15/01/2010

Mikey, il "sospetto terrorista" di 8 anni «Lo controllano in ogni aeroporto»

Mikey, il "sospetto terrorista" di 8 anni «Lo controllano in ogni aeroporto»

 

La madre: «ormai si è abituato». Lui: «I grandi sono irragionevoli». Il ragazzino vittima di un caso di omonimia. Ma i suoi familiari non riescono a far correggere l'equivoco

 

Mikey, il 'sospetto terrorista' di 8 anni«Lo controllano in ogni aeroporto»

 

WASHINGTON – Ha 8 anni, è un boy scout, studia a una scuola parrocchiale. Ma dalla prima volta che salì su un aereo, quando aveva 2 anni, viene sempre fermato, frugato e interrogato dai funzionari della TSA, la Transport security administration. Assieme alla famiglia è l'ultimo a prendere il suo posto, e non di rado causa ritardi alle partenze. Il motivo: Michael Hicks, figlio di un imprenditore e di una fotogiornalista che soleva viaggiare al seguito della Casa Bianca, è un sospetto terrorista. A 8 anni? Impossibile? No, possibilissimo: Mikey, come viene chiamato, figura nella "selected list", un elenco allargato del "non volo". E in 6 anni, la famiglia non è riuscita a farlo togliere. William Pasrell, il deputato democratico che la aiuta, è furioso: «Nella lista del non volo compaiono 2.500 nomi, in quella selettiva 13.500. Evidentemente sono inattendibili, se includono un bambino».

CONTROLLI - A segnalare l'assurdità del caso è il New York Times, che ha appurato che si tratta di omonimia. Un Michael Hicks è veramente sospettato di terrorismo, ma non si sa chi sia, e di Michael Hicks in America il giornale ne ha comunque contati più di 1.600. Il bambino, inoltre, ha un aspetto del tutto inoffensivo: porta gli occhiali, è educato e sorridente, e si sottopone ai controlli di buona grazia. «Pianse solo la prima volta - ricorda la madre - a 2 anni, quando prendemmo l'aereo a Newark, la nostra città nel New Jersey, vicino a New York. Si è abituato a essere fermato». Normalmente, al banco accettazioni gli addetti esprimono sorpresa quando trovano il suo nome nella "selected list" e chiamano i superiori. Ma nessuno lo lascia passare senza una rigida ispezione. Commenta ironicamente Mikey: «I grandi sono irragionevoli».

REVISIONE LISTE - Interpellato dal New York Times, James Fotenos, il portavoce della TSA, ha dichiarato che «di norma i bambini non figurano nei nostri elenchi» e ha assicurato che tra le riforme ordinate da Obama dopo il mancato attentato di Natale al volo della Delta c'è la revisione delle liste. Ma il giornale osserva che negli ultimi tre anni circa 82 mila passeggeri, bloccati agli aeroporti, vittime di casi di omonimia, hanno fatto ricorso contro la TSA e che 25 mila ricorsi sono ancora pendenti. Un uomo d’affari canadese, Mario Labbè, è stato prima costretto a rinunciare ad andare negli Stati Uniti e a fissare gli incontri con americani in Francia, poi a cambiare nome, cosa legale nel suo Paese. Adesso va e viene liberamente tra Toronto e New York: «Assurdità, follie» ha protestato. Il deputato Pasrell ha chiesto alla TSA di lasciare in pace il piccolo Mikey e all’Fbi, la polizia federale, e alla Cia, il servizio segreto, di ridurre le loro banche dati sui terroristi: «Arrivano a 550 mila nomi» lamenta. «È il caos. Occorre essere precisi».

Ennio Caretto


06/01/2010

Yemen, fonti Sana'a: preso capo locale di Al Qaeda

Yemen, fonti Sana'a: preso capo locale di Al Qaeda

 

L'uomo, sospettato di essere uno degli organizzatori delle minacce agli Usa che hanno costretto alcune ambasciate occidentali a chiudere, è stato arrestato in un ospedale insieme ad altri due militanti. I tre erano stati feriti lo scorso lunedì in un raid

 

 

WASHINGTON - Il fallito attentato di Natale «si poteva prevenire», ma la sicurezza «ha fallito in maniera disastrosa». Barack Obama punta il dito contro gli errori dell'intelligence dopo la riunione alla Casa Bianca con il segretario di Stato, Hillary Clinton, il ministro della Difesa, Robert Gates, quello per la Sicurezza interna, Janet Napolitano, e con i direttori della Cia, Leon Panetta, e dell'Fbi, Robert Mueller. Un summit convocato dopo il fallito attacco di Natale su un volo diretto a Detroit. «Se un sospetto terrorista è riuscito a salire su un aereo - ha detto il leader Usa - vuol dire che il sistema ha una falla». Secondo Obama, non è stato però «un fallimento nella raccolta di intelligence». Le informazioni necessarie per anticipare le intenzioni di Al Qaeda erano state raccolte, ha dichiarato, ma «vi è stato un fallimento» nell'analizzare le connessioni tra questi dati

YEMEN
- «L'intelligence sapeva che il fallito attentatore era stato nello Yemen - ha aggiunto - e che si era unito agli estremisti. Sappiamo anche che nello Yemen ci sono altri terroristi pronti a colpire. Non eravamo a conoscenza della pericolosità dell'attentatore di Natale, ma avevamo abbastanza informazioni per fermarlo. Non possiamo sottovalutare questi dati: è inaccettabile. La sicurezza ha fallito in maniera disastrosa».

GUANTANAMO - Obama ha poi confermato la chiusura di Guantanamo, ma ha aggiunto che «nessun detenuto sarà trasferito nello Yemen». Il leader americano ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti sono «determinati a sventare i piani di Al Qaeda e a smantellare le reti terroristiche una volta per tutte, ovunque esse siano radicate».