30/04/2011

Una soluzione per fermare il declino

Una soluzione per fermare il declino

La proposta di 7 mosse per l'italia. Possibile che invece di subire passivamente gli eventi non ci rimbocchiamo le maniche e li preveniamo da subito?

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06/07/2010

Troppi Smartphone, rete italiana a rischio collasso

Troppi Smartphone, rete italiana a rischio collasso

Lo dice Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom nel corso della sua relazione annuale. La soluzione è liberalizzare le frequenze radio. L'ad di Telecom Franco Bernabè, però, minimizza: "In Italia questo rischio non c'è"

 

 

La rete di telefonia mobile dell'Italia è una delle più forti d'Europa, ma è a rischio saturazione per il grande successo degli smartphones, secondo il presidente dell'AgCom Corrado Calabrò. "L'Italia è il secondo Paese europeo per diffusione della banda larga mobile. Ma se non interveniamo rapidamente, con il tasso attuale di diffusione degli smartphones, la nostra rete mobile rischia il collasso", ha detto Calabrò nella relazione annuale sull'attività dell'Authority presentata oggi alla Camera. "L'Agcom sta portando avanti una politica finalizzata alla liberazione in tempi brevi delle frequenze radio. Contiamo di rendere disponibili circa 300 Mhz da mettere all'asta per la banda larga", ha detto ancora Calabrò.

A questa parte della relazione ha risposto l'amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè, al termine dell'incontro, negando che ci possando essere i rischi paventati dal garante. "Qui in Italia questo rischio non c'è. Noi, come gli altri operatori, stiamo facendo grossi investimenti soprattutto per il rilegamento in fibra delle stazioni radio base. La fibra ottica che stiamo diffondendo nell'infrastruttura di telefonia mobile è la risposta a queste preoccupazioni, quindi non c'è rischio di collasso", ha detto Bernabè ai giornalisti.


17/05/2010

La Bp: «Il siringone funziona bene Bloccheremo la falla entro 10 giorni»

La Bp: «Il siringone funziona bene Bloccheremo la falla entro 10 giorni»

IL NYTIMES: «IL GREGGIO IN SUPERFICIE È SOLO UNA MINIMA PARTE». La compagnia: «Stiamo pompando parte del flusso che fuoriesce dal pozzo. Ma agiamo con prudenza»


Mentre i lunghi tentacoli di greggio color ruggine tingono di morte il Golfo del Messico, dove gran parte della 'macchia nera' sarebbe concentrata nei fondali, affiorano le prime speranze. Grazie al "siringone" introdotto nel braccio flessibile del pozzo della British Petroleum, gli ingegneri al lavoro per arginare quella che rischia di trasformarsi nella più grande marea nera della storia sono riusciti a pompare in superficie quantità di greggio e di gas naturale. Fonti della compagnia riferiscono infatti che al secondo tentativo il sistema del cosiddetto tubo-siringa inserito ad oltre 1.500 metri di profondità sta «funzionando estremamente bene». La Bp ha annunciato che «oltre a pompare in superficie il greggio», tenterà di «iniettare fanghi pesanti nella falla per bloccarla permanentemente entro 7-10 giorni». In questo momento, ha aggiunto un portavoce, la siringa sta pompando «parte» del flusso che fuoriesce dal pozzo e il dispositivo sta «funzionando come previsto». La Bp sta agendo però con grande prudenza, per evitare, come è successo nella notte tra sabato e domenica, che la siringa di stacchi dal tubo flessibile del pozzo. Per ottenere risultati significativi occorreranno giorni, forse oltre una settimana. «Continueremo ad aumentare le quantità » di petrolio estratto, ha precisato il vicepresidente, e «ci vorrà un certo tempo».

SUL FONDO
- Alcuni ricercatori, citati dal New York Times, riferiscono però che il greggio in superficie sulle acque del Golfo del Messico è solo una minima parte di quello che si cela nelle acque profonde e che resta occultato alla vista. Gli studiosi hanno trovato diversi 'pennacchi' di petrolio fuoriusciti dalla falla aperta a 1.525 metri dall'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon il 20 aprile scorso. In un caso è stata individuata una chiazza lunga 16 chilometri e larga 5 e spessa 100 metri. «C'è una allarmante quantità di petrolio sul fondo a paragone di quello che vediamo in superficie», ha spiegato Samantha Joye, dell'università della Georgia.

