libero e le associazioni umanitarie che vengono valutate con un sistema di feedback degli utenti e con un’analisi di affidabilità affidata a programmi di "intelligenza artificiale" che fanno tesoro delle esperienze pregresse e dei giudizi del network per valutare le possibilità che un progetto di cooperazione vada a buon fine o il grado di fiducia che si può riporre in un gruppo o in un ente.

GIOCANDO S'IMPARA - Le finali italiane hanno decretato anche i vincitori di altre due categorie: la "game design", per l’ideazione di videogiochi, e la "Surface Interaction", destinata ad applicazioni per Sourface, la piattaforma multitouch di Microsoft, anch’esse incentrate sugli obiettivi del millennio dell’Onu. Le due categorie sono state vinte rispettivamente dal team "NextSoft" dell’università di Catania (Claudio Musumeci, Stefano Musumeci, Dario Paraspola e Federico Fausto Santoro) con il gioco "Bacteriovirus" (una guerra tra globuli bianchi e batteri che ricorda vagamente l’idea di base dei cartoni animati della serie "Alla scoperta del corpo umano"); e dal team "Fooding" del Politecnico di Milano (Laura Stefani, Gianvito Toscano, Luca Trinchero e Roberto Turla con il progetto omonimo, pensato per l’erogazione di informazioni in tema alimentare e utilizzabile anche per la gestione delle prenotazioni di un ristorante.

FANTASIA AL POTERE - «Il livello dei progetti presentati cresce di anno in anno - commenta Anders Nilsson -, conseguenza anche di una maggiore predisposizione di rettori e docenti a concedere tempo agli studenti per queste che sono applicazioni concrete del sapere. Dietro ognuna di queste piattaforme ci sono mesi e mesi di lavoro e comunque sia andata la classifica finale, ciascuno dei partecipanti sa che per il solo fatto di essere arrivato fin qui ha comunque vinto». Lo slogan dell’iniziativa non è stato scelto a caso: "You win, we all win", tu vinci, tutti vinciamo. «Del resto - aggiunge Mauro Minella, responsabile dei programmi universitari di Microsoft Italia - quelli presentati sono progetti tecnologici innovativi e fantasiosi ma assolutamente concreti e realizzabili. In gara ci sono state tante idee: ciò che il mondo potrebbe diventare domani è in mano ai giovani di oggi».

LA START UP DELL'ANNO - L’evento di Napoli è stato anche l’occasione per assegnare il premio "Start-up dell’anno" alla migliore delle 10 aziende start-up arrivate in finale nel contest promosso dalla stessa Microsoft e dall’associazione PNICube, che raggruppa gli incubatori di impresa universitari italiani. La vittoria in questo caso è andata alla Genefinity, spin off dell’università di Trieste fondata nel 2006, che realizza soluzioni per il settore dei film sottili per la diagnostica medica.

LE FINALI MONDIALI - In Polonia la competizione sarà serrata. Il confronto sarà solo tra i campioni delle diverse edizioni nazionali e quindi i progetti in gara saranno tutti ad alto livello. L’Italia vanta già una vittoria a livello mondiale, quella dell’edizione del 2006, quando ad aggiudicarsi il titolo, in India (la finale si svolge ogni anno in un Paese diverso, l’Italia è tra i candidati ad ospitare quelle del 2011) a prevalere fu un team del Politecnico di Torino. Lo scorso anno i portacolori italiani arrivavano invece da Udine, uno dei centri più presenti in questa competizione, che in altri due casi aveva inviato propri studenti alle finali mondiali. La categoria del software design è la più importante, ma non è detto che il quattro di "Error 404" siano gli unici italiani in gara alla finalissima: per tutte le altre categorie, dalle embedded technologies alle arti visive (fotografia, minifilmati), dalla creazione di videogame alla sfida su algoritmi e abilità di calcolo la selezione avviene online e a livello globale e i nomi degli ammessi alla sfida in terra polacca si conosceranno solo nelle prossime settimane.

David Platt, docente ad Harvard
David Platt, docente ad Harvard

"SOFTWARE SUCKS" - «C’è un gran bisogno di dummies nella progettazione di software - commenta il prof. David Platt, docente ad Harvard e autore dell’eloquente volume "Why software sucks", edito in Italia da Mondadori con il titolo "Perché il software fa schifo", ospite della manifestazione -. Purtroppo dietro a molti dei programmi o dei siti web che utilizziamo ogni giorno ci sono persone che ragionano più come un computer che come un essere umano e questo si riflette nei programmi stessi, spesso complicati e inaccessibili al grande pubblico. Ma questo andava bene fino a un decennio fa, quando l’informatica di uso quotidiano era appannaggio solo di studiosi e addetti ai lavori. Oggi il pc e Internet sono usati praticamente da tutti, dai bambini agli anziani». La regola, per Platt, eccentrico docente che nei suoi key note salta sui tavoli e cammina sulle poltroncine come il Benigni della "Notte degli Oscar", deve essere una sola: «Basta che funzioni». Ergo: niente fronzoli e niente opzioni che la maggior parte degli utenti mai utilizzerà ma che spesso mettono in crisi chi sta dall’altra parte del monitor e fanno perdere tempo. Un’idea di sofware "no frills" che ancora non riesce a decollare nelle software house. Perché? Platt ha la sua dissacrante teoria: «Per troppo tempo abbiamo lasciato che i programmi fossero prodotti da smanettoni sfigati che il sabato sera stanno davanti al pc anziché uscire a divertirsi. Il risultato è che le loro frustrazioni si riversano su di noi».

 

Alessandro Sala


11/05/2010

Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondi

Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondi

Si basa sul confronto di «impronte digitali» all'interno di ogni singolo frame. Nec ha presentato un sistema in grado di ispezionare e trovare filmati non originali con una precisione del 96%

 

(Afp)
(Afp)

MILANO - Potrebbe segnare una svolta per la lotta alla pirateria online. In particolare quella relativa ai video. E un modo per far concretamente rispettare, anche sul web, il diritto d'autore. La giapponese Nec corporation ha annunciato infatti lo sviluppo di una tecnologia in grado di identificare le copie di un video scaricato illegalmente nel giro di pochi secondi e con un'accuratezza pari al 96%.

LA TECNOLOGIA - Fino ad ora infatti la principale difficoltà nel combattere la pirateria sul web per quanto riguarda i video, era quella di ispezionare in tempi relativamente brevi corposi database di filmati. La nuova tecnologia della Nec, che sarà presentata a Tokyo nel corso del tredicesimo Emebedded System Expo a Tokyo, che si terrà dal 12 al 14 maggio, garantirebbe invece la possibilità di ispezionare 1000 ore di video nel giro di 1 secondo. Pochi secondi in più poi sarebbero necessari per confrontare i filmati trovati con quelli originali e scoprire se si ha davanti una copia illegale oppure no.

COME FUNZIONA - Vediamo ora come funziona questa nuova tecnologia inventata da Nec. Innanzitutto si estrae dal filmato originale una specie di «impronta digitale» del video stesso determinata attraverso il confronto delle differenze di luminanza all'interno di un frame, differenza definita attraverso la comparazione di collocamento, dimensioni e forma. L'impronta digitale è unica e può essere individuata all'interno di ogni singolo frame. In questo modo si possono individuare i video non originali creati attraverso sistemi di cattura analogica (come per i video ripresi attraverso una telecamera) ricodificazione (quando si rimpiazza il flusso digitale originale attraverso un altro flusso ricodificato dai dati precedentemente scaricati) e sovrascrittura (quando si cancellano o sovrascrivono parole e loghi presenti nell'immagine originale, ad esempio quelli di un tv che ha i diritti di un evento).
Poi si confronta l'impronta digitale del video originale con quella contenuta all'interno del video che si sta analizzando. La durata del confronto sarebbe, secondo Nec, pari a 2 secondi.

LE PROSPETTIVE - Non è chiaro ovviamente se questa nuova tecnologia si dimostrerà realmente efficace nel combattere la pirateria online. Come dimostrato dai tentativi effettuati in passato non è da escludere che i «pirati» possano prendere le loro contromisure creando magari dei programmi in grado di generare un'«impronta digitale» finta all'interno dei video scaricati illegalmente. Tuttavia non è neanche escluso che questa tecnologia possa invece essere il primo passo per far rispettare concretamente il diritto d'autore sul web rendendo la vita molto più difficile ai trasgressori.

Marco Letizia


04/05/2010

Venduti un milione di iPad

Venduti un milione di iPad

In 28 giorni. L'annuncio della Apple. In aprile scaricati 12 milioni di applicazioni software e 1,5 milioni di libri digitali

 

E' stato lanciato sul mercato 28 giorni fa e ha già raggiunto quota un milione di esemplari venduti. E' l'iPad, il tablet computer ultimo nato di casa Apple. L'annuncio è stato fatto dall società di Steve Jobs che ha anche sottolineato che gli utilizzatori dell'iPad hanno già scaricato 12 milioni di applicazioni software e 1,5 milioni di libri digitali.

L'iPad e (a destra) l'Iphone
L'iPad e (a destra) l'Iphone

La società di Cupertino ha venduto 300.000 iPad, che ha un touch screen da 9,7 pollici ed è particolarmente adatto alle applicazioni multimediali e alla navigazione Internet, nel solo giorno di lancio, il 3 aprile, e mezzo milione di pezzi nella prima settimana.
Venerdì scorso Apple è uscita negli Stati Uniti con una versione più cara dell'apparecchio, dotato di connessione wireless ad alta velocità che utilizza la rete cellulare dell'At&T. L'esemplare più economico è dotato solo di connessione Wi-Fi. Anche se l'apparecchio raggiungerà i mercati internazionali solo alla fine di maggio, alcuni analisti prevedono che Apple quest'anno ne possa vendere circa 5 milioni di esemplari.

Redazione Online


16/02/2010

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

 

MWC 2010 - Windows ripunta sul 7


Quello dei sistemi operativi per il mondo mobile è diventato un gioioso caos. Annunci a raffica, nessuno vuol rimanere fuori dalla torta sempre più ricca degli smartphone. E allora Microsoft rilancia, con la versione 7 di Windows Mobile, mentre Samsung decide di mettersi in proprio presentando Bada.

E' stato uno Steve Ballmer entusiasta come al suo solito a presentare davanti a una folla strabocchevole di giornalisti (la sala dell'Hotel Catalunya non è riuscita che ad accoglierne una parte della stampa registrata, gli altri - fra cui il sottoscritto - sono stati piazzati in salette con maxischermi) il nuovo Windows Mobile 7.

Un'interfaccia completamente ridisegnata, nessun punto in contatto con la versione 6.5, che pure è disponibile da pochi mesi. Se finora Win Mobile aveva solo aggiornato un progetto nato ai tempi dei PDA da usare con lo stilo, con la versione 7 la casa di Redmond taglia i ponti col passato adeguandosi ai nuovi telefoni touchscreen.

 

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Per i suoi Windows Phone 7, Microsoft parla di un "design olistico". Insomma, qualcosa in cui tutto (hardware e software) si tiene insieme. Quel che ha fatto il successo della Mela, per capirci. Il nuovo look di WM7 in effetti colpisce: nella schermata iniziale, sezioni aggiornate dinamicamente mostrano direttamente agli utenti i contenuti in tempo reale e - aggiunge Microsoft tirando una frecciatina a Apple - "rompendo con la tradizione di icone statiche che fungono da passaggio intermedio per l'applicazione". Per esempio, creando una sezione dedicata ad un amico nella pagina iniziale, l'utente può disporre di una visuale chiara e aggiornata relativa ai post ed alle immagini più recenti del proprio contatto, semplicemente visualizzando la schermata iniziale. Un homescreen attivo, dalla grafica per altro molto piacevole. Tutti i Windows Phon 7, poi, avranno tre pulsanti sul lato frontale, uno dei quali accede direttamente ai servizi di ricerca online con Bing. I display saranno capacitivi e multitouch (fino a 4 punti di pressione). Le varie attività sullo smartphone saranno organizzate intorno ad "hub",  dei "centri attività". Persone (con i contatti, che integrano quelli di Facebook, di Winddows Live, di altri social network), Giochi (con l'integrazione a XBox Live), Musica e Video, Marketplace (applicazioni da scaricare). Per farvi un'idea potete dare un'occhiata a questa ampia galleria di schermate. Oppure a questa demo video.

L'impressione è positiva: basterà per far recuperare a Windows Mobile il terreno perso? E i produttori accetteranno di pagare il nuovo sistema operativo quando esistono alternative gratuite (Android e il nuovo MeeGo)? Certo, l'integrazione con l'immenso mondo pc Microsoft è un richiamo non da poco, ma in più c'è il problema dell'interfaccia. Molto più bella del passato, ma che ora pare poco personalizzazione. E Htc, Sony Ericsson e gli altri brand che sono rimasti fedeli a Microsoft hanno sempre lavorato molto sulla "customizzazione" di Windows Mobile. Si adegueranno a non farlo più?
I primi Windows Phone 7 arriveranno a fine 2010.


L'altra grossa novità di Barcellona arriva da Samsung, secondo produttore mondiale di telefoni ma un po' in difficoltà tra gli smartphone. La mossa si chiama Bada, un sistema operativo "open" creato  dai coreani, con un suo kit di sviluppo applicazioni. Il primo cellulare con Bada, mostrato qui, si chiama Wave (date un'occhiata qui) e ha uno dei nuovi display Super-Amoled, davvero notevole del luminosità e definizione. Sugli schermi, grazie all'esperienza nel mondo delle tv e dei monitor, Samsung è maestra. Vedremo  se Bada manterrà fede al suo nome, che il coreano vuol dire "oceano". Già in primavera Wave dovrebbe essere nei negozi, a un prezzo non comunicato, ma che dovrebbe essere assai inferiore all'iPhone.


Paolo Ottolina

03/02/2010

Nexus One aggiunge il multitouch

Nexus One aggiunge il multitouch

 

SMARTPHONE. Un aggiornamento per il googlefonino rinnova la sfida contro Apple. Steve Jobs: «Vogliono uccidere l'iPhone»

 

Il telefonino Nexus One (Afp)
Il telefonino Nexus One (Afp)

MILANO - Al debutto, poche settimane fa, di Nexus One - lo smartphone prodotto da Google insieme alla taiwanese Htc - in molti erano rimasti delusi per l’assenza del multitouch, la funzionalità resa celebre dall’iPhone della rivale Apple che permette, per esempio, di pinzare una foto con due dita e ingrandirla. Adesso l’azienda di Mountain View è corsa ai ripari e ha appena rilasciato un aggiornamento di software che introduce questa funzionalità su tutti i Nexus One commercializzati negli Stati Uniti, oltre che sui modelli che arriveranno in Italia entro la primavera.

ARRIVA IL MULTITOUCH - D'ora in avanti dunque i possessori del Googlefonino potranno usare il multitouch sulle mappe, nella fotogallery e sul browser. Gli utenti ovviamente plaudono alla novità, anche se sono in molti a domandarsi perché questa funzionalità sia stata introdotta proprio ora. La spiegazione ufficiale di Google, riportata dal sito tecnologico ReadWriteWeb, è in buona sostanza che il Nexus One dispone delle capacità tecniche per utilizzare il multitouch senza che questo vada a detrimento della esperienza dell’utente. E che molti clienti hanno richiesto questo aggiornamento.

PERCHÉ ORA - Ma in rete le valutazioni di questa decisione sono più articolate. Secondo il sito TechCrunch, solitamente ben informato su simili vicende, l’arrivo del multitouch è l’ennesimo segnale che il gelo sceso nei rapporti tra Google e Apple si sta trasformando in una bufera.
Tra Cupertino e Mountain View ci sarebbe stato in passato un accordo informale (un cosiddetto gentleman’s agreement), secondo il quale la grande G avrebbe lasciato il multitouch alla Mela morsicata. Ma ora che l’amicizia si è rovinata in nome della competizione nel mercato degli smartphone, anche i vecchi patti possono saltare.

ADDIO AMICIZIA - A sentire le parole dette da Steve Jobs qualche giorno fa, sembrano lontani anni luce i tempi in cui Eric Schmidt, Ceo di Google, sedeva nel consiglio d’amministrazione della Apple (si è dimesso la scorsa estate). «Vogliono uccidere l’iPhone - ha tuonato il boss della Mela, riferendosi agli ex-amici -, ma non glielo permetteremo. In quanto al loro motto "non fare male"… è una sciocchezza». Altro che schermaglie in punta di fioretto. Queste sono ormai botte da orbi.

 

 

Carola Frediani


26/01/2010

Il superfiltro anti-spam

Il superfiltro anti-spam

 

SOFTWARE. Ricercatori dell'Università di Berkeley hanno messo a punto un sistema in grado di bloccare qualsiasi messaggio di posta elettronica indesiderato

 

Piuttosto che difendersi dagli attacchi degli spammer, perché non utilizzare i loro stessi metodi per bloccare definitivamente la piaga delle mail indesiderate? A partire da questa considerazione, ricercatori dell'International Computer Institute di Berkeley hanno realizzato un sistema definito «a tutti gli effetti perfetto» per porre fine ai messaggi spazzatura che intasano le nostre caselle di posta elettronica.

