08/02/2012

Onorevoli calciatori alla partita benefica: «Veniamo a giocare ma solo se spesati»

Onorevoli calciatori alla partita benefica: «Veniamo a giocare ma solo se spesati»

A CATANIA. La nazionale del Palazzo non ha voluto versare un euro, nemmeno per l'acquisto di tre carrozzine per disabili

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02/12/2010

Twitter addio! Ma per beneficenza

Twitter addio! Ma per beneficenza

In occasione della giornata mondiale per la lotta all'Aids Alicia Keys organizza una curiosa iniziativa per raccogliere fondi da destinare ai bambini sieropositivi. Per risuscitare gli account Twitter delle star bisogna raccogliere un milione di dollari.

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22/10/2010

Vince premi, pubblica in tutto il mondo In Italia perde: «Non sei raccomandato»

Vince premi, pubblica in tutto il mondo In Italia perde: «Non sei raccomandato»

La vicenda di Alessandro Orsini, ricercatore a Tor Vergata. Vince il candidato interno, pressioni su un commissario. Indagini della Digos. La solidarietà sul forum Treccani

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11/07/2010

Telecom, da lunedì via al piano esuberi Sacconi: «Difficile il dialogo sociale»

Telecom, da lunedì via al piano esuberi Sacconi: «Difficile il dialogo sociale»

Programmati 3.700 tagli entro i prossimi 11 mesi. In tutto si arriverà a 6.822 unità. A breve le lettere con i licenziamenti. I sindacati: «Comportamento vergognoso». Preoccupato il ministro

 

MILANO - L'annuncio è arrivato venerdì nel pieno dello sciopero nazionale, mentre le lettere con i licenziamenti saranno sul tavolo dei sindacati lunedì. Telecom Italia comincia così le manovre per dare corso agli esuberi programmati nel piano triennale 2010-2012: in totale 6.822, di cui più della metà, 3.700, nel corso dei prossimi 11 mesi e cioè fino al 30 giugno del 2011. Una doccia fredda, sottolineano i sindacati, che viene letta dal segretario nazionale di Slc-Cgil, Alessandro Genovesi, come «un comportamento vergognoso da parte di un'azienda che ha registrato più di 1,5 miliardi di euro di guadagni netti, che ha già circa mille lavoratori in contratto di solidarietà e che continua a remunerare a peso d'oro dirigenti e manager». Genovesi chiede quindi al governo di affrontare la situazione e di convocare le parti sociali, perché «è in gioco il futuro di tutti gli oltre 50mila lavoratori di Telecom».

PREOCCUPATO IL MINISTRO - Il governo, per ora, si fa sentire con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che si dice preoccupato e in una nota sottolinea che i licenziamenti rendono «più difficile il necessario dialogo sociale». Le posizioni di sindacati e azienda che dovranno sedersi attorno ad un tavolo al ministero del Lavoro sembrano però al momento distanti. «Noi siamo disponbili alla trattativa, speriamo che ci sia la stessa volontà da parte del gruppo telefonico», afferma il segretario generale della Fistel-Cisl, Vito Antonio Vitale. E Genovesi chiede a Telecom di cambiare «la propria strategia» e di dare «garanzie di sviluppo», avvertendo che se dovesse scegliere la strada del «muro contro muro, se ne assumerà tutte le responsabilità».

ESUBERI E NORME - La procedura prevista dalla legge che regola i licenziamenti collettivi dà 75 giorni ai sindacati per discutere con l'azienda e per chiedere una riduzione del numero degli esuberi o il ricorso a misure alternative come la cassa integrazione o la messa in mobilità. Intanto Telefonica, che detiene attraverso Telco oltre il 10% del capitale di Telecom Italia, è sempre più vicina all'operatore mobile brasiliano Vivo, controllato da Portugal Telecom, dopo che la Corte di Giustizia Ue ha bocciato la 'golden sharè portoghese per bloccare l'offerta del gruppo spagnolo. Il gigante guidato da Cesar Alierta ha offerto a Portugal Telecom 7,15 miliardi di euro per rilevare la quota del 50% che detiene in Brasilcel, la holding che controlla il 60% di Vivo. (fonte Ansa)


