17/03/2010

L'Inter piega il Chelsea con Eto'o

 

Ritorno degli ottavi di champions league. il cska batte il siviglia 1-2. Festa nerazzurra, inglesi sconfitti 0-1 senza Balotelli. Mourinho gioca in attacco: schiera tre punte e Sneijder

 

 

 

LONDRA - Inter, missione compiuta. Dopo le eliminazioni di Fiorentina e Milan è l'unica rappresentante italiana ai quarti di finale di Champions League. Contro il Chelsea, nel ritorno degli ottavi, bastava un pareggio ma è arrivato anche il gol, firmato Eto'o, al 34' del secondo tempo. Degna conclusione di una bella partita che i nerazzurri hanno giocato con testa e cuore, contro una squadra un po' opaca. Dunque, l'Inter c'è. Dopo la inattesa crisi in campionato (con il Milan arrivato a -1 riaprendo di fatto la lotta scudetto), è lecito sognare la vetta dell'Europa.

Mourinho (Bozzani)

FORMAZIONE D'ATTACCO - Mourinho ha schierato tre punte, Eto'o, Pandev e Milito, oltre al trequartista Sneijder. Un modulo assolutamente offensivo per il passaggio del turno, dopo il 2-1 ottenuto dai nerazzurri a Milano tre settimane fa. Ancelotti sceglie il 4-3-3 con Malouda esterno; con Cech e Hilario infortunati in porta va Turnbull. L'Inter ha concesso poco al Chelsea e non ha mai rinunciato ad andare in avanti. Al 12' il primo pericolo con un rasoterra di Ballack che passa tra le gambe di Samuel e finisce non lontano dal palo. Al 25' Drogba sfrutta un rimpallo e conclude pericolosamente, provvidenziale la ribattuta di Maicon. Al 33'la prima grande occasione per l'Inter: cross di Maicon dalla destra e palla in prossimità del secondo palo per Eto'o che schiaccia di testa a un passo da Turnbull, ma non trova la porta. Nella ripresa il Chelsea sposta il baricentro in avanti, ma l'Inter non cede nulla. Al 20' Sneijder serve Milito di prima intenzione evitando il fuorigioco, è l'occasione più ghiotta ma il "principe" manda fuori alla sinistra di Turnbull. Al 33' il gol partita: perfetto cross di Sneijder per Eto'o che batte Turnbull in uscita con un esterno che si infila nell'angolo. Al 40' il Chelsea rimane in 10 per l'espulsione di Drogba dopo un intervento sulla caviglia di Thiago Motta, già a terra in area. In pieno recupero Turnbull si salva in angolo con i piedi su Eto'o. Sugli spalti c'era il presidente Massimo Moratti, arrivato a Londra lunedì sera: in albergo si è intrattenuto per un'ora con i giocatori in vista del match partita di Stamford Bridge.

MOURINHO: QUI SONO A CASA - Dopo il match Josè Mourinho non trattiene la felicità: «Oggi sono l'allenatore più felice del mondo: Stamford Bridge è davvero casa mia, questo è uno stadio per me "special". È stata un'Inter perfetta, è un grande momento per la squadra, per l'Inter e per tutti giocatori che anno dopo anno facevano fatica a oltrepassare barriera ottavi - ha aggiunto il portoghese -. Ho festeggiato come mai dopo la partita nello spogliatoio. È una vittoria fantastica della mia squadra, che è l'Inter. Tutto quello che ho vissuto nel Chelsea rimane nel cuore. Questa vittoria è la conferma che qui è la mia casa, Stamford Brifge è speciale per me». Infine un augurio a Carlo Ancelotti: «Non vorrei essere l'unico allenatore ad aver vinto uno scudetto al Chelsea, perciò spero lo faccia anche lui». Massimo Moratti ha parole solo per il tecnico: «È la vittoria di Mourinho. Ha fatto scelte di coraggio e ha indovinato alla perfezione la formazione. La squadra ha fatto una grande partita, i difensori sono stati eccezionali». Dunque si allontanano le ombre del campionato, ma restano degli scogli da superare. «Ora godiamoci i quarti, ci sono ancora partite davanti - dice il presidente nerazzurro. E non mi chiedete di scegliere tra Champions e scudetto. Teniamoci stretto anche il campionato, siamo attrezzati per tutto».

IL CASO BALOTELLI - Anche sul caso Balotelli sembra tornato il sereno. «Mario deve tornare a lavorare per ritrovare un posto in squadra. Deve sempre comportarsi come un grande professionista» dice il suo agente Mino Raiola, all'indomani dell'esclusione dai convocati per Londra a poche ore dalla sfida di Champions. «Mario deve essere sempre aperto e critico per migliorare» ha aggiunto Raiola, secondo cui è ancora possibile recuperare il rapporto con Mourinho e non è assolutamente in programma una cessione. «Ha un contratto di tre anni e quindi chi decide il suo futuro è la società - ha detto Raiola -. Hanno per le mani un grande talento e devono gestirlo. Da parte nostra ci sarà piena collaborazione».

PASSA ANCHE IL CSKA - Nell'altra gara odirna il Cska Mosca ha battuto a sorpresa 2-1 il Siviglia e passa così il turno in virtù dell'1-1 dell'andata. I russi sono passati in vantaggio con Necid al 39' ma due minuti dopo gli andalusi pareggiano i conti con Perotti. Nella ripresa, al 10', il gol vittoria di Honda che lancia il Cska verso i quarti, mettendo fine al sogno europeo dell'undici di Manolo Jimenez.

Redazione online

16/03/2010

Inter, contro il Chelsea sfida- verità

 

Gli ottavi di champions league. La squadra di Mourinho difende a Londra la vittoria per 2 a 1 dell'andata. Il tecnico torna da ex.

 

 

LONDRA - Una passeggiata nel verde di Hyde Park. Per rilassare i muscoli, scacciare la tensione e allontanare le polemiche. L'Inter di Mourinho si prepara alla partita clou della stagione con un imperativo: nervi saldi. Perché la sfida con il Chelsea, dopo la vittoria di misura dell'andata (2-1), sarà una partita per cuori forti. E anche perché le polemiche tra il tecnico portoghese e il ribelle Balotelli (rimasto a casa per «scelta tecnica») non devono assolutamente distrarre l'ambiente. Contro la squadra di Ancelotti è vietato sbagliare. I nerazzurri, che in campionato sono reduci da un'inattesa crisi di risultati (il Milan è arrivato a -1, riaprendo di fatto la lotta scudetto), hanno l'obbligo di concentrarsi su quello che è sempre stato il principale obiettivo della stagione. Un altro fallimento europeo scatenerebbe nuovi e aspri processi; la qualificazione ai quarti, al contrario, riaccenderebbe quegli entusiasmi che nelle ultime settimane (tra liti nello spogliatoio, accuse agli arbitri e prestazioni deludenti) si sono un po' sopiti.

LE SFIDE - Una cosa è certa: servirà una grande Inter. Non certo quella di Catania. Non certo quella delle ultime giornate di serie A. Lo «Special One» lo ha ripetuto spesso: in Europa si va avanti curando i particolari. E i particolari stanno nelle mille sfide che si accenderanno allo Stamford Bridge (fischio d'inizio alle 20 e 45, arbitra il tedesco Wolfgang Stark): Milito contro Drogba, Eto'o (o Pandev) contro Anelka, Cambiasso contro Lampard, Lucio contro Terry, Motta contro Ballack, Snejder contro Mikel. E, ovviamente, Mourinho contro Ancelotti.

OLTRE I QUARTI - Il tecnico portoghese, che torna in Inghilterra da ex, carica i suoi: «Darò tutto quello che posso per influenzare la mia squadra. Ho visto e rivisto sette volte il video della partita d'andata, stoppando e mandando indietro». Il massimo, insomma, per preparare al meglio questa «piccola finale». Mou parla dello stadio, della città, dei tifosi e dei giocatori che erano con lui ai tempi del Chelsea. «Emozionato? Certo. Non confondete il mio controllo emotivo con la mancanza di voglia di vincere», avverte l'uomo che ha vinto due Premier League e tutte le coppe nazionali con i Blues fermandosi due volte in semifinale di Champions. Ma attenzione: «Per me - chiarisce - non sarebbe speciale eliminare il Chelsea, quanto portare l'Inter oltre la barriera dei quarti a cui si è fermata negli ultimi anni». Sconfiggere il tabù. Rendere «speciale» l'Inter anche in Europa.

Redazione online

La crisi colpisce la salute degli italiani: due su tre «evitano» il dentista

 

IL RAPPORTO OSSERVASALUTE 2009. Al nord più soddisfazione per il servizio sanitario rispetto al sud, dove costa di più. Aumenta il consumo di antidepressivi. Solo una persona su cinque fa sport

 

ROMA - La crisi economica colpisce soprattutto la bocca degli italiani, sia nel senso che vanno molto meno dal dentista sia per ciò che mangiano, sempre più lontano dalla dieta mediterranea e sempre più causa di problemi di salute come l'obesità soprattutto al sud. La fotografia è scattata dal rapporto Osservasalute, giunto alla settima edizione, presentato a Roma al policlinico Gemelli.

