15/03/2012
Paese cambiato, mercato difficile. La solitudine della famiglia Agnelli
Paese cambiato, mercato difficile. La solitudine della famiglia AgnelliDOMANI L'INCONTRO CON MONTI. Il Premier avrà di fronte l'erede di Giovanni Agnelli, un giovane uomo assai diverso dal nonno. E, soprattutto, molto più solo
12:22 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, fiat, incontro, mario monti, john elkann, sergio marchionne, fabbriche, cassa integrazione, lavoratori, stabilimenti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
23/07/2010
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»
Berlusconi: «Fiat libera di produrre dove vuole, spero non a scapito dell'Italia»Chiamparino: «Da Marchionne disponibilità senza facili ottimismi». «In una libera economia e in un libero Stato, un'industria è libera di collocare dove più conviene la produzione»
MILANO - La Fiat è libera di produrre dove meglio crede, ma si spera che questo non vada a scapito dei lavoratori italiani. Lo ha detto Silvio Berlusconi rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa con il presidente russo Dmitri Medvedev - parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in Serbia. «In una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione», ha affermato il presidente del Consiglio. «Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro».
CHIAMPARINO - Secondo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, non intenderebbe «pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino». Il sindaco lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con Marchionne e con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità», ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. «Dico questo senza indulgere a facili ottimismi». Quanto a Sacconi «ho apprezzato molto il suo gesto», ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire. «Gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponiblità. Non possiamo, né dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale non si va da nessuna parte». (fonte: Ansa)
15:54 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, lavoro, fiat, sciopero, stabilimenti, lingotto, licenziamenti, mancato pagamento, premio, risultato, contestazione, produzione, monovolume | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”
Fiat, operai in piazza: “Ai ricatti non ci pieghiamo”Due ore di sciopero negli stabilimenti del Lingotto contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. Contestata anche la produzione della nuova monovolume in Serbia. E a Melfi la prossima settimana niente cassa integrazione
Sciopero di due ore a Mirafiori e nei diversi stabilimenti Fiat, indetto dalla Fiom contro i licenziamenti e contro il mancato pagamento del premio di risultato. A Mirafiori, secondo quanto riferisce la Fiom, i lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche sono usciti in corteo dalla porta 9 di corso Settembrini. Corteo anche per oltre 1000 lavoratori dell'Iveco, che sono usciti dai cancelli della fabbrica.
Secondo il sindacato dei lavoratori delle Carrozzerie e delle Meccaniche di Mirafiori l'adesione allo sciopero è stata del 65-70%. Per l'Azienda alle carrozzerie l'adesione è stata del 14%. Sempre secondo quanto riferisce il sindacato circa 7/800 persone sono uscite in corteo dallo stabilimento di Mirafiori. Più alta, per la Fiom, l'adesione all'Iveco, pari all'80% dei lavoratori. Anche qui c'è stato un corteo di circa 1000 persone, che sono rientrate poco fa in fabbrica.
"Da Torino a Pomigliano ai ricatti non ci pieghiamo", è lo slogan più ripetuto. Motivo di malumori tra i lavoratori del Lingotto anche l’annuncio d el trasferimento della produzione della nuova monovolume da Mirafiori in Serbia. "Il clima tra i lavoratori - sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom torinese - risente molto della novità della Serbia. Ogni giorno si aggiunge una notizia non incoraggiante, che aumenta le preoccupazioni: dai licenziamenti, al mancato pagamento del Premio, da Pomigliano a Mirafiori. I lavoratori, anche quelli non direttamente coinvolti dalle ultime notizie, vogliono sapere quali sono le prospettive del gruppo e cosa intenda fare l'Azienda".
E intanto, a Melfi è stata annullata la cassa integrazione prevista per la prossima settimana. Lo ha comunicato la Direzione dello stabilimento in provincia di Potenza alle segreterie territoriali e alla Rsu di stabilimento. "Non vi sarà la prevista sospensione con cassa integrazione dell'attività produttiva della prossima settimana per sopraggiunte esigenze produttive" ha detto il segretario regionale della Fismic, Marco Roselli, evidenziando che "è una notizia che ci aspettavamo viste le perdite produttive dovute ai numerosi scioperi di queste settimane, del resto i clienti che hanno scelto di acquistare le vetture prodotte a Melfi non possono aspettare, è grazie a loro che - ha concluso il rappresentante sindacale - i lavoratori hanno un reddito e per questa ragione per il meritato riposo si puo' attendere una settimana".
15:18 Scritto in LAVORO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: lavoro, fiat, sciopero, stabilimenti, lingotto, licenziamenti, mancato pagamento, premio, risultato, contestazione, produzione, monovolume, serbia | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
05/02/2010
Montezemolo: «Mai soldi dal governo» Calderoli: «Questa è una barzelletta»
Montezemolo: «Mai soldi dal governo» Calderoli: «Questa è una barzelletta»
Marcegaglia: dall'esecutivo non servono incentivi, ma una politica industriale. Il presidente Fiat: lo Stato non ha dato soldi a Fiat da quando ci siamo io e Marchionne. Ma è critico anche Bonanni
| Luca Cordero di Montezemolo (Ansa) |
ROMA - Tra Fiat e il governo «c'è un rapporto molto chiaro e molto positivo, di dialogo e di confronto, così come deve essere». Ne è convinto il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. «Le scelte industriali che servono a mantenere competitive un'azienda - ha detto a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Luiss - non potranno essere disgiunte dal problema di farsi carico delle famiglie e delle persone».
L'AZIENDA RESTA ITALIANA - Il presidente ha poi garantito che Fiat «è e rimane italiana». «Non solo perché è l'unica azienda il cui nome è Fabbrica italiana auto Torino - ha aggiunto - ma anche perché da quando sono presidente e Marchionne è amministratore delegato, cioè dalla metà del 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro e in Italia oltre 16. Oltre due terzi sono stati investiti in Italia e intendiamo andare avanti su questa strada». «Da quando ci siamo noi - ha aggiunto - la Fiat non ha ricevuto un euro dallo Stato. Ho visto delle cifre che dicono che gli incentivi, che sono dati non alle aziende ma ai consumatori, sono andati per il 70 per cento alle aziende straniere, solo il 30 per cento alla Fiat. Quindi credo che dobbiamo uscire da un approccio demagogico e guardare alla realtà così com'è».
CALDEROLI: «E' UNA BARZELLETTA» - Affermazioni, queste ultime, che provocano la reazione di Roberto Calderoli, esponente di primo piano della Lega (da sempre critica nei confronti del gruppo torinese) e ministro per la Semplificazione: «Se è una barzelletta la dichiarazione di Montezemolo per cui la Fiat, da quando c'è lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora la barzelletta non fa proprio ridere - afferma il ministro. - Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio, allora la faccenda assume contorni 'sanitari'...». Un commento, questo, a cui Montezemolo non ha però voluto replicare. «No comment» si è limitato a dire ai cronisti che lo sollecitavano, esortandoli però a fare differenza tra gli incentivi di cui beneficiano i cittadini (e solo indirettamente le case automobilistiche) e i contributi diretti.
CRITICA ANCHE LA CISL - Ma anche Raffaele Bonanni è intervenuto con toni critici sulle parole del presidente Fiat. «Non voglio entrare in polemica con Montezemolo - ha commentato il leader della Cisl - ma la Fiat ha sempre goduto di aiuti statali per impostare la sua produzione in Italia. E tutti gli italiani questo lo sanno». Bonanni ha aggiunto che la Fiat deve trovare «un equilibrio tra sostegno sociale, attenzione all'occupazione e impresa», e sulla spinosa questione di Termini Imerese ha sottolineato che «va mantenuta l'attività, vanno mantenuti tutti posti di lavoro e vanno rispettate tutte le professionalità».
«NO INCENTIVI, MA POLITICA» - Di incentivi al settore auto e del futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese ha parlato oggi anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dicendo di concordare con l'ad Sergio Marchionne, secondo il quale più che incentivi serve una politica industriale. «Se si fanno stabilimenti, anche fortemente sussidiati ma che non hanno una ragione economica non c'è incentivo che tenga», ha detto Marcegaglia, che oggi ha presentato il programma di celebrazione del centenario di Confindustria. «Termini Imerese è uno stabilimento che non da oggi ha problemi di minore produzione, logistici e di scarsa efficienza. Il tema vero non è quello di obbligare un imprenditore a mantenere uno stabilimento ma di reimpiegare le persone», ha detto ancora ricordando che in queste ore «si sta ragionando proprio su questo, e c'è anche la disponibilità della Fiat a contribuire. Questo è un atteggiamento giusto. Se a Termini non si produrranno auto - ha concluso - il nostro tema sarà quello del reimpiego».
IL FUTURO DI TERMINI IMERESE - Intanto, al tavolo tecnico in corso al ministero dello Sviluppo economico, sarebbe emerso che circa il 50% dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese avrebbero diritto alla mobilità con pensione. Rappresentanti del gruppo di Torino avrebbero detto che 806 operai dei 1.658 dipendenti Fiat della fabbrica siciliana potrebbero accedere alla mobilità con pensione. Nel corso del vertice - secondo quanto rendono noto alcuni rappresentanti sindacali che partecipano alla riunione - Fiat avrebbe inoltre confermato l'intenzione di dismettere lo stabilimento, ma non le tecnologie. Il tavolo è stato aggiornato al 5 marzo. Il ministero ha nominato Invitalia advisor per esaminare le proposte alternative per il polo industriale palermitano. Intanto, la giunta regionale della Sicilia approverà lunedì un provvedimento per formalizzare una proposta su Termini che sarà poi trasmessa al governo. Le parti ora continueranno la discussione affrontando il nodo dei 36 precari di Pomigliano d’Arco, il cui contratto scaduto il 31 dicembre non è stato rinnovato dalla Fiat.
15:39 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, intervento, berlusconi, incentivi, disponibilità, erogazioe, auto, vendita, fiat, stabilimenti, lavoro, sciopero, marchionne | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
04/02/2010
Berlusconi: sugli incentivi siamo pronti ma la Fiat non sembra interessata
Berlusconi: sugli incentivi siamo pronti ma la Fiat non sembra interessata
MARCHIONNE: «accetteremo qualunque scelta senza drammi, ma decidano in fretta». Il premier: siamo disponibili a dare una mano ai settori che hanno bisogno. Schifani: «Termini Imerese va salvato»
ROMA - Incentivi auto, il capitolo non è chiuso. Lo sottolinea il premier Berlusconi, sottolineando al termine del Consiglio dei ministri che il governo sta esaminando l'erogazione di aiuti al settore automobilistico. Ma, aggiunge parlando della Fiat, «pare che il principale produttore non sia interessato ad averlo». In ogni caso «è ancora un capitolo aperto, stiamo discutendo con altri protagonisti del settore auto e vediamo come si metteranno le cose, noi siamo sempre aperti e pronti a dare una mano ai settori che ne hanno bisogno».
![]() |
| Berlusconi e Schifani (Eidon) |
SCHIFANI: SALVARE LAVORO - Niente incentivi per l'industria dell'auto senza garanzie di salvaguardia dei posti di lavoro esistenti. Lo dice il presidente del Senato Renato Schifani alla presentazione del 4° Rapporto sulla sussidiarietà. Poi cita il caso di Termini Imerese: «Il patrimonio industriale e produttivo della Fiat di Termini Imerese deve essere salvato. Non dobbiamo e non possiamo disattendere questo impegno morale». Per Schifani «bisogna avere il coraggio di dire basta a elargizioni statali se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali. Occorre fermare la logica degli incentivi se non è seguita da un'attenta e forte politica delle imprese che esalti e tuteli l'occupazione»
MARCHIONNE - In un'intervista alla Stampa, l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne dice che da parte del Lingotto non esiste alcun ricatto: «Sono agnostico sugli incentivi: il governo faccia la sua scelta e noi la accetteremo senza drammi. Ma abbiamo bisogno di decisioni in tempi brevi e di uscire dall'incertezza, poi saremo in grado di gestire il mercato e la situazione qualunque essa sia». Il manager aggiunge però che si deve chiudere lo stabilimento di Termini Imerese: «Non si può produrre in perdita ma siamo pronti a farci carico, insieme col governo, dei costi sociali di questa scelta».
Redazione online
15:42 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, intervento, berlusconi, incentivi, disponibilità, erogazioe, auto, vendita, fiat, stabilimenti, lavoro, sciopero, marchionne | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
15/05/2009
Marchionne, sì all'incontro con i sindacati
Marchionne, sì all'incontro con i sindacati
I rappresentanti dei lavoratori temono un ridimensionamento degli stabilimenti italiani. L'Ad di Fiat: opportuno un confronto con loro e con il governo sulle trattative in corso
![]() |
| L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne |
ROMA - «Concordo sull'opportunità di un incontro con il governo italiano e con il sindacato, che si potrà tenere appena sarà possibile ipotizzare una concreta definizione delle trattative in corso». È il contenuto della lettera inviata dall'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, al ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, e riportata oggi da un comunicato del Ministero.
GLI STABILIMENTI ITALIANI - In particolare, Fiat si dice disponibile a discutere del futuro degli stabiliimenti italiani non appena si saranno definite le trattative con Opel, la controllata europea di General motors. Nella sua lettera Marchionne scrive di concordare sulla necessità del faccia a faccia e sottolinea come «peraltro abbiamo avuto una riunione ufficiale a Torino a fine aprile» . Dopo aver raggiunto un accordo con l'americana Chrysler, Fiat sta trattando un progetto di integrazione con Opel. I sindacati temono che le mosse della Fiat possa a portare a ridimensionare gli stabilimenti italiani.
I TIMORI DEL MINISTERO - Arriva quindi da Marchionne, si legge nella nota del Ministero, «piena disponibilità ad incontrare Governo e Sindacati appena sarà possibile ipotizzare una definizione delle trattative in corso con Opel, che intendono assicurare una prospettiva industriale al sistema automobilistico italiano». La lettera dell'amministratore delegato di Fiat al ministro arriva in risposta alla missiva inviatagli nei giorni scorsi dallo stesso Scajola, nella quale si sottolineava la centralità delle fabbriche italiane e si preannunciava la convocazione di un tavolo per fare il punto sulle strategie industriali dell'azienda. «La ringrazio - scrive Marchionne a Scajola - per le parole di apprezzamento nei confronti delle iniziative che stiamo portando avanti negli Stati Uniti e in Europa, che intendono assicurare una prospettiva industriale anche al sistema automobilistico italiano, al di là della grave crisi che ha colpito il settore automotive in tutto il mondo».
18:06 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: marchionne, ridimensionamento, incontro, sindacati, fiat, lavoro, economia, trattative, stabilimenti, fabbriche, auto, confronto | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook








