02/10/2011
Sondaggi: centrosinistra 10 punti avanti. Il premier: arrivo al 2013. Non cadrò certo per gli imprenditori
Sondaggi: centrosinistra 10 punti avanti. Il premier: arrivo al 2013. Non cadrò certo per gli imprenditoriL'Osservatorio. Pd al 27-28%, Pdl al 26. Terzo polo decisivo. Il 44% auspica elezioni anticipate, fra loro anche centrodestra. Dietro le quinte Sospetti sul ministro: uscita sorprendente. Irritazione Il Cavaliere: vive come un tradimento le critiche durissime del mondo imprenditoriale
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18/05/2011
Berlusconi: a Milano ce la giochiamo Ma ci metto la faccia solo se serve
Berlusconi: a Milano ce la giochiamo Ma ci metto la faccia solo se serveVertice a Palazzo grazioli. E Bossi riunisce i suoi in via Bellerio. Il premier dopo due ore di faccia a faccia: governo non è in discussione, maggioranza compatta. Il coordinatore del Pdl Verdini: «Tolta Milano, sostanziale pareggio»
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02/04/2011
Zapatero: «Lascio nel 2012»
Zapatero: «Lascio nel 2012»Il prossimo anno il candidato alla guida del partito socialista sarà un altro. Il premier spagnolo: «Non mi ricandido. Due legislature alla guida del destino della Spagna sono sufficienti»
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13/07/2010
Usa: sondaggi a picco per Obama
Usa: sondaggi a picco per ObamaIL NODO IRRISOLTO RESTA L'ECONOMIA.
Il presidente, secondo la rilevazione Abc/Washington Post, non ha la fiducia di quasi 6 americani su dieci.
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| Barack Obama (Ansa) |
WASHINGTON - Sondaggi a picco per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a quattro mesi dal voto di metà mandato. Secondo l'ultimo rilevamento AbcNews/Washington Post quasi sei americani su dieci non hanno fiducia nella capacità del presidente di prendere le decisioni giuste per il paese.
DISAPPROVAZIONE - Una chiara maggioranza di americani disapprova inoltre quello che sta facendo Obama per l'economia. Il presidente raccoglie ancora la stima dei membri del Congresso, ma anche su questo fronte la forbice si sta chiudendo. Sette elettori registrati su dieci dicono di non aver fiducia dei parlamentari democratici e una percentuale analoga ha altrettanto bassa stima dei colleghi repubblicani. Oltre un terzo degli americani - il 36% - non si fida della classe politica, sia che occupi la Casa Bianca che Capitol Hill. Tra gli indipendenti la delusione è ancora più alta: due terzi degli elettori si dicono insoddisfatti o addirittura arrabbiati per come sta funzionando il governo federale. Solo il 43% adesso approva quel che sta facendo Obama per l'economia, mentre il 54% disapprova. Su questo fronte anche un terzo dei democratici è pronto a bocciare il suo presidente. Sulla questione della leadership il 58% non crede che Obama sia in grado di prendere decisioni giuste per l'America contro un 42% che continua a riporre fiducia nell'inquilino della Casa Bianca.
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07/05/2010
Gran Bretagna, parla David Cameron:
Gran Bretagna, parla David Cameron:Parla il vincitore delle elezioni inglesi.
Gordon Brown è pronto a concedere a conservatori e liberaldemocratici il tempo di discutere un accordo di governo, ma nel caso in cui la trattativa fallisse, il premier uscente e leader laburista è pronto a parlare con gli uomini Nick Clegg. "Se i negoziati tra David Cameron e Nick Clegg dovessero fallire, mi renderò subito disponibile a discutere con il leader dei Lib-Dem per cercare un punto d'intesa". Lo ha detto il premier Gordon Brown in un punto stampa davanti a Downing Street.
Parlando di possibile terreno comune con i liberaldemocratici, il primo ministro ha detto che un punto in comune potrebbe trovarsi sulla necessità "di un sistema elettorale più giusto, e la possibilità di un referendum su quale sistema si voglia adottare".
Nelle elezioni che si sono svolte ieri i Conservatori di David Cameron sono diventati il primo partito del paese, senza però ottenere la maggioranza assoluta dei seggi alla camera. Era dal 1974 che non si verificava una situazione simile che apre ora diverse possibilità. Nick Clegg, leader dei Liberal democratici, ha già dichiarato che spetta ai conservatori l'onere di formare un nuovo governo, ma, se i Tories non vogliono arrischiarsi in un governo di minoranza, la coalizione tra Tories e Lid-Dem sembra ora intevitabile.
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Cameron davanti ma senza maggioranza «Ma con questi risultati posso governare»
Cameron davanti ma senza maggioranza «Ma con questi risultati posso governare»GRAN BRETAGNA: Exit Poll. Ai conservatori 307 seggi mentre ai laburisti ne andrebbero 255. Delusione per Nick Clegg fermo a 59
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| David Cameron con la moglie Samantha lascia il seggio dopo il voto (Lapresse) |
LONDRA - La Gran Bretagna chiude l'epoca dei laburisti di Blair e sceglie i Tory, i conservatori di David Cameron. Ma non lo fa con sufficiente decisione per assicurarsi un futuro tranquillo. Si profila infatti una vittoria senza maggioranza. Alle 23 in punto, con un conto alla rovescia scandito al secondo, la Gran Bretagna ha conosciuto infatti il risultato del primo exit poll dopo la chiusura dei seggi per le elezioni politiche. I dati assegnano ai conservatori di David Cameron 307 seggi, 19 in meno della maggioranza di 326 parlamentari necessari per governare da solo configurando al momento l'incubo del parlamento paralizzato (Hung Parliament) privo di una netta maggioranza. Non accadeva dal 1974 al conservatore Edward Heath. I laburisti di Gordon Brown sono il secondo partito con 255 deputati. Alla fine, deludente il risultato dell'astro nascente, il liberal-democratico Nick Clegg fermo a 59 seggi.
CAMERON: «POSSIAMO GOVERNARE» - Il primo commento di David Cameron, rilasciato a Sky News è stato comunque di grande soddisfazione: «Questa è una vittoria decisiva per i conservatori, con questo risultato possiamo governare. Il risultato è un deciso rifiuto dei Laburisti e rappresenta il più grande cambiamento per la Gran Bretagna dal 1931».
«DISPONIBILI AD ACCORDI» - I conservatori, secondo il ministro dell'Interno Alan Johnson, sembrano essere andati meglio di quanto prevedevano i sondaggi: «Rispettiamo il volere degli elettori britannici». Il laburista Johnson, intervistato da Sky News ha aggiunto: «Non abbiamo problemi a fare accordi o coalizioni», lasciando aperto ogni scenario. Secondo il ministro tuttavia, è ancora prematuro dare per certo il risultato delle elezioni. Riguardo a cosa farà Gordon Brown, Johnson ha detto che il premier uscente «merita almeno di essere lui a prendere la decisione».
LO SCENARIO - Se i numeri provvisori degli exit poll troveranno conferma nello scrutinio nessun partito riuscirà a raggiungere la maggioranza assoluta, né i conservatori con i loro 307 seggi, né la somma di Labour e Lib-dem, che arriverebbero a 315. Ne esce un parlamento «appeso», paralizzato, una circostanza prevista ma anche molto tenuta, perché la Gran Bretagna a una instabilità del genere non è certo abituata. Se la regina Elisabetta assegnerà a Cameron il compito di formare un governo, questi avrà tempo fino al 25 maggio per convincere altre formazioni a fornirgli i 19 voti di cui ha bisogno, magari come appoggio esterno. Quel giorno infatti Sua Maestà leggerà il suo discorso al Parlamento, di fatto il programma del nuovo governo scritto dal premier designato e su quel testo i Comuni e i Lord voteranno la fiducia a Cameron.
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