SI RISPARMIA SU DENTISTA E ALIMENTI - A trascurare la salute della bocca sarebbero quasi i due terzi degli italiani, si legge nel documento, mentre solo il 39,7% si è potuto permettere di sedersi dal dentista. Sul fronte della dieta gli italiani sembrano costretti a dover fare economia, e consumano poca frutta e verdura: solo il 5,6% mangia le cinque porzioni raccomandate al giorno.

MENO SPORT PIÙ ANTIDEPRESSIVI - Questo dato, unito al fatto che solo un italiano su cinque pratica uno sport regolarmente, rende i cittadini del bel Paese sempre più grassi: oltre uno su tre è in sovrappeso. In forte aumento invece è il consumo di farmaci antidepressivi, che è salito del 310% dal 2000 al 2008. Diverse sono le conferme del divario tra nord e sud che emergono dal rapporto: gli abitanti delle regioni settentrionali sono ad esempio più attenti alla salute, meno grassi e sedentari.

CRESCONO I TUMORI AL SUD - Il Sud, invece, presenta crescenti fattori di rischio per malattie cardiovascolari e tumori, che infatti, proprio nelle regioni meridionali registrano un aumento di incidenza. Il divario è confermato anche dai giudizi sulla sanità da parte dei cittadini, molto migliori al nord. Il documento, che fa un check up della sanità italiana e dello stato di salute dei cittadini è frutto del lavoro di 176 ricercatori distribuiti su tutto il territorio che collaborano con l'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma.

SANITÀ: SUD SPENDE DI PIÙ, MA CITTADINI INSODDISFATTI- Il divario Nord-Sud sul fronte della sanità si sta allargando, ed è testimoniato dal gradimento dei cittadini, sempre più basso nelle regioni meridionali. Secondo il rapporto Osservaslute 2009 se in Trentino Alto Adige si arriva quasi al 70% di soddisfatti, in Calabria la percentuale è del 14%. A riportare un giudizio maggiormente positivo sono infatti le Province Autonome di Bolzano e Trento e la Valle d'Aosta con la quota di coloro che esprimono un punteggio elevato (voto da 7 a 10) pari rispettivamente al 68,5%, 60,2% e 59,8% per gli uomini e 68,5%, 57,7% e 59,1% per le donne. Decisamente inferiore è la quota di cittadini soddisfatti di Calabria, Sicilia e Campania: rispettivamente 14,6%, 21,2% e 22,8% per gli uomini residenti in queste regioni e 15,9%, 21,6% e 23,0% per le donne. Secondo i dati del rapporto, stilato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, alla maggiore soddisfazione non corrisponde una maggiore spesa. Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica rispetto al PIL, si osserva un marcato gradiente Nord-Sud, con un minimo di 4,97% della Lombardia ad un massimo di 10,58% della Sicilia. Il Nord denuncia una percentuale della spesa sanitaria pubblica corrente media rispetto al PIL pari al 5,56%, il Centro pari al 6,61% e il Mezzogiorno (Sud ed Isole) pari al 9,73%. «Il Rapporto anche quest'anno conferma una progressiva divaricazione tra le diverse aree del Paese, con le regioni del Centro-Sud che appaiono sempre più in difficoltà - osserva Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio - E le premesse per il futuro non sono rosee, perchè all'aggravarsi dei fattori di rischio non fa fronte nè un'adeguata strategia preventiva, nè una di diagnosi precoce e pronta risposta terapeutica da parte delle Regioni più in difficoltà».

ANZIANI SEMPRE PIÙ SOLI, LO È UNO SU QUATTRO - Oltre un anziano su quattro in Italia vive da solo, ma non sempre ha l'adeguata assistenza per la sua condizione, soprattutto al Sud. È la provincia di Trento ad avere il primato (33,4%) mentre fanalino di coda è la Basilicata (22,9%). Il rapporto Osservasalute 2009, in cui sono stati elaborati dati Istat, afferma che il 27,1% degli over 65 vive in un nucleo monofamiliare, con una schiacciante maggioranza per le donne: 36,9% contro il 13,6%, soprattutto per la più alta speranza di vita. A questo fenomeno non sempre corrisponde però un adeguato aiuto: il dato nazionale dell'Assistenza domiciliare integrata, pari a 34,3 casi trattati, è in aumento rispetto al 2006 (31,9 per 1.000), ma la probabilità per un anziano del Sud di essere assistito è pari a meno della metà rispetto a un anziano del Nord (19,3 per 1.000 abitanti contro 43,8). Anche per la presenza di strutture ltc (long term care) si nota un netto gradiente Nord-Sud. Il tasso complessivo è pari a 11,2 strutture ogni 100 mila abitanti. In tutto sono 223 mila gli anziani ospiti nei presidi residenziali di ltc. Particolarmente elevato appare il tasso di strutture nella Provincia Autonoma di Trento ed in Valle d'Aosta. Tra le regioni del Centro e del Sud, solo Toscana, Marche e Molise presentano un valore superiore alla media nazionale. La differenza è evidente considerando l'offerta di posti letto: tutte le regioni del Nord presentano un tasso di posti letto per 100.000 abitanti più elevato della media nazionale (511,5), mentre al Centro-Sud solo Marche e Molise superano tale valore. «Sebbene vi siano disomogeneit… geografiche l'assistenza agli anziani sembra supportata da una rete di servizi socio-sanitari territoriali, sia domiciliari che residenziali in continuo sviluppo - ha dichiarato Antonio de Belvis, ricercatore dell'Istituto di Igiene dell'Universit… Cattolica del Sacro Cuore di Roma - Non sappiamo però quanto questo sviluppo sia realmente corrispondente ai bisogni socio-assistenziali degli anziani e in che misura l'assistenza risponda a criteri di appropriatezza ed efficienza». (Fonte Agenzia Ansa)

13/03/2010

Clamoroso al Cibali: Inter sconfitto 3 a 1 dal Catania

 

Anticipo del venerdì sera delLa 28/ma giornata di campionato. I nerazzurri prima in vantaggio Milito scono subiscono poi le reti di Lopez, Mascara e Martinez

 

 

CATANIA - «Quando giochiamo così possiamo battere chiunque». Parola dell'attaccante del Catania Jorge Martinez. Venerdì sera è toccato all'Inter, che è tornata a vivere un incubo del suo passato remoto. Si è infatti ripetuta la sconfitta passata alla storia con il "clamoroso al Cibali", pronunciato da Sandro Ciotti il 4 giugno 1961 per commentare la sorprendente vittoria del Catania sull'Inter per 2-0 allo stadio Cibali. Questa volta è cambiato il risultato: 3 a 1 per i padroni di casa, nell'inedito anticipo del venerdì sera in vista della Champions. E' stata una partita bella con diverse emozioni e occasioni da rete. Sul risultato pesa soprattutto l'espulsione di Muntari, che entra in campo rimedia due gialli e provoca un rigore. L'Inter, aveva cominciato la ripresa meglio degli avversari e l'ingresso di Quaresma aveva dato una marcia in più ai nerazzurri. Una serata da incorniciare per gli etnei con la nuova perla di Maxi Lopez, il cucchiaio di Mascara su rigore e il terzo gol di uno strepitoso Martinez. Gioco gradevole fin dalle prime battute con il Catania che si propone in accelerazione e l'Inter che risponde con un discreto possesso palla. Biagianti si piazza davanti a Sneijder e lo limita parecchio. Al 12' Catania vicinissimo al gol: cross di Capuano, buco della difesa nerazzurra e palla a Ricchiuti, praticamente da solo al centro dell'area, l'aggancio non è perfetto e Julio Cesar salva in uscita; sul rinvio non perfetto palla a Capuano che prova la botta da fuori e manda alto di pochissimo. L'Inter prende le misure e intorno al 20' ci prova prima con un rasoterra dal limite di Milito e poi con una botta dalla distanza di Etòo. Il Catania sulle palle inattive è sempre pericoloso e su angolo di Mascara al 26' Martinez arriva scordinato sul pallone. I nerazzurri crescono, non subiscono più il pressing di inizio partita e vanno più spesso al tiro. Al 39' è però il Catania ad avere un'altra ghiotta occasione con Lucio che salva provvidenzialmente su Ricchiuti solo al centro dell'area. Ad inizio ripresa l'inerimento di Quaresma porta evidenti benefici ai nerazzurri e da sinistra sembra proprio esserci una marcia in più. Al 9' Inter in vantaggio: bella verticalizzazione di Sneijder per Etòo sul filo del fuorigioco: il camerunense pur essendo solo davanti ad Andujar serve l'accorrente Milito che di piatto destro infila l'estremo difensore rossazzurro.
Poco dopo l'Inter potrebbe colpire ancora con Sneijder, palla sull'esterno della rete. La partita si mantiene bene e il Catania potrebbe pareggiare al 12' con mascara su punizione. Al 29' l'1-1: cross rasoterra di Alvarez e palla in mezzo all'area per Maxi Lopez che anticipa nettamente Lucio e con l'interno destro batte Julio Cesar. Entra Muntari e si rivela una mossa sbagliatissima: il ghanese rimedia due cartellini gialli nel giro di pochi secondi rimedia l'espulsione e provoca il rigore (fallo di mano) per il Catania al 36': Mascara trasforma con una esecuzione a cucchiaio, degna del miglior Totti. Tuttavia Pandev ha avuto l'occasione per pareggiare e al 45' è arrivata la terza batosta per i nerazzurri: Martinez da sinistra ha portato a spasso Lucio, si è accentrato e ha battuto J.Cesar. «Abbiamo vinto meritatamente» ha poi detto Sinisa Mihajlovic. «Il Catania è una squadra che cerca sempre di vincere, contro tutti. I ragazzi ci credono sempre. Dopo il vantaggio dell'Inter in tanti avranno pensato che la partita era chiusa, invece i miei ragazzi ci hanno creduto ed hanno vinto meritatamente. Continuando a giocare così ci salviamo».

NAPOLI-FIORENTINA - Sabato alle 18 tocca a Napoli-Fiorentina: uno scontro diretto con vista sull'Europa. I partenopei devono fare bottino pieno per non perdere ulteriore terreno dalla zona Champions League; i viola, undicesimi a quota 35, hanno assolutamente bisogno di rilanciarsi in classifica. Tra le squadre in lotta per un posto nell'Europa che conta, il Palermo sarà impegnato a Udine, la Juventus ospiterà il Siena e la Samp giocherà a Bologna. Le altre partite: Genoa-Cagliari, Lazio-Bari, Livorno-Roma, Parma-Atalanta. Milan-Chievo è il posticipo delle 20 e 45.

MILAN-CHIEVO - Dimenticare Manchester: ecco l'imperativo di Leonardo. Dopo le quattro sberle rimediate in Coppa, i rossoneri si rituffano in campionato. Per la sfida contro il Chievo è ancora allarme difesa: mancheranno Nesta (rottura del tendine), Bonera e Antonini. Qualche dubbio a centrocampo: alla fine Bekcham dovrebbe partire titolare. In attacco confermati Huntelaar, Borriello e Ronaldinho. Pato è ancora indisponibile.

LIVORNO-ROMA - Torna Toni: l'attaccante giallorosso sarà schierato come unica punta nella trasferta livornese della Roma. Ancora assente Totti, Ranieri si affida alla fantasia di Vucinic, Perrotta e Taddei per innescare il bomber. Sul fronte opposto, Cosmi deve decidere chi affiancare a Lucarelli tra Tavano e Bellucci.

UDINESE-PALERMO - Una trasferta insidiosa, per i siciliani: la squadra di Delio Rossi è in piena corsa per un posto Champions League, ma i bianconeri di Marino hanno assoluto bisogno di punti per tirarsi fuori dalle zone pericolose della classifica. L'Udinese si affida al tridente Sanchez-Di Natale-Floro Flores; nel Palermo c'è il dubbio Pastore: al suo posto potrebbe giocare Simplicio.

JUVENTUS-SIENA - Dopo la vittoria in Europa League contro il Fulham, i bianconeri di Zaccheroni riprendono la marcia in campionato contro il Siena. Il tecnico della Juve potrebbe rivoluzionare l'attacco: Diego e Trezeguet in panchina, al loro posto Del Piero e Iaquinta. Camoranesi torna titolare. Intanto Bettega benedice Zac: «Sta facendo bene. Possiamo migliorare ancora, speriamo di fare meglio», dice il vicedirettore dell'area tecnica della Juve.

LE ALTRE - Del Neri rinuncia ancora a Cassano - ormai non è una novità - per la trasferta della Sampdoria a Bologna. In attacco confermata la coppia Pazzini-Pozzi. I padroni di casa, che si trovano in una posizione tranquilla di classifica, hanno l'unico scopo di fare punti per raggiungere al più presto la salvezza. Dopo il pareggio strappato a San Siro (0 a 0 con l'Inter), il Genoa ospita il Cagliari: entrambe le squadre sono appaiate a 39 punti, tanto che il croato Juric ammette che la sfida è «una piccola finale». Gasperini dovrebbe affidarsi al trio d'attacco Palacio-Suazo-Sculli, mentre Allegri punta sulla coppia Nené-Matri e sulla fantasia di Cossu. La Lazio chiede strada al Bari per restare sulla linea di galleggiamento: Reja sta pensando a qualche cambio, tipo Dias e Matuzalem al posto di Stendardo a Mauri. Infine Parma-Atalanta: Amoruso torna al Tardini da ex. «Per me è una partita molto sentita - ammette l'attaccante nerazzurro - ci tengo a fare bella figura contro la mia ex squadra». Non sarà facile, però. «Dovremo stare attenti a Bojinov e Biabiany, che sono attaccanti rapidi e potenzialmente in grado di metterci in difficoltà».

12/03/2010

La moglie di Kakà contro il tecnico del Real: «Codardo». Poi smentisce

 

LA POLEMICA. Carolina Celico rilancia un messaggio scritto su Twitter dal portavoce del giocatore. «Ma non volevo farlo mio»

 

Kakà con la moglie (foto d'archivio)
Kakà con la moglie (foto d'archivio)

MADRID - Il messaggio l'ha scritto il suo portavoce. Ma è stata sua moglie a rilanciarlo su Twitter. In ogni caso, la frase apparsa in Rete contro Manuel Pellegrini rischia di incrinare i rapporti tra Kakà e il Real Madrid. «Un allenatore codardo - aveva scritto Diogo Kotschko sul popolare sito di microblogging - sostituisce sempre un giocatore per sviare l'attenzione dalla propria incompetenza». Un riferimento alla decisione del tecnico della squadra spagnola di togliere anzitempo il fuoriclasse brasiliano nella sfida di Champions League contro il Lione (pareggiata 1 a 1 e costata l'eliminazione al Real). Il messaggio è stato subito rilanciato dalla moglie di Kakà, Carolina Celico, che poi ha negato di averlo voluto far proprio. Lo stesso Kotschko ha minimizzato la sua frase: «Non volevo offendere nessuno, era solo una reazione a caldo». E poi: «Visto che su Twitter non posso parlare da tifoso, da oggi commenterò solo ricette».

LA RABBIA - Quanto a Kakà, uscito dal campo visibilmente contrariato, ha spiegato che non ce l'aveva per la sostituzione ma «per la situazione e perché sapeva di non poterci fare più nulla».

11/03/2010

Nba: i Lakers vincono con l'aiuto di Lapo

 

La squadra di los angeles si è imposta su toronto per soli 2 punti, 109-107. Il giovane Elkann, seduto a bordo campo, toglie un pallone al play dei Raptors nelle fasi finali dell'incontro

 

 

 

LOS ANGELES (CALIFORNIA) - Ha fatto vincere i Lakers pur non giocando. La squadra di Kobe Bryant ha steso i Toronto Raptors di Andrea Bargnani inj una gara valida per l'Nba con l’aiuto decisivo di Lapo Elkann. Il rampollo di casa Fiat ha «aiutato» i Lakers nelle fasi salienti del match di stanotte intervenendo su una palla vagante inseguita dal playmaker dei Raptors, Josè Calderon.

IL FATTO - Ad 1’48" dalla fine dell’incontro Elkann, seduto in prima fila per assistere all’incontro, ha impedito all’asso spagnolo di tenere in gioco la palla a spicchi ricevendo un’ovazione dal pubblico di casa per la «giocata». Sgradita, ovviamente, a Calderon: «Era un’azione cruciale perché eravamo sotto di due punti. Ma cosa voleva fare?», ha detto a fine partita il compagno di squadra di Bargnani. Elkann, che per allontanare la palla da Calderon si è addirittura alzato dal suo posto, ha chiesto scusa al giocatore. Il match, vinto per 109-107 dai Lakers, è stato chiuso sulla sirena da un decisivo canestro di Kobe Bryant, autore di 32 punti.
Alla fine della gara lapo Elkann si è scusato: «Ho visto la palla che arrivava e l'ho spinta. Non sono un esperto di basket...».

Redazione online

09/03/2010

Addio a Tonino Carino, che fu un mito di 90° minuto

 

Scompare ad appena 65 anni dopo una grave malattia uno dei più popolari volti della storica trasmissione Rai. Fra gli anni '70 e '80 raccontò, in collegamento da Ascoli, tante indimenticabili domeniche di calcio.

 

 

 

Se ne va un personaggio che ha accompagnato tante domeniche di calcio italiane. Un volto popolare, con la sua vocina e l'espressione modesta di chi non voleva essere protagonista. E' scomparso ieri sera, nella sua casa ad Ancona, Tonino Carino, soli 65 anni, uno dei giornalisti Rai protagonisti della trasmissione televisiva Rai '90° minuto', condotta  all'epoca da Paolo Valenti. Fra gli anni Settanta e Ottanta, Carino ha raccontato le vicende dell'Ascoli Calcio, presieduta da Costantino Rozzi, diventando anche un personaggio televisivo grazie alla sua  verve e al suo inciso 'Tonino Carino da Ascoli'.

Carino, che era malato da tempo, era originario di Offida (Ascoli Piceno). Ha lavorato al
Resto del Carlino, al Corriere Adriatico e, dal 1976, nella sede regionale Rai di Ancona, dove, negli ultimi anni prima della pensione, nel 2007, è stato caporedattore.

