14/01/2011
L'oscillazione dell'asse terrestre ha mutato i segni zodiacali
L'oscillazione dell'asse terrestre ha mutato i segni zodiacaliLo studio del Minnesota Planetarium Society. Con il passare dei secoli vi sarebbe stato uno sbalzo di circa un mese nell’allineamento delle stelle
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07/08/2010
Un blocco di ghiaccio di 260 chilometri quadrati si è staccato dalla Groenlandia
Un blocco di ghiaccio di 260 chilometri quadrati si è staccato dalla GroenlandiaEMERGENZE CLIMATICHE. Ha le dimensioni di Manhattan e potrebbe alimentare i rubinetti di tutta l'America per due anni
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Un enorme blocco di ghiaccio si è staccato dalla costa nord-occidentale della Groenlandia e si sta spostando verso sud, lungo lo Stretto di Nares. Il blocco di ghiaccio è di circa 260 chilometri quadrati (le dimensioni di Manhattan) ed è il più grande mai staccatosi dalla Groenlandia dal 1962, quando un'isola grande circa il doppio di quella attuale si staccò dalla Groenlandia e tuttora si trova nello stretto di Nares. Il nuovo blocco, invece, si trova ora nel mezzo dello stretto che divide la Groenlandia dal Canada, a circa mille chilometri a sud del Polo Nord tra la Groenlandia e il Canada. Gli scienziati americani e canadesi che hanno osservato il fenomeno grazie alle immagini satellitari - riporta la Bbc online - avevano previsto la "frattura" del Petermann Glacier, (un migliaio di chilometri a sud del Polo Nord). Le immagini trasmesse dal satellite hanno rilevato che in una remota area a 81 gradi di latitudine nord il ghiacciaio Petermann, attaccato alla Groenlandia ma fluttuante nel mare, ha perso la sua parte terminale, la pisottile, per un tratto di una ventina di chilometri. Si è formata così una piatta isola galleggiante (troppo grande per essere definita un iceberg) tra Groenlandia e Canada. Secondo gli scienziati americani, se la nuova isola si sciogliesse potrebbe alimentare i rubinetti degli Stati Uniti lasciati ininterrottamente aperti per circa due anni. Andreas Muenchow, professore di oceanografia alla Delaware University, ha detto che non si può sapere con certezza se la nuova isola sia una conseguenza dei mutamenti climatici. Non è nemmeno chiaro che cosa accadrà all'enorme ghiacciaio galleggiante. Potrebbe sciogliersi progressivamente o spezzarsi in blocchi più piccoli che potrebbero anche finire per creare ostacoli alla navigazione.
Redazione Online
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03/03/2010
Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l'asse terrestre
Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l'asse terrestre
L'asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. La Terra gira più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo
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| (Nasa) |
Come avviene in tutti i grandi terremoti, anche il sisma di 8,8 gradi della scala Richter di sabato scorso al largo delle coste del Cile ha spostato l'asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.
GIORNI PIÙ CORTI - Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell'osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.
ASSE DI ROTAZIONE - Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'asse terrestre si è spotato di ben 12 centimetri.
DIFFERENZA - Anche il terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004, che è stato più forte (9,1 gradi Richter) determinò importanti cambiamenti: una diminuzione della durata del giorno di 6,8 microsecondi e uno spostamento dell'asse terrestre di 2,32 millisecondi di arco, pari a circa 7 centimetri. La differenza dello spostamento dell'asse terrestre del terremoto cileno rispetto a quello indonesiano è dovuto a due fattori: il terremoto dell'Indonesia avvenne quasi all'equatore, quindi alla maggiore distanza possibile dal centro della Terra (il pianeta non è perfettamente sferico: è schiacciato presso i poli e rigonfio all'equatore) e quindi le masse non si spostarono così tanto verso il centro. Inoltre l'angolo della faglia che subduce sotto il Sudamerica è maggiore rispetto a quella della zolla indo-australiana che subduce sotto l'Asia, quindi anche per questo motivo le masse crostali asiatiche sono affondate di meno e hanno prodotto un minore spostamento dell'asse.
EFFETTI - Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull'ambiente fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di Matera».
Paolo Virtuani
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| Tag: geologia, terra, asse terrestre, spostamento, causa, terremoti, cile, giappone, sumatra, sisma, accorciamento, durata | OKNOtizie |
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10/04/2009
L'Aquila si è spostata di 15 centimetri
L'Aquila si è spostata di 15 centimetri
Le rilevazioni dell'Asi. Scoperta effettuata confrontando rilevazioni prima e dopo sisma
| Le immagini di L'Aquila dal satellite |
ROMA - A causa del sisma, il suolo dell’Aquila si è spostata fino a un massimo di 15 centimetri. Lo fa sapere l’Agenzia spaziale italiana (Asi), spiegando che il fatto è stato scoperto grazie al confronto di alcune rilevazioni fotografiche effettuate prima e dopo le scosse telluriche.
MISURAZIONI - I risultati, definiti in termini tecnici «interferogrammi», sono basati su immagini di una stessa zona geografica acquisite con gli stessi angoli di vista, in tempi diversi, allo scopo di misurare, mediante l’utilizzo di algoritmi specifici, deformazioni della superficie terrestre. Il primo interferogramma dell'area colpita dal sisma abruzzese è stato ottenuto, nell’ambito della collaborazione tra Asi e Protezione civile, utilizzando i dati del sistema satellitare Cosmo-SkyMed processati dall'Istituto Irea del Cnr. In questo caso le due rilevazioni fotografiche sono state effettuate il 23 marzo (quindi prima del sisma) e l'8 aprile.
SPOSTAMENTO - Nell’immagine (sovrapposta, per facilitarne la lettura, alla localizzazione dell’area in GoogleEarth) sono visibili diverse frange colorate: ogni frangia completa, costituita da una successione di colori dal giallo al blu, corrisponde allo spostamento della superficie terrestre di 15 millimetri causato dal sisma, ma nel centro dell'Aquila si sono contate dieci frange, pari perciò a 15 cm.
21:49 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: l'aquila, terremoto, spostamento, terreno, asi, agenzia spaziale italiana, sisma, rilevamenti fotografici, spazio, interferogrammi.dati | OKNOtizie |
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