11/05/2010

«Io, donatrice di midollo, e quel bimbo che non conobbi mai»

«Io, donatrice di midollo, e quel bimbo che non conobbi mai»

Fra poco ci saranno più volontari fuori età che nuovi iscritti. La storia di Maria Grazia, che fu tra i primi italiani a sottoporsi a prelievo di midollo osseo. Oggi, 18 anni dopo, l’allarme: bilancio in rosso già in nove regioni.

 

Maria Grazia Tagliafico

MILANO - «La vera ricevente sono stata io: perché da quel giorno, ogni volta che guardo mia figlia, so che da qualche parte c’è un ragazzo come lei, che sta bene forse anche grazie a me. E alla decisione di non stare seduta a guardare». Parla così Maria Grazia Tagliafico, infermiera, che nel 1992 fu la prima donatrice effettiva di midollo osseo in Liguria, la prima volontaria ad essere chiamata a sottoporsi a prelievo perché compatibile con un malato in attesa di trapianto. «Mi dissero che era un bambino di tre anni e mezzo. Qualche tempo dopo – racconta – seppi che la famiglia aveva chiesto di conoscermi. Ci pensai a lungo e poi dissi di no. Non me la sono sentita: lui stava bene e a me bastava così».

«NON FACCIO LA SPETTATRICE» - Quando Maria Grazia si iscrisse come volontaria, in Italia c’erano circa 20mila donatori e i prelievi effettuati si contavano sulle dita di una mano. Ricorda con esattezza quando decise di mettersi in gioco: «Lavoravo in ospedale, ero mamma da poco e, un giorno, vidi in tv il professor Giorgio Reali, parlare del registro donatori di midollo osseo, appena nato a Genova. All’improvviso mi sentii piccola piccola. Lo conoscevo e lo stimavo (era stato anche il mio insegnante di ematologia), così come conoscevo la realtà dei pazienti. Non potevo più stare a fare la spettatrice. Un semplice prelievo di sangue, ed ero iscritta al registro donatori. Neppure un anno e mezzo dopo, mi chiamarono: “Vieni, forse sei compatibile con un paziente”». Le probabilità sono più o meno quelle di trovare un ago nel pagliaio, in Italia in media una su 300mila. «Ero emozionata, ma tutto fu piuttosto semplice. Con un altro paio di analisi la compatibilità venne confermata, così mi spiegarono la procedura. Ero libera di cambiare idea, ma se dicevo sì la vita del ricevente sarebbe dipesa anche da me».

«QUEL VENERDÌ FUI IO A GUADAGNARE QUALCOSA» - «Furono chiari – prosegue Maria Grazia -: il piccolo doveva essere sottoposto a una preparazione durissima per distruggere le sue cellule malate». A quel punto diventa indispensabile il midollo osseo del donatore, ricco di staminali ematopoietiche capaci di dare origine a globuli rossi, globuli bianchi e piastrine sani nell’organismo del ricevente. «Nei giorni precedenti il prelievo avevo la raccomandazione di riguardarmi, di non espormi a rischi di alcun tipo, evitare luoghi affollati, evitare l’auto. Il giovedì pomeriggio mi ricoverarono per fare l’intervento il venerdì mattina. All’epoca l’anestesia generale era d’obbligo – ora si fa anche con la peridurale – e mi praticarono una puntura sulle ossa del bacino. Il sabato venni dimessa, con un po’ di indolenzimento nella zona, ma in cinque giorni tornai alla vita di prima e al mio lavoro. Era andato tutto bene, quel bimbo aveva avuto una chance di proseguire la sua vita. Mi sentii come se mi avessero dato molto più di quel che mi avevano tolto».

