05/04/2009

Gp Malesia: gara interrotta per la pioggia dopo 33 giri, vince Button

Gp Malesia: gara interrotta per la pioggia dopo 33 giri, vince Button

 

Diluvio dopo che si erano compiuti 33 giri su 56, deciso lo stop. Male le Ferrari: Massa nono Raikkonen tredicesimo

 

 

SEPANG (MALESIA) - Il Gp di Malesia è stato interrotto definitivamente dopo 33 giri su 56 complessivi a causa della pioggia monsonica. Un vero e proprio diluvio che ha costretto l'organizzazione prima a far entrare la safety car e poi a far sospendere la competizione. Al momento dell'interruzione in testa c'era Button (Brawn Gp) seguito da Glock (Toyota), Heidfeld (Bmw), Trulli (Toyota), Barrichello (Brawn Gp). Massa (Ferrari) era nono.

LA CLASSIFICA - Non essendo stati compiuti i tre quarti di gara, la classifica finale non può assegnare la totalità dei punti previsti, ma solo la metà. Tuttavia anche in questo caso bisogna capire a chi. Infatti ai fini dei piazzamenti non va considerato l'ultimo giro effettuato, ma il penultimo, in cui diversi piloti però entravano ed uscivano dai box. Ciò che è certo al momento è solo che il vincitore è Jenson Button.
Non mancano già le polemiche, soprattutto sulla decisione di far disputare il Gp di Malesia cominciando a correre alle 17 locali, quando si sa che in questa stagione verso sera i temporali sono frequenti.

MCLAREN, RISCHIO PENALIZZAZIONE - Intanto rischia ancora tantissimo la McLaren per la vicenda legata al comportamento di Lewis Hamilton, e di altri suoi membri, durante e dopo il GP d'Australia di domenica scorsa a Melbourne. Secondo indiscrezioni che circolano a Sepang, dove è in corso il fine settimana del GP della Malesia, la Fia avrebbe intenzione di punire ancora il team di Woking e potrebbe farlo addirittura con una penalizzazione di 20 punti nella classifica dei Costruttori. La Federazione internazionale sta riesaminando tutte le prove per decidere se rivolgersi addirittura al Consiglio Mondiale. Dopo la gara australiana Hamilton e il pilota della Toyota Jarno Trulli erano stati ascoltati dai commissari di gara, che avevano inflitto 25" di penalità al pilota abruzzese, per sorpasso in regime di bandiere gialle, finendo al 12esimo posto. Hamilton invece era risalito dal quarto al terzo posto. Ma a Sepang, ascoltate le conversazioni via radio tra Hamilton e la McLaren durante la gara, i giudici hanno riscontrato una infrazione all'articolo 151 del codice sportivo: comportamento antisportivo da parte della McLaren e del suo pilota, per aver detto nella prima audizione che non c'era stato alcun ordine di far passare Trulli (il team manager David Ryan aveva confermato questa versione), cosa che invece è risultata evidente dalle registrazioni radio. Hamilton è stato quindi squalificato dall'ordine d'arrivo del GP e Trulli è tornato terzo. Hamilton si è poi scusato, mentre Ryan è stato sospeso. »E noi riconosciamo gli sforzi di Lewis- ha detto un portavoce della Fia- Da quello che sembra è stato portato in una posizione insostenibile. Aspettiamo con ansia i rapporti dell'osservatore della Fia e dei commissari prima di prendere in considerazione la possibilità di aprire una ulteriore inchiesta, più approfondita, sulla condotta del team. Non possiamo escludere che la vicenda sarà sottoposta al Consiglio Mondiale».


30/01/2009

Caso doping, partite in ritardo di 15' per protestare contro la sentenza del Tas

Caso doping, partite in ritardo di 15' per protestare contro la sentenza del Tas

 

 

Mannini e possanzini squalificati per un anno per essersi presentati 20 minuti dopo. L'Aic ha deciso che gli incontri di A e B di questo fine settimana cominceranno 15 minuti dopo l'inizio previsto

 

 

Daniele Mannini (Ansa)
Daniele Mannini nella foto sotto insieme a Possanzini nel brescia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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ROMA - Alla fine ha prevalso il gesto simbolico. Tutte le partite di A e B del fine settimana, a partire dall'anticipo di questa sera Modena-Rimini, al via con un 15' di ritardo: è questo il gesto deciso dall'Assocalciatori per protestarecontro la sentenza del TAS di Losanna che ha squalificato per un anno Mannini e Possanzini per ritardata presentazione al controllo antidoping, dopo che la Federcalcio li aveva prosciolti e il Coni condannati a 15 giorni di stop. Una decisione quella del Tas che aveva provocato l'ira dei due calciatori, e poi del Brescia, la formazione in cui militavano all'epoca dei fatti.

LA NOTA - «Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Calciatori - si legge nella nota dell'Aic - in segno di solidarietà per i calciatori Mannini e Possanzini e di protesta per la scandalosa sentenza che li condanna, ha deciso che nella prossima giornata di campionato di Serie A e di Serie B, compresi gli anticipi ed i posticipi, le squadre scenderanno in campo con 15 minuti di ritardo». «L'azione di protesta - ha dichiarato il presidente dell'Aic, Sergio Campana - ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'enormità del caso e vuole essere anche un messaggio al Coni e alla Federcalcio per una riflessione operativa sulla sentenza del Tas di Losanna e sulla necessità di iniziare un percorso di rivisitazione della normativa Wada».

 

La rabbia degli squalificati «I nostri test erano negativi»

NAPOLI — Il primo dicembre del 2007 Davide Possanzini e Daniele Mannini avevano mezz'ora di tempo, dal fischio finale di Brescia-Chievo, per presentarsi al controllo antidoping per il quale erano stati sorteggiati. Ci arrivarono dopo 43 minuti, e al test risultarono negativi. Il capitano del Brescia e il suo ex compagno di squadra, passato nel frattempo al Napoli, non sono mai stati dopati, ma non è questo che gli si contesta. Il Tas li ha squalificati per un anno per il ritardo. La Federcalcio li assolse, il Coni li fermò per 15 giorni, ma la Wada, l'Agenzia antidoping mondiale, fece ricorso al tribunale di Losanna, che dopo mesi di rinvii ha deciso con il machete. E ora c'è poco da fare, spiega l'avvocato Carlo Ghirardi, che ha difeso i due giocatori: «La sentenza nel merito non è impugnabile e vedremo se ci sono vizi di forma, o altro, per andare ad attaccare questa decisione che da un lato è assurda e dall'altro, lo dico senza timore di essere smentito, è la sconfitta del calcio italiano e mondiale nei confronti degli altri sport». Mannini e Possanzini hanno sempre motivato il loro ritardo spiegando che furono trattenuti negli spogliatoi dal loro presidente, Gino Corioni, infuriato per la sconfitta interna con i veronesi. Corioni aggiunge che il commissario antidoping presente allo stadio fu informato e anche invitato negli spogliatoi in modo da poter controllare che i due giocatori non facessero nulla che potesse poi alterare l'esito del test. E che comunque concesse qualche minuto in più. Ma di questo la sentenza non tiene conto, e Corioni non lo accetta. Dice che il provvedimento del Tas «è una vergogna», che «i due ragazzi non hanno fatto niente» e che lui ricorrerà «ovunque è possibile ricorrere, ma non alla giustizia ordinaria perché altrimenti violeremmo la clausola compromissoria». Ma soprattutto il presidente del Brescia chiama in causa le istituzioni sportive: «Ora voglio vedere se lo sport italiano riuscirà a difenderci dalla più grande ingiustizia di sempre o se rimarrà con le mani in mano». Il Napoli invece sceglie il profilo basso. Il presidente De Laurentiis bada a rincuorare Mannini: «La casa del Napoli è la sua casa — dice —. Un anno passa in fretta e noi lo aspetteremo. L'importante è che lui non si deprima, deve reagire a questo momento di avversità e tornare più forte di prima». Il d.g. Marino premette che «noi tutta questa faccenda l'abbiamo ereditata», ma anche lui parla di «ingiustizia colossale», e poi aggiunge: «È assurdo che un impianto accusatorio immoli come martiri giocatori non positivi al doping». Però sicuramente non è sorpreso, perché nei giorni scorsi si è affrettato ad acquistare l'argentino Datoli, centrocampista di fascia sinistra, esattamente il ruolo occupato finora da Mannini nella squadra di Reja.

 


16:53 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio, squalifiche, doping, ritardo, tas, sentenza, giocatori | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook