28/03/2012
Massacrato per un sorpasso
Massacrato per un sorpassoTra Paullo e Spino d'Adda. Il 35enne, al volante di un furgone, è stato inseguito per 20 km e poi preso a sprangate dall'autista di una Mercedes
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16/08/2010
Economia mondiale, storico sorpasso di Pechino su Tokyo
Economia mondiale, storico sorpasso di Pechino su TokyoE gli analisti si attendono il sorpasso definitivo entro la fine dell'anno. Nel secondo trimestre 2010 il Pil della Cina è salito a 1.336,9 miliardi contro gli 1.288,3 del Giappone
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17/05/2010
Red Bull ancora padrone Grande rimonta di Alonso
Red Bull ancora padrone Grande rimonta di AlonsoGP DI MONACO. Mark Webber precede Sebastian Vettel. Sul podio anche Kubica. Lo spagnolo sesto

MONTECARLO - Ancora Red Bull. Va infatti a Mark Webber il Gp di Montecarlo, davanti al suo compagno di squadra Sebastian Vettel. Per Webber è il quarto successo in carriera. Terzo il polacco Robert Kubica su Renault. La prima Ferrari è quella di Felipe Massa, che ha chiuso quarto davanti alla McLaren di Hamilton. Sesto posto per Fernando Alonso, autore di una grande rimonta dopo essere partito dai box per l'incidente di sabato in cui aveva distrutto la sua vettura. Lo spagnolo è stato superato all'ultima curva da Schumacher dopo aver toccato le barriere e al traguardo è giunto in realtà settimo, ma i giudici hanno penalizzato il tedesco di 20 secondi per aver effettuato il sorpasso mentre era in pista la safety-car. Schumacher è stato così retrocesso al dodicesimo posto. La Mercedes ha però fatto ricorso: la questione sarà discussa davanti al consiglio mondiale dello sport della Fia.
LA GARA - Safety car subito in pista nel primo giro dopo un incidente occorso alla Williams del tedesco Nico Hulkenberg, finito contro le barriere nel tunnel, dove si raggiungono velocità di circa 240 km/h. Al comando c'era l'australiano Mark Webber. Il pilota della Red Bull, scattato dalla pole position, precedeva il compagno di squadra, Sebastian Vettel, che al via aveva scavalcato la Renault del polacco Robert Kubica. Felipe Massa era quarto, mentre Alonso era ancora ultimo. Dopo l'ingresso della safety-car lo spagnolo è entrato ai box per sostituire le gomme morbide con quelle dure. Una mossa che ha preceduto l’inizio della sua rimonta: dopo soli 30 giri lo spagnolo della Ferrari è riuscito ad arrivare fino alla settima posizione davanti alla McLaren di Lewis Hamilton. L'ex leader della classifica iridata, Jenson Button, è stato invece costretto al ritiro al secondo giro con il motore della sua McLaren Mercedes andato ko perché alla partenza i meccanici hanno dimenticato di togliere una protezione davanti al radiatore. Safety car di nuovo in pista al 32° dei 78 giri per un incidente alla Williams di Rubens Barrichello. Il brasiliano ha perso il controllo della sua monoposto per un cedimento meccanico ed è finito violentemente contro le barriere alla curva Massenet. Webber ha poi proseguito la sua corsa di testa aumentando progressivamente il suo vantaggio. A tre giri dal termine ancora safety car in pista per un incidente fra Jarno Trulli (Lotus) e Karun Chandok (Hispania Team) con Alonso ormai saldamente al sesto posto. Poi il «giallo» finale, con il sorpasso di Schumi su Alonso. E, soprattutto, il trionfo Red Bull.
LA CLASSIFICA - Webber e Vettel guidano ora la classifica piloti appaiati a quota 78 punti, Alonso è terzo in classifica con 75 punti. La RedBull guida la classifica costruttori con 156 punti davanti alla Ferrari (136).
Redazione online
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10/05/2010
L'irresistibile ascesa di Android
L'irresistibile ascesa di AndroidCellulari, decolla Android di Google: superato l'iPhone
Gli androidi di Google si moltiplicano senza riposo: Android sale e supera iPhone, almeno negli Stati Uniti. Secondo il rapporto di Npd, relativo al primo trimestre 2010, gli smartphone con la piattaforma "open" spinta da Google (ma non solo) avrebbero toccato il 28% delle vendite, contro il 21% dei "Melafonini". In testa resistono saldamente (con il 36%) i BlackBerry di Rim.