CALANO I DONATORI - Quando Maria Grazia si iscrisse, i donatori volontari in Italia erano circa 20mila e i trapianti effettuati si contavano sulle dita di una mano. Oggi sono circa 330mila e l’anno scorso i trapianti i cellule staminali ematopoietiche da non consanguinei sono stati 654. Ma gli esperti sono preoccupati, perché stanno assistendo a una pericoloso rallentamento delle nuove iscrizioni. I veterani invecchiano (si resta donatori fino ai 55 anni) e i giovani si fanno pregare. Nicoletta Sacchi, direttore del Registro italiano donatori di midollo osseo presso gli Ospedali Galliera di Genova, ci delinea la situazione: «Oggi la risposta dei ragazzi è drammaticamente scarsa, qualche anno fa non era così. Il donatore-tipo è donna, con un’età fra i 35 e i 40 anni, mentre sono sempre meno i maschi ventenni che, per caratteristiche fisiche consentirebbero trapianti efficaci su un maggior numero di malati, compresi quelli di peso maggiore per i quali spesso è difficile trovare donatori adatti». I NUMERI - Ecco qualche dato. Nel periodo 2003-2009 i donatori fra i 18 e i 25 anni sono passati da 17.198 a 13.360, quelli fra i 26 e i 35 anni da 121.526 a 85.099. Restano molte di più le donne (175.710 contro 154.027 maschi nel 2009). Le nuove iscrizioni al registro sono calate da 13.489 del 2001 a 8.492 del 2009. Al contrario, il numero dei donatori fuoriusciti (soprattutto per raggiunti limiti d’età, nel 64 per cento dei casi, ma c’è pure un 10 per cento che si perde perché diventa irreperibile!) è salito da 1.828 a 7.168. Nove Regioni registrano già un bilancio negativo di potenziali donatori (2008-2009): Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Sicilia, Toscana, Umbria. In forte controtendenza invece la Campania (più 278), Puglia (più 337), Veneto (più 506).

SEMPRE PIÙ IMPORTANTE IL DONATORE SCONOSCIUTO – Lo si è ricordato anche in occasione del quarto Congresso Gitmo (Gruppo italiano per il trapianto di midollo osseo) : le terapie cellulari, che oggi curano sempre più malati di leucemie, linfomi, mielomi e altre malattie del sangue, hanno bisogno di volontari. «È più facile che ci si iscriva quando c’è il caso personale, l’amico, il parente che si ammala – osserva Nicoletta Sacchi – ma il meccanismo dovrebbe essere diverso». Serve il maggior numero di volontari da inserire in una rete mondiale di banche dati, per aumentare le possibilità di trovare abbinamenti compatibili. Oggi si effettuano in Italia circa 1.500 trapianti l’anno e la stragrande maggioranza non ha un familiare compatibile. Per questo i trapianti da donatore non consanguineo hanno superato quelli da familiare, e sono ormai due al giorno. Nel 90 per cento dei casi le staminali provengono dal sangue periferico o dal midollo osseo di un adulto, nel restante 10 per cento dal sangue contenuto nel cordone ombelicale dei neonati.

UN AIUTO DALLE NEOMAMME - E proprio ai nuovi nati pensa Alberto Bosi, direttore dell'unità di Ematologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze e presidente del Gitmo. «Oggi i volontari sono più vecchi, c’è una riduzione di giovani donatori. Ecco che diventa ancora più importante la donazione solidaristica del sangue del cordone ombelicale d parte delle neomamme. Se si diffonde l’uso di conservarlo per sé, possibile solo all’estero, a pagamento e soprattutto senza una qualunque giustificazione scientifica , si sottraggono ai malati delle possibilità di trovare donatori compatibili».

