30/06/2010
Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di energia
Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di energiaSTUDIO DELLA HARVARD MEDICAL SCHOOL DI BOSTON SUI TOPI. È la fase in cui alcune regioni nervose «critiche» si riempiono di Atp la «benzina» molecolare delle cellule
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| (Grazia Neri) |
ROMA - Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di benzina in alcune regioni neurali critiche per il suo funzionamento diurno: queste aree neurali, cioè, si riempiono di Atp (Adenosin Trifosfato), la benzina molecolare delle cellule. Ciò suggerisce che il sonno serva anche a rifocillarsi dopo un giorno di fatiche e ricarburare in attesa del giorno seguente. Lo dimostra una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience e condotta da Radhika Basheer e Robert McCarley della Harvard Medical School di Boston studiando topolini.
IL CERVELLO «FA IL PIENO» - Negli ultimi anni svariate ricerche hanno dimostrato che il sonno è un momento rigenerante per il cervello e che serve per farlo riposare e funzionare al meglio il giorno seguente. Infatti la carenza di sonno è legata a deficit cognitivi e di memoria. È stato anche dimostrato che nel sonno la materia grigia si riorganizza formando nuove connessioni nervose. Ma cosa esattamente succeda dentro le cellule nervose finora non era chiaro. Gli esperti hanno visto che in alcune aree neurali del cervello dei topolini che hanno un ruolo chiave durante il giorno, nelle prime fasi del sonno, aumenta tantissimo la moneta energetica delle cellule, l'«Atp», che è appunto la benzina per far funzionare ogni nostra cellula. Se ai topolini viene impedito di dormire, invece, l'Atp non aumenta nelle cellule nervose. Inoltre durante il giorno l'Atp non aumenta e anzi viene consumato man mano che usiamo il cervello. (Fonte Agenzia Ansa)
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05/05/2010
Cori e clacson, tifosi della Roma sotto l'albergo dell'Inter
Cori e clacson, tifosi della Roma sotto l'albergo dell'InterAlla vigilia della finale di Coppa Italia le forze dell'ordine hanno disperso una cinquantina di supporters giallorossi radunatisi sotto l'hotel in cui alloggiano i nerazzurri con l'intento di disturbarne il sonno con urla e schiamazzi vari
A Roma come a Barcellona: le notti di vigilia dell'Inter non finiscono mai, tra clacson, trombette, cori ostili e grida di tifosi avversari, questa volta non blaugrana ma giallorossi. Stanotte sono saliti in una cinquantina sulla collina di Monte Mario dove l'Inter è alloggiata in un grande albergo in vista della finale di Coppa Italia con la Roma. Il campionario è stato quello solito per creare fastidi ai giocatori in ritiro, solo che stavolta, a differenza della Catalogna, sono intervenute prontamente le forze dell'ordine.
Una cinquantina tra poliziotti e carabinieri hanno infatti convinto in maniera decisa perlomeno altrettanti tifosi romanisti, desiderosi di attentare alla quiete di Mourinho e dei tanti suoi campioni, ad andarsene. Per la verità l'allenatore nerazzurro se lo aspettava, come da dichiarazioni della conferenza stampa del pomeriggio. Ma dall'Inter la segnalazione era evidentemente arrivata in questura. Fatto sta che il primo contropiede della finale assai travagliata, realizzato dalle forze dell'ordine, è andato a segno. E adesso, a Monte Mario, tutto tace, tranne il fontanone del mega hotel capitolino.
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30/09/2008
Identificato il gene della malattia di chi «dorme di giorno»
Identificato il gene della malattia di chi «dorme di giorno»
Scoperta in Giappone una mutazione del Dna legata alla narcolessia
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| La narcolessia provoca improvvise crisi di sonno durante il giorno |
LA SCOPERTA - Sono stati infatti degli scienziati giapponesi ad annunciare di aver identificato una mutazione genetica ricorrente nel Dna dei narcolettici, e ora sperano che la scoperta di questa variante nel gene collocato tra i geni CPT1B e CHKB - coinvolti nei processi di regolazione del sonno - possa svelare le vere cause del disturbo e condurre finalmente al riconoscimento di nuovi approcci terapeutici. I ricercatori sono arrivati a tale risultato grazie a uno studio condotto su un campione di 222 giapponesi narcolettici e altri 389 soggetti non affetti dal problema.
LO STUDIO - L'indagine ha rivelato la mutazione nel 45 per cento dei soggetti che soffrono di narcolessia e solo nel 30 per cento degli altri. Dopodichè, la stessa mutazione è stata osservata in 424 coreani, 785 persone di origini europee e 184 afroamericani, e la correlazione tra questo difetto nel genoma e il disturbo del sonno è stata identificata con maggiore frequenza tra i narcolettici coreani, mentre nel caso delle altre etnie il legame pare non essere così evidente. Lo studio ha permesso quindi di stabilire che la corrispondenza tra variazione genetica e disturbo è molto più frequente tra i soggetti giapponesi (79 per cento) che tra quelli di altri gruppi etnici (40 per cento). Come ha spiegato il professor Katsushi Tokunaga, del dipartimento di genetica dell'Università di Tokyo, non si sa come mai la mutazione sia tanto frequente tra i narcolettici giapponesi e coreani, «potrebbe essere dovuto ai processi di selezione, o più semplicemente al caso».
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