11/08/2010

Un pitone a guardia della cocaina.

Un pitone a guardia della cocaina.

Operazione della Guardia di Finanza di Roma. Arrestate 12 persone. Sequestrati 5 chili di droga. Il pericoloso serpente era usato anche come "deterrente" per i clienti che non pagavano

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28/07/2010

Droga, sgominate bande di spacciatori Tra i 21 arresti spunta «Svastichella»

Droga, sgominate bande di spacciatori Tra i 21 arresti spunta «Svastichella»

FRASCATI. L'uomo, considerato uno degli organizzatori fu condannato a 7 anni per il ferimento di una coppia gay

 

(Foto Proto)
(Foto Proto)

ROMA - Una fitta rete di spacciatori è stata scoperta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati e sono stati denunciati alla magistratura. Si tratta di malviventi appartenenti a differenti bande che rifornivano di droga le piazze di Tor bella Monaca, Laurentino 38 e altre zone periferiche della Capitale. In tuto sono 21 le persone raggiunte da provvedimento restrittivo, responsabili, a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

(Foto Proto)
(Foto Proto)

UNO DEGLI ORGANIZZATORI- Tra i protagonisti della vicenda c'è un nome noto agli inquirenti e ai romani per vicende spiacevoli: «Svastichella», condannato in primo grado alla pena di 7 anni per il ferimento di una coppia di omosessuali all'uscita di una discoteca dell'Eur, è considerato uno degli organizzatori. L'indagine, avviata dal novembre 2008 è stata coordinata dai pm Giovanni Bombardieri e Andrea Mosca della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Decine le perquisizioni tuttora in corso.

Redazione online


05/05/2009

Troppi abusivi nelle case popolari E gli inquilini ora entrano con il badge

Troppi abusivi nelle case popolari E gli inquilini ora entrano con il badge

 

Stanchi di protestare, i residenti si sono tassati per tenere alla larga spacciatori e abusivi e sentirsi più sicuri

 

Le case popolari di via Lope De Vega (Del Puppo)
Le case popolari di via Lope De Vega (Del Puppo)

MILANO — Siccome puntano in alto, molto in alto, si son fatti fare il preventivo per un sistema sofisticatissimo di telecamere. Il preventivo era, decisamente, fuori bilancio. Hanno ripiegato sul badge. Che comunque resta una rivoluzione. Anche economica, nonostante gli appena 41 euro annui versati dalle 240 famiglie affinché in ciascuna delle 14 scale si possa entrare soltanto strofinando il tesserino magnetico.

Siamo in via Lope de Vega, Sud di Milano, non lontano dai Navigli. In un complesso popolare con mille abitanti dei quali l'80% anziani. Pensioni minime. E palazzi invasi dagli abusivi. E box riempiti dagli spacciatori. E incursioni di vandali, «mio dio, animali», che lasciano il segno lanciando i propri escrementi contro le vetrate. I residenti si sono tassati. Ed ecco il badge. «La nostra arma contro i cattivi». Funzionerà? Per adesso, il badge è attivo in cinque scale. Se qualcheduno lo perde, per riaverlo deve andare a far denuncia dai carabinieri. In via Lope de Vega ci sono certe fedine penali che non finiscono più e ci sono certi traffici sporchi che è meglio lasciare nascosti. Dunque, per evitare una visita dai carabinieri, i meno diciamo santerellini evitano di cedere il tesserino a estranei (sia mai vada perduto) o quantomeno ci pensano prima due volte. Il complesso popolare, di proprietà dell'Aler, l'azienda lombarda di edilizia residenziale, prende tutta la via, parte dal civico 1 e arriva al 27, presenta alla vista questo cortile peraltro non in piano bensì con leggeri pendii che formano pozzanghere- laghi. Il cortile è circondato da facciate imponenti, compatte, serrate, che tolgono fiato e cielo.

Sorto negli anni Settanta, il complesso divenne noto ancor prima di iniziare a vivere: i muratori dovevano finire di mettere il tetto che gli appartamenti già erano andati occupati. Capite come mai qui gli abusivi siano questione genetica? Oggi resistono una ventina di famiglie. «Non pagano l'affitto? Però almeno, la luce potrebbero pagarla» dice un'anziana con gli occhi grandi e azzurri. Una volta un abusivo per far andare la televisione al plasma s'inventò un collegamento ai cavi elettrici dell'ascensore. La tivù girava a mille. L'ascensore rischiò di precipitare con la gente dentro. Ieri pomeriggio, erano le 17, due vecchiette si sono schiantate a terra. Travolte dalla fatica. Sorreggevano una panchina che ragazzini del cortile hanno sradicato da un parco. Una si è fatta scappare una parolaccia, si è vergognata, ha chiesto scusa, tutta rossa in viso. «Proviamo a riportarla al suo posto». Non ce la faranno. «Abbiamo chiesto ai vigili di venire a prendersela. Non sono venuti» dice Romano Attilio Zeppilli, nel frattempo comparso. Zeppilli, 52 anni, un gran personaggio, è l'anima del comitato di autogestione degli inquilini. È stato Zeppilli a inventarsi il badge.

«Ci lamentiamo per la mancanza di sicurezza? Noi non parliamo e basta. Noi facciamo. Ci proviamo». A Milano, la Milano dell'Expo e della caccia ai clandestini, Regione, Comune e Provincia hanno stanziato appositi fondi per la sicurezza nei quartieri popolari. Il comitato, le cui tenere e testarde crociate contrastano cattivi di nazionalità italiana — una minoranza, gli immigrati, tra i balordi — ha chiesto che una parte dei fondi venisse utilizzata per installare le telecamere accompagnandoci una presidio fisso di una guardia giurata. «L'Aler ha detto no» ripete Zeppilli, e mostra le email dell'azienda, con risposte interlocutorie, burocratiche. Nel cortile d'un tratto si sentono rumori da effetti speciali, è una moto che nei box compie sgommate tremende. «È rubata». Due bimbi applaudono. Dietro i bimbi, una parete con un po' di scritte. Le scritte raccontano di amori appena nati e soprattutto di amori finiti, e finiti male, con rabbia; ci sono poi disegni sconci e messaggi di morte. Quant'è dura resistere? «Eh... Capita che ti inseguano per pestarti». Ma tanto la città è pronta a prestare soccorso. A dicembre il Comune decise di premiare il comitato con un attestato di benemerenza. Zeppilli fu invitato. Nel salone d'onore lo aspettava il sindaco Letizia Moratti. Lui arrivò in ritardo bestiale. Vive su una carrozzella, quel giorno rimase intrappolato in metrò: nelle stazioni vicine al Comune non funzionavano montascale e ascensori per disabili.

Andrea Galli


28/01/2009

Sgominata banda di spacciatori Tra loro un assistente di San Vittore

Sgominata banda di spacciatori Tra loro un assistente di San Vittore

 

Trenta gli arrestati, quasi tutti residenti nel quartiere «Di Vittorio» di San Donato. L'uomo, addetto ai colloqui, portava ai detenuti messaggi, cocaina e tessere telefoniche

 

MILANO - Sgominata all'alba di mercoledì una banda di trafficanti di droga che operava in tutta la zona a sud-est di Milano: fra i trenta arrestati c'è anche un assistente della polizia penitenziaria, addetto ai colloqui a San Vittore, che portava ai detenuti messaggi, cocaina e tessere telefoniche. L'operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese insieme con quelli di Lodi, Pavia, Piacenza, Milano e Lecco. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere riguardano un gruppo criminale che gestiva il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina ed hashish.

MESSAGGI E COCA - Gli arrestati, molti dei quali già pregiudicati per reati specifici, sono tutti italiani tranne due nordafricani, e vivono in gran parte in un’area di San Donato Milanese, il quartiere «Di Vittorio», noto per la commissione di reati legati agli stupefacenti. L’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano Ester Nocera, è durata quasi due anni e ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale di trafficanti e soprattutto spacciatori che si avvalevano anche della collaborazione di un assistente della polizia penitenziaria, addetto ai colloqui del carcere di San Vittore. L'assistente portava messaggi, cocaina e tessere telefoniche ai detenuti indicatigli, permettendo alla banda di mantenere i contatti con chi veniva, di volta in volta, arrestato.