NO, LA PARALISI NON C’ENTRA - Un’informazione corretta sarebbe già un gran passo avanti. « Andiamo nelle scuole, però capitano situazioni paradossali – racconta Nicoletta Sacchi -, come quando un insegnante non volle un incontro coi ragazzi ‘perché poi a donare il midollo si rischia di restare paralizzati’. Ma il midollo osseo non è quello spinale, non ci sono terminazioni nervose! Il guaio è che abbiamo scarse capacità di promozione, lavoriamo in ospedale, con i malati, le associazioni di volontariato fanno già i miracoli raccogliendo qualche soldo con le varie iniziative. Trovare un donatore compatibile è raro, è come trovare un altro col tuo stesso codice fiscale in tutto il mondo. Ai giovani dico: sono morti dei ragazzi che hanno lasciato come testamento l’invito a diventare donatori, perché a voi non accadesse la stessa cosa. Fatevi vivi». Diciotto anni fa c’era Maria Grazia. E domani?

Donatella Barus (Fondazione Veronesi)


01/02/2010

Grammy Awards: vince Beyoncé

Grammy Awards: vince Beyoncé

 

La cantante si aggiudica sei delle sue dieci nominations in una serata segnata dal ricordo di Michael Jackson e dalla solidarietà nei confronti delle vittime di Haiti.

 

 

 

Nella notte dei Grammy, la più alta funzione nel mondo della musica, a trionfare è stata  proprio la musica, a cui gli organizzatori della cerimonia che ha avuto luogo sul palco dello Staples Center di Los Angeles  hanno lasciato grande spazio con performance indimenticabili da  parte dei  suoi grandi protagonisti.

Uno spettacolo nello spettacolo, iniziato con il duetto tra Lady Gaga ed Elton John e culminato nel tributo a Michael Jackson con Carrie Underwood, Celine Dion, Jennifer Hudson, Smokey  Robinson e Usher a cantare le sue canzoni. E con performance di decine di star, a partire dai Green Day, onorati come "21st Century Breakdown", per arrivare ad Andrea Bocelli o alla  rivisitazione di gruppo di We are the World, con la raccolta di  fondi per Haiti.

Un'atmosfera, che ha fatto passare in secondo piano la  competizione, tutta al femminile o quasi, che però ha visto Beyonce trionfare con sei premi, anche se quello più importante è andato a Taylor Swift, la più giovane artista nella storia, solo vent'anni, ad avere vinto il grammy come migliore album  dell'anno.

Era stata proprio Beyonce, che comunque è l'arista femminile ad avere vinto più grammy in una stessa edizione, ad avere raccolto il maggiore numero di nomination, ben dieci, tra cui  quello di canzone dell'anno, che si è aggiudicata battendo le canzoni di Lady Gaga, Maxwell, Kings of Leon e Taylor Swift.

La cantante r&b si è vista però sottrarre un altro premio importante dalla band Kings of Leon. Il quartetto del Tennessee  si è infatti aggiudicato il premio di migliore disco dell'anno, con 'Use Somebody', diventando la prima band di Nashville, luogo sacro per gli amanti del rock, a vincere questo premio. La Swift ha vinto anche altri tre grammofoni, tra cui quello  per il migliore album country.

Il gruppo country The Zac Brown Band, ha vinto il grammy come migliore nuovo artista, battendo Keri Hilson, MGMT, Silversun Pickups e Ting Tings. Era dal 2005 che una band non si aggiudicava il premio per l'artista rivelazione.


Questi i vincitori nelle principali categorie della 52ma edizione dei Grammy Awards.

Album dell'anno - Fearless - Taylor Swift
Disco dell'anno - Use Somebody - Kings of Leon
Canzone dell'anno- Single Ladies (Put A Ring On It) - Beyonce
Migliore artista esordiente - Zac Brown Band
Migliore performance vocale femminile - Halo - Beyonce
Migliore performance vocale maschile - If You Don't Know Me By Now - Seal
Migliore performance di un gruppo vocale - I Gotta Feeling - The Black Eyed Peas
Migliore album pop vocale - The E.N.D. - The Black Eyed Peas
Migliore disco dance - Poker Face - Lady Gaga
Migliore album vocale pop tradizionale - Michael Buble Meets Madison Square Garden - Michael Buble
Migliore performance rock singolo - Working On A Dream - Bruce Springsteen
Migliore album rock - 21st Century Breakdown - Green Day
Migliore canzone rap - Run This Town - Jay-Z, Rihanna e Kanye West
Migliore performance vocale country femminile - White Horse - Taylor Swift
Migliore performance vocale country maschile  - Sweet Thing - Keith Urban


20/12/2009

Berlusconi: «Vado avanti per il bene del Paese»

Berlusconi: «Vado avanti per il bene del Paese»

 

Dopo l'aggressione. Messaggio del premier: «Le manifestazioni di solidarietà mi danno una spinta ulteriore»

 

Berlusconi in una foto di alcuni giorni fa (Afp)
Berlusconi in una foto di alcuni giorni fa (Afp)

MILANO - «Andrò avanti per il bene del Paese»: questo il messaggio lanciato da Silvio Berlusconi ai partecipanti alla manifestazione di solidarietà indetta in Piazza Brà a Verona, a una settimana dall'aggressione subita dal premier a Milano. «Manifestazioni di solidarietà nei miei confronti - ha detto Berlusconi, che ha chiamato al cellulare il sottosegretario Aldo Brancher - mi danno una ulteriore spinta ad andare avanti e a sostenere il nostro impegno per il bene del Paese».

COMMOSSO - «Sono commosso - ha detto ancora Berlusconi - e ringrazio Verona che ha per prima voluto organizzare questa manifestazione di solidarietà». «L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio», ha ribadito il presidente del Consiglio; è lo stesso slogan dello striscione che campeggia sulla scalinata del Municipio. «Questo è il messaggio - ha aggiunto il premier - che stiamo portando in giro per tutta l'Italia». «Sotto l'albero di Natale - ha detto ancora, rivolgendosi ai sostenitori - regalate una tessera del Pdl». In piazza Brà, secondo una prima stima, un migliaio di persone, tra le quali oltre a Brancher il sottosegretario Alberto Giorgetti, e vari sindaci e assessori comunali. La manifestazione si è chiusa con le note di 'meno male che Silvio c'è'.


04/08/2009

Presidio Innse, quattro operai su una gru Corteo fino alla stazione di Lambrate

Presidio Innse, quattro operai su una gru Corteo fino alla stazione di Lambrate

 

DALLE 15 ALLE 17 SCIOPERO DI SOLIDARIETÀ DEI METALMECCANICI. Ripreso lo smantellamento dei macchinari venduti dopo il vertice in Prefettura. Pd: «Fermare l'uso della forza»

 

Tensione tra manifestanti e polizia davanti alla Innse (Fotogramma)
Tensione tra manifestanti e polizia davanti alla Innse (Fotogramma)

MILANO - Situazione ancora incandescente alla Innse di via Rubattino. Quattro operai sono saliti su una gru alta dieci metri, dopo essersi introdotti nello stabilimento intorno alle 11.30, chiedendo che sia fermato lo smantellamento dei macchinari e minacciando di lanciarsi nel vuoto. Altri lavoratori, una ventina, hanno raggiunto in corteo la stazione ferroviaria di Lambrate con striscioni che recitano «Giù le mani dalla Innse».

«VOGLIAMO TRATTATIVA VERA» - Nello stabilimento intanto si organizza la resistenza a oltranza. «Rimarremo quassù fino a che non ci sarà una trattativa vera, perché non si può smantellare una fabbrica di queste dimensioni - dice un funzionario della Fiom salito sulla gru assieme ai quattro operai -. Appena entrati abbiamo chiesto che tutti i lavoratori che stavano smontando i macchinari smettessero di farlo, cosa che è poi successa». I quattro, dai 30 ai 60 anni, sono entrati nella fabbrica aggirando il cordone delle forze dell'ordine che da giorni presidia l'area e poi sono stati raggiunti dal segretario milanese della Fiom Marina Sciancati e dal segretario generale Gianni Rinaldini, che, scortati da Digos e carabinieri, hanno portato agli operai panini e acqua. «Stanno bene, ma non scenderanno fino a che non ci sarà una risposta. Hanno visto che è già stato smontato il primo macchinario - spiega Sciancati -. Non ci sono ancora spiragli aperti». Il gesto di protesta ha di fatto portato al blocco dei lavori di smantellamento, effettuati da operai di due ditte di Arluno e Vicenza chiamati dal proprietario Silvano Genta.

