23/04/2010
Balotelli: "Scusatemi. Esasperato, ho perso la testa"
Balotelli: "Scusatemi. Esasperato, ho perso la testa"Mea culpa dell'attaccante dell'Inter nel giorno in cui, all'ingresso di Appiano Gentile, è apparsa una scritta in spray che invita SuperMario a lasciare i nerazzurri. Contestazione ma anche qualche applauso all'allenamento.
Le scuse del campione - "Chiedo scusa a tutti per il mio gesto di martedì sera. Quando sono entrato in campo e ho sentito i fischi della gente e le urla dell'allenatore ho perso la testa, non capivo più niente e poi alla fine mi son tolto la maglia solo per sfogare la mia rabbia. Mi dispiace di non essere riuscito a controllare la tensione e la frustrazione che da mesi mi stanno logorando". Lo scrive Mario Balotelli in un messaggio anticipato all'Ansa, che sarà pubblicato sul sito dell'attaccante interista.
La contestazione - 'Balotelli vattene'. Questa scritta in vernice spray verde su un cancello della Pinetina e qualche foglio con la foto dell'attaccante e un simbolo di divieto d'accesso sono gli unici segni della contestazione da parte degli oltre 2 mila tifosi che hanno invaso il centro sportivo dell'Inter per assistere all'allenamento a porte aperte, iniziato alle 10.30 e durato circa un'ora. Mario Balotelli, al termine, è stato comunque convocato da Mourinho per la partita contro l'Atalanta di domani alle 18.30 al Meazza (non è stato invece convocato Pandev per infortunio).
Fischi e applausi - Qualche fischio, qualche 'vergognati!', ma anche applausi e urla di incitamento, 'vai Mario!'. Questo il trattamento riservato a TurboMario dai tifosi dell'Inter che hanno assistito all'allenamento aperto al pubblico. Al di là della scritta 'Balotelli vattene' fuori dalla Pinetina, dunque, per metà seduta Balotelli è stato praticamente ignorato dal pubblico. Poi, un suo dribbling e un assist a Milito durante la partitella hanno scatenato i primi applausi a cui altri tifosi hanno risposto fischiando. Al termine dell'allenamento, in risposta agli applausi di un gruppo di sostenitori, l'attaccante ha calciato verso di loro un paio di palloni. Ma mentre il pubblico si contendeva questi souvenir da portare a casa, il vice di Mourinho, Beppe Baresi, ha redarguito Balotelli, rientrato a testa bassa negli spogliatoi.
Alla Pinetina c'erano impiegati, che hanno preso un giorno di ferie, famiglie, anziani e persino alcune scolaresche ad assistere sotto una leggera pioggia alla rifinitura della squadra di José Mourinho, che domani affronterà l'Atalanta. Nessuna contestazione plateale da parte dei sostenitori contro Balotelli, autore tre giorni fa della sceneggiata con insulti al pubblico del Meazza e maglietta gettata a terra. Solo parecchi applausi per Mourinho, Milito, Sneijder ed Eto'o da parte dei tifosi che sotto gli ombrelli hanno assistito alla seduta, scandendo qualche coro.
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22/04/2010
Il City chiama Balotelli. Mancini: "Bravo e talentuoso"
Il City chiama Balotelli. Mancini: "Bravo e talentuoso"L'ex tecnico dell'Inter è intervenuto sull'ennesimo litigio tra il giovane attaccante e i tifosi nerazzurri: "Mi dispiace per lui, certe cose vanno evitate perché è un grande talento". Sull'Inter: "Ha meritato col Barça ma al ritorno sarà dura"
"Mi dispiace per Mario". Così Roberto Mancini ha commentato l'episodio che ha visto Mario Balotelli protagonista in negativo al termine della semifinale di Champions League contro il Barcellona, quando il nerazzurro ha buttato la maglia dell'Inter. "Non ho visto quello che è successo, ma ho letto i giornali - le parole del tecnico del Manchester City -. Mi dispiace perché Mario è un bravo ragazzo oltre ad essere un grande talento. Certe cose però bisogna evitarle di fare".
A proposito della vittoria dell'Inter, l'ex tecnico nerazzurro usa solo parole di elogio. "E' stata una grande partita e l'Inter ha giocato benissimo. Ha meritato di vincere, ma per la qualificazione è ancora dura perché non sarà facile al Camp Nou. Comunque credo che adesso l'Inter abbia il 60% delle possibilità di raggiungere la finale di Madrid".
