16/07/2011

Csm: Papa sospeso da funzioni e stipendio

Csm: Papa sospeso da funzioni e stipendio

Indagine P4 / la Procura di Napoli ha chiesto l'arresto. La decisione del Consiglio superiore della magistratura sul magistrato parlamentare del Pdl sotto inchiesta

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08/07/2010

Il Pd contro la norma "anti-Mesiano" «Sospende il processo Fininvest-Cir»

Il Pd contro la norma "anti-Mesiano" «Sospende il processo Fininvest-Cir»

La replica dell'azienda: «Sdegno e stupore». Ferranti: «Presentato un emendamento che potrebbe fermare il procedimento per nove mesi»

 

Donatella Ferranti
Donatella Ferranti

ROMA - Una norma che potrebbe di fatto sospendere il processo Fininvest-Cir per nove mesi. A confermare il contenuto dell'emendamento presentato dal governo alla manovra è il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. La norma, che introduce la figura dell'ausiliario del giudice, è contenuta nel comma 18 dell'emendamento 48.0.1000 presentato dal ministro Alfano.

L'EMENDAMENTO
- Nell'emendamento si legge che «nei procedimenti civili contenziosi aventi ad oggetto diritti disponibili che, alla data di entrata in vigore della presente legge, pendono dinanzi al tribunale, il giudice, su istanza di parte, anche con decreto pronunziato fuori udienza, rinvia il processo per un periodo di sei mesi per l'espletamento del procedimento di mediazione». Le istanze previste dal comma «devono essere proposte, a pena di decadenza, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge».

«ANTI-MESIANO»
- La Ferranti ribattezza la misura come «anti-Mesiano», dal nome del giudice «duramente attaccato dalle reti tv della famiglia Berlusconi per aver firmato la sentenza che obbliga la Fininvest a risarcire la Cir di 750 milioni per l'affare Mondadori». Lo scorso 3 ottobre il Tribunale di Milano ha condannato la società della famiglia Berlusconi, in primo grado, a un maxi-risarcimento per 750 milioni circa per corruzione giudiziaria legata all'acquisto della Mondadori.

LA REPLICA
- Non si fa attendere la replica della Fininvest, che esprime «tutto il suo stupore e il suo sdegno di fronte all'insinuazione secondo cui sarebbe interessata ad un rallentamento del processo d'appello per la vicenda lodo Mondadori». «Appare risibile il solo pensarlo - spiega la Fininvest - basta conoscere i fatti per sapere che è vero esattamente il contrario. La Fininvest infatti è pienamente convinta che le proprie buone ragioni verranno riconosciute, e ha rilasciato a favore di Cir una fideiussione pari a 806 milioni di euro: pertanto ha interesse, onde evitare anche ulteriori costi ed appesantimenti finanziari, che la trattazione nel merito rispetti un iter il più spedito possibile. Per tali motivi la Fininvest seguirà con assoluta coerenza questa impostazione».

Redazione online


26/06/2010

Wimbledon, follia Hanescu. Perde la testa, sputa al pubblico

Wimbledon, follia Hanescu. Perde la testa, sputa al pubblico

Il tennista rumeno aveva chiesto la sospensione del match per oscurità e alcuni spettatori lo avevano provocato. Il giocatore si è quindi ritirato e, uscendo dal campo, ha sputato alle prime file. Rischia una squalifica e una multa di diecimila dollari

 

 

L'organizzazione del torneo di Wimbledon ha messo sotto inchiesta il tennista rumeno Victor Hanescu per gli sputi indirizzati ad alcuni spettatori durante la partita giocata ieri contro il tedesco Daniel Brands, match valido per il terzo turno del prestigioso torneo londinese. Poco dopo l'incontro, inoltre, quattro persone sono state arrestate dalla polizia britannica, che ha però precisato che gli arresti non sono da collegare al gesto di Hanescu.

Il giocatore rumeno, durante il quinto set della partita, ha discusso con il giudice di sedia, l'inglese Kim Craven, chiedendo  insistentemente la sospensione del match per oscurità. Craven, sostenuto dal supervisor del torneo, ha respinto la richiesta.  Hanescu, che durante il quarto parziale aveva chiesto l'intervento del fisioterapista per un problema alla gamba, forse sperava in una rinvio del match ad oggi per poter recuperare. Questo atteggiamento ha provocato le proteste di un gruppetto di spettatori, che hanno insultato il tennista rumeno. Hanescu ha reagito con una serie di sputi indirizzati verso gli spalti.


Dopo il 'warning' ricevuto da Craven, Hanescu è andato al servizio commettendo volontariamente una serie di falli di piede,  dando al suo avversario il game del 3-0 nel set decisivo e ritirandosi subito dopo. L'organizzazione dell'All England Club potrebbe infliggergli una multa tra i 10mila dollari e l'intero premio per il terzo turno, ovvero 46.750 dollari. Dopo il match è arrivato anche il commento dell'avversario di Hanescu: "Non potevo sentire quello che dicevano gli spettatori dall'altra parte del campo -ha detto Brands-  ma devo dire che non e' questo il modo in cui mi piace vincere le  partite".


09/06/2010

Demolizioni, bocciato il dl Campania Governo ko alla Camera, è scontro

Demolizioni, bocciato il dl Campania Governo ko alla Camera, è scontro

La maggioranza: votazione chiusa troppo presto. Convocata la capigruppo. L'aula approva la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Idv. Pdl e Lega contro la Bindi

 

ROMA - Affossato alla Camera il decreto legge sulla sospensione di alcune demolizioni disposte dall'autorità giudiziaria in Campania. L'Assemblea di Montecitorio approva infatti la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Idv con 249 sì e 231 no. Il testo era stato già approvato dal Senato. Ma dopo il voto alla Camera scoppia la bagarre. I deputati della maggioranza accusano la vicepresidente Rosy Bindi di aver chiuso la votazione mentre alcuni esponenti di Pdl e Lega stavano rientrando in aula.

LO SCONTRO
- «Non accettiamo la prevaricazione di cui lei si è resa responsabile», attacca il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto. «La prassi è sempre stata quella di attendere che anche un singolo deputato potesse votare - prosegue. - In questo caso è stato violato il diritto dei singoli deputati di poter votare, episodio gravissimo che richiede, a nostro avviso, la ripetizione della votazione. Per tutto il pomeriggio c'è stata una sicura maggioranza e questa volta è avvenuta una forzatura inaccettabile». La Lega chiede addirittura le dimissioni della Bindi. «Occorre sospendere la seduta e convocare la capigruppo perché così si potrà vedere che nell'aula della Camera c'erano deputati che stavano andando a votare impediti dalla chiusura frettolosa della Bindi» dice Luciano Dussin, della Lega Nord. A difesa della Bindi interviene il capogruppo del Pd, Dario Franceschini: «A tutto c'è un limite. Cercare di scaricare sul presidente di turno i risultati dell'assenza di 64 deputati del Pdl e addirittura immaginare che si possa ripetere una votazione sfavorevole, significa sollevare fumo per coprire le proprie responsabilità politiche». Ma la maggioranza, per bocca dei capigruppo e del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, che pure esclude comportamenti "dolosi" della presidenza, chiede la ripetizione del voto. «Ho dato molto più tempo di altre volte» risponde però la Bindi, evidenziando che l'esercizio del diritto di voto non può essere fatto valere «prendendosi pause più lunghe di quelle previste dall'ordine del giorno». In ogni caso, la stessa Bindi annuncia che «dopo aver sentito il presidente Fini e accogliendo la proposta del capogruppo del Pdl è stato deciso di convocare per domani mattina (mercoledì, ndr) alle 8,30 la conferenza dei capigruppo».

GLI AMBIENTALISTI
- Esultano le associazioni ambientaliste. «Non s'era mai visto un condono per decreto legge - dice Gaetano Benedetto, condirettore generale del Wwf. - Qualunque sia la motivazione, la Camera ha fatto molto bene a negare la costituzionalità». «Una bella notizia per la legalità, per il tanto martoriato territorio campano e per la sicurezza dei cittadini - scrivono in una nota Vittorio Cogliati Dezza e Michele Buonomo, rispettivamente presidente nazionale e presidente regionale di Legambiente. - Ora occorre ripartire dalle ruspe e attuare il piano di abbattimenti previsti dalla Procura».

