02/02/2010

Offerta pubblica di Telefonica, Telecom vola in Borsa: scambi record

Offerta pubblica di Telefonica, Telecom vola in Borsa: scambi record

 

Palazzo Chigi smentisce: «Nessun incontro». E SCAJOLA: «TROPPE CHIACCHIERE». La nuova società sarebbe controllata dagli spagnoli, ma la rete nazionale resterà in mano italiana

 

(Emblema)
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MILANO - Telecom in rialzo all'apertura di Borsa (fino a +9%) sulla scia dell'indiscrezione di Repubblica, secondo cui il governo avrebbe dato il via libera all'offerta pubblica di scambio tra Telecom e la spagnola Telefonica. «La nuova società - si legge - sarà controllata dagli spagnoli, ma una delle condizioni poste da Roma è che la gestione della rete nazionale di telecomunicazioni rimanga in mani italiane». Prevista anche una clausola che impedirà ai soci italiani di lasciare in tempi brevi. Lunedì il presidente di Telecom, Gabriele Galateri di Genola, ha detto che in settimana è previsto un incontro della compagnia con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.

IL GOVERNO SMENTISCE - Una nota di Palazzo Chigi smentisce invece qualunque coinvolgimento del governo: «La presidenza del Consiglio smentisce nella maniera più totale: nessun incontro, nessun contatto, nessun paletto come riferito nell'articolo». Una versione confermata dal ministro Scajola: «Nessun parere favorevole del governo, molte parole, molte chiacchiere. Troppe - dice da Isarele, dove accompagna Berlusconi in visita -. Dopodomani incontrerò l'amministratore delegato di Telecom». Da Telefonica solo un no comment: «Ho visto che il governo italiano ha smentito le notizie. Noi non commentiamo» spiega un portavoce.

RIALZO IN BORSA - Comunque sia, in pochi minuti a Piazza Affari sono passate di mano più azioni Telecom della media giornaliera di 97 milioni, segno che il mercato crede all’operazione nonostante la smentita della presidenza del Consiglio. Dopo la nota di Palazzo Chigi il titolo Telecom è leggermente calato, ma sempre con un rialzo di circa il 4% rispetto alla chiusura di lunedì. A Madrid Telefonica ha toccato anche -2,16%, poi ha recuperato in parte.

ANALISTI SPAGNOLI SCETTICI - C'è scetticismo fra gli analisti spagnoli sull'ipotesi di offferta di scambio tra Telefonica e Telecom, operazione che avrebbe poco senso strategico nell'immediato, molti ostacoli di tipo politico e diverse ripercussioni negative per la compagnia iberica, prima fra tutte il nodo Brasile dove sorgerebbero grandi problemi di antitrust in quanto le due società già controllano oltre il 50% del mercato locale.

Redazione online


15/01/2010

Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene

Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene

 

A Sitges, località balneare vicino a Barcellona. Tragedia sfiorata per una spagnola, bloccata nella villetta dove vive da sola. Nessuno ha sentito le sue grida

 

MADRID - Per otto giorni una donna di 35 anni è rimasta chiusa, senz'acqua né cibo, nell’ascensore della sua casa, a causa di un black out elettrico. È accaduto a Sitges, graziosa località balneare vicino a Barcellona, in Catalogna. Durante le feste d’inizio d’anno, prima dell’Epifania, che in Spagna è importante quanto il Natale in Italia, la donna è rimasta bloccata nell’ascensore all’interno della villetta nel quartiere di Les Boutigues, in cui abita da sola. Nessuno ha sentito le sue grida d’aiuto, nessuno ha notato la sua scomparsa, complice anche il periodo festivo. Soltanto dopo otto giorni, i suoi famigliari, che vivono a Madrid, si sono preoccupati del fatto che non rispondesse al telefono e non si facesse più viva.

SOTTO CHOC - Hanno avvertito la Guardia Civil della cittadina e gli agenti si sono presentati all’indirizzo della donna con i vigili del fuoco. Forzata la porta, hanno udito subito i lamenti della prigioniera, intrappolata nell’ascensore, fermo tra i due piani. È bastato riattivare l’interruttore dell’energia elettrica perché l’ascensore si rimettesse in moto: cosciente, sebbene disidratata, debolissima e disorientata, la prigioniera non era ancora in pericolo di vita, ma è stata comunque trasportata subito all’ospedale di Viladecans per essere curata e per riprendersi dallo stato di choc. La donna non è ancora in grado di raccontare come abbia vissuto quegli otto giorni, e altrettante notti, da incubo, ma gli agenti hanno verificato che anche il campanello d’allarme era fuori uso.

 

Elisabetta Rosaspina


15/07/2009

Muore mamma da primato: partorì due gemelli a 67 anni

Muore mamma da primato: partorì due gemelli a 67 anni

 

SPAGNA. Deceduta a causa di un cancro la donna che tre anni fa fece nascere Pau e Christian

 

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MADRID - È morta in Spagna Maria del Carmen Bousada de Lara, la donna di Cadice (Andalusia), diventata famosa in tutto il mondo nel dicembre 2006 per aver dato alla luce due gemelli a quasi 67 anni di età (più precisamente 66 anni e 358 giorni), entrando nei Guinness dei primati.

LA NASCITA DI PAU E CHRISTIAN - Dopo la straordinaria nascita di Pau e Christian, rimasti ora orfani a tre anni, alla donna è stato diagnosticato un tumore. In un’intervista concessa al tabloid britannico News of the World un mese dopo il parto, Carmen ammise di essersi sottoposta a un trattamento per la fertilità all’età di 66 anni in una clinica di Los Angeles (la legge spagnola vieta questo genere di terapie per le donne maggiori di 55 anni) pur di coronare il suo sogno di diventare madre. Nell'intervista poi la donna si augurava di vivere in buona salute ancora a lungo, citando l’esempio della madre morta a 101 anni di età. Proprio la necessità di prendersi cura della madre aveva convinto Carmen a rinunciare alla maternità e solo dopo la morte dell’anziana madre, decise di coronare il suo sogno. Carmen, nubile e senza compagno, è morta sabato scorso, scrive El Mundo, ma la notizia è stata resa pubblica solo mercoledì.


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15/05/2009

Spagna: fischi sull'inno, la tv censura Cacciato il responsabile dello sport

Spagna: fischi sull'inno, la tv censura Cacciato il responsabile dello sport

 

L'incidente tagliato dalla tv pubblica che poi si scusa con i telespettatori. Coppa di Spagna tra catalani (Barcellona) e baschi (Athletic Bilbao): fischi all'arrivo del re e sull'inno

 

I giocatori del Barcellona esultano dopo aver vinto la Coppa contro l'Athletic Bilbao Per 4-1 (Epa)
I giocatori del Barcellona esultano dopo aver vinto la Coppa contro l'Athletic Bilbao Per 4-1 (Epa)

MADRID (SPAGNA) - Ha colto di sorpresa tutta la Spagna la plateale manifestazione di dissenso dei tifosi mercoledì notte a Valencia prima della finale di Coppa del Re fra Barcellona e Athletic Bilbao (vinta per 4-1 dai catalani). In tribuna c'era re Juan Carlos, come sempre del resto in occasione della finale: la coppa nazionale spagnola è infatti intitolata proprio al re (Copa del Rey). La sua presenza non era una sorpresa, come non era strano che si eseguisse l'inno nazionale prima della partita, previsto dal protocollo. Ma questa volta di fronte si trovavano due squadre provenienti da aree unite, nella diversità, dalla storica aspirazione indipendentista: i Paesi Baschi e la Cataluna. Così le due tifoserie si sono unite in una bordata assordante di fischi al momento dell'inno. Colti di sorpresa, alla regia della Tve, la televisione di stato che trasmetteva in diretta, hanno operato un immediato stacco, dando la parola agli inviati a Barcellona e Bilbao.

LICENZIAMENTO - La portata della contestazione nello stadio Mestalla di Valencia ha stupito. L'ingresso di Juan Carlos e della regina Sofia in tribuna è stato accolto dai fischi di migliaia di tifosi baschi e catalani. La stessa tempesta di fischi ha accompagnato poi l'inno nazionale, simbolo dell'unità della Spagna. Ma il «caso» è diventato poi il comportamento dell'emittente televisiva. Tve, a partita avviata si è scusata con un cartello per «l'errore umano» e ha trasmesso le immagini dell'inno durante l'intervallo, ma con inquadrature di tifosi la mano sul petto o plaudenti, e con un audio nel quale i fischi erano sovrastati dall'esecuzione musicale. «Migliaia di persone fischiano il re e l'inno nazionale e la Tve lo nasconde» titolava oggi in prima pagina il quotidiano spagnolo «El Mundo». Palazzo Reale oggi non ha fatto commenti. Li ha fatti invece il direttore generale della Tv pubblica Javier Pons, che ha annunciato l'immediata rimozione dall'incarico del direttore della redazione sportiva, Julian Reyes, e si è scusato con il pubblico, parlando di un «grave errore».

ASPIRAZIONI REPUBBLICANE - La protesta del Mestalla nasce da una connotazione autonomista e indipendentista, forte in Catalogna come nei Paesi Baschi, ma anche repubblicana. Già il mese scorso Juan Carlos e Sofia erano stati accolti da decine di bandiere della II Repubblica - soffocata nel sangue dal dittatore Francisco Franco nella Guerra Civile del 1936-39 - durante una visita nelle Asturie. Contestazioni repubblicane si sono verificate più volte anche in Catalogna e nelle Baleari. Ma nelle ultime settimane si è schierato per un ritorno alla repubblica anche il Partito comunista spagnolo (Pce), che ha denunciato gli accordi di transizione del dopo Franco che avevano confermato la scelta di Juan Carlos come proprio successore fatta dallo stesso Franco, e ha chiesto un referendum. Oggi il partito repubblicano catalano Erc, al governo a Barcellona, ha detto che «la monarchia è aliena alla democrazia». La vicepremier socialista Maria Teresa Fernandez de la Vega ha replicato che la monarchia «è una delle istituzioni più stimate dagli spagnoli». La popolarità personale del re in effetti è alta e gli spagnoli si dichiarano in maggioranza "juancarlisti", ma non mancano gli interrogativi sull'assetto istituzionale del paese nel dopo Juan Carlos.


05/11/2008

Rissa sulla nave, ucciso il comandante

Rissa sulla nave, ucciso il comandante

Il marinaio responsabile dell'omicidio è asserragliato nella cabina di comando. L'episodio su un mercantile italiano che navigava al largo della costa spagnola della Galizia

 

 

 

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MADRID – Delitto in alto mare, nella notte, al largo delle coste della Galizia, su un mercantile italiano, il Paxi C. Il capitano è stato ucciso da un marinaio che ora è asserragliato nella cabina di comando con il corpo del suo comandante e rifiuta di arrendersi.

MESSAGGIO RADIO - Alle 6 e 20 un drammatico messaggio è arrivato via radio alla centrale del Salvamento Maritimo di Finisterra, nella provincia di La Coruña: una voce informava che il capitano del Paxi C, Mario Castaldi, era stato ucciso durante una rissa degenerata a bordo. L’omicidio è avvenuto in acque internazionali, a 22 miglia dalla costa, e la giurisdizione è dunque italiana, ma per ragioni di sicurezza e considerato che il marinaio responsabile, A.D.R., 37 anni, pure lui italiano, rifiuta di consegnarsi è probabile che l’ambasciata e il consolato d’Italia a Madrid richiedano l’appoggio della Guardia Civil per risolvere la situazione.

LA RICOSTRUZIONE - Al mercantile italiano è stato ordinato, all’alba, di fare rotta verso la baia di Finisterre, dove è già approdato, e di aspettare la lancia della Guardia Civil, Salvamar Altari, dalla quale per il momento però né gli investigatori spagnoli né il medico sono potuti passare a bordo del Paxi C. Dalle prime notizie, fornite dai guardacoste, un’accesa discussione tra il comandante dell’imbarcazione italiana e un membro dell’equipaggio è degenerata in uno scontro e uno dei marinai ha aggredito il capitano, uccidendolo. I compagni hanno quindi avvertito via radio le autorità spagnole dell’accaduto. La nave, rimasta senza comandante, dovrebbe attendere l’invio di un nuovo capitano da parte dell’armatore, secondo le procedure del codice marittimo, ma tutto è sospeso in attesa che l’assedio alla cabina di comando si concluda.


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