09/12/2010
Sondaggio sulla corruzione, un milione di italiani coinvolti
Sondaggio sulla corruzione, un milione di italiani coinvoltiTransparency International: male i partiti politici e i media. Oltre il 40% degli intervistati non ha fiducia in alcuna istituzione. Si salvano onlus, istruzione e forze dell'ordine
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02/03/2010
Tumore dello stomaco, dieta sbagliata per sei italiani su 10
Tumore dello stomaco, dieta sbagliata per sei italiani su 10
SONDAGGIO. Dominano mancanza di informazione e cattive abitudini. La metà degli intervistati non si cura della prevenzione e poi incolpa l'inquinamento atmosferico
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MILANO - Metà degli italiani è convinta, erroneamente, che lo smog sia un fattore di rischio più importante della dieta nello sviluppare il tumore dello stomaco. A dirlo è un sondaggio condotto dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) su più di 600 persone intervistate nel dicembre scorso in centri commerciali di Roma e Milano, «con l’obiettivo – spiega Carmine Pinto, coordinatore del progetto e responsabile dei Trattamenti integrati dei tumori del tratto gastro-enterico dell’Oncologia medica del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna - di sondare il livello di consapevolezza dei cittadini su una patologia particolarmente aggressiva che colpisce ogni anno circa 13mila persone».
IL QUARTO BIG KILLER – Causa di 10.620 decessi nel 2006 e circa 13mila nuovi casi nel 2008, il tumore dello stomaco rappresenta il quarto big killer (dopo polmone, seno e colon retto) nel nostro Paese. Eppure il 93 per cento degli intervistati non ha mai sentito parlare di questa neoplasia, il 57 per cento non sa se esistano esami in grado di individuarlo precocemente, l’84 per cento non ha mai letto nessun articolo sull’argomento, sebbene il 78 per cento vorrebbe saperne di più su come prevenire e affrontare questa malattia. Inoltre, il 79 per cento ritiene che il carcinoma gastrico non sia guaribile. «anche se si stanno registrando importanti progressi nelle terapie», sottolinea Francesco Di Costanzo, direttore dell’oncologia medica del Policlinico Careggi di Firenze.
CHI È A RISCHIO - Purtroppo, la diagnosi precoce per questo tipo di tumore è tutt’ora difficoltosa, perchè i sintomi sono generici (come cattiva digestione o dolore alla parte alta dello stomaco) e spesso compaiono in modo evidente quando la malattia è già in fase avanzata. Ulcera gastrica, gastrite atrofica, infezione batterica da Helicobacter pylori e esofago di Barrett però, sono fattori di rischio noti, perché possono portare la mucosa dell’organo a un progressivo deterioramento e, infine, al tumore. Ecco perchè dove se c’è un sospetto - aggiungono gli esperti – andrebbero fatte in tempi brevi una gastroscopia seguita da una biopsia. Il tumore dello stomaco poi è correlato a fumo, obesità e abitudini alimentari.
ATTENTI A COSA METTETE NEL PIATTO – Purtroppo, gli esiti del sondaggio per quanto riguarda la tavola degli italiani di non sono confortanti: soltanto il 10 per cento degli intervistati assume frutta e verdura abitualmente, mentre il nove per cento consuma insaccati o carne rossa alla brace tutti i giorni e più della metà (56 per cento) tre o quattro volte alla settimana. Nonostante queste cattive abitudini, il 70 per cento non pensa di essere a rischio e solo il 42 individua nell’alimentazione scorretta e nella mancanza di attività fisica potenziali fattori nocivi. Una dieta ad alto tenore di frutta e verdura fresca, e soprattutto di vitamina C, può aiutare a prevenire il danno al rivestimento dello stomaco che può portare al carcinoma gastrico, mentre andrebbe limitato il consumo di cibi salati e di carne conservata.