 

 

06/03/2010

Maradona show: «Non mi siedo di fianco a un debuttante»

 

Polemica del Ct alla conferenza stampa dopo Germania-Argentina. Contesta la presenza di Thomas Müller: «Non rispondo alle domande se un giocatore siede vicino a me»

 

 

MILANO - Maradona tiene banco anche alla fine delle partita: dopo l'1 a 0 nell'amichevole dell'Argentina contro la Germania, el Pibe de oro, Diego Armando Maradona, si indispettisce in conferenza stampa. Davanti alle telecamere il ct della nazionale argentina inscena uno dei suoi teatrini: non ci pensa nemmeno a star seduto accanto al debuttante, l'astro nascente del calcio tedesco Thomas Müller. Si alza e se ne va.

IL DEBUTTANTE - Lui è Thomas Müller, il nuovo fenomeno del Bayern Monaco, che ha esordito qualche giorno fa da titolare per la nazionale allenata da Joachim Löw. L'altro è Maradona, leggenda del calcio e tecnico dell'Argentina, noto anche per il suo carattere spesso sopra le righe. Dopo l'amichevole all'Allianz Arena di Monaco, Müller è stato invitato a sedersi accanto a Maradona per rispondere alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. Tuttavia, el Pibe do oro - assai piccato - non ha gradito l'accostamento con il «comune mortale». Dopo aver protestato verbalmente, si è alzato è ha lasciato la sala. «Non faccio nessuna conferenza stampa se un giocatore siede vicino a me», ha mormorato. E se Maradona si dirige verso la porta d'uscita, il 20enne Müller - meravigliato e alquanto imbarazzato - resta da solo in piedi vicino al tavolo nella speranza che la querelle si risolva. Trascorso qualche minuto - dopo essere stato persuaso dai suoi collaboratori a continuare e dopo che Müller è sceso dal palco - Maradona fa marcia indietro. «Sono abituato a stare da solo sul palco», ha ribadito il 50enne re del calcio.

Elmar Burchia

26/02/2010

Cairo: «Vendo il Torino»

 

Il presidente granata. «Il 30% dei tifosi non mi vuole più. Sono minoritari, ma possono creare problemi ambientali alla squadra»

 

Tifosi granata (Lapresse)
Tifosi granata (Lapresse)

TORINO - Urbano Cairo si è deciso a vendere il Torino Calcio. «Lo dico a grande malincuore: ho deciso di vendere il Toro, ma non voglio rimanere in Paradiso a dispetto dei santi». Ha detto il presidente granata in un'intervista alla Stampa. Cairo intende vendere in quanto «una parte minoritaria ma rumorosa della tifoseria» non lo vuole più e «può creare problemi ambientali alla squadra». Così, dice, «farò felice il 30% dei tifosi». E non ci saranno «soluzioni intermedie» come dimettersi da presidente ma restare il proprietario.

PIÙ RICCO E PIÙ TIFOSO - La sua decisione è stata presa dopo che «sono ripartite le critiche e le campagne di stampa» in seguito alla sconfitta casalinga contro la Salernitana, ultima in classifica. Cairo intende lasciare la società a « qualcuno che abbia qualcosa più di me in tutti i campi: più ricco, più organizzato, più capace e più tifoso». Meglio se piemontese «o meglio ancora torinese, visto che mi hanno accusato di aver tolto torinesità al Toro». Al momento, comunque, nessuno si è fatto avanti, nemmeno «Gaucci. Mai parlato con lui». Sottolinea Cairo: «Io non vendo il Toro a chiunque. Soprattutto non a quelli che si candidano sui giornali». Dopo aver messo «30 milioni di euro» di tasca sua, l'editore rivendica di non lasciare «nemmeno un euro di debito con le banche. Solo crediti e debiti legati all'acquisto o alla cessione dei giocatori. Potevo farmi la barca, l'aereo personale. Invece li ho usati per il Toro, e ci ho messo anche un mare di tempo. Mi sono fatto il mazzo».

ERRORI - Cairo ammette però di «avere sbagliato» approccio all'inizio, pensando fosse «giusto prendere giocatori affermati». Ma si giustifica in parte: «Quando sono arrivato, al Toro non esisteva più nulla». Assicurazioni finali: «F inché resterò presidente, farò di tutto per motivare i giocatori. Assicurerò gli stipendi. E sulla promozione in A non è ancora detta l'ultima parola».

25/02/2010

Milan, vittoria beffa a Firenze Ma ora si riapre il campionato

 

Superata la Roma. Nell'altro recupero, l'Udinese piega il Cagliari per 2-1. Con l'1-2 agguantato a tempo scaduto da Pato, i rossoneri tornano in scia all'Inter, che ora è solo a +4

 

Un tiro di Pato che in pieno recupero ha fatto filtrare la palla in mezzo alle gambe di Frey ha consegnato al Milan il secondo posto nella classifica di Serie A. Il gol del 1-2 che ha deciso la partita e ammutolito i tifosi viola sugli spalti, riaccorcia le distanze in campionato. Erano stati i padroni di casa ad andare in vantaggio al 14' del primo tempo con Gilardino. Ma la squadra di Leonardo era riuscita a parteggiare al 36' con Huntelaar. A tempo regolamentare già scaduto, al 47' della ripresa, Pato ha però accolto bene un suggerimento proveniente dalla sinistra da parte di Ronaldinho e ha insaccato la rete della beffa. Sul successo della squadra di Leonardo pesa però un fallo da rigore su Montolivo a molti apparso evidente ma non concesso sul punteggio di 1-1 dall’arbitro Roberto Rosetti. Un episodio che probabilmente farà discutere dopo settimane di veleni e accuse diffuse al settore arbitrale. I rossoneri si portano in ogni caso a soli quattro punti di distanza dall'Inter, scavalcando la Roma al secondo posto.

LA CRONACA - Intensa la cronaca della partita. Buon avvio del Milan che, al 2', va vicino al gol con Pirlo, ma Montolivo salva sulla linea. La Fiorentina è in partita e replica subito. Al 14' i viola sbloccano il risultato: splendido assist di Montolivo per Vargas, palla per Jovetic che calcia male di destro, ma a due passi dalla porta c'è Gilardino che mette dentro. Fatta eccezione per una punizione insidiosa di Ronaldinho, il Milan (che perde Ambrosini per infortunio) non punge e soffre il gioco della Fiorentina. Al 44' destro di Flamini fuori di un soffio. Nella ripresa buon avvio del Milan che con Pato prova a rimettere in piedi la partita. Prandelli inserisce Zanetti per Jovetic. Il Milan non riesce a costruire azioni pericolose ed è anzi Abbiati ad avere il suo da fare. Leonardo inserisce Huntelaar. Passano meno di 5 minuti e l'olandese firma il gol dell'1-1, al 36', su assist di Ronaldinho. La Fiorentina non ci sta, al 41' Montolivo finisce a terra dopo un contrasto con Thiago Silva, Rosetti lascia correre e Abbiati fa un miracolo su Keirrison. Il portiere rossonero si ripete al 43' sul sinistro di Vargas. Nel finale contropiede, Ronaldinho mette in mezzo per Pato che di destro mette dentro per il 2-1 del Milan. Fiorentina beffata, rossoneri a -4 dalla capolista Inter.

 


CONTESTATO GALLIANI - Una sconfitta difficile da mandar giù per i tifosi viola, che dopo il match hanno duramente contestato l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani. Protetto dalle guardie del corpo, è stato insultato dai sostenitori viola ancora presenti per il presunto rigore non concesso da Rosetti alla Fiorentina.

LEONARDO E DELLA VALLE -Soltanto un allenatore in sala stampa a fine gara: è quello del Milan Leonardo, mentre Cesare Prandelli si è adeguato al silenzio stampa deciso dalla società dopo quello che a Firenze considerano un errore marchiano e inaccettabile. Leonardo ha dato la sua interpretazione dell'episodio contestato: «Il fallo c'è - ammette - ma secondo me l'arbitro ha dato il vantaggio, perché subito dopo Keirrison è potuto andare al tiro». In realtà l'arbitro ha fatto cenno a Montolivo, atterrato da Thiago Motta a un passo dalla porta, di rialzarsi mentre l'attaccante brasiliano della Fiorentina tentava la battuta a rete. Per i viola si è fatto sentire il patron Diego Della Valle, che ha assicurato ai tifosi che «la società si farà sentire nelle sedi opportune» e ha fatto capire di aver apprezzato la partita dei suoi giocatori: «Ho detto ai nostri di andare a mangiare una bella bistecca e di essere orgogliosi della partita che hanno fatto. Ora andiamo a Roma a sfidare la Lazio e a prenderci i tre punti. Il silenzio stampa? Inevitabile. Avremmo dovuto dire cose molto sgradevoli così abbiamo preferito chiudere la bocca».

UDINESE-CAGLIARI - Nell'altra partita di recupero, Udinese-Cagliari, i bianconeri si sono imposti per 2-1 con gol di Sanchez al 23' della ripresa e di Di Natale due minuti dopo. Una doccia fredda per i sardi che erano andati in vantaggio già al 3 minuto del primo tempo con Jeda, ma che poi non sono stati in grado di amministrare il vantaggio fino alla fine.

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