08/12/2008

Iran, impiccato per alcuni minuti e deposto ancora vivo per vendetta

Iran, impiccato per alcuni minuti e deposto ancora vivo per vendetta

Giustiziato «a metà» per volontà dei familiari della vittima. Danni irreversibili a cervello e spina dorsale

 

 

 

Una impiccagione di massa
Una impiccagione di massa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
TEHERAN - Un uomo condannato a morte in Iran è stato lasciato pendere a lungo dalla forca prima di essere deposto ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale, per volere dei familiari della persona che aveva ucciso. L'episodio è avvenuto domenica a Kazerun, città nel sud del Paese, secondo quanto scrive l'agenzia Irna, che titola la notizia «dolce epilogo di una esecuzione».

 

APPESO PER ALCUNI MINUTI - Un epilogo arrivato però dopo che il condannato, secondo la stessa agenzia, era rimasto appeso «per alcuni minuti». Un tempo sufficiente per subire danni irrimediabili. Secondo i dettami della legge islamica vigente in Iran, il condannato a morte per omicidio ha salva la vita se i familiari della vittima gli concedono il «perdono», in cambio di un risarcimento in denaro. In questo caso, evidentemente, i parenti della vittima hanno voluto assaporare la sofferenza del condannato prima di fermare l'esecuzione e intascare il denaro.