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Tutti contro Balotelli : squadra, tifosi e società. Divorzio sicuro
Tutti contro Balotelli : squadra, tifosi e società. Divorzio sicuroL'ultima ribellione segna la fine del rapporto. Moratti: «Il suo è un suicidio pubblico»
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| (Ansa) |
MILANO— «Mario, gira voce che ti vuoi scusare: è vero?». Gli occhi un po’ smarriti cercano il procuratore Raiola, «dov’è Mino?, dov’è?». Senza di lui non dice neanche mezza parola. La risposta è che le scuse non ci sono. «Aspettiamo quelle dei tifosi — scherza Raiola —. Se due che si vogliono bene litigano, o ci si scusa entrambi o si lascia correre e si va avanti». Ma il punto è: avanti fino a quando? La verità è che Balotelli è un giocatore nerazzurro a termine. Sia lui che la società hanno capito che dirsi addio è l’unica soluzione. Per ora, la società lo multerà con la sanzione massima (il 30% dello stipendio). Poi c’è l’accordo di ricucire, ma solo per finire l’anno senza altri colpi di testa. In fondo mancano, se va bene, due partite in Champions, quattro in campionato e la finale di Coppa Italia.
Lui, per essere uno che la sera prima ha sperimentato «il suicidio pubblico», usando le parole del suo presidente Massimo Moratti, sembra tutto sommato stare bene. «Sono sereno— assicura Mario —. Sono pronto a diventare il giocatore più forte del mondo, è il sogno che avevo fin da bambino, non voglio certo rovinarlo». Per ora è il più criticato del mondo, e anche il più scaricato, nel senso che è difficile, sui siti come nei bar, all’Inter come fuori, trovare qualcuno che lo difenda in queste ore. Mario — giubbotto di pelle verde e macchinone nero che sembra quello parlante di un vecchio telefilm — arriva quando l’incontro organizzato dalla Gazzetta dello Sport per la presentazione del libro di Stefano Borgonovo è già finito. D’altronde, solo l’idea di incontrare l’ex bomber della Fiorentina ammalato di Sla poteva fargli affrontare telecamere e taccuini in un giorno così, che è il day after gli insulti ai tifosi e la maglia scagliata in terra, mentre l’Inter stava vivendo una serata storica, una delle più belle della presidenza Moratti.
L’incontro lo ha emozionato per davvero. Borgonovo lo ha invitato a casa sua e Balotelli ha detto che andrà volentieri. «È una persona fantastica, mi ha detto che lui nella sua condizione sorride, e mi ha chiesto perché io non lo faccio. Gli ho spiegato che nella mia vita sono un ragazzo molto solare, magari lo faccio poco davanti alla tv». Ma non basterà un sorriso in più per convincere i tifosi che l’altra sera hanno tentato di assalirlo, con Moratti e Tronchetti Provera nell’inusitato ruolo di bodyguard. Non basterà per ricucire con il resto del gruppo, perché i compagni questa non gliela perdonano: se Materazzi ha pensato di risolvere la cosa fisicamente (a sentire Ibrahimovic «voleva matarlo», ucciderlo, a sentire Raiola «ha preso Mario a calci nel sedere»), gli altri, da Lucio a Eto’o, gli hanno urlato di tutto. Ecco perché la rottura sembra definitiva. «Ibra dice che dovevano lasciarmi stare? Io dico che ha ragione Ibra». Insomma, non pare esserci molta voglia di cospargersi il capo (scolpito) di cenere. Però un equilibrio va trovato.
La follia di SuperMario non è certo utile all’Inter, ma non lo è nemmeno a lui e a chi gli deve trovare un’altra squadra. Possibilmente in silenzio. Moratti sul futuro prima scherza con Lippi e Galliani in aula («Mi auguro che oggi il c.t. si sia convinto a chiamare Mario in nazionale... e poi c’è anche il Milan dietro, mi pare»), poi prova a lanciare segnali d’ottimismo, anche perché vorrebbe preservare Mario da un sabato infernale a San Siro contro l’Atalanta, quando potrebbe giocare. «Ricucire è difficile, ma non impossibile. La mia volontà è continuare con questo ragazzo, perché ha il talento e il carattere per superare certe cose. Ora cercheremo di rimarginare tutto con la squadra, l’allenatore e la società. Non sto sottovalutando il suo problema, se fa così un problema c’è». Già, alla fine resta una domanda semplice semplice. Ma perché si è ritagliato il ruolo di guastafeste? Balotelli ha considerato i fischi ingiusti, in generale si sente preso di mira. «Il suo è stato un suicidio pubblico. Lui ha le sue problematiche — continua Moratti —, ma non ci si può fermare al proprio dolore, pensare che ci sono altri con dolori più grandi aiuta». Chissà che dove non è arrivato Mou, dove non è arrivato Moratti, arrivi Borgonovo.
Arianna Ravelli
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21/04/2010
Schiaffi e insulti, Balotelli non cambia
Schiaffi e insulti, Balotelli non cambiaL'ennesima lite. Litiga con pubblico e compagni nella notte della festa nerazzurra. Stankovic: «È un bambino»
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| Mario Balotelli litiga con gli 80 mila di San Siro (Ansa) |
MILANO - Super Mario non cambia di una virgola. E rovina la festa nerazzurra con una folle escalation di insulti con il pubblico e la lite negli spogliatoi con i compagni di squadra. L'ennesima serata tormentata per Balotelli, sempre più vicino alla rottura con l'Inter. Mandato in campo nel finale da Mourinho, l'attaccante si è attirato fischi e insulti dal pubblico, che ha mal digerito qualche suo errore e un atteggiamento ben sotto la soglia di intensità con cui stavano giocando i compagni. Quando poi Balotelli ha tentato il gol con un tiro quasi da metà campo, la rabbia del pubblico è esplosa.
INSULTI E GESTACCI - «Sporco milanista», l'insulto meno volgare che si è sentito in tribuna fra i fischi assordanti. L'attaccante ha risposto indicando tutte le tribune del Meazza indirizzando una serie di «vaffa...» e «figli di p...», come si è colto dal labiale nelle immagini televisive. Poi, al fischio finale, Balotelli si è tolto la maglia e l'ha gettata a terra (Stankovic per nasconderla se l'è infilata nei pantaloncini, poi ha commentato dicendo che «Mario è ancora un bambino») e si è avviato negli spogliatoi dribblando Gabriele Oriali che tentava di calmarlo. «Mi dispiace, ma capisco il pubblico perché tutti gli altri giocatori avevano dato tutto in campo mentre Balotelli ha avuto quell'atteggiamento: è successa una cosa brutta», ha detto Mourinho, assicurando che non si farà problemi a mandarlo in campo al Meazza sabato contro l'Atalanta.
SPOGLIATOI ROVENTI - Nello spogliatoio è stato duro il confronto fra Mario e alcuni compagni. «Materazzi voleva matarlo (ammazzarlo, ndr), mai vista una cosa del genere», ha raccontato Zlatan Ibrahimovic. Duro il commento anche di capitan Zanetti: «il suo gesto è stato una nota stonata. Dispiace che si possa rovinare una festa come questa con un gesto del genere. Mario deve capire tante cose, come stare tranquillo e fare ciò che sa, ovvero giocare a pallone». Oltre le parole sono andati alcuni tifosi, che hanno atteso Balotelli nei pressi della sua auto nel garage dello stadio. Uno gli ha tirato un ceffone ed è iniziato un parapiglia. Per placare gli animi sono intervenuti il presidente Massimo Moratti e il dirigente Marco Tronchetti Provera. «Mario è un ragazzo, questa sera voglio pensare soprattutto alla vittoria ma credo dia qualcosa che si rimarginerà ed è una lezione di vita che potrà essergli utile», ha osservato Moratti, che probabilmente prenderà provvedimenti contro il giocatore nei prossimi giorni.
Redazione online
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08/10/2009
Sequestrate 11 piscine dei Mondiali Indagati Rinaldi e Malagò
Sequestrate 11 piscine dei Mondiali Indagati Rinaldi e Malagò
IL PRESIDENTE DELL'AQUANIENE: «MALAGIUSTIZIA». Indagine della Procura su presunti abusi edilizi nella realizzazione degli impianti. In tutto 30 sotto inchiesta
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| Malagò all'Aquaniene (Lapresse) |
ROMA - Piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi e palestre, e altre strutture edificate in violazione delle norme paesaggistiche, urbanistiche e in genere ritenute abusive, sono state sequestrate in mattinata in 11 circoli sportivi romani, tra i più noti della capitale. L'iniziativa giudiziaria si inquadra nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sui presunti abusi edilizi compiuti per la realizzazione degli impianti destinati alla organizzazione dei Mondiali di Nuoto Roma 2009.