Fra i motivi del sorpasso (limitato, ripetiamo, a un solo Paese e a un solo trimestre), che per certi versi ha del clamoroso viste le modeste percentuali che Android raggiungeva anche solo l'anno scorso, Npd cita le migliori promozioni (anche televisive) degli "androidi" e la maggiore scelta in fatto di operatori. iPhone negli Usa è infatti distribuito in esclusiva da AT&T. Inoltre la gamma di telefoni con Android inizia a essere molto ampia e con smartphone di ampio successo come il Droid di Motorola (che si chiama Milestone in Italia) o alcuni modelli Htc. Una gamma con prezzi e prestazioni assai diverse, mentre l'iPhone di Apple propone solo due modelli (3G e 3Gs) ed è fermo da quasi un anno, dal lancio del 3GS. Entro pochi mesi, a giugno secondo le voci, Apple risponderà con l'iPhone di quarta generazione, il 4G, già anticipato nell'affaire Gizmodo, di cui abbiamo ampiamente parlato. Ovviamente Google non starà a guardare: all'orizzonte c'è già la release 2.2 del suo sistema operativo, che promette di essere più veloce e con consumi energetici ridotti. E pronti a buttarsi nell'arena degli smartphone ci sono altri nuovi sfidanti come Windows Mobile 7, Bada di Samsung, Symbian^3, BlackBerry Os 6, Meego, WebOs rilanciato da Hp. L'unico vincitore certo è il consumatore.
Paolo Ottolina
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25/10/2009
Per la prima volta nella storia l'Italia sorpassa l'inghilterra, e i sudditi restano scioccati
Per la prima volta nella storia l'Italia sorpassa l'inghilterra, e i sudditi restano scioccati
"Vergogna. Noi inglesi sorpassati dall’Italia"
La festa è finita. «The party is over». Ma anche il Labour «party», il partito del premier Gordon Brown, è ormai moribondo, come suggerisce il gioco di parole sempre più in voga a Londra. Se gli inglesi aspettavano una risposta rassicurante alla domanda che qualche tempo fa, quando la recessione era appena cominciata, veniva posta da commentatori politici e analisti economici - «il nostro Paese sta cadendo a pezzi?» - la replica peggiore, a sorpresa, è arrivata dall’Istituto nazionale di Statistica. L’economia del Regno Unito è in calo per il sesto trimestre consecutivo, ha subìto un’ultima contrazione dello 0,4% fra luglio e settembre: la più lunga dal secondo dopoguerra. Da quando la recessione è iniziata la Gran Bretagna ha lasciato sul piatto 5,9 punti percentuali di Pil. Ma quel che è peggio - sottolineava ieri il Telegraph - è che è stata battuta dall’Italia. È la prima volta in oltre dieci anni. Uno choc per i cittadini d’Oltremanica. Una débâcle per il governo di Gordon Brown che ha sborsato oltre mille miliardi per la banche, che porterà entro il prossimo anno il deficit pubblico alla cifra record di 175 miliardi ma che non riesce a limitare i danni di una recessione a causa della quale sono andati persi 600mila posti di lavoro dall’inizio della crisi.
«L’economia inglese continua a contrarsi e fa assomigliare sempre più questa recessione a una depressione», dice il presidente del Cipd britannico, il principale istituto europeo per lo Sviluppo. Una «depressione» anche in senso psicologico, si direbbe. Le bottiglie di champagne sono rimaste chiuse ieri nella City. Un doppia beffa per gli inglesi, a cui nel 2001 l’allora cancelliere dello Scacchiere - responsabile dell’Economia - e attuale primo ministro vantava orgoglioso il sorpasso del Regno Unito su Italia e Francia e a cui ha ripetuto senza sosta negli ultimi mesi che Londra avrebbe superato la tempesta meglio di altri Paesi.
È lo choc del «sorpasso» per i sudditi di Sua maestà dopo quella prima volta nell’87, quando l’economia italiana batté quella inglese fra lo stupore generale. Ora ci risiamo. Un durissimo colpo all’orgoglio British, ferito anche dal crollo della sterlina - simbolo per eccellenza dei fasti dell’ex impero - sia sull’euro che sul dollaro, ancora una volta a un passo dalla parità. Per il premier Gordon Brown potrebbe essere il de profundis.
Artefice delle glorie della Cool Britannia, padre insieme con l’ex premier Tony Blair dei fasti e degli eccessi del decennio di crescita sotto il New Labour, Gordon Brown è ormai un «dead man walking», un premier con le ore contate. Non è un caso che George Osborne, rampollo della più snob aristocrazia britannica, sia ora il cavallo su cui puntano gli uomini d’affari, in attesa che i conservatori di David Cameron conquistino Downing street e lui - che per le politiche del prossimo anno avrà 39 anni - prenda in mano le redini dell’Economia dopo aver promesso il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e la cancellazione dei benefici fiscali alle famiglie con redditi oltre i 55mila euro. Sì, la festa è proprio finita.
11:53 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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07/07/2009
Tv, Sky scavalca Mediaset
Tv, Sky scavalca Mediaset
Relazione annuale al Parlamento del garante nella comunicazione. I ricavi: Rai 2.723 milioni, Sky Italia 2.640, Rti 2.531. Richiamo di Calabrò: «Nei Tg più completezza»
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| Berlusconi e Murdoch (Imagoeconomica) |
Sky diviene il secondo gruppo televisivo italiano per ricavi, dopo la Rai che mantiene la supremazia, e prima di Mediaset che scende al terzo posto. È quanto rileva la Relazione annuale al Parlamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata dal presidente Corrado Calabrò alla Camera. I ricavi per operatore risultano così distribuiti: Rai 2.723 milioni di euro, Sky Italia 2.640 milioni, Rti (Reti televisive italiane, la società cui fa capo Mediaset) 2.531 milioni. «La Rai è ancora la principale media company italiana - si legge nella Relazione - con oltre 2,7 miliardi di euro di ricavi anche se in decremento rispetto al 2007 a causa della flessione della pubblicitá (-3,6%). Sky Italia consolida la sua posizione, divenendo addirittura il secondo gruppo televisivo per ricavi». «Il gruppo Mediaset (che scende al terzo posto con un calo della pubblicità dello 0,3%) vede il rafforzamento della propria offerta a pagamento sulla piattaforma digitale terrestre (passando da 125 a 199 milioni di euro». Per l'Agcom si tratta di una struttura caratterizzata dalla presenza «ormai comparabile di tre soggetti, con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore» tv.
NUOVO PANORAMA - «Ne emerge - nota Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni nella sua relazione annuale al Parlamento - una struttura dominata dalla presenza, ormai comparabile, di tre soggetti, con una posizione simmetrica in termini di ricavi complessivi del settore televisivo». Mediaset «è leader nella pubblicità e nuovo concorrente nelle offerte a pagamento»; Sky è «di gran lunga leader nella pay tv e nuovo concorrente nella pubblicità"; mentre Rai «mantiene le classiche posizioni attraverso una quota di rilievo nella pubblicità e prelevando le risorse residue del canone». Più in generale, aggiunge il garante, «il fatturato pubblicitario si è contratto portando la quota al 46,4% del totale, mentre, seguendo la tendenza mondiale, è sensibilmente aumentata la componente a pagamento (+12%)».
JAMES MURDOCH: «È SOLO L'INIZIO» - «È solo l'inizio» ha commentato con un sorriso James Murdoch, presidente di Sky Italia, amministratore delegato di New Corporation per Europa e Asia, dopo la relazione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha certificato per il 2008 il sorpasso di Sky su Mediaset nei ricavi. «L'azienda va bene - risponde ai cronisti James Murdoch - e siamo molto orgogliosi. Il mercato è ampio, c'è spazio per altri soggetti: più competizione vuol dire più dinamismo. Speriamo di continuare a crescere, potranno farlo anche gli altri. I clienti sono felici - conclude - e vogliamo renderli ancora più soddisfatti».
CONFALONIERI: «IMPORTANTE E' FARE UTILI» - «Prendo atto del sorpasso» di Sky Italia sui ricavi rilevato dal presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò ai danni di RTI. Fedele Confalonieri, al termine della relazione annuale dell'Agcom sottolinea che «l'importante è la bottom line, è fare gli utili. Ci davano del monopolista...»
PROBLEMA DI COMPLETEZZA NELL'INFORMAZIONE - Calabrò ha poi osservato che nel panorama dell’informazione televisiva «emerge un problema di completezza e obiettività dell’informazione, specie nei telegiornali, anche al di fuori del periodo elettorale». Parlando a Montecitorio, Calabrò lamenta anche come sia rimasta "scetticamente inevasa l’esigenza della riforma della Rai, tuttavia irrinunciabile se non altro per dare alla gestione maggiore efficienza e alle testate maggiore indipendenza alla politica".
12:52 Scritto in TELEVISIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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