14/04/2009
Bambina nasce grazie a seme congelato 22 anni prima
Bambina nasce grazie a seme congelato 22 anni prima
E' un record: il precedente era stato di 21 anni. Il padre, oggi 38 enne, sottopose a «crioconservazione» il liquido seminale a 16 anni, prima di una chemioterapia
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| (Ansa) |
ROMA - Ventidue anni dopo aver scoperto di essere ammalato di leucemia e dopo cure massacranti che gli hanno salvato la vita ma lo hanno reso irrimediabilmente sterile, Chris Biblis, ha celebrato la nascita della sua bambina, Stella. Il miracolo, scrive The Times, si è compiuto negli Stati Uniti grazie alla crioconservazione, l’ibernazione in azoto liquido, dello sperma dell’uomo poco prima che questi iniziasse al chemioterapia. Quando a Chris, oggi 38enne, è stata diagnosticata la leucemia aveva appena 16 anni. I medici gli proposero di congelare lo sperma viste le cure che doveva affrontare. Era l’aprile del 1986. Nel giugno del 2008 lo sperma è stato scongelato in una clinica americana per la fertilità ed è stato utilizzato per fecondare un ovulo della moglie di Chris, Melodie.
É UN RECORD - Per la medicina si tratta di un record, in quanto il tempo massimo per un’inseminazione con crioconservazione finora era stata di 21 anni. Quando lo sperma del ragazzo, originario della North Carolina, è stato ibernato non esisteva nemmeno la tecnica che ha reso possibile il concepimento di Stella. La ICSI, cioè l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo nell’ovocita con cui i biologi selezionano la cellula seminale sana, è stata messa a punto solo nel 1992.
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11/04/2009
Madre perde un figlio e raccoglie il suo sperma: «Diventerà padre»
Madre perde un figlio e raccoglie il suo sperma: «Diventerà padre»
Scoppia un caso negli Usa: La mamma di Nikolas Evans, ucciso in una rissa, sta cercando una volontaria da fecondare
WASHINGTON - Una storia di amore materno estremo sta spaccando in due l’America. Nikolas Evans, un giovane di 21 anni che voleva sposarsi e avere figli, è stato ucciso in una rissa a Bedford nel Texas. E la madre Missy Evans, di 42 anni, divorziata, ha ottenuto che gli fosse prelevato lo sperma da morto per fecondare una volontaria. La donna non ha ancora trovato chi porterà a termine la gravidanza, ma è certa di riuscirci. «Alleverò io il figlio di Nikolas nella sua memoria» ha dichiarato. «Nikolas mi aveva persino detto che nome voleva dargli». Il giovane, caduto a terra sbattendo la testa in seguito a un pugno, è morto di trauma cranico il 5 scorso.
L'AUTORIZZAZIONE - La madre ha subito consultato un urologo, che la ha assicurata che anche da morto avrebbe potuto diventare padre, e ha chiesto l’autorizzazione al tribunale. Avutala, ha predisposto per la conservazione dello sperma e si è messa alla ricerca di una “surrogate mother”, come vengono chiamate le donne che si prestano a essere fecondate a pagamento, in genere per dare figli a coppie dove la moglie non può concepire. «Non c’è stata contestazione da parte di nessuno» ha affermato il suo legale, Mark Mueller.
LA CONTESTAZIONE - La contestazione è tuttavia esplosa quando la vicenda è diventata pubblica. Parte dei media si sono schierati per Missy Evans, scrivendo che fa solo la volontà del figlio, parte contro, scrivendo che l’idea di fare di un morto un padre è macabra. Anthony Mayo, il direttore del Centro di etica e di responsabilità pubblica del Texas, ha obiettato che la donna vuole “rimpiazzare” egoisticamente il figlio perduto con il nipote. Art Caplan della Università della Pennsylvania ha ammonito che «il giorno che apprendesse la verità, un bambino nato in queste circostanze potrebbe avere seri problemi». Secondo Caplan, nell’ultimo decennio si sono verificate in America circa mille vicende analoghe. Ma, ha precisato, «mi risulta che alla fine le madri, le mogli, le fidanzate dei defunti abbiano sempre rinunciato al progetto: so solo di figli in provetta di padri destinati a morire in breve tempo ma ancora vivi al momento della fecondazione». Missy Evans ha confutato le critiche: «Ho altri due figli - ha spiegato - e li ho consultati, insieme col mio ex marito, con altri familiari, con amici. Siamo tutti d’accordo e sappiamo che Nikolas sarà felice della nostra decisione».
Ennio Caretto
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02/10/2008
Spagna, sperma "debole" in molti giovani
Spagna, sperma "debole" in molti giovani
Ricerca dell'istituto Marques: il 57,8% degli interpellati tra 18 e 30 anni ha un seme di qualità inferiore a media a causa dell'esposizione a fattori tossici e alla contaminazione industriale
MADRID - Da una ricerca condotta in Spagna emerge un dato inquietante. Il 57,8% dei giovani possiedono spermatozoi di qualità inferiore a quella che l'organizzazione mondiale della sanità considera normale, e questo a causa dell'esposizione a fattori tossici e alla contaminazione industriale, con particolare riferimento all'inquinamento atmosferico, che incide negativamente sulla concentrazione del seme riproduttivo. Lo studio è stato condotto dal settore di riproduzione assistita dell'istituto Marques di Barcellona e sarà pubblicato a breve sulla rivista Andrologia. Sono stati interpellati 1.239 giovani tra i 18 e i 30 anni che vivono nelle province dell'Andalusia, Galizia e Madrid, dove si riscontra la migliore qualità seminale, e in quelle della Comunità Valenciana, Catalogna e Paesi Baschi, dove invece risulta esserci la peggiore della nazione.
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