INDAGATI -Trenta le persone indagate nell'ambito di questa inchiesta, tra queste figurano anche il commissario delegato per i mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi, e Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore dei mondiali e presidente del Circolo Canottieri Aniene (la sua iscrizione nel registro degli indagati è relativa a questa seconda qualifica).
L'INCHIESTA - Il sequestro, che viene eseguito dalla polizia municipale, è stato disposto, su richiesta del pm Sergio Colaiocco, dal gip Donatella Pavone. Tre le strutture sottoposte a sequestro totale c'è il circolo Acqua Aniene, amministrativamente facente capo al Circolo Aniene, in via della Moschea nel quartiere Parioli. Strutture abusive, ancora in fase di edificazione, sono state sottoposte a sequestro nei circoli: «Roma 70», «Polisportiva Parioli Tiro a Volo», «Roma team sport», «Polisportiva Città futura». Sigilli alle strutture già ultimate nei circoli: «Acqua Aniene», «Cristo Re», «Axa Immobil sport», «Real sport village», «Associazione Agepi», «Villa Flaminia», «Sport 2000». Il gip aveva già disposto nei mesi scorsi il sequestro di strutture (dal 15 settembre scorso diventato definitivo dopo l'uso concesso per i mondiali di nuoto) in altri quattro circoli di Roma: «Salaria Sport Village», «Tevere Remo», «Gav New city», «Flaminio sporting club».
«VITTIME AL 100%» - «Sono senza parole per l'ennesimo passaggio sconcertante di questa vicenda. Siamo delle vittime al 100%. Siamo davanti ad un caso lampante di malagiustizia o di responsabilità altrui. Sono molto amareggiato, perché tutti sanno che il mio impegno nasce dall'amore per lo sport, e non è dettato da alcun interesse, se non quello di promuovere questa attività sportiva». Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo «Aquaniene», uno degli impianti sottoposti a sequestro. «Non riesco a capire cosa sia successo, abbiamo rispettato tutte le procedure, l'impianto è pubblico - aggiunge Malagò - e finanziato solo con fondi privati ed è conforme alle autorizzazioni riconosciute. Se a monte ci sono delle altre motivazioni non so. Abbiamo rispettato tutte le norme, le autorizzazioni e l'utilizzo dell'impianto».
«SOLIDARIETA'» - Solidali con gli indagati da parte del sindaco di Roma e della Federazione. «Esprimo solidarietà a Giovanni Malagò che ha fatto un grande lavoro come presidente del comitato organizzatore. Credo che questo avviso di garanzia sia un atto dovuto da parte della magistratura più che uno specifico risultato dell'inchiesta», ha detto Gianni Alemanno, a Torino per l'assemblea annuale dell'Anci. E la Fin (Federazione Italiana Nuoto) assicura il proprio sostegno, e auspica un rapido corso della giustizia: «Il potenziamento dell'impiantistica sportiva pubblica e privata in occasione dei Campionati del Mondo Roma 09 era e rimane un obiettivo prioritario della Federazione Italiana Nuoto. Risultano pubblici i provvedimenti di legge emanati dalla Presidenza del Consiglio, dal dipartimento della Protezione Civile, dal commissario delegato di Governo, dal Consiglio e dalla giunta del Comune di Roma, che hanno regolato l'iter procedurale a cui i circoli privati dovevano attenersi per ricevere le relative autorizzazioni. Pertanto, in merito alle notizie diffuse a mezzo stampa riguardanti le iniziative giudiziarie che interessano le opere connesse ai Campionati del Mondo di Roma 09, la Federazione Italiana Nuoto esprime pieno sostegno e solidarietà ai dirigenti dei Circoli Sportivi che - nel rispetto del citato quadro normativo emanato dagli organi di tato e dagli enti locali - hanno attuato investimenti a favore dell'intero movimento natatorio».
SORPRESA - Sorpresa e rammarico per gli sportivi illustri che frequentano il centro natatorio Aquaniene di Roma, facente capo al Circolo Canottieri Aniene, alla notizia del sequestro della struttura disposta dal gip di Roma. Alcuni ex atleti, come gli ex campioni mondiali di tennis e di nuoto, Adriano Panatta e Domenico Fioravanti, hanno saputo del sequestro proprio mentre erano all'interno dell'Aquaniene. «Non ne sapevo nulla e sono dispiaciuto anche per Malagò», ha detto Panatta, socio del circolo Canottieri Aniene.
20:24 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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