NUOVE TERAPIE IN ARRIVO - La chirurgia, possibile solo negli stadi iniziali di malattia, è al momento l’unica terapia con intento curativo. «Oggi, però – prosegue Di Costanzo – abbiamo finalmente a disposizione delle cure anche quando la malattia è già progredita. Nei giorni scorsi, ad esempio, l’anticorpo monoclinale trastuzumab, ha ottenuto dall’Agenzia europea del farmaco (Emea) l’approvazione, in combinazione con la chemioterapia tradizionale, per il trattamento del tumore gastrico in stadio avanzato Her2 positivo, perché ha dimostrato di allungare la sopravvivenza dei malati». Altri farmaci biologici a bersaglio molecolare sono in corso di valutazione, «ma le caratteristiche biologiche delle cellule neoplastiche sono anche essenziali per identificare i pazienti che possono beneficiare di specifici trattamenti di chemioterapia» conclude Giuseppe Viale, ordinario di Anatomia patologica all’Università di Milano.
Vera Martinella
(Fondazione Veronesi)
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31/12/2009
Hillary è la donna più popolare in Usa
Hillary è la donna più popolare in Usa
Fra gli stranieri «vince» papa benedetto XVI. Solo terza Michelle Obama, preceduta anche da Sarah Palin. Fra gli uomini sorprendente secondo posto di George W.Bush, dietro l'attuale presidente
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| Hillary Clinton (Afp) |
WASHINGTON – Non Michelle Obama ma Hillary Clinton e Sarah Palin sono le donne più popolari in America secondo un sondaggio Gallup. La first lady figura al quarto posto, battuta anche da Oprah Winfrey, la regina della tv, un effetto della caduta di popolarità del marito presidente. Hillary Clinton, terza segretaria di stato della storia americana, ex first lady ed ex senatrice, e Sarah Palin, ex candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati uniti, sono virtualmente alla pari: 16 per cento dei voti la prima, 15 per cento la seconda. Ma Hillary detiene un record quasi impossibile da superare: è ai vertici della classifica da 17 anni, dal ’93, quando mise piede alla Casa bianca. Questo mese, Michelle Obama ha perso il 7 per cento del proprio indice di popolarità, scendendo al 55 per cento, 5 punti in più del consorte. Ed è stata oggetto delle prime critiche per il proprio abbigliamento a volte inortodosso e per la franchezza che la distingue dalle tradizionali first lady. Ma la sua temporanea eclissi è dovuta soprattutto alla politica: la parte conservatrice dell’America, che è all’attacco, l’identifica con il marito.
LA RISALITA DI GEORGE W.BUSH - Questa parte non ha solo premiato Sarah Palin, ora probabile candidata alla presidenza nel 2012. Ha anche spinto il tanto contestato ex presidente George Bush al secondo posto, subito dopo Barack Obama – una vera sorpresa - riuscendo a inserire la moglie, la ex first lady Laura, tra le prime dieci. La forza dei repubblicani nostalgici si rispecchia nella graduatoria maschile. Obama è in testa davanti a Bush, e al terzo posto figura Nelson Mandela, l’ex presidente del Sud Africa, premio Nobel della pace. Ma quarto è un aggressivo neocon, Glenn Beck, un commentatore televisivo. E i grandi stranieri? Il più valutato dagli americani, sempre stando alla Gallup, è il Papa Benedetto XVI, quinto. Si dimostrano resistenti agli scandali Bill Clinton e il campione di golf Tiger Woods, decimi a pari merito. Woods, incidentalmente, patisce le conseguenze dei tradimenti coniugali che hanno infranto il mito del marito e padre modello: l’ultimo sponsor a lasciarlo è la At&t. Tutti segni che il 2010 rischia di essere uno degli anni più rissosi della politica americana, peggio che in Italia. Se ne ha riscontro nelle polemiche sul fallito attentato al volo 253 della Delta, che ha messo a nudo traumatiche falle dei servizi segreti e della sicurezza americani. Per tacere delle polemiche sul 2008 e 2009, i due anni terribili della economia.
Ennio Caretto
17:33 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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10/08/2009
La fine degli Stati Uniti ? Per gli americani è ancora atomica
La fine degli Stati Uniti ? Per gli americani è ancora atomica
Il sondaggio del magazine online Slate.com. Un divertissement per esorcizzare le ossessioni più diffuse che negli Stati Uniti tornano ciclicamente di moda
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| Un'immagine della pagina web del sito Slate.com |
Tutto finirà con una catastrofe nucleare. Il Muro è caduto da vent'anni e la crisi dei missili cubani è un lontano ricordo per molti e per i più giovani soltanto un paragrafo del libro di Storia. Eppure gli americani ne sono convinti: sarà una bomba atomica a provocare l'apocalisse. Nei giorni scorsi il magazine online Slate.com ha invitato i suoi lettori a confrontarsi con le proprie paure, spingendoli ad immaginare come finirà l'America. Un divertissement per portare a galla - ed esorcizzare - i timori e le ossessioni più diffuse, che negli Stati Uniti torna ciclicamente di moda, grazie anche alla sconfinata filmografia hollywoodiana sull'argomento: da Indipendence Day fino a 2012, il kolossal diretto da Roland Emmerich in uscita nelle sale il prossimo novembre, in cui la Terra è sconvolta da una serie impressionante di catastrofi naturali.
LA GRADUATORIA - Le apocalissi proposte dal magazine online sono 144 : si va dall'innalzamento del livello del mare dovuto al surriscaldamento globale al rovesciamento del governo democratico per un golpe militare, da un attacco letale di Al Qaeda alla Pax Sinnica, un in cui la potenza economica cinese mette fine all'egemonia americana nello scacchiere globale. Al «gioco» hanno partecipato in tre giorni oltre 60 mila lettori, trasformatisi in novelle cassandre, cercando di prevedere le cause della fine. Ieri Slate ha tirato le somme, stilando una classifica degli scenari apocalittici più votati: in testa c'è la catastrofe nucleare, provocata da organizzazioni terroristiche o potenze ostili rifornitesi al mercato nero del plutonio e dell'uranio. Al secondo posto, l'esaurimento delle risorse petrolifere, con il conseguente collasso della società americana, incapace di sopravvivere senza benzina. Seguono lo sviluppo nella popolazione di una forma di resistenza alle terapie antibiotiche e la decisione della Cina di non finanziare più il debito americano, con conseguente bancarotta dello Stato. Al quinto posto, un'escalation del conflitto arabo palestinese. Le risposte arrivate – dicono da Slate.com – hanno un elemento in comune: la fine degli Stati Uniti non sarà decretata da una catastrofe naturale, ma da una serie di decisioni sbagliate da parte degli uomini. Inoltre, dall'analisi degli scenari più votati dai lettori, emerge che la razza umana sopravviverà alla fine degli Stati Uniti, anche se le sorti del mondo verranno decise altrove. Un po' come successe qualche centinaio di anni fa con la caduta dell'Impero Romano.
Elvira Pollina
Fonte Corriere della Sera
10:08 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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28/07/2009
Traffico e smog, l'Ecopass sotto accusa
Traffico e smog, l'Ecopass sotto accusa
Tensioni nella maggioranza. La Lega: «Referendum tra i cittadini». La Moratti: «Facciamo un sondaggio»
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| Ecopassa Milano (Fotogramma) |
MILANO — I milanesi bocciano l'Ecopass e Letizia Moratti ripete: «Faremo un sondaggio tra i cittadini, come avevamo promesso». Ma la maggioranza incalza il sindaco e la invita a organizzare «presto» la consultazione. Magari, come vorrebbe la Lega, «con un referendum vero e proprio». Comunque, «con un coinvolgimento il più allargato possibile».
Letizia Moratti commenta i risultati del sondaggio curato da Ipso e pubblicato sul Corriere della Sera, nel quale un campione di cittadini giudica il suo operato (voto medio al sindaco è 5,5) e le politiche per la città (Ecopass non va oltre il 4,8): «Credo che il sondaggio — riassume —, che promuove il Comune per molti aspetti e mostra criticità per altri, sia importante da verificare per migliorare il nostro lavoro che vorremmo fare anche attraverso vari strumenti di controllo e di monitoraggio. Così capiremo obiettivi e priorità dei cittadini». Ma il responso su Ecopass è senza appello. Il capogruppo leghista Matteo Salvini torna a chiedere le dimissioni dell'assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, e aggiunge: «Attendiamo al più tardi entro l'autunno il referendum con cui i milanesi possano esprimersi, in maniera vincolante per l'amministrazione comunale, sulle politiche del traffico degli ultimi tre anni». La Lega vuole inoltre un giudizio collettivo «su alcune controproposte da noi già da tempo avanzate, come la chiusura del centro storico alle auto e le targhe alterne nei mesi invernali». Anche il capogruppo del Pdl, Giulio Gallera, sollecita «una consultazione più allargata possibile, «evitando però sprechi di denaro e di risorse che un referendum vero e proprio comporterebbe».
Che il centrodestra abbia digerito a fatica l'Ecopass è un dato di fatto: «Non deve comunque essere una tassa. Per questo — insiste Gallera — va valutato sia alla luce di dati oggettivi, sia tenendo presente sentenze come quella del Tar che dal 2010 imporrebbe il pagamento anche a chi ha un diesel euro4». Moltissimi i dubbi sugli effetti prodotti dal provvedimento su smog e traffico. L'Associazione Consumatori contesta i mancati risultati dell'Ecopass e il mancato referendum, sollecitando invece una consultazione sulla chiusura al traffico dell'area interna ai Navigli. Ma l'assessore Edoardo Croci, come ovvio, difende il provvedimento: «Meno male che c'è, perché mantiene un effetto importante su traffico e inquinamento». Quanto al sondaggio Ipso, l'assessore evidenzia il fatto che «comunque emerge l'attenzione dei cittadini ai temi di ambiente e mobilità. Quindi, aspettiamo a giorni i dati del rapporto semestrale, teniamo conto di questa sensibilità e ragioniamo a partire da lì». E se Legambiente, finora sponda della Moratti in questa battaglia, dà l'ultimatum («Ci dica che cosa ha intenzione di fare da dicembre. La fase sperimentale ha funzionato, ma non si può andare avanti così. O la Giunta ha la forza di dare alla città un provvedimento serio oppure aboliamolo e si torni ai blocchi totali della circolazione»), il consigliere Enrico Fedrighini di Prc si affida ad una metafora: «Hanno chiuso il neonato nell'incubatrice sperando non se la cavasse. Invece è vivo e ha dato buona prova di sé: ma devono decidere se lo faranno diventare adulto o se è destinato a morire come molti sperano». Risponde solo Marco Osnato, presidente della commissione Mobilità: «Potremmo studiare per ecopass uno sviluppo con un aumento del costo o un allargamento della zona coinvolta». Infine, Pierfrancesco Majorino, capogruppo pd, torna ad attaccare il sindaco: «È insopportabile il suo continuo rinvio del referendum e ci auguriamo voglia fare una consultazione democratica e il più allargata possibile, non un sondaggio all'interno della sua lista...». Quanto alle prospettive di Ecopass, «sarebbe più utile chiudere il centro». Opinione sempre più condivisa.
Elisabetta Soglio
09:35 Scritto in AMBIENTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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09/07/2009
Donne, quasi un anno dell'intera vita per decidere come vestirsi
Donne, quasi un anno dell'intera vita per decidere come vestirsi
Secondo uno studio condotto su circa 2500 soggetti. 287 giorni della propria vita passati a fissare il guardaroba e a provare le diverse alternative
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| Rosemary (Charlie Ray) in «Innamorarsi a Manhattan» |
Sedici minuti, tutte le mattine prima di andare a lavorare, vengono dedicati dalle donne a pensare cosa indosseranno quel giorno, provandosi mediamente almeno un paio di combinazioni possibili, rimuginando sugli accostamenti e fissando lo specchio con aria perplessa. Il tempo medio dedicato alla vestizione diminuisce leggermente il sabato e la domenica mattina, scendendo a quattordici minuti, per poi toccare il picco dei venti minuti nel caso di un’uscita serale nel week end. In vacanza i minuti trascorsi a scegliere la mise si aggirano sui dieci, ma in compenso ogni volta che un’esponente del gentil sesso va in ferie passa ben cinquantadue minuti a scegliere gli abiti da mettere in valigia. Infine il pensiero dell’abbigliamento da sfoggiare in occasione delle feste natalizie o dei party occupa comprensibilmente ben trentasei minuti nella mente delle signore.
IL SONDAGGIO – I dati provengono dal sondaggio effettuato dal brand d’abbigliamento Matalan su un campione di 2.491 donne tra i sedici e i sessanta anni e non fanno che confermare il fatto che, nonostante spesso si parli di mascolinizzazione delle femmine, in realtà l’universo rosa è sempre sufficientemente e deliziosamente frivolo e vanitoso. Una portavoce di Matalan commenta: «E’ una questione importante per le donne: uscire di casa con un vestito in cui ci si sente a proprio agio è fondamentale e influisce su come ci percepiamo durante tutta la giornata e sull’immagine che abbiamo di noi stesse». Insomma, può anche darsi che l’abito non faccia il monaco, ma rimane una questione molto seria per le signore se nell’intera esistenza più di nove mesi (come una gravidanza) vengono consacrati a questa causa. E per il sesso forte? Sarebbe curioso scoprire quanti sono i minuti giornalieri che i maschi riservano alle decisioni sull’abbigliamento. Potrebbero esserci delle sorprese.
Emanuela Di Pasqua
16:34 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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15/05/2009
Brunetta e l’amore per gli ultimatum «Io non mi faccio mai intimidire»
Brunetta e l’amore per gli ultimatum «Io non mi faccio mai intimidire»
IL PERSONAGGIO. Gradito nei sondaggi, va spesso allo scontro. Gli amici e nemici «trasversali»
| Il ministro Renato Brunetta |
ROMA - Il ministro Renato Brunetta, come si sa, mercoledì è stato deciso, dirompente, definitivo. Ha detto: «O il mio decreto anti-fannulloni viene trasmesso alle Camere entro quarantotto ore, oppure mi dimetto ». È già passato un giorno. Non faticherete perciò a immaginare il piglio con cui, stamani, farà ingresso nel Consiglio dei ministri in programma a Palazzo Chigi. L’uomo, ormai personaggio — al punto d’essere chiamato (affettuosamente?) dagli stessi colleghi del Pdl la «Lorella Cuccarini» del governo, per dire che è il più amato dagli italiani — ha 59 anni, è veneziano, è figlio minore di un venditore ambulante di gondolette in plastica e dietro questa sua partenza di vita faticosa ha però costruito una professione universitaria e politica di gran successo, e una credibilità e una faccia, un ghigno che, a volte, aprono conflitti sparsi.
Negli ultimi giorni, incroci dialettici a dir poco ruvidi con il suo collega Giulio Tremonti (che gli contesta la possibilità di ricorsi collettivi contro la pubblica amministrazione). Ma screzi anche con la responsabile delle Pari Opportunità, Mara Carfagna (che lo accusa di aver previsto un sistema meritocratico di premi a svantaggio delle donne madri). E poi critiche, dure, ricevute da una sindacalista non ostile al governo, Renata Polverini, segretario dell’Ugl. Però tra i sindacalisti poi c’è chi lo conosce bene, come il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Vede, il Brunetta è un uomo istrionico e innamorato di se stesso... e però è anche persona di assoluta intelligenza, di formazione socialista... ». E perciò? «Credo che lui, per primo, conosca il valore della concertazione... ». La sua, segretario, è quasi una richiesta. «Un invito al buon senso, alla responsabilità... la riforma della pubblica amministrazione riguarda 3 milioni e mezzo di persone, e coinvolge Regioni, e Comuni, e ospedali... quello di forzare la mano e minacciare le dimissioni è un colpo di teatro, e io lo capisco. Ora, però, il mio amico Brunetta... ». Suo amico? «Mio amico... e appunto all’amico chiedo di ragionare e far tesoro, ad esempio, della disponibilità al dialogo del mio sindacato ». I toni, questi, sono concilianti. E poi comunque Bonanni racconta pezzi di verità: la formazione di Brunetta è puramente socialista (a 25 anni era già coordinatore della commissione sul lavoro voluta dall’allora ministro Gianni De Michelis; nel 1993, durante Mani Pulite, firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni). Insomma: potenzialmente, davvero un riformista. «E infatti, lo confesso, sulle prime gli detti molta fiducia»: la voce di Carlo Podda, segretario generale Funzione pubblica della Cgil, è bassa. Ma no? «Non ricorda? In una trasmissione televisiva, Brunetta arrivò addirittura a ringraziarmi». E poi? «Poi lui è cambiato».
Cerchi di essere più preciso. «Allora: io non nego la necessità di mettere mano ai meccanismi lenti della pubblica amministrazione. Ma un conto è affrontare i problemi parlando alle viscere degli italiani...». Cioè? «Dire: quello sbaglia? E io lo punisco. Quell’altro sbaglia ancora? E io lo caccio. Un conto, invece, sarebbe mettere mano in modo razionale, strutturale, ai problemi ». Brunetta sostiene di volerlo fare... «Brunetta sa essere mediatico... ». E qualche volta sa anche far perdere la misura. Lo scorso ottobre capitò a Massimo D’Alema — uno che con le parole, di solito, ci gioca. Disse: «Quel ministro è un energumeno tascabile ». Disse proprio così. Per poi comunque pentirsi, il giorno dopo. Biglietto di scuse. «Caro Renato... ».