L'IRA DI OBAMA
- Il presidente Usa, Barack Obama, era stato durissimo nei giorni scorsi con le compagnie petrolifere coinvolte nella massiccia perdita di greggio nel Golfo del Messico per lo «spettacolo ridicolo» nel rimpallarsi la responsabilità dell'incidente. Nei commenti dopo una riunione del gabinetto per discutere gli sforzi per bloccare la perdita e limitarne l'impatto sulle comunità della costa del Golfo, Obama ha detto di essere arrabbiato e frustrato per la perdita, che minaccia di essere un disastro ecologico ed economico.

16/10/2008

Rifiuti, la soluzione di Bolzano

Rifiuti, la soluzione di Bolzano

 

Ecco i cassonetti hi-tech con la tessera-bancomat

Sono arrivati i bidoni della nuova generazione, quelli con tessera magnetica (che assomiglia tanto a un bancomat) che elimineranno i cassonetti verdi della raccolta indifferenziata. A Bolzano la Seab, la società comunale che tratta anche lo smaltimento dei rifiuti, li ha installati in via sperimentale per cinquecento residenti di piazza Matteotti.

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Si chiamano “Gaia”, sono interrati e dovrebbero soppiantare, nel giro di una settimana, i classici cassonetti verdi della raccolta indifferenziata. Già dal 6 ottobre sono state distribuite dagli addetti della società le tessere (simili a bancomat) necessarie a far funzionare i nuovi contenitori a cinquecento residenti della zona. I due “Gaia” sono attivi, ma il loro funzionamento rimane ancora un enigma per molti. «Sì, sono venuti a portarci la tessera magnetica, ma le indicazioni erano piuttosto scarne: ancora non ho capito se ci posso buttare anche l’umido», spiega Ottavio Fason.

In effetti, il dilemma su quale spazzatura si possa effettivamente gettare dentro Gaia avvince la piazza. I più interessati sono gli anziani che si accalcano in piccoli capannelli davanti ai bidoni, nel tentativo di farsi insegnare e spiegare da chi già ce l’ha fatta a buttare l’immondizia. Il cassonetto automatizzato presenta, infatti, una moltitudine variegata e colorata di bottoni. Gli unici che servono veramente però sono due: quello della lingua con cui si vuole sentir parlare “Gaia” e quello che attiva la funzione del rifiuto che si intende buttare.

«Le uniche cose che sappiamo, però, le abbiamo lette sul giornale: so che dovrebbero esserci degli operatori, ma ancora non li abbiamo visti», dice Agnese Tavernar.

I precedenti non sono incoraggianti: tempo addietro c'erano i “ canguri”, ossia un vecchio sistema automatizzato di raccolta rifiuti che spesso si inceppava, a causa di problemi con l’impianto fognario, e che costringeva molti a lasciare i sacchetti della spazzatura sull’asfalto.

Francesco Gallina, responsabile della raccolta rifiuti della Seab, rassicura: «I sistemi sono diversi, non dovremmo più avere di questi inconvenienti. Importante, però, sottolineare che per il momento i “Gaia” possono ricevere solo l’indifferenziato, anche se potenzialmente possono servire anche per la raccolta dei quattro materiali. Dobbiamo però lasciare il tempo ai cittadini di prendere dimestichezza con il sistema. Dovesse essere un’iniziativa di successo potremo pensare di estenderla, pur tenendo presente che non dappertutto si possono costruire ampi vani interrati e che l’i nstallazione comporta dei costi anche per il cittadino. I nostri operatori, infine, saranno presenti mattina, pomeriggio e sera in piazza Matteotti anche per consegnare le tessere a chi ha ricevuto la lettera perché non era in casa alla consegna. Importante dire che la tessera serve a noi per scaricare i dati delle utenze ma non per il pagamento
».

16:29 Scritto in ECOLOGIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: rifiuti, raccolta, bolzano, soluzione, differenziata | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook