07/07/2011

Olanda: crolla tetto di uno stadio, 1 morto

Olanda: crolla tetto di uno stadio, 1 morto

Erano in corso lavori di ristrutturazione. in azione le squadre dei soccorsi. Si spacca la copertura dell'impianto di Enschede, diverse persone sotto le macerie, ci sarebbero anche 12 feriti

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10/05/2011

«Stasi alè, alè», allo stadio cori choc sull'omicidio di Garlasco

«Stasi alè, alè», allo stadio cori choc sull'omicidio di Garlasco

E’ successo durante la partita del girone provinciale delle giovanili. Le frasi ingiuriose dai tifosi del Motta Visconti. Il Garlasco valuta il ricorso alla giustizia sportiva

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20/09/2010

La Lazio: un'aquila in volo sullo stadio No de gli animalisti: è bracconaggio

La Lazio: un'aquila in volo sullo stadio No de gli animalisti: è bracconaggio

LA POLEMICA. L'idea, lanciata in un video-messaggio ai tifosi dal presidente bianco-celeste Lotito, bocciata dalla Lav

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06/08/2010

Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battaglia

Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battaglia

Guerra di campanile in Toscana. Cittadini e tifosi preoccupati per le conseguenze che può provocare nella tana del "lupo livornese"

 

La tifoseria livornese (Ansa)
La tifoseria livornese (Ansa)

LIVORNO - Da quando si è sparsa la voce dell'aggiudicazione del bando di gara anche il mondo politico è entrato in ebollizione. Interessamenti trasversali, da destra a sinistra, dal centro alle liste civiche. Tutti preoccupati delle "imponderabili conseguenze" che potrebbero manifestarsi allo stadio Armando Picchi di Livorno. E soprattutto nei suoi bar, frequentatissimi (non solo durante la partita) dai tifosi amaranto. Il motivo? A partire dal prossimo campionato di serie B i bar avranno un altro gestore, la società Chiosco Marameo Sas con sede a Cascina, provincia di Pisa, una delle cittadine dove il tifo nerazzurro è più accanito. Apriti cielo.

POLEMICHE - Polemiche a non finire, tifosi perplessi, qualche sfottò via Internet e persino un probabile ricorso da parte degli ex gestori (di fede livornese doc) che i sono rivolti all'avvocato perché vogliono vederci chiaro nell'aggiudicazione dell'appalto. Sostenuti da una pletora di politici locali, anch'essi di fede amaranto, preoccupati per "lo snaturamento" e le "conseguenze" che il bar pisano provocherebbe nella tana del lupo livornese. E poco importa che la "Chiosco Marameo" sia guidata da Roberto Santi, originario della provincia di Pistoia. I tifosi si dividono così come i cittadini non attratti dalla fede calcistica. E c’è chi sui blog giudica “indecente” un possibile ricorso, perché nelle gare pubbliche se regolari il campanile non c’entra. Una querelle che nasce proprio alla vigilia di un possibile riavvicinamento sportivo delle due città. Il vice sindaco di Pisa, Paolo Ghezzi, ha rilanciato l'idea di uno stadio unico tra le due città da costruire al Calambrone, località di confine, un po' pisana e un po' livornese. Un'idea già lanciata in passato da Romeo Anconetani il rimpianto presidente del Pisa calcio di serie A, accantonata dopo i no sdegnati delle due cittadinanze, ma oggi neppure troppo lontana. Il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, pur ammettendo che da tifoso avrebbe un'immediata pulsione a bocciare il progetto, "come sindaco penso che sia una soluzione intelligente".

Marco Gasperetti


23/05/2010

Inter campione d'Europa. Milano abbraccia gli eroi di Madrid

Inter campione d'Europa. Milano abbraccia gli eroi di Madrid

Oltre 100 mila tifosi si sono riversati nelle strade del capoluogo lombardo per festeggiare i nerazzurri che hanno battuto 2-0 il Bayern Monaco conquistando dopo 45 anni la Coppa. Una festa conclusasi all'alba a San Siro con l'arrivo dei giocatori

 

 

 

Madrid per una notte è in Piazza Duomo. L'Inter conquista la sua terza Coppa dei Campioni, mette in bacheca un incredibile Grande Slam e la sua gente - già ebbra di gioia per la conquista della Coppa Italia e dello Scudetto - si impossessa della città per una notte di festa lunghissima e dolcissima. Tanto dolce da oscurare l'addio oramai certo di Mourinho e i dubbi del Principe Milito. Tanto lunga da proseguire a Malpensa e poi allo Stadio di San Siro.

Epicentro dell'Inter-mania il salotto di Milano affacciato sulla Cattedrale, esploso in un boato terrificante al triplice fischio dell'inglese Webb, ancora piu' assordante quando capitan Zanetti - alla sua settecentesima partita con la maglia interista - ha alzato al cielo la Coppa dalle grandi orecchie: 45 anni dopo gli invincibili di Helenio Herrera.


Gia' a due ore dall'avvio della sfida con i tedeschi del Bayern, un fiume nerazzurro - ben superiore ai 50.000 che avevano festeggiato lo scudetto vinto a Siena - ha colmato Piazza Duomo, debordando nelle vie limitrofe, sotto la galleria Vittorio Emanuele fino a tracimare in Piazza Cordusio e in Piazza della Scala.

Considerando gli altri punti di aggregazione, Arena e Stazione Centrale - dove erano stati approntati maxischermi - dovrebbero essere stati piu' di centomila i sostenitori a seguire la partita stretti l'uno all'altro.

Interamente coperto di bandiere nerazzurre - oltre alle immancabili bancarelle di gadget, panini e bibite - il cuore di Milano ha presentato un colpo d'occhio mozzafiato punteggiato di striscioni inneggianti alla squadra: in particolare a Mourinho, Zanetti e Milito, incoronato Re, ben prima della doppietta che ha matato i bavaresi.


'Non c'è 2 senza 3', si leggeva su un lenzuolo sventolato davanti al Duomo, mentre su un altro campeggiava un invito a Re Juan Carlos, 'Cedi la corona al Principe', e su un altro ancora l'ironia per i blaugrana sconfitti in semifinale: 'Ne' Messi ne' Pedrito, a Madrid c'e' il Principe Milito'. Immancabile - e forse inutile - lo striscione-supplica rivolto a Mourinho, gia' mostrato a San Siro nella sfida con il Chievo: 'Mou se ci lasci non vale'. E proprio Mourinho - almeno a inizio partita,
prima dell'uno-due del Principe - catalizza tutta l'attenzione e i sospiri dei tifosi: quando viene inquadrato sul megaschermo mentre si siede in panchina, una selva di cori scuote Galleria Vittorio Emanuele e si propaga per tutta la piazza pronta a sostenere, a millecinquecento chilometri di distanza, i suoi beniamini.

Una piazza che - sicura della forza dei ragazzi del vate di Setubal - sembra snobbare il Bayern, sopporta a fatica lo 0-0 e si infervora per il primo gol di Milito accolto con entusiasmo ma quasi come un fatto dovuto.

"Ora si inizia a ragionare - spiega un tifoso in arrivo dalla Sicilia - segnato il primo gol adesso facciamo il secondo e ci portiamo a casa la Coppa". Tesi condivisa anche da molti altri sostenitori, "certi che una squadra cosi' non puo' temere nessuno".
Poco spaventati dalla buona ripresa del Bayern, partito a spron battuto nei primi minuti del secondo tempo e aggressiva pure dopo il secondo gol di Milito. Accolto, osserva un altro supporter, con "liberazione" prima di esaltarsi con il piu' classico dei 'chi non salta' e' rossonero'. Adrenalinica fin dal calcio d'inizio, Piazza Duomo, impazzisce letteralmente a fine gara.

L'urlo della gente nerazzurra stretta davanti al Duomo ha amplificato i canti di gioia provenienti dalle tante case con le finestre aperte - a causa del primo caldo stagionale. Alla conclusione delle ostilita' sul campo di Madrid, migliaia di tifosi hanno iniziato a scemare per le vie del centro, da Corso Vittorio Emanuele sino a Piazza Castello mentre sulle arterie cittadine sono iniziati caroselli festanti di macchine e motorini, accompagnati da bandiere e petardi. Altissimi i decibel dei cori e graffianti gli sberleffi a rivali e ex amici. "Ciao Ibra", urla davanti alle telecamere un ragazzo memore della scelta del Barca da parte dello svedese per vincere la Champions mentre un signore di mezza eta' commenta serafico "Abbiamo superato i campioni di Inghilterra, Spagna e Germania: abbiamo vinto la Coppa dei campioni piu' bella".


Infine, la marea nerazzurra si è riversata allo Stadio San Siro per accogliere i suoi eroi, giunti da Madrid. Ed è lì,
con il sole che faceva capolino, che è esplosa la festa.

 

 

 


08/02/2010

«Al San Paolo con la maschera di Collina» Napoli, la provocazione impazza sul web

«Al San Paolo con la maschera di Collina» Napoli, la provocazione impazza sul web

 

Tam tam in rete. già Molte le adesioni all'iniziativa: domenica sfida con la capolista inter. L'ironica proposta per le ultime sviste contro la squadra di Mazzarri. Il precedente: i ceki agli Europei 2000

 

 

La maschera di Collina sul sito Sportacademy

 

NAPOLI - Tutti al San Paolo contro l'Inter con la maschera del designatore arbitrale Pierluigi Collina. È la proposta per contestare con ironia le ultime sviste degli arbitri italiani nei confronti del Napoli, lanciata dal blog Azzurrissimo.it. La provocazione già ha raccolto alcune adesioni e impazza sul web. In giornata, se ne è parlato anche a Radio Marte.

Scrive il giornalista Rai Antonello Perillo, ideatore del blog: «Seguo il calcio da una vita, come tifoso e come giornalista, e devo dire che raramente ho visto da parte di un arbitro errori a ripetizione in una sola partita come quelli che il signor Damato ha messo in mostra in Udinese-Napoli. Preferisco guardare oltre e suggerire ai tifosi azzurri di sostenere il presidente De Laurentiis puntando su una caratteristica tutta partenopea: quella dell'ironia. Il calendario ci riserva un'occasione straordinaria, se ben sfruttata. Domenica sera, in diretta su Sky, c'è la partitissima contro l'Inter, che farà registrare anche un incasso record. Perchè non accogliere il direttore di gara con una manifestazione... carnevalesca? Tutti con la maschera di Pierluigi Collina!».

Un tipo di contestazione non nuova per l'arbitro, iscritto alla sezione Aia di Viareggio, città del Carnevale. «Molti di voi ricorderanno che l'attuale designatore degli arbitri fu contestato proprio in questo modo da migliaia di tifosi della Repubblica Ceca durante gli Europei del 2000 - prosegue Perillo - dopo giorni di feroci polemiche per aver concesso un rigore inesistente all'Olanda. Per contestare Collina i supporter di Nedved crearono e indossarono una maschera a forma di crapa pelata, vagamente somigliante a E.T. Al San Paolo si potrebbe fare qualcosa del genere. Mi sembra un modo pulito e mediaticamente efficace per chiedere più attenzione all'intera classe arbitrale. L'ironia contro le ingiustizie dei potenti. Siamo o non siamo tutti figli di Pulcinella? A volte un pernacchio vale più di urla, fischi e striscioni».

Redazione Online


14/11/2009

Quante emozioni a San Siro: Italia-All Blacks finisce 6-20

Quante emozioni a San Siro: Italia-All Blacks finisce 6-20

 

La Nuova Zelanda batte gli azzurri, ma a Milano vince soprattutto lo spettacolo. I flash per gli All Blacks, l'ovazione per l'ingresso dell'Italia, il silenzio durante la Haka. Poi la battaglia. E gli azzurri che ci mettono grinta e cuore.

 

Italia-Nuova Zelanda

 

Gli All Blacks espugnano San Siro e questo forse si sapeva già. Ma la grinta e il cuore azzurro non erano scontati. Una buona Italia è stata sconfitta 6-20 dalla Nuova Zelanda tra gli applausi degli ottantamila di San Siro. Tante volte si è detto o scritto che l'Italrugby, pur perdendo, ci ha messo voglia e cuore. Mai come stavolta si può sentenziare che gli azzurri, sconfitti 20-6 dalla Nuova Zelanda in un San Siro stracolmo, meritano l'onore delle armi e pubbliche congratulazioni. Una grande squadra, finalmente, con la testa in campo dal primo all'ultimo minuto, capace di svilire il gioco degli All Blacks e di terminare a testa bassa a pochi centimetri da quella marcatura che avrebbe ampiamente meritato. Trascinati dal tifo di San Siro, gli azzurri hanno disputato una grandissima gara, subendo dai mitici rivali una sola meta (di Ellison al 26') e cinque punizioni di McAlister. I punti per l'Italia, che all'intervallo era sotto per 14-3, sono arrivati da due piazzati di Gower, uno per tempo. Cartellino giallo, nella ripresa, a Garcia (3') e Tialata (38').

Memorabile invece l'atmosfera respirata a Milano. Migliaia i flash all'ingresso in campo degli All Blacks. Un'ovazione per gli azzurri, da pelle d'oca come l'inno di Mameli cantato dall'intero stadio. Poi il solenne silenzio durante l'inno neozelandese e la Haka, che gli azzurri hanno osservato senza fare una piega e il pubblico ha applaudito. Dopo la festa è però iniziata la battaglia. Ora Parisse e compagni torneranno in campo tra una settimana, a Udine, per affrontare i campioni del mondo dell'Australia; sabato 28, ad Ascoli, ultimo test-match con Samoa.

 

Mallett: San Siro è impressionante, una grande esperienza"Questo stadio è al livello dello Stade France di Saint Denis. E' la prima volta che vedremo così tante persone allo stadio per la Nazionale di rugby".


Nick Mallett rugby

 

"Sono molto impressionato". Lo stadio di San Siro fa effetto anche quando è vuoto. Nick Mallett, ct della Nazionale di rugby, provava ad immaginarlo strapieno: saranno 80.000 gli spettatori che assisteranno alla sfida tra gli azzurri e gli All Blacks. "Questo stadio è al livello dello Stade France di Saint Denis. E' la prima volta che vedo così tante persone allo stadio per la Nazionale di rugby", dice Mallett alla dopo il test match. "La Nuova Zelanda ha schierato giocatori giovani che volevano dimostrare allo staff tecnico quanto valgono", aggiunge il ct facendo riferimento alle difficoltà che presentava l'impegno.

"Abbiamo un ottimo gruppo, ci siamo allenati al meglio e siamo in eccellente condizione fisica -prosegue- e per questo non penso tanto al risultato finale, quanto alla qualità del gioco che la mia squadra ha espresso contro gli All Blacks. Giocare in un San Siro esaurito è stata una grande esperienza per me e per chi giocava in campo


11/11/2009

Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi

Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi

 

Poche righe da Roma: «La candidatura è irricevibile», l'amministrazione comunale aveva dato la disponibilità ad organizzare l'evento


BARI - Il Coni boccia la candidatura di Bari per le Olimpiadi del 2020. Ora è ufficiale: «La candidatura è irricevibile» è l'incipit del comunicato con cui Roma dà lo stop al sogno olimpico del capoluogo pugliese. Usain Bolt quindi non sfreccerà sulla pista dello stadio San Nicola. Almeno non nell'evento globale a cinque cerchi. Già il presidente Gianni Petrucci aveva commentato sferzante, il 19 ottobre scorso: «Le candidature olimpiche non sono come le pizze: nessun paese ne propone una al giorno, ed è giusto mettere ordine». Lasciando intendere che la decisione di Elio Sannicandro, assessore comunale allo sport, di promuovere la «nomination» pugliese per i Giochi era stata forse dettata da eccessivo entusiasmo. Esclusa Bari rimangono in corsa Roma, Venezia e Palermo.

Ecco il testo della nota romana: «Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ribadendo quanto già espresso in occasione della riunione della Giunta Nazionale del 21 ottobre scorso in merito ai requisiti di ricevibilità delle richieste da parte delle città che intendono candidarsi ad ospitare i Giochi Olimpici precisa che tali richieste non possono limitarsi ad essere espressione di mera intenzione all'organizzazione dei Giochi da parte delle amministrazioni comunali, ma devono già far riferimento e fondarsi sulle condizioni essenziali di base previste dal Cio e dalla Carta Olimpica per il successo della candidatura». «Pertanto la richiesta pervenuta in data 9 novembre da parte del sindaco di Bari, Michele Emiliano, in cui si manifesta la "disponibilità" a potersi candidare da parte della città, non può essere considerata ricevibile dal Coni, così come già comunicato allo stesso sindaco di Bari per lettera, anticipata via fax, in data 10 novembre».

Alessandro Chetta


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10/11/2009

Milano abbraccia gli All Blacks Mai tanto pubblico per il rugby

Milano abbraccia gli All Blacks Mai tanto pubblico per il rugby

 

Comincia la festa: I campioni neozelandesi «sfidano» i calciatori all'Arena. Sabato a San Siro tutto esaurito con 80 mila spettatori, record storico per la palla ovale in Italia

 

 

L'apertura neozelandese Dan Carter all'Arena civica di Milano insieme ai compagni
L'apertura neozelandese Dan Carter all'Arena civica di Milano insieme ai compagni

MILANO - Di vicnere non se ne parla, ma almneo il pubblico milanese ci ha messo l'entusiasmo: per l'attesissima sfida contro gli All Blacks, i maestri neozelandesi della palla ovale, a San Siro ci saranno 80 mila spettatori (80.018 per la precisione), vale a dire il tutto esaurito. Nello scorso weekend sono state vendute le ultime decine di biglietti ancora disponibili per l'incontro di sabato 14 novembre, alle 14.30, il primo dei tre test match d'autunno della nazionale (gli altri incontri a Udine e Ascoli contro Sudafrica e Samoa). Un record per il rugby italiano, che mai aveva avvicinato un'audience di tale portata.

FESTA ALL'ARENA - E per Milano la festa per gli appassionati di rugby - sempre più numerosi nelle ultime stagioni - è già cominciata: lunedì all'Arena civica i campioni neozelandesi guidati dall'apertura Dan Carter hanno incontrato i giovani delle scuole rugby e hanno inscenato una «sfida» di precisione e potenza con i calciatori, lo juventino Diego e l'ex rossonero (ora alla Lazio) Cristian Brocchi. L'Arena è diventato il quartier generale degli All Blacks, sbarcati domenica a Milano dopo il successo per 19-12 contro il Galles a Cardiff di sabato scorso: il rinnovato campo ospita gli allenamenti dei "tutti neri" e lì mercoledì sarà organizzato l'incontro con gli studenti delle scuole medie vincitori del progetto «Scuole in meta» alla presenza del sindaco Letizia Moratti.

CARTER RISCHIA - Una mezza delusione per gli appassionati potrebbe però venire dalla Commissione disciplinare dell'Irb, la federazione internazionale del rugby, che ha convocato il talentuoso Carter per un placcaggio pericoloso ai danni di un gallese nel match della scorsa settimana: il mediano neozelandese rischia la squalifica. E sarebbe una sfortuna soprattutto per il pubblico italiano, che non vede l'ora di ammirare la sua straordinaria classe.


06/11/2009

Febbre da rugby, San Siro al completo per la sfida Italia-All Blacks

Febbre da rugby, San Siro al completo per la sfida Italia-All Blacks

 

Il 14 novembre. Tutto esaurito a Milano per il primo dei test match d'autunno: 75mila biglietti venduti

 

Gli azzurri in ritiro alla Borghesiana a Roma (Lapresse)
Gli azzurri in ritiro alla Borghesiana a Roma (Lapresse)

ROMA - «Settantacinquemila spettatori per un incontro di rugby non li ho mai visti neanche in Sudafrica». Nick Mallett, sudafricano e Ct dell'Italia, è entusiasta e forse un po' preoccupato dall'evento di sabato 14 novembre: San Siro tutto esaurito per la sfida agli All Blacks della Nuova Zelanda, una leggenda dello sport.

IL PRECEDENTE - Il primo dei tre test match autunnali degli azzurri riempirà il tempio del calcio. L'ultima volta, a giugno in casa loro, gli All Blakcs hanno vinto 27-6, però non erano ancora in forma. «Di solito fanno almeno 30 punti a qualsiasi avversario, anche i più forti - ricorda Mallett -. In attacco sono i migliori». E quindi l'Italia dovrà fare l'impossibile in difesa. Il rugby italiano cerca risultati all'altezza dello sforzo di promozione e della popolarità crescente. La palla ovale è di moda, l'anti-calcio per eccellenza («Noi siamo diversi e ci teniamo», dice il presidente federale Giancarlo Dondi), e nonostante i risultati degli azzurri non siano dalla loro parte, il rugby sta conquistando sempre più amatori. E sabato gli 80mila di San Siro lo grideranno forte. Nel 1988, per Italia-Romania, c'erano settemila spettatori.

PROSSIMI MATCH - Dopo la Nuova Zelanda a Milano toccherà al Sudafrica campione del mondo, il 21 novembre a Udine. «Una squadra fantastica», dice Mallett degli Springboks. Terzo e ultimo test match ad Ascoli Piceno, il 28, contro Samoa: difficile, ma forse possibile, visto che gli isolani sono appena sopra degli azzurri nella classifica mondiale. «Possiamo batterli», si sbilancia il Ct. «Vorremmo dare delle soddisfazioni ai tifosi - riconosce Dondi -. Con All Blacks e Springboks dobbiamo giocare per vincere, anche se è quasi impossibile».

I CONVOCATI - Il ct della nazionale iNick Mallett ha convocato 30 giocatori per il test match contro la Nuova Zelanda. Rientrano nel gruppo, rispetto al raduno conclusosi giovedì mattina a Roma, il flanker Mauro Bergamasco e il centro Gonzalo Canale. Esordienti Tommaso Benvenuti e Giovanbattista Venditti. La Nazionale si radunerà domenica prossima presso il Centro Coni di Tirrenia, martedì la lista di giocatori per l'incontro verrà ridotta a ventiquattro atleti. Questi la lista dei 30 per la Nuova Zelanda: Matias Aguero (Saracens), Tommaso Benvenuti (Benetton Treviso), Mauro e Mirco Bergamasco (Stade Francais), Kristopher Burton (Consiag I Cavalieri Prato), Gonzalo Canale (Clermont Auvergne), Martin Castrogiovanni (Leicester Tigers), Carlo Antonio Del Fava (MPS Viadana), Simone Favaro (Rugby Parma), Gonzalo Garcia (Benetton), Quintin Geldenhuys (MPS Viadana), Leonardo Ghiraldini (Benetton), Craig Gower (Bayonne), Luke McLean (Benetton), Fabio Ongaro (Saracens), Sergio Parisse (Stade Francais), Antonio Pavanello (Benetton), Salvatore Perugini (Bayonne), Simon Picone (Benetton), Matteo Pratichetti (MPS Viadana), Tommaso Reato (Femi-CZ Rovigo), Kaine Robertson (MPS Viadana), Ignacio Rouyet (Benetton), Michele Sepe (MPS Viadana), Alberto Sgarbi (Benetton), Josh Sole (MPS Viadana), Tito Tebaldi (Pluvalore Gran Parma), Giovanbattista Venditti (Plusvalore Gran Parma), Manoa Vosawai (Rugby Parma), Alessandro Zanni (Benetton).