PD: «NO ALL'USO DELLA FORZA» - E si allarga la solidarietà ai 49 dipendenti della Innse: la Fiom ha indetto per oggi, dalle 15 alle 17, uno sciopero nelle aziende metalmeccaniche della provincia di Milano. I partecipanti potrebbero raggiungere lo stabilimento di via Rubattino, dove il presidio dei lavoratori è andato avanti tutta la notte. Martedì mattina ci sono stati nuovi tafferugli tra i manifestanti, i giovani dei centri sociali e le forze dell'ordine. Una situazione condannata dal Pd: Cesare Damiano, responsabile lavoro, e Emanuele Fiano, deputato lombardo dei Democratici, hanno fatto un appello ai ministri Maroni e Scajola perché la vertenza non si risolva con l'uso della forza. «Occorre sospendere lo sgombero e lo smontaggio dei macchinari della fabbrica - affermano - e riaprire un tavolo di confronto per la piena tutela occupazionale di tutti i lavoratori». I due esponenti del Pd chiedono anche a Regione e Comune «di dare un segnale concreto e coerente». Il senatore del Pd Paolo Nerozzi ha chiesto al governo con un'interrogazione urgente interventi immediati per uscire dalla crisi: «Dobbiamo purtroppo registrare un aumento del grado di tensione all'interno dello stabilimento Innse - ha detto -. Torniamo a chiedere l'urgente apertura di un tavolo di consultazione».

SMONTAGGIO MACCHINARI - Nella sede della storica azienda in liquidazione alla periferia est di Milano erano riprese martedì mattina le operazioni di smontaggio dei macchinari. I 49 dipendenti, che chiedono di poter continuare a lavorare, spiegano che resisteranno «fino all'ultimo davanti alla fabbrica». Messi in mobilità a maggio 2008, ora si augurano che «arrivino altre persone per darci una mano. Già stiamo aumentando di numero e così potremo prendere forti iniziative di protesta». Al presidio sono presenti i sindacalisti della Fiom-Cgil, tra cui il segretario milanese Maria Sciancati. Lunedì il sindacato ha partecipato a un incontro in Prefettura con rappresentanti della Regione e della Provincia, al termine del quale il viceprefetto ha chiarito di dover far rispettare il decreto ingiuntivo per la consegna dei macchinari venduti. Così nella fabbrica sono entrati gli operai delle ditte acquirenti che hanno ripreso le operazioni di smontaggio. «Il tavolo con le istituzioni che abbiamo chiesto ci è stato negato e per ora non sono previsti nuovi incontri» spiega il sindacato.

Fonte Corriere della sera


08/04/2009

LO SPORT SI MOBILITA, TUTTI PER L'ABRUZZO

LO SPORT SI MOBILITA, TUTTI PER L'ABRUZZO

 

ROMA - Lo sport non si ferma, di fronte alla sciagura che ha colpito l'Abruzzo, ma ancora una volta partecipa, si mobilita e conferma una straordinaria sensibilita' nei confronti delle persone che soffrono (e sono tantissime) in questo momento. Il movimento sportivo italiano e' solidale ed estremamente disponibile: da domani a domenica, infatti - annuncia il Coni - in tutte le manifestazioni di qualsiasi disciplina o ente di promozione, verra' osservato un minuto di raccoglimento.

Sempre in segno di lutto per le vittime del terremoto, su tutti i campi dove si disputeranno le partite del prossimo turno di Serie A, B e del campionato Primavera - a quanto deciso oggi dalla Lega Calcio - i calciatori scenderanno in campo con il lutto al braccio (l'Udinese lo fara' anche in Coppa Uefa, giovedi' a Brema, dov'e' in programma l'andata dei quarti di finale contro il Werder). Fioccano, in queste ore di grande sconforto, anche le iniziative finalizzate a sostenere concretamente le popolazioni terremotate. La prima arriva dall'ex presidente del Coni, Mario Pescante (abruzzese di Avezzano), che ha proposto di far disputare nello stadio dell'Aquila le partite della Nazionale di calcio ai Giochi del Mediterraneo.

L'ex capo dello sport italiano ha inoltre confermato che, nonostante la tragedia, la manifestazione prevista in Abruzzo si svolgera' ugualmente. La Bancatercas Teramo, squadra che milita nel campionato di Serie A/1 di basket, invece, ha chiesto e ottenuto il rinvio della partita in programma sabato prossimo contro la Fortezza Bologna. Le due squadre si ritroveranno il 30 aprile. Mentre il calcio a 5 ha rinviato due giornate di campionato, tutto il mondo del pallone e' in mobilitazione, con una serie di iniziative a sfondo economico: tra queste, per la serie A, la decisione di Napoli, Catania, Siena e Fiorentina di devolvere gli incassi delle partite che giocheranno sabato - ospitando rispettivamente Atalanta, Sampdoria, Chievo e Cagliari - in favore della popolazione abruzzese. Il presidente dell'Udinese, Giampaolo Pozzo, ha promesso un aiuto concreto per L'Aquila ed i suoi cittadini. Anche la Roma scende in campo per aiutare i terremotati dell'Abruzzo.

I calciatori giallorossi - da Totti a De Rossi, passando per Panucci, Vucinic e Mexes - hanno infatti messo a disposizione di un programma radiofonico e proprie maglie autografate, per un'asta di beneficenza. I fondi raccolti dalla trasmissione serviranno per l'acquisto di due camper da riempire di aiuti e donare agli abitanti di Onna. I giocatori della Fiorentina, dal canto loro, si sono gia' mossi per raccogliere fondi da devolvere ai terremotati: lo ha reso noto il difensore viola Luciano Zauri, abruzzese di Pescina (L'Aquila), che ha inoltre annunciato di voler fare, a titolo personale, ''qualcosa di importante per la mia terra''. La Federazione italiana cronometristi, per andare incontro alle esigenze dei cronos rimasti senza tetto, ha promosso una raccolta di fondi destinata alle esigenze piu' immediate dei colleghi.

Un'altra sottoscrizione arriva dall'Assocalciatori (Aic), sollecitata dagli stessi tesserati: saranno chiamati ad aderire gli atleti delle squadre di A, B e Lega Pro. Altre sottoscrizioni arrivano dal mondo della pallavolo e del basket. Lance Armstrong e la Fondazione che porta il suo nome, porgono le condoglianze e sono vicini alle popolazioni abruzzesi. Il ciclista statunitense ha chiesto agli organizzatori del Giro d'Italia di poter dare un aiuto alle popolazioni colpite. Angelo Zomegnan, direttore della corsa, gli ha risposto che ''la sua stessa presenza al prossimo Giro d'Italia, quello del Centenario, rappresentera' un momento di gioia, in particolare nelle zone vicine a quelle colpite dal sisma''.


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06/04/2009

Blog e messaggi: la Rete si mobilita

Blog e messaggi: la Rete si mobilita

 

Testimonianze in tempo reale su YouTube, Facebook . Su Twitter migliaia i post subito dopo le prime scosse

 

Uno dei messaggi sul terremoto inviati tramite Twitter
Uno dei messaggi sul terremoto inviati tramite Twitter

MILANO - Migliaia di messaggi si stanno rincorrendo sul popolare servizio di microblogging Twitter, che ancora una volta si è confermato la fonte più aggiornata per recuperare informazioni in tempo reale. Già domenica sera, quando sono state avvertite le prime scosse tra Marche ed Emilia Romagna, gli utenti hanno segnalato l’accaduto prima delle agenzie stampa. «Terremoto a Firenze!» e «Scossa di terremoto a Senigaglia» hanno scritto tra i primi TomStarDust , a cui sono immediatamente seguite le segnalazioni dalle altre città: Trieste, Bologna, Urbino. In molti erano alla ricerca di maggiori informazioni: «Mi è parso di sentire una piccola scossa di terremoto. Sto impazzendo o l'avete sentita anche voi?», chiede Auloedus , «Le agenzie non hanno ancora battuto la notizia. Twitter è più veloce» aggiunge Enrico Giubertoni.

Alcuni updates della situazione via Twitter
Alcuni updates della situazione via Twitte

LA SCOSSA IN TEMPO REALE - I messaggi continuano durante tutta la notte. E quando alle 3:32 arriva la scossa più forte, i tweet si fanno molto più frequenti. «Terremoto» scrive telegrafico Vincenzo di Baggio dopo qualche secondo. E come lui anche Gustomela, «Svegliato da scossa di terremoto» e decine di utenti, soprattutto da Roma: «C'è appena stata una scossa di terremoto a Roma: ha dondolato il palazzo!!». Anche in questo caso, la notizia non è stata ancora battuta dalle agenzie: «Svegliato dal terremoto, cerco subito informazioni su twitter (e le trovo)» scrive Daniele. In tanti cercano informazioni sui siti ufficiali, ma quello dell'Istituto di Geofisica va subito giù per i troppi contatti, come segnala Fabio Curzi, che dice «durante l'ultima mezz'ora il sito dell'istituto nazionale di geofisica è stato irraggiungibile». Anche in tv è difficile reperire informazioni: «Mentre la CNN trasmette utili info sul terremoto in tempo reale, le reti italiane trasmettono Alvaro Vitali» denuncia Groviglio. Nella mattinata, poi, a tenere banco è la discussione sulle responsabilità di Bertolaso e l'avviso dello studioso Giampaolo Giuliani. Ma c'è anche molta solidarietà e offerto d'aiuto. Un utente scrive: «Ragazzi in zona terremoto, fateci sapere se c'e' qualcosa che possiamo fare!» .

YOUTUBE E FACEBOOK - Non solo Twitter, comunque. Su YouTube in molti commentano il video in cui Giuliani segnalava una settimana fa l'ipotesi di una forte scossa. Mentre su Facebook sono nati gruppi estemporanei, come quello «Aiutiamo l'Abruzzo» per «mettere in moto la macchina del sostegno concreto»«Domani dono il sangue per i feriti del terremoto» . o quello dell'Avis

FORUM CORRIERE.IT - Molti utenti si sono riversati anche sulle pagine di Corriere.it per discutere del terremoto. Da quando questa mattina è stato aperto il forum dedicato alla tragedia sono arrivate molte manifestazioni di solidarietà, numerose quelle di cittadini residenti all’estero che hanno appreso la notizia diffusa da tutti i media internazionali. Anche qui a tenere banco è la polemica relativa alla previsione fatta da Giampaolo Giuliani, che pochi giorni fa aveva diffuso un allarme terremoto. In tanti, come Marilena, esortano a rimboccarsi le maniche e ad abbandonare le polemiche: «In questa situazione tutto il Paese, per una volta unito, dovrebbe stringersi intorno a tutti quelli che, in soli 30 secondi, hanno perso le abitazioni, un familiare, la propria sicurezza». Ma le discussioni lasciano spazio soprattutto alle testimonianze drammatiche, come quella di don Danilo Priori, parroco nei paesi vicini all’epicentro della scossa: «Siamo disperati, la gente è in strada oppure accostata alle porte. Ci dicono di non muoverci. Non vediamo passare più i soccorsi, forse i viadotti sono pericolanti. Dicono che ci sia un morto nella mia parrocchia, ma non posso nemmeno sapere chi sia, non posso muovermi». Roberto Rosato chiede se si stanno organizzando gruppi di volontari per soccorrere la popolazione, così da potersi unire a loro. E c’è chi dà un importante contributo anche senza muoversi da casa, offrendo ospitalità agli sfollati come fanno Emanuela di Messina e Giosob dal Piemonte.

Nicola Bruno
Valentina Tubino