07/07/2010
Rissa alla Camera, seduta sospesa
Rissa alla Camera, seduta sospesaTensioni nel corso della discussione sul ddl Meloni sulle comunità giovanili. Insulti e spintoni tra Barbato (Idv), colpito da un pugno, e alcuni deputati del Pdl. Il dipietrista in ospedale
ROMA - Seduta sospesa in aula alla Camera per la rissa scoppiata tra Franco Barbato dell'Idv e alcuni deputati del Pdl. Il dipietrista sarebbe stato colpito da un pugno al volto. Più tardi Barbato ha avuto un malore e c'è chi parla addirittura di uno svenimento. Accompagnato dal capogruppo Idv Massimo Donadi in infermeria a Montecitorio, il medico gli ha consigliato di recarsi in ospedale per ulteriori accertamenti.
LA RICOSTRUZIONE - La bagarre è scoppiata nel corso della discussione sul ddl Meloni sulle comunità giovanili. Dopo la richiesta di rinvio del testo in commissione da parte del Pdl, con l'accordo di tutti i gruppi e dello stesso ministro della Gioventù, Francesco Barbato (Idv) ha innescato la miccia. Il deputato Idv ha accusato Meloni di «essere vecchia perché ricorre a una logica di vecchia politica che fa rabbrividire anche Pomicino e Mastella». E il motivo, continua Barbato, «è che Meloni, con questo ddl, vuole finanziare la sua corrente, quella di Alemanno e del suo assessore regionale Lollobrigida che gestirà questi finanziamenti» per le comunità giovanili. A quel punto contro il deputato, a quanto riferito da diversi testimoni, si è scagliata Barbara Saltamartini del Pdl insieme con altre colleghe. Subito sono scattati i commessi a tentare di separare i contendenti, ma c'è stata molta confusione e Barbato ha avuto la peggio. «È stato colpito da un pugno al volto», ha poi riferito il capogruppo dell'Idv Massimo Donadi. «Di quanto è successo in aula sono prova i segni visibili intorno all'occhio e le ferite sul volto di Barbato».
«ACQUISIRE IL VIDEO» - Ancora ignoto il deputato che ha sferrato il pugno (secondo altre ricostruzioni, si è trattato di uno schiaffo violento). «Nella confusione non sono riuscito a vedere chi fosse», ammette Donadi che però chiede al presidente della Camera Gianfranco Fini di 'acquisire' il video dell'episodio per prendere le opportune misure disciplinari.
LE REAZIONI - «Non intendo dare la parola a nessuno che intenda intervenire su quanto accaduto. Che è molto grave - dichiara la presidente di turno Rosy Bindi, riaprendo la seduta. - . Rinvio ogni considerazione a una riunione di presidenza e alla capigruppo». Fabrizio Cicchitto si scusa in aula per la reazione di alcuni deputati del Pdl. «Chiedo scusa per alcuni colleghi che hanno reagito in aula», dice il capogruppo. «Lo faccio in primo luogo perché in tutta la mia storia respingo la violenza», spiega, «e in secondo luogo perché alle provocazioni di Barbato si risponde con intelligenza politica». Quanto a Barbato, aggiunge, «ritengo indegno il suo modo di fare politica».
Redazione online
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29/04/2010
Schiaffi e spintoni ai bimbi dell'asilo Arrestata una maestra nel Catanese
Schiaffi e spintoni ai bimbi dell'asilo Arrestata una maestra nel CataneseInsegnante 40enne in manette a Militello in Val di Catania. La donna scoperta grazie a telecamere nascoste nell'aula. Le indagini avviate dopo le denunce dei genitori
MILITELLO (Catania) - Un'insegnante d'asilo quarantenne di Militello in Val di Catania è stata arrestata in flagranza di reato da carabinieri della compagnia di Palagonia per maltrattamenti su bambini della sua classe. Le indagini erano state avviate nel marzo scorso dopo le denunce di alcuni genitori che si erano recati in caserma dopo avere appreso dai figli cosa accadeva in classe. Gli investigatori hanno "piazzato" delle telecamere nascoste nell'aula e hanno ripreso l'atteggiamento aggressivo della maestra d'asilo che, secondo l'accusa, prendeva a schiaffi e spintonava a i suoi alunni, che a volte trascinava tirandoli per i capelli, senza nessun apparente motivo scatenante. La violenza mostrata dalle immagini ha convinto i carabinieri a intervenire e a eseguire l'arresto della maestra d'asilo su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano.
«MASSIMA CAUTELA» - L'insegnante è stata bloccata dai carabinieri della compagnia di Palagonia mercoledì mentre era a scuola, ma la notizia si è appresa ora. I militari sarebbero intervenuti per la «ritualità della condotta» dell'indagata: la sua aula era da una ventina di giorni sotto osservazione da parte dei militari dell'Arma che, all'insaputa di tutti, avevano piazzato delle telecamere e dei microfoni. Alla maestra, su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, e del sostituto Sabrina Gambino, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni si terrà l'interrogatorio di garanzia da parte del Gip. Le indagini erano state avviate le denunce presentate dai genitori di 7-8 alunni dell'insegnante ai carabinieri della compagnia di Palagonia. «Massima cautela e mantenimento del diritto della privacy, sopratutto per i minorenni»: questo l'invito ai giornalisti del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano. «Questa vicenda - ha detto il magistrato - è molto delicata e va trattata con la massima attenzione perchè ci sono persone da tutelare, soprattutto le presunti parte offese che sono dei bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni». (Fonte Ansa)
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23/05/2009
Poliziotto lo scambia per ricercato e lo sbatte contro il muro: 29enne in coma
Poliziotto lo scambia per ricercato e lo sbatte contro il muro: 29enne in coma
SEATTLE. La scena ripresa da un videocamera di sicurezza ha creato indignazione. Era uno scambio di persona
SEATTLE - Nuove polemiche per le brutalità della polizia negli Stati Uniti: un uomo è finito in coma a Seattle dopo essere stato spintonato contro un muro da un agente che lo riteneva, erroneamente, un ricercato. La vicenda, rivelatasi po uno scambio di persona, è stata ripresa da una telecamera fissa e il filmato adesso è stato reso pubblico, creando indignazione.Il vicesceriffo Matthew Paul viene mostrato nel video mentre corre verso un uomo e lo scaraventa contro una parete, provocandogli una frattura alla scatola cranica. Christopher Harris, questo il nome del 29enne colto di sorpresa dall' attacco, ha sbattuto rovinosamente la testa finendo immediatamente in coma. A scatenare la furia dello sceriffo, che dopo aver spintonato l'uomo ha anche trascinato il corpo inerme per qualche metro, è stata la segnalazione di un passante che diceva d'aver riconosciuto in Harris un ricercato. L'ufficio dello sceriffo ha dichiarato che si è trattato «solamente di un tragico incidente», ma la famiglia del giovane ha sporto denuncia, forte anche delle immagini video.
15:23 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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06/03/2009
'PARENTI SERPENTI', 10 ARRESTI PER CATENINA
'PARENTI SERPENTI', 10 ARRESTI PER CATENINA
TORINO - Per una catenina dell'anziana nonna si picchiano di santa ragione scatenando una mega rissa tra fratelli e cugini che si è conclusa con l'arresto di dieci persone. La vicenda accaduta ieri sera a Torino riecheggia l'amaro film di Mario Monicelli 'Parenti serpenti'. Dopo le 22 in via Grazia Deledda, nel quartiere Vanchiglia la famiglia si riunisce, per chiarire alcuni aspetti di una eredità, nell'appartamento di un parente. Tutto sembrava filare liscio, ma all'improvviso la discussione si è infiammata per colpa della catenina. Divisi in due gruppi, si sono insultati e picchiati. Prima nell'abitazione, poi in strada. Spintoni, calci, pugni e persino colpi d'ombrello. Coinvolti anche una donna e un invalido. Originari di Gravina di Puglia, in provincia di Bari, i dieci contendenti si sono continuati a picchiare anche davanti ai carabinieri intervenuti sul posto. Nel tentativo di dividerli, un maresciallo è stato aggredito ed è finito in ospedale. La saga dell'eredità contesa è iniziata alcuni giorni fa con la morte della nonna. "Quella catenina è un ricordo e la voglio", "no, la nonna l'aveva promessa a me ed è mia" sono state le prime schermaglie verbali che hanno poi scatenato la rissa di ieri sera. Il monile era il pezzo forte di un patrimonio modesto. Pochi gioielli, e neppure di grande valore, per i quali i dieci parenti hanno iniziato a litigare a funerali appena conclusi. Nelle scorse settimane, infatti, la polizia era stata già costretta a intervenire almeno un paio di volte per calmare gli animi esagitati. Ieri sera, però, l'ennesima lite è degenerata. "Ti ammazzo", "toccami e ti uccido" e via così sino a prendersi a calci e pugni in una escalation di violenza che ha coinvolto anche le donne della famiglia e un parente disabile. Uno di loro è finito in ospedale, con ferite giudicate guaribili in dieci giorni.