AL CONTRARIO - Le tecnologie attualmente in uso contro lo spam si basano per lo più su un approccio difensivo. Si ricorre a filtri e liste nere con gli indirizzi o i termini più utilizzati dagli spammer, in modo che i messaggi non desiderati vengano recapitati direttamente nel cestino. Ma gli spammer ne sanno sempre una più del diavolo: per aggirare i filtri, mettono a punto programmi che generano automaticamente piccole variazioni nei messaggi inviati (una lettera mancante, immagini al posto del testo), in modo da ingannare i filtri e sottoporre alla nostra attenzione i loro presunti farmaci miracolosi e lavori da sogno. I ricercatori di Berkeley hanno così pensato di andare alla radice del problema, realizzando un super-filtro in grado di comprendere anche le più piccole variazioni generate da questi programmi. Insomma, hanno impostato il problema al contrario, a partire da quel metodo che gli informatici definiscono «reverse engineering» (programmazione al contrario).

RISULTATI - Analizzando il modo in cui funziona uno di questi programmi utilizzati dagli spammer, i ricercatori di Berkeley sono riusciti a creare un sistema «efficace al 100%». Tutte le possibili variazioni erano infatti state contemplate e nessun messaggio indesiderato è stato recapitato nell'Inbox. L'anti-spam di Berkeley si è dimostrato non solo impeccabile, ma anche accurato. I più potenti filtri attualmente in uso spesso bloccano percentuali molto alte di spam, a costo però di nasconderci anche alcuni messaggi desiderati, come ha rivelato una recente ricerca. Il sistema di Berkeley è in grado di aggirare anche questa debolezza: durante il primo test non ha prodotto nemmeno un falso positivo.

Nicola Bruno


07/01/2010

Nuovo cellulare "blindato" per Sarkozy

Nuovo cellulare "blindato" per Sarkozy

 

Dopo Obama anche il leader francese deve lasciare l'amato BlackBerry. Un software speciale impedisce di captare le conversazioni del presidente e dei suoi collaboratori

 

Il nuovo modello di cellulare che userà il presidente francese
Il nuovo modello di cellulare che userà il presidente francese

PARIGI - Assomiglia a un normale smartphone, ma garantisce un altissimo livello di sicurezza. E’ "Teorem", il cellulare “impenetrabile” testato per la prima volta mercoledì scorso da Nicolas Sarkozy e che dall'anno prossimo sarà usato dai più importanti funzionari francesi e dalle principali cariche militari transalpine. Secondo quanto scrive il quotidiano Le Point quasi 20.000 telefonini saranno prodotti entro il 2011 dalla multinazionale transalpina Thales e saranno distribuiti a personalità pubbliche con importanti incarichi governativi e militari. Il prezzo del telefonino è top secret e solo il governo francese potrà acquistare questo prodotto in modo da tutelare la sicurezza nazionale e impedire che le conversazioni e gli sms di importanti personaggi del governo possano essere intercettate.

ADDIO BLACKBERRY - Sarkozy, come in passato è già accaduta a Barack Obama, dovrà separarsi dall'amato BlackBerry in nome della sicurezza. Infatti il cellulare prodotto dall'azienda canadese "Research in Motion", molto apprezzato sia dai professionisti che dai politici, come molti cellulari d'uso commerciale, presenterebbe lacune nel sistema di sicurezza e, secondo gli esperti, può essere facilmente intercettato. Teorem, invece, sarà dotato di un avveniristico software di sicurezza che renderà impossibile riuscire a captare le conversazioni del presidente e dei suoi collaboratori. «È davvero carino» ha commentato Sarkozy durante il primo test di prova, mentre l'azienda che produce Teorem ha confermato che «il telefonino è dotato di un sistema di "criptofonia" di nuova generazione che sarà usato dalle forze armate e dai ministeri».

ALLARME - Già nel 2007 uno studio della Sgdn, l'agenzia per la sicurezza nazionale francese, aveva lanciato l'allarme del pericolo intercettazioni e aveva invitato i membri del governo a non usare più il BlackBerry. Secondo la Sgdn infatti l'utilizzo di server collocati nel Regno Unito e negli Usa rende le comunicazioni via email del BlackBerry facilmente intercettabili dalla National Security Agency (Nsa), l'ente governativo statunitense incaricato della sicurezza in ambito nazionale e in grado di controllare tutto il traffico telefonico e di posta elettronica negli Usa. L'azienda canadese "Research in Motion" ha più volte smentito le accuse della Sgdn affermando che il sistema crittografico installato sul BlackBerry è uno dei più sicuri al mondo, usato, tra l'altro, dal governo britannico e dalla Nato.

Francesco Tortora