Parole dolci, mentre però ormai sull’altezza di Brunetta ironizzava senza indugi Maurizio Crozza, su La7. Un’imitazione pazzesca. Con Brunetta-Crozza che, grazie ad una serie di effetti televisivi, si arrampicava su una poltrona rossa. Per poi precipitare giù, dopo l’ultimo monologo (monologo perfetto: con tutti i tic, le pause dialettiche, con tutto il repertorio retorico del vero ministro che incalza chi, nel pubblico impiego, non lavora, o lavora male). «Ha avuto il merito di mettere a fuoco un problema cruciale per il nostro Paese, e di affrontarlo di petto; e anche il merito di accogliere alcune proposte importanti del Pd — riflette il professor Piero Ichino, docente di Diritto del Lavoro all’università statale di Milano e senatore del Partito democratico —. In molti casi, però, ha preferito l’effetto-annuncio e il grande impatto mediatico rispetto al lavoro paziente e meditato di tessitura ». L’impatto mediatico, finora, gli ha comunque dato risultati enormi. Tra i ministri, nei sondaggi, risulta sempre tra i più graditi. «Io, infatti, non mi faccio intimidire da nessuno».
Fabrizio Roncone
11:00 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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29/03/2009
Amore, baci e appuntamenti al buio: così tradisce un milanese su due
Amore, baci e appuntamenti al buio: così tradisce un milanese su due
LE TENTAZIONI: SU INTERNET, IN PAUSA PRANZO, IN ASCENSORE. Indagine di psichiatri e ginecologi sulle abitudini sentimentali. Numeri inattesi: infedele il 55%
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| Richard Gere e Diane Lane in «L'amore infedele» |
MILANO - Un sondaggio choc manda all'aria le statistiche rodate. Un milanese su due (donne e uomini finalmente in parità) ammette che sta tradendo il partner. Numeri inattesi persino dai promotori del test, lo psichiatra Alberto Caputo e il ginecologo-sessuologo Roberto Bernorio, dell'Associazione italiana di sessuologia applicata alla coppia, che di esperienza sul campo ne hanno maturata. E non poca. Perché le statistiche, appunto, dicono che il tradimento (senza includere nella casistica quello che rimane confinato ai sogni e ai pensieri) riguarda sette coppie su dieci, una volta nella vita. Ed è motivo di crisi coniugali e separazioni. Sia esso «leggero», dettato dal bisogno di evadere dal quotidiano, sia «pesante», termometro del desiderio di cambiamento.
La fotografia del tradimento quotidiano va in onda in diretta, il venerdì mattina (alle 6!) su Radio Deejay, con Andrea e Michele (i due inviati di «Quelli che il calcio») che per sei settimane e sei puntate (la seconda avrà per tema: i luoghi del tradimento) tenterà di fotografare le abitudini degli italiani. «I dati fanno riflettere - dice lo psichiatra Alberto Caputo - . Perché il campione (3 mila risposte) è molto selezionato. E allora ci si domanda perché si tradisce? E per ognuno c'è una risposta diversa». Il bacio rubato nell'ascensore, l'incontro con l'amico conosciuto su Internet, la fuga nella pausa pranzo. Bisogno di evadere dallo stress della metropoli? C'è chi si rilassa passeggiando nel parco, chi stacca dai ritmi concitati tuffandosi in libreria, chi macinando chilometri sul tapis roulant. E chi, invece, si rifugia in hotel con l'amica/o.
Ci provano gli esperti a trovare motivazioni biologiche (testosterone per lui, picchi di estradiolo per lei), spiegano che l'uomo è un «traditore seriale » mentre la donna «opportunistica ». Aggiungono che le «donne belle sono più propense ad essere infedeli» e che quella che sembrerebbe una affermazione maschilista, in realtà, è confermata da uno studio degli psicologi del Texas. E avvertono che «tra i tradimenti c'è anche quello che porta in psicoterapia», o allo stalking, la persecuzione dell'altro, a storia finita. Oggi, invece, su Gold7, nuova puntata dell'Educational sulla affettività promosso dall'assessorato alla Salute. Giampaolo Landi di Chiavenna con Caputo e Bernorio e giovanissimi in prima linea sul tema «piacere e contraccezione ». L'appuntamento delle 18.30, che apre una finestra su Whitespace, il sito dedicato agli adolescenti, che è arrivato a 35 mila accessi al mese e sta diventando un cult per mamme e giovani che non sono più giovani.
Paola D'Amico
16:59 Scritto in RICERCA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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04/03/2009
Londra: la supersecchiona Gail diventa un caso nazionale
Londra: la supersecchiona Gail diventa un caso nazionale
Stravince l'University Challenge. E ora si discute: meglio belle o colte? Dei 1.200 punti totalizzati dalla sua squadra, lei ne ha conquistati 800 dimostrando una memoria eccezionale
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| Gail Trimble (da Bbc) |
LONDRA — «Belle o intelligenti: cosa preferite?». Il titolo del sondaggio proposto ai lettori qualche giorno fa dal Daily Mail riassume in poche parole il dibattito che impazza in Gran Bretagna da quando un quiz televisivo della Bbc ha messo in luce un'eroina le cui qualità più spiccate sono un cervello superfine e una memoria praticamente infallibile. Se per giorni la sua foto ha dominato le prime pagine dei giornali — Times, Telegraph e Guardian oltre ai tabloid — non è stato per via di minigonne, labbra rifatte e scollature. Gail è bella, ma «in sordina».
Non si dà arie. Sta finendo un dottorato in filosofia all'università di Oxford. Le piacciono i pantaloni larghi, i golf, gli occhiali dalla montatura semplice. Sarebbe forse passata inosservata, come è successo a migliaia di concorrenti di University Challenge prima di lei, se non fosse per la velocità e l'esattezza con le quali ha risposto alle domande del conduttore Jeremy Paxman, spesso senza neanche lasciarlo finire. Dalla lirica alla matematica, dalla chimica all'arte, nessun argomento è fuori dalla portata di Gail, che ha ammesso di aver sempre adorato i quiz, sin da quando era bambina.
«Un blitzkrieg intellettuale», ha detto ammirato Paxman, noto come giornalista dotato di intelletto e lingua supersonici e capace di ammutolire politici di ogni rango. Dei 1.200 punti totalizzati dalla sua squadra, il Corpus Christi College di Oxford, Gail — ormai definita da tutti la «super secchiona» — ne ha conquistati 800 da sola. E se dopo la vittoria in finale contro l'università di Manchester il suo team è stato squalificato perché uno dei quattro membri al momento della registrazione delle ultime tre puntate non era più uno studente, l'onore di Gail ne è uscito intatto. Tanto che una grossa fetta dell'opinione pubblica ora chiede un secondo duello. Che squalifichino chi non ha rispettato le regole, ma permettano a Gail di dimostrare quanto vale. Sicuramente incollati davanti al televisore ci sarebbero ancora più dei 5,2 milioni di telespettatori che hanno seguito la finale.
Con l'intelligenza dimostrata durante il gioco, Gail si è detta sorpresa e allo stesso tempo leggermente amareggiata da tanta attenzione: «Se fossi stata un maschio — ha sottolineato — nessuno si sarebbe interessato a me, sicuramente non sarebbe stato tirato in ballo il mio aspetto fisico». Già: perché la povera Gail, che il giorno di San Valentino si è ufficialmente fidanzata con l'aspirante avvocato che frequenta da cinque anni (finendo, chiaramente, ancora una volta in prima pagina), è stata contattata anche da Nuts, una rivista per uomini un po' osé che le ha offerto «un servizio fotografico di buon gusto». Un make-over, in pratica.
No grazie, ha risposto Gail. Senza trucco, i lunghi capelli castani raccolti sulla nuca con una molletta, è affascinante così com'è: nei suoi piani futuri non c'è una nuova carriera in televisione, bensì la conclusione del dottorato. Dopo, spera, un posto all'università. È l'anti-Jade Goody, l'anti-Paris Hilton. Come ha titolato il Telegraph: «Evviva l'intelligenza».
Paola De Carolis
15:35 Scritto in CONCORSI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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