11/11/2011

Tecnologie di spionaggio in Siria, Area SpA fa dietrofront

Tecnologie di spionaggio in Siria, Area SpA fa dietrofront

La compagnia di Vizzola Ticino accusata di collaborare con il regime di Damasco sarebbe pronta a ritirarsi. Ma intanto continuano le pressioni sull’Unione Europea per imporre sanzioni (anche tecnologiche) più severe a Damasco

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22/04/2010

Paolo Maldini indagato per corruzione

Paolo Maldini indagato per corruzione

Nell'inchiesta a carico di 43 persone, arrestato un Dirigente dell’Agenzia delle Entrate. C'è anche lo spionaggio tra le accuse a carico dell'ex calciatore che avrebbe cercato di ottenere benefici fiscali

 

Paolo Maldini (Pegaso)
Paolo Maldini (Pegaso)

MILANO - L'ex calciatore del Milan, Paolo Maldini, è indagato dalla procura di Milano per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico dell'anagrafe tributaria, nell'ambito di un'inchiesta, chiusa oggi e che nei mesi scorsi ha portato in carcere un funzionario dell'agenzia delle entrate. L'inchiesta della procura milanese coinvolge 43 persone a vario titolo accusate di aver messo in atto pratiche illecite per ottenere trattamenti fiscali più favorevoli. Accusa, quest'ultima, contestata a Luciano Bressi, il funzionario dell'agenzia delle entrate di Milano, arrestato nel giugno dell'anno scorso, che si era «riciclato» commercialista per i vip. A quanto si è appreso, assieme all'ex capitano rossonero, è indagata anche la moglie, Adriana Fossa.

Redazione online


14/01/2010

Napoli, una rete negli uffici della Dia

Napoli, una rete negli uffici della Dia

 

Quattro indagati per fare spionaggio privato

 


NAPOLI - La «rete» comincia a prendere forma, la presunta centrale di spionaggio si arricchisce di nomi e di circostanze inquietanti. La svolta è arrivata la scorsa notte, quando la Procura di Napoli firma quattro decreti di perquisizione a carico di due esponenti della Direzione investigativa antimafia di Napoli, di un agente di polizia giudiziaria della Procura, di un cittadino comune. Gravi le accuse: per mesi, gli indagati (ma il numero è destinato a crescere in queste ore) avrebbero messo in piedi un centro di spionaggio, svolgendo indagini private per conto del migliore offerente. Forti di mezzi potenti e invasivi - gli archivi Dia, i sistemi di ricezione di clip audio e video - gli indagati avrebbero pedinato ignari cittadini, avrebbero studiato per ore «le vite degli altri», in cambio di compensi in denaro.

Accuse gravi, che attendono la replica difensiva, sostenuta dai penalisti Francesco Cioppa e Dario Russo, in una vicenda in cui è opportuno rispettare il principio di non colpevolezza delle persone coinvolte. Associazione per delinquere finalizzata «all’investigazione privata abusivamente esercitata», quattro indagati, dunque: Giuseppe Savarese, ritenuto capo promotore della presunta spectre; il collega sostituto commissario Dia Davide Di Paoli; l’agente di pg in Procura Domenico Salemme; sott’accusa anche un quarto personaggio, Antonio Marcello Migliore, legato a Savarese da un rapporto di amicizia. Inchiesta in corso, al lavoro i pm Enzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, pool guidato dall’aggiunto Rosario Cantelmo, che hanno affidato in piena sinergia investigativa accertamenti e perquisizioni al capocentro Dia Maurizio Vallone.

Qual è l’ipotesi degli inquirenti? Si parte dall’analisi di un tariffario, che avrebbe scandito l’attività illegale di agenti e presunti faccendieri: cinquanta euro l’ora per un pedinamento, prezzi a salire per le altre prestazioni professionali, in relazione ai posti (s’indaga su mission private anche in Brasile) e della difficoltà degli incarichi. Al momento, sarebbero stati accertati quattro o cinque incursioni nella sfera privata di persone non sottoposte ad indagini, target inconsapevoli di una rete di informazioni ritenuta abusiva. In alcuni casi, gli agenti si sarebbero introdotti all’interno di appartamenti privati, piazzando microspie e videoregistratori in domicili privati ed estranei a indagini autorizzate.

Una svolta nell’inchiesta scandita da colpi di scena: lo scorso settembre, l’arresto di Giuseppe Savarese, ex esponente del gruppo «Fedra», specializzato in Dia nelle indagini sui grandi appalti del comparto sicurezza, sui rapporti tra politica e imprese. Finisce in cella con l’accusa di aver maneggiato e reso pubbliche le schede personali di indagati della «appaltopoli» napoletana, in una vicenda culminata un anno fa negli arresti (poi revocati) dell’imprenditore Alfredo Romeo e di tre ex assessori comunali.

Da allora, si sono moltiplicati sopralluoghi e perquisizioni, a partire da un’ipotesi tutta da verificare: Savarese sarebbe stato a capo di una rete illegale, capace di accendere i riflettori (a pagamento?) sulle storie di tutti i giorni di notabili e uomini comuni. Indagine che rimanda a un sospetto inquietante: la disperazione dell’assessore Giorgio Nugnes, suicida a novembre del 2008, finito probabilmente al centro di fughe di notizie clamorose e illegali.

Ai carabinieri che lo arrestarono per gli scontri di Pianura, ma anche ai giornalisti incontrati il giorno prima di morire, Nugnes confidò il timore di essere finito nel mirino dei «servizi segreti». Disse che c’era chi «aveva i tabulati di tutte le sue telefonate», era angosciato dai «servizi segreti». Una domanda, a questo punto: Nugnes era finito nella rete dello spionaggio clandestino?

Leandro Del Gaudio


12/05/2009

Processo Saberi, Roxana è stata rilasciata

Processo Saberi, Roxana è stata rilasciata

 

Iran. La giornalista irano-americana è accusata di spionaggio. «Pena ridotta a due anni»

 

TEHERAN - La giornalista americana di origine iraniana, Roxana Saberi, è stata rilasciata. Lo hanno confermato fonti giudiziarie iraniane e anche la tv araba "al-Jazeera". Il tribunale locale ha infatti ridotto la pena inflittale in primo grado per spionaggio da otto anni a due anni con la condizionale, permettendone quindi l'immediata liberazione. La riduzione della pena da parte del giudice d'appello sarebbe stata motivata dalla considerazione che gli Stati Uniti vengono considerati un paese «non ostile».

LE ACCUSE - Accusata di spionaggio per conto degli Stati Uniti, la reporter era stata condannata in primo grado a otto anni di reclusione. Tornata in Iran sei anni fa, Roxana Saberi, che possiede la doppia nazionalità iraniana e americana, uno statuto che Teheran non riconosce, è stata arrestata nel gennaio scorso, dopo che era scaduto il suo accredito stampa. Gli Stati Uniti respingono le accuse nei confronti della giornalista e hanno chiesto più volte la sua liberazione.


30/09/2008

L'MI6 recluta le nuove spie su Facebook

L'MI6 recluta le nuove spie su Facebook


Svolta modernista del servizio segreto britannico: annunci promozionali sul social network. Già in passato l'ingelligence di sua Maestà aveva usato la rete per cercare nuovi agenti

 

 

 

 

LONDRA (Gran Bretagna) - I servizi segreti inglesi si adeguano ai tempi e, anziché usare i canali tradizionali per reclutare le future generazioni di spie, hanno scelto Facebook, il social network più famoso e diffuso al mondo, per cercare di attirare nuovi adepti. E così, da questo mese, basta un clic di mouse su uno degli «Spy Wanted adverts» che compaiono sul sito inglese per ritrovarsi nel mondo di James Bond e provare a vedere l’effetto che fa.

GLI ANNUNCI - Come scrive il Daily Mail, sono tre i tipi di annunci che l’MI6 ha postato su Facebook, indirizzati ad altrettante tipologie di persone: il primo è riservato a coloro che hanno un background universitario e promette una carriera a lungo termine («Graduates of all ages can develop long-term careers»); il secondo è rivolto a quanti hanno un lavoro noioso e sono alla ricerca di qualcosa di diverso e di più elettrizzante («Time for a career change? MI6 can use your skills») per proteggere la patria dagli attacchi dei nemici, mentre il terzo offre ai potenziali interessati «un posto di prestigio nella storia mondiale» («A career in world events? Help influence world events»).

I PRECEDENTI - Non è comunque la prima volta che il MI6 cerca reclute sul web, visto che in passato sul sito online dell’Intelligence di Sua Maestà erano apparsi annunci pubblicitari che invogliavano le persone «motivate, di alto profilo, con una vivace curiosità politica, un’intelligenza pronta e una spiccata prospettiva internazionale» a prendere in considerazione una carriera da 007, mentre è dal 2006 che l’MI6 usa regolarmente giornali e radio per le sue inserzioni di lavoro. E’ però indubbio che la scelta di Facebook rappresenti un tuffo nella modernità.

IL RECLUTAMENTO - «I servizi segreti continuano ad identificare sempre nuove e più accattivanti opportunità per ingaggiare agenti – ha spiegato un portavoce del MI6 al giornale londinese – nell’ambito della campagna di reclutamento di potenziali candidati e gli annunci su Facebook ne sono un esempio. Va anche aggiunto, però, che il titolo di “agente operativo” in realtà copre diverse attività svolte dagli agenti segreti, che vanno dalla semplice analisi dei dati all’invio di uomini in nazioni ostili per raccogliere informazioni, nel più autentico stile di James Bond».


12:41 Scritto in SPIONAGGIO | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: reclutare, spie, spionaggio, socialnetwork, facebook | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook