07/05/2010
Ecco l'eruzione del vulcano che ha bloccato il mondo
Ecco l'eruzione del vulcano che ha bloccato il mondoVa in onda il 7 maggio alle 21.10, su National Geographic Channel (canale 402 di Sky), un documentario con le immagini inedite di Eyjafjallajokull. Una troupe ha filmato l'esplosione, l'eruzione del 14 aprile e la formazione della nube.
Ne abbiamo sentito parlare. Ne abbiamo subito le conseguenze. Ora, finalmente, possiamo vederla. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull del 14 aprile scorso ripresa da una troupe di National Geographic. Immagini inedite della nube di cenere che paralizzò il traffico aereo causando danni economici per milioni di euro. Saranno trasmesse sul canale 402 di Sky. Il vulcano che bloccò il mondo, questo il titolo del documentario, andrà in onda venerdì 7 maggio alle 21.10.
Le telecamere di National Geographic hanno ripreso tutte le fasi dell’evento naturale. Dai momenti prima dell’esplosione, all’eruzione vera e propria, fino alla formazione della nube. Una troupe, infatti, era già in Islanda per girare un documentario su Eyjafjallajokull. C’erano il geologo Haraldur Sigurdsson, docente della Rhode Island University, e il regista Johann Sigfusson. Hanno noleggiato un elicottero e sorvolato il vulcano in piena attività. Sono riusciti ad atterrare vicino al cratere. “Il panorama e i rumori erano inimmaginabili – racconta Sigfusson –. Ogni dieci minuti un boato fortissimo ci faceva sobbalzare. La nube era enorme, un immenso muro grigio. Potevamo sentire la cenere sulla faccia e in bocca”.
L’eruzione vista da molti punti di vista, anche dallo spazio grazie ad immagini dei satelliti Nasa, ma non solo. Nel documentario (nel video un estratto) ci saranno testimonianze oculari e opinioni di tanti studiosi sul risveglio di Eyjafjallajokull.
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16/04/2010
Aspettando la nube vulcanica
Aspettando la nube vulcanicaPotrebbe scavalcare le Alpi e arrivare su di noi nelle prossime ore. Ma arriverebbe diluita e inoffensiva. Preoccupazioni in Gran Bretagna per possibili affezioni respiratorie
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| (Ansa) |
MILANO – Riuscirà la nube del vulcano islandese a scavalcare le Alpi e a espandersi sopra le nostre teste? Se lo chiedono in molti in queste ore in cui i cieli dell'Europa Settentrionale sono stati invasi dalle ceneri e dai vapori eruttati mercoledì 14 aprile scorso dall’Eyjafjallajokull, lo strato-vulcano entrato in attività dopo un secolare riposo. Scavalcare è detto in senso metaforico, poiché la sommità della nube si trova a circa 4.000-5.000 metri d’altezza e, se continuassero le correnti verso sud-est attualmente prevalenti, essa non avrebbe difficoltà a superare la barriera alpina e a dilagare nel Mediterraneo. «Certo, se mai dovesse arrivare da noi, sarà già molto dispersa –rassicura la ricercatrice Maria Fabrizia Buongiorno, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), da ore intenta a seguire le evoluzioni della nube vulcanica sulle immagini dei satelliti Meteosat-. Abbiamo visto che, a partire dall’Islanda, la nube si è allargata prima verso l’Inghilterra e la Scandinavia; poi, più a Sud, verso Francia Belgio, Germania e Polonia. Ora stiamo cercando di valutare la sua consistenza, anche se la presenza di sistemi nuvolosi più alti in quota ne disturba l’osservazione dall’alto».
CANNONE LASER - Ma c’è anche chi sta tentando di osservare la nube dal basso, cioè da terra: «Fino a ieri sera (giovedì 15 aprile) non c’erano particelle vulcaniche lungo tutta la colonna di atmosfera sopra le nostre teste fino a 15 km d’altezza», ci informa il professor Guido Visconti, fisico dell’atmosfera di fama internazionale all’università dell’Aquila, che utilizza per le sue osservazioni un Lidar, una specie di cannone laser, situato nella stazione di monitoraggio atmosferico di Preturo. «In pratica –spiega lo scienziato- spariamo verso l’alto sottili raggi di luce verde che si riflettono sulle minuscole particelle sospese in aria. Analizzando questi riflessi con un telescopio da 80 cm di apertura, siamo in grado di desumere le caratteristiche fisiche delle particelle intercettate». Nelle prossime ore sono previsti altri «spari laser»: se la nube arriverà sopra di noi, anche molto diradata, non potrà sfuggire alle sofisticate apparecchiature di Preturo.
COM 'È FATTA LA NUBE - La nube, all’origine, cioè immediatamente sopra al punto di emissione, era un mix di vapor d’acqua, anidride solforosa, composti del fluoro e ceneri vulcaniche a base di silicio, spiega il vulcanologo Piergiorgio Scarlato, dirigente di ricerca dell’Ingv. «Essa è il risultato del contatto esplosivo fra il magma incandescente, fuoriuscito da una lunga fessura del vulcano islandese, e il ghiacciaio che lo ricopre. L’esplosione ha proiettato fino a svariate migliaia di metri questo mix di minuscole particelle solide, liquide e gassose. Poi, sospinto dalle correnti meridionali, il pennacchio vulcanico ha cominciato il suo viaggio verso l’Europa, aprendosi a ventaglio e disperdendosi, mentre la componente più pesante della nube, cioè le sottili ceneri vulcaniche, si separavano e tendevano a scendere di quota rispetto ai gas».
RISCHI PER LA SALUTE - Per fortuna la nube non è stata alimentata, almeno finora, da ulteriori episodi esplosivi. Quindi il rischio che la sua ricaduta su località densamente abitate del Nord e del Centro Europa possa provocare affezioni respiratorie, sembra limitato. Tuttavia gli operatori sanitari del Regno Unito, dove ha ristagnato una frazione più densa della nube, sono in preallarme. Le componenti più sottili delle ceneri e i composti dello zolfo e del fluoro, se inalati, potrebbero, infatti, aggravare le condizioni di salute di quanti sono già affetti da problemi respiratori, in maniera del tutto analoga a quanto accade quando vengono superati i limiti dell’inquinamento dell’aria a causa delle emissioni antropiche.
PERICOLI PER GLI AEREI - Il rischio più importante rimane quello a carico degli aerei, i cui motori e sensori possono risultare gravemente danneggiati dalle micro particelle abrasive di silicio di cui sono fatte le ceneri vulcaniche in sospensione. Ma, nel giro di un paio di giorni, anche la concentrazione di queste particelle, grazie alla diluizione provocata dal rimescolamento dell’aria, dovrebbe scendere sotto i livelli di guardia. Fra tante preoccupazioni, c’è un effetto esteticamente piacevole provocato dalla nube vulcanica. Da ieri sera, nei cieli di gran parte dell’Europa, si sono verificati spettacolari tramonti color rosso vermiglio. Sono la diretta conseguenza di un fenomeno di diffusione della luce solare causato dalle particelle di cenere. Il fenomeno, già noto e descritto in occasioni di precedenti eruzioni di portata continentale o globale, ha scatenato, grazie al tam tam di internet, la corsa all’organizzazione di “sunset party”, durante i quali, amici, innamorati, appassionati di fenomeni atmosferici, si godono il Sole più rutilante che si possa mai vedere.
Franco Foresta Martin
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15/04/2010
Eruzione vulcano in Islanda, bloccati cieli del Nord Europa
Eruzione vulcano in Islanda, bloccati cieli del Nord EuropaA causa della pioggia di cenere più di 250 voli da e per gli aeroporti londinesi di Heathrow e Gatwick sono rimasti a terra per le conseguenze dell'eruzione nel ghiacciaio di Eyjafjallajokul. Chiusi gli spazi aerei di Gb, Norvegia e Svezia.
L'eruzione del vulcano islandese sul ghiacciaio Eyjafjallajökull ha determinato la chiusura dello spazio aereo in Gran Bretagna, Irlanda e in parte della Scandinavia, con il blocco di tutti i voli sugli aeroporti londinesi di Heathrow, Gatwick e Standsted a partire dalle ore 11 Gmt e almeno fino alle 17 (tra le 13 e le 19 in Italia). Le ceneri vulcaniche rappresentano infatti un grave rischio per i motori dei velivoli.
STOP - Dopo lo stop ai voli mercoledì in Norvegia e in Scozia, giovedì mattina Gran Bretagna, Irlanda e Svezia hanno annunciato la chiusura totale dello spazio aereo, giudicando troppo rischiosi i voli a causa delle colonne di cenere emesse dal vulcano entrato in eruzione in Islanda. Anche nel nord della Finlandia ci sono interruzioni nel servizio. In Danimarca chiuso lo spazio aereo a partire dalle 18. In Norvegia tutto il traffico all'aeroporto di Oslo è stato annullato dalle 10 e restrizioni potrebbero essere adottate anche in Russia.
ERUZIONE - Mercoledì un migliaio di persone erano state evacuate in Islanda a titolo precauzionale. Il vulcano era entrato in eruzione a fine marzo, la prima dal 1823. Mercoledì si sono registrate diverse scosse sismiche nella regione e inondazioni che potrebbero agggravarsi con lo scioglimento del ghiacciaio. «Si erano già verificate eruzioni in Islanda che avevano prodotto nuvole di cenere, ma mai di queste dimensioni», ha detto alla Cnn il portavoce delle autorità dell'aviazione civile norvegese.
Redazione online
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