I NUMERI
- Al momento della votazione della pregiudiziale di costituzionalità sul decreto che sospendeva l'abbattimento delle case abusive in Campania erano presenti in aula alla Camera 481 deputati. A quanto si legge nei tabulati della votazione, un deputato si è astenuto, mentre i sì alla pregiudiziale presentata dall'Italia dei valori sono stati 249 e i no 231. Tra le file della maggioranza, erano assenti 64 deputati del Pdl e 15 della Lega. I dati però sono contestati dalla maggioranza. «C'erano almeno una trentina di deputati che erano entrati nell'aula, alcuni anche dell'opposizione, ma non è stato consentito loro di votare», ha assicurato Giuseppe Calderisi. Non essendoci una norma precisa sulla durata delle votazioni, «si è sempre seguita la regola di far votare chi è presente in aula», ha spiegato. La votazione è durata 51 secondi, a quanto riferito dalla presidente di turno Rosy Bindi. «Ma a volte restiamo anche 2-3 minuti con il dito sulla macchinetta per aspettare tutti...», ha ribattuto il deputato del Pdl.

Redazione online


20/05/2010

Camera e Senato sospendono i prepensionamenti di anzianità

Camera e Senato sospendono i prepensionamenti di anzianità

Schifani e Fini "hanno adottato un provvedimento di sospensione dei pensionamenti anticipati di anzianità previsti per i dipendenti dei due rami del Parlamento". Schifani: è giusto che in tempi di difficoltà economica anche le Camere taglino le spese

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"Con il presidente Fini riteniamo che sia giusto e doveroso che in questo momento il Parlamento dia segnali concreti e non soltanto proclami". Il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine della commemorazione di Massimo D'Antona a Palazzo Giustiniani conferma la volontaà di incidere sui costi del Parlamento.

Per questo motivo, i presidente di camera e Senato "hanno adottato un provvedimento congiunto di sospensione dei pensionamenti anticipati di anzianità previsti per i dipendenti dei due rami del Parlamento, con effetto immediato e sino al 31 luglio 2010". Lo rende noto un comunicato spiegando che il provvedimento "si è reso necessario per consentire ai rispettivi Uffici di presidenza di definire, nel periodo di sospensione, attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, misure finalizzate a ridurre la dinamica della spesa in questo settore".


"Seguendo un percorso di scelte decisionali forti - riferisce Schifani - ho incontrato i questori e i vicepresidenti e abbiamo tracciato un programma di riduzione dei costi del Senato. Mercoledì ci incontreremo con il presidente della Camera, i vicepresidenti e i questori, per concordare assieme regole nuove, condivise che incidano sensibilmente sulla riduzione dei costi della politica".


22/03/2010

Troppe scommesse sul pareggio, la Figc indaga su Chievo-Catania

Troppe scommesse sul pareggio, la Figc indaga su Chievo-Catania

 

Ancora però non è stata aperta un'inchiesta ufficiale. In Gran Bretagna giocate 2 milioni di sterline sulla X, i bookmakers avevano deciso di sospendere le puntate

 

Un momento di Chievo-Catania (LaPresse)
Un momento di Chievo-Catania (LaPresse)

MILANO - Ancora una volta il sospetto della combine. La procura della Figc sta acquisendo informazioni sulla partita Chievo-Catania, giocata domenica e finita 1-1. Per ora non è stata ufficialmente aperta un'inchiesta. Nei giorni scorsi numerosi bookmaker italiani avevano deciso di «tagliare» la quota ad 1,65, mentre altri avevano addirittura sospeso le puntate in seguito a un flusso ingente di giocate sul risultato del pareggio.

SCOMMESSE - Della questione se ne occupa anche la stampa inglese. Il tabloid britannico «Sun» spiega che una somma pari a 2 milioni di sterline (circa 2.300.000 euro) era stata puntata sulla gara soltanto attraverso l'agenzia di scommesse Betfair. Un movimento tale di giocate, tra l'altro per una partita tra due squadre non molto conosciute nel Regno Unito, che ha indotto 7 bookmakers a sospendere le scommesse sulla partita. In Inghilterra parlano di «risultato ampiamente previsto».
Secondo invece i dati Sisal Match Point, che aveva chiuso il gioco sul match mercoledì riaprendolo dopo le coppe europee, le giocate degli appassionati sul segno «X» della gara di Verona sono state infatti la maggioranza: il 51% delle giocate raccolte da Match Point sul match sono infatti finite sul pari che aveva la quota più bassa, 1.80 contro il 2.50 sull'«1» e il 5.25 sul «2». Volumi di gioco dunque nella norma, ma al pari tra Chievo e Catania avevano davvero creduto in tanti.

Redazione online


12/03/2010

Talk show in tv, sospeso il divieto Il Pd: riprendano anche sulla tv pubblica

Talk show in tv, sospeso il divieto Il Pd: riprendano anche sulla tv pubblica

 

BERSANI: «ne prenda atto anche la Rai». Gasparri: «Par condicio ormai superata». Accolto il ricorso di Sky e de La 7 contro il regolamento che vietava i dibattiti politici in periodo elettorali.

 

Gad Lerner, conduttore de «L'infedele», su La 7

ROMA - Stop al regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale. Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky e Telecom Italia Media (ovvero La 7) a favore della sospensione del regolamento, esattamente all'art. 6 comma 2, varato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che disciplina la par condicio in vista delle Regionali. Le richieste sono state discusse davanti alla III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Maria Luisa De Leoni e così stamattina hanno deciso i giudici. La questione ora rimbalzerà anche sulla Rai, dove i talk show sono stati sospesi con un regolamento varato dalla Vigilanza. Il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini è stato convocato in seduta straordinaria per lunedì alle 12 per discutere della questione

UDIENZA IL 6 MAGGIO - Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva di Sky e Ti Media «considerato che a conclusione di una prima delibazione - spiegano i giudici nella motivazione - propria della fase cautelare, risultano non sprovviste di profili di fondatezza del ricorso le censure dedotte avverso la delibera impugnata», nella parte in cui è prevista la normativa relativa ai talk show in periodo elettorale, che ha di fatto ha portato alla sospensione dei programmi di approfondimento. Il Tribunale, accogliendo la richiesta di Sky e Ti Media, ha fissato l'udienza di merito al 6 maggio.

L'ARTICOLO SOSPESO - Nello specifico, il Tribunale ha sospeso l'articolo 6 comma 2 del regolamento, che stabilisce che «i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto informativo... si conformano con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo, dell'imparzialità, dell'indipendenza, dell'obiettività e dell'apertura alle diverse forze politiche, nonché al fine di garantire l'osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio della parità di trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche».

IL SECONDO RICORSO - Il tribunale ha invece respinto la richiesta di Federconsumatori che voleva lo stop al regolamento della Vigilanza perchè ha ritenuto che, trattandosi di organismo parlamentare, «sussistono profili di inammissibilità del gravame per la parte in cui è impugnato il regolamento», in quanto appunto «approvato dalla Commissione parlamentare di Vigilanza nella seduta del 9 febbraio 2010, in relazione alla natura parlamentare dell'organo che ha adottato l'atto impugnato in assolvimento della funzione precipuamente politica di indirizzo e vigilanza». Quanto poi alla parte del ricorso dei consumatori che riguardava il Cda Rai, per il Tar «non sussistono presupposti per accogliere» la richiesta di discussione.

«LA RAI NE PRENDA ATTO» - Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si è augurato a questo punto che possano riprendere subito anche i programmi di approfondimento della Rai. «Il Tar ha ripristinato criteri saggi e assennati mostrando l'assoluta irragionevolezza delle norme che bloccano i programmi di dibattito politico - ha dichiarato in una nota -. Ci aspettiamo che tali criteri siano fatti propri anche dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai e che tutto il sistema sia messo nelle stesse condizioni». «Il rischio - ha aggiunto - è che il solo servizio pubblico rimanga ostaggio di norme che limitano libertà e discussione. Serve riportare il buon senso e riaprire subito gli approfondimenti informativi che sono stati sospesi nei giorni scorsi». «È chiaro che la sentenza impone anche una revisione della posizione della Rai - ha aggiunto Luca Borgomeo, dell'associazione di telespettatori cattolici Aiart.. I cittadini hanno bisogno di maggiore approfondimento, soprattutto in un momento di caos politico come questo. Intervenire solo sui talk show non ha comunque senso. Le maggiori violazioni avvengono nei tg».

«PAR CONDICIO SUPERATA» - «La sentenza del Tar dimostra ancora una volta di più quanto sia superata questa legge - ha commentato invece il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri -. Il presidente dell'Autorità per le comunicazioni, Calabrò, aveva votato contro l'estensione delle decisioni della Commissione di vigilanza alle emittenti commerciali. Quindi il Tar conferma le valutazioni di prudenza che erano venute proprio dal presidente dell'Agcom. Ma al di là dei cavilli, anche in questo caso bisogna privilegiare la sostanza. Subito dopo le elezioni vanno varate norme nuove che garantiscano il pluralismo, ma che superino una normativa, quella voluta dalla sinistra che prima l'ha invocata e adesso si lamenta, che crea rigidità eccessive e che apre la strada a un contenzioso interminabile».

I DUBBI DEI RADICALI - Mette tuttavia le mani avanti il radicale Marco Beltrandi, relatore del regolamento sulla par condicio nella Commissione di Vigilanza Rai, secondo cui la decisione del Tar non muta le regole per i talk show. «A quanto si apprende - ha detto il parlamentare - , il Tar Lazio avrebbe sospeso un solo comma, il 2, dell'articolo 6, della delibera dell'Agcom che applica la par condicio alle televisioni private in occasione delle regionali del 27 - 28 marzo 2010». Ma tale sospensione non riguarderebbe i talk show che sono citati soltanto al comma 5 dell'art. 6 della delibera dell'Agcom. «La delibera della Vigilanza sulla Rai tv - ha sottolineato - è stata invece pienamente confermata dal Tar Lazio che ha rigettato la richiesta di sospensiva avanzata; anche qualora il Tar Lazio avesse sospeso il comma 5, dell'art. 6, la motivazione del Tar sarebbe smentita nel merito dal fatto che trasmissioni come Matrix e Terra hanno continuato ad essere messe in onda, anche prima di ogni sospensiva, dimostrando che non è il regolamento ad aver imposto un qualunque stop». «A prescindere da tutto questo, qualora le tv private e la Rai stessa ritenessero di voler rivedere l'assurda decisione di bloccare i talk show per non voler rispettare le blande, rispetto ad altri Paesi, norme sulla par condicio nell'ultimo mese della campagna elettorale, io - ha sottolineato Beltrandi - quale estensore del regolamento e noi come soggetto politico radicale non potremmo che compiacercene, essendo esattamente quanto chiediamo con insistenza da settimane, mentre denunciamo l'incredibile ulteriore sabotaggio operato dalla Rai tv della campagna elettorale con le tribune non ancora calendarizzate, dopo 10 giorni da quando sarebbero dovute cominciare».

Redazione Online




27/10/2009

Lodo Mondadori, sentenza congelata

Lodo Mondadori, sentenza congelata

 

La Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir. La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione, in via provvisoria, della esecutività del verdetto

 

MILANO - Lodo Mondadori, si ferma tutto. La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione provvisoria della esecutività della sentenza con cui la Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir. Lo ha deciso il presidente della Seconda Sezione della Corte d'Appello, con provvedimento inaudita altera parte (senza aver ascoltato il parere dell'altra parte in causa), fissando inoltre al 1° dicembre l'udienza in Camera di Consiglio per la decisione definitiva sulla istanza di sospensione presentata dalla holding della famiglia Berlusconi. La sentenza che condanna Fininvest al maxi-risarcimento era stata emessa dal giudice Raimondo Mesiano il 3 ottobre.


26/09/2009

Grillo denuncia youtube per l'oscuramento dei video

Grillo denuncia youtube per l'oscuramento dei video

 

Beppe Grillo temporaneamente "oscurato" da YouTube

beppe grillo.jpg

 

La denuncia del popolare comico campeggia sulla pagina del suo blog, storicamente il più visto e frequentato in Italia, l'unica voce nazionale a contare qualcosa anche nell'enorme e anglofona Rete mondiale (Technorati pone il blog Beppegrillo.it tra i top 2mila al mondo) ."Durante la notte YouTube ha disattivato TUTTI i video pubblicati da questo blog. 419 video, spesso di denunce, di fatti mai visti in televisione o sui giornali. Visualizzati per 52.296.387 volte. Il secondo canale italiano di informazione su YouTube dopo la RAI".

Una decisione, la sospensione dell'account StaffGrillo e dunque l'inaccessibilità di tutti i video publicati, che è legata alla violazione del copyright da parte di un video del canale, due minuti con sottotitoli "rubati" al David Letterman Show in occasione dell'intervista con il presidente Obama. Una violazione delle condizioni spiegata dal sito di streaming di proprietà di Google con una email, sempre pubblicata da Grillo:

"Caro utente,
Con questo messaggio ti informiamo del fatto che abbiamo rimosso o reso inaccessibile il seguente materiale, a seguito di una segnalazione da parte di CBS, che ritiene che questo materiale viola il copyright:
Obama da David Letterman:
http://www.youtube.com/watch?v=CSX3DNHq-iU
Tieni presente che la ripetuta violazione del copyright ha come conseguenza la cancellazione del tuo account e di tutti i video caricati tramite l'account stesso. ...
Cordiali saluti,
YouTube, Inc.
"



Mentre Grillo, da parte sua, "minaccia" che tutti i video oscurati verranno presto ricaricati su un'altra piattaforma (Vimeo) e invita a scrivere direttamente a David Letterman per denunciare il "sopruso" - l'oscuramento di tutti i video a fronte di uno solo "illegale" -, dall'altra parte YouTube ci racconta di come la sospensione dell'account avvenga in modo automatico. Ecco la spiegazione: "Non possiamo commentare nel dettaglio singoli casi, tuttavia il sistema opera in modo chiaro. YouTube dispone di un sistema che identifica automaticamente i video che sono protetti da copyright. In base ai Termini e condizioni d'uso della piattaforma, se un utente riceve più di due notifiche per violazione di copyright il suo account viene sospeso. L'account può essere riattivato se la violazione del copywright viene risolta". E Beppe Grillo - in un qualche modo - deve averla risolta, perché proprio nel momento in cui stiamo scrivendo (in curiosa coincidenza con la telefonata ai responsabili di YouTube), il canale è tornato visibile. Grillo aggiorna così il suo blog: "Grazie alle migliaia di messaggi che avete inviato, la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l'account Youtube "staffgrillo" è nuovamente operativo. Grazie a tutti!"


14/05/2009

Video hard a scuola: due anni alla prof, ma la docente potrà tornare in cattedra

Video hard a scuola: due anni alla prof, ma la docente potrà tornare in cattedra

 

Lo scandalo scoppiato in rete, per un filmato pubblicato su youtube. Patteggiamento e sospensione della pena per atti sessuali con minori. Nessuna interdittiva invece dai pubblici uffici

 

LECCE - Un filmato girato con un videofonino e pubblicato su Youtube l'aveva portata alla ribalta delle cronache, quel filmato mostrava alcuni minorenni che la palpeggiavano alle spalle. Ora due anni di reclusione, con la formula del patteggiamento e sospensione della pena, sono stati inflitti dal gup Ines Casciaro, del tribunale di Lecce, alla insegnante di 41 anni di Monteroni ritratta nel filmato incriminato. La pena è stata inflitta per il reato di atti sessuali con minori, mentre è caduta l’accusa di corruzione ai danni di cinque giovani sotto i 18 anni. La docente non è stata interdetta dai pubblici uffici e quindi potrà tornare ad insegnare, perché la legge che prevede misure interdittive obbligatorie per reati di questo tipo è entrata in vigore successivamente all’epoca dei fatti.

IL SECONDO VIDEO - La «sexy-prof», della quale venne poi diffuso su Youtube un secondo filmato del tutto simile al primo, si difese a suo tempo sostenendo che si era trattato di «una simulazione» e di aver informato il preside della scuola privata nella quale era accaduto il fatto. Non servì e l’insegnante venne sospesa dal servizio e poi reintegrata dall’Ufficio scolastico regionale, dopo che il Tar di Lecce aveva accolto il suo ricorso contro la sospensione.

R.W.