14/10/2010
Accoltellate da un vicino per una lite. La madre muore, la figlia gravissima
Accoltellate da un vicino per una lite. La madre muore, la figlia gravissimaI carabinieri hanno arrestato il vicino di casa con il quale le due donne avevano avuto screzi. Il movente? Lui non sopportava il cane. Già condannato per stalking
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20/09/2010
Stalking, arrestata brasiliana 47enne Sette anni di molestie e minacce all'ex
Stalking, arrestata brasiliana 47enne Sette anni di molestie e minacce all'exLa loro relazione era terminata nel 2003. La vittima un imprenditore di Robassomero, 48 anni: più volte segnalato i comportamenti assillanti della donna
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31/07/2010
Violenta la nipotina di cinque anni. A Palermo arrestato nonno-orco
Violenta la nipotina di cinque anni. A Palermo arrestato nonno-orcoL'uomo si trovava già in carcere per l’accusa di stalking e maltrattamenti. La piccola ha raccontato tutto alla madre, che a sua volta aveva in passato subito violenza dal padre, oggi 58enne
PALERMO - Un 58enne residente in un paese dell'hinterland palermitano è stato arrestato dalla squadra mobile del capoluogo siciliano perché accusato di aver violentato la nipotina di 5 anni. Le indagini sull’uomo erano scattate dopo la denuncia presentata dalla madre della vittima e figlia dell'arrestato. Ad insospettire la donna sarebbe stato il comportamento eccessivamente gentile e disponibile del padre, resosi in passato responsabile di atti violenti anche nei suoi confronti. A raccontare l’incubo vissuto col nonno è stata la stessa bambina, che prima ha parlato con la madre, quindi con gli psicologi e i poliziotti. L’uomo è stato raggiunto dal mandato d’arresto mentre si trovava già in carcere per l’accusa di stalking e maltrattamenti. (Fonte Apcom)
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14/07/2010
Confessioni di uno stalker pentito
Confessioni di uno stalker pentitoStoria di un’ossessione e di una cura. La confessione di un magazziniere di 60 anni. «Ogni volta che penso a lei vado dallo psicologo»
«Sentivo dentro queste parole: "Morta lei, starai bene". Era un altro me stesso che mi diceva quello che dovevo fare». È la confessione di uno stalker che chiameremo Angelo: 60 anni, magazziniere a Milano. Avrebbe voluto uccidere Maria, l’ex fidanzata. Si è fermato in tempo, con l’aiuto degli psicologi dell’Osservatorio nazionale dello stalking.
MILANO — «"Morta lei, starai bene": le parole che sentivo nel sonno, come un altro me stesso che mi diceva quello che dovevo fare». E seguendo quella voce da incubo Angelo (nome di fantasia), 60 anni, magazziniere di Milano, si trova con un coltello in mano, lungo la strada diretta a casa dell’ex fidanzata, deciso a eliminare lei, amata-odiata, «unica fonte del mio dolore». «Mi fermarono i carabinieri, fu come svegliarmi da un brutto sogno, al momento non mi spiegai come avessi fatto ad arrivare fin lì». Ma oggi Angelo lo sa. Dopo un percorso di anni (ancora non è finito), con l’aiuto dell’Osservatorio nazionale sullo stalking (www.stalking.it), l’uomo ha ricostruito le tappe di un’ossessione assurda che poteva sfociare in tragedia. «Conobbi Maria (nome di fantasia) in azienda, aveva qualcosa di speciale, anche lei era molto attratta da me». Una storia di pochi mesi: lui sposato con un figlio; lei, quasi trent’anni di meno, con qualche problema di salute. Per questo Maria si trasferisce al Sud, nel paese natale. Angelo la sostiene, e la relazione continua al telefono: «Ero sicuro di lei, mi chiamava in continuazione, l’aiutai a comprare una macchina ». È Angelo a consegnarle l’auto in paese: «Fu l’occasione per stare tre giorni insieme, ma alla stazione successe l’inverosimile». Maria, senza spiegazioni, come spesso accade, lascia intendere che la liaison non avrà seguito: «Ci sentiamo a Natale, non prima». Angelo incassa, poi si sente male. «Era come se mi fosse crollato il mondo addosso, finii all’ospedale, la cercai al telefono, lei non rispose». Quella frase alla stazione fa scattare il delirio. «Da quel giorno non fui più lo stesso, stavo male, sentivo un bisogno irresistibile di chiamarla». Così Angelo da innamorato si trasforma in instancabile persecutore: «Lei aveva tirato su un muro, ma ogni volta che trovavo il telefono spento, mi saliva la rabbia e una forza incontenibile mi spingeva a cercarla con ogni mezzo. Ero diventato uno stalker». Quaranta telefonate al giorno con quattro cellulari diversi, centinai di messaggini, fax: per farle sapere che non intende sparire. Non solo: «Verrò da te per vedere il tuo nome scritto sulla tomba»; poi: «Stai attenta a quando attraversi la strada»; e ancora: «Non vedo l’ora di sapere che sei morta», «La tua vita non vale nulla, ogni giorno che passa è un giorno in meno che vivrai». Le frasi più ricorrenti. Con uno scopo: «Volevo farle capire quanto male mi aveva fatto e quanto io volevo fargliene».
Ma il conflitto non manca: «A volte rileggevo quelle parole, emi vergognavo di me stesso, allora le inviavo nuovi messaggi: "Scusami cucciola, sei la cosa più importante della mia vita». Angelo si pente, ma dura poco. Dopo quattro mesi, Maria lo querela per molestie (non esisteva la legge sullo stalking). I carabinieri di Milano convocano Angelo, gli spiegano che è meglio lasciar perdere. Ma la denuncia ha l’effetto contrario: «Per me fu come una sfida, presi un treno la sera stessa». Inizia così un pendolarismo settimanale che dura quasi due anni: «Sentivo il bisogno di vederla, la seguivo a 40 metri di distanza, mi accontentavo che sapesse che c’ero». Placare l’ansia, ridurre la sofferenza, provare soddisfazione nel farla soffrire: Angelo vive per questo, per farle sapere che lei, con la sua querela, non è riuscito ad allontanarlo. Intanto iniziano i problemi fisici: l’uomo perde 30 chili, non regge più la tensione. Decide così di trasferirsi nel paese di Maria. «Desideravo respirare la sua aria, solo così mi sentivo tranquillo». Ma gli incubi continuano, di notte «la voce» gli parla di progetti di morte. «Cercai di farla finita più di una volta, per smettere di soffrire. Ma confidavo anche nella sua morte». «Via lei, via il dolore»: l’ossessione prosegue, Angelo sta per toccare il fondo. Ma in qualche modo cerca aiuto e parla con il padre della ex fidanzata: «Ebbi da lui il nome di Massimo Lattanzi, presidente dell’Osservatorio sullo stalking, così è iniziata la mia ripresa». Angelo inizia una sorta di terapia: di fatto quando vuole vedere Maria, chiama Lattanzi e ne parlano insieme. «Se non lo avessi incontrato, sarebbe finita male, e solo in un modo». La morte di Maria e forse anche la sua: «Dico solo che quando si fanno certe cose, si è costretti ad agire così, è un impulso irresistibile. Io ci sono caduto dentro e conosco il meccanismo, per fortuna sono stato fermato in tempo». E Maria?: «Grazie alla mediazione dello psicologo siamo in rapporti civili, a volte ci sentiamo. Se un’altra donna mi abbandonasse? Non rifarei le stesse cose: nessuna sarà mai importante come Maria, lei era l’altra metà della luna, l’unico grande amore. Ancora oggi penso a lei».
Grazia Maria Mottola
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01/07/2010
Chieri, uccide due donne e poi si toglie la vita
Chieri, uccide due donne e poi si toglie la vitaRicercato per l'omicidio dell'ex fidanzata Maria Montanaro, Gaetano De Carlo ha ucciso un'altra donna nel Cremonese. Successivamente l'uomo s'è tolto la vita. Era stato denunciato sette volte per stalking
Ha ucciso le donne della sua vita, due ex fidanzate amate e perseguitate, e poi si èsuicidato. E' una storia di sentimenti affogati nel sangue quella di Gaetano De Carlo, 55 anni: ricercato da questa mattina in tutto il nord Italia per l'omicidio di Maria Montanaro, la bella compagna che lo aveva lasciato da poche settimane, prima di togliersi la vita ha ucciso un'altra ex, Livia Balcone di 42 anni.
Una lunga scia di sangue, che parte da Riva di Chieri, poco più di 3.800 anime in provincia di Torino. Lì questa mattina ha bussato alla porta dell'ex, 36 anni. Una carezza al labrador Lola, e al gatto Felix, gli amici a quattro zampe di quell'amore profondo e tormentato, poi l'ennesima discussione. Che questa volta, però, è finita con tre colpi di pistola, sparati a distanza ravvicinata.
Poi la fuga, a bordo di un auto, inseguito dai carabinieri del Comando provinciale di Torino che da subito avevano fatto cadere i loro sospetti su di lui. Un carrozziere di origini napoletane, con un figlio ormai grande da una precedente unione. Un uomo geloso, con alcuni precedenti penali alle spalle. Sempre per violenze, sempre ai danni di donne. Scattano i posti di blocco e partono le prime intercettazioni telefoniche. Si teme che il ricercato stia scappando all'estero, ma le ricerche ai confini con la Francia danno esito negativo. Gli investigatori parlano con le amiche e i vicini di casa della giovane uccisa. Una ragazza "bella e riservata", come la descrivono, tormentata da quell'amore tribolato "con un uomo che veniva da fuori".
E dalle testimonianze emerge anche un sms che la vittima avrebbe ricevuto ieri sera dall'ex: "Vengo lì e ti ammazzo". I sospetti diventano certezze, mentre la caccia all'uomo si sposta in Lombardia, nel cremonese, dove l'uomo viveva e lavorava. E proprio qui, nel pomeriggio, scatta il secondo allarme: a bordo di un auto, parcheggiata in una piazzola del Parco della Preistoria di Rivolta d'Adda, c'è il cadavere di una donna. Anche lei uccisa a colpi di pistola, ferita mortalmente alla testa. Livia Balcone era pure lei una ex di De Carlo, diventata nel tempo una sua vittima di stalking.
Il collegamento tra i due omicidi diventa evidente quando i carabinieri risalgono all'identità della vittima, un'altra ex del ricercato. La caccia all'uomo, però, dura ancora poco: la corsa folle del duplice omicida si ferma a Cornegliano Laudense, nel lodigiano, dove viene ritrovato privo di vita. Si è sparato alla testa con la stessa arma usata per uccidere le due donne. Era stato denunciato per molestie (reato successivamente qualificato come stalking) e minacce per ben sette volte dal marito della seconda donna che ha ucciso oggi
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24/03/2010
«Tibor, Fabrizio, Andrea: la mia vita da molestata»
«Tibor, Fabrizio, Andrea: la mia vita da molestata»
«L'ultimo è stato assolto dal reato di stalking ma non importa». Michelle Hunziker: uno l’ho denunciato 15 volte
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| Michelle Hunziker (Ansa) |
MILANO— Non è delusa. «In questi casi non c’è uno che vince e uno che perde». Anzi, ha molta fiducia nella giustizia. «Continuo a confidare moltissimo nei giudici, persone sensibili e attente». Legge nella sentenza che l’altro ieri ha assolto il suo ennesimo molestatore una opportunità. «Adesso potrò capire ancora meglio le donne che si rivolgono a Doppia Difesa, l’associazione che ho fondato nel 2007 con Giulia Bongiorno. Il messaggio è che denunciare è importante, sempre, anche se poi il percorso non va a buon fine: non bisogna scoraggiarsi». È pure d’accordo con il magistrato dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano che lunedì ha firmato l’assoluzione. «Il fatto è stato accertato, ma evidentemente non costituisce reato. Va bene così. Sono contenta di averlo denunciato in tempo, prima che quell’uomo si inasprisse. E sono anche sicura che ora, dopo questa esperienza, non mi darà più fastidio». Michelle Hunziker, gentile e luminosa nel soggiorno bianco del suo appartamento milanese, polo chiara e jeans, parla serena di Silvano N., il quarantenne che nell’aprile del 2008 l’ha riempita di telefonate al numero di casa proponendosi come guardia del corpo.
«Si era presentato pure qua sotto, con la divisa da guardia giurata, la pistola bene in vista. Lo trovavo terribile. Gli avevo spiegato che non era quello il modo appropriato di proporsi per un lavoro. Lui non ha smesso e così l’ho dovuto denunciare». L’uomo è stato assolto per il reato di stalking ed è stato invece condannato perché custodiva 36 proiettili senza averli mai denunciati. «Ecco, vedi, rivolgersi alla magistratura è servito». Lei si sente comunque fortunata e privilegiata. «Come me ci sono migliaia di altre donne che vengono infastidite, molestate, seguite, minacciate. Io ormai ho la "pellaccia" e soprattutto ho la possibilità di pagare una guardia del corpo, di affrontare un processo, ho tutto il supporto che mi serve, ho pure creato una fondazione che si occupa di questo. A Doppia Difesa una volta è venuta una signora che aveva già sporto 82 denunce. Il mio record è stato quindici, con Tibor». Tibor fu il primo a firmarsi con nome e cognome. «Perché poi la cosa pazzesca è che lo stalker non si nasconde. Slovacco, si era convinto di essere il padre di mia figlia Aurora, che chiamava Aurelia. È stato condannato due anni fa a tre mesi, ma da allora si è reso irreperibile». Cosa faceva? «Mi riempiva di lettere scritte nella sua lingua in cui diceva di essere un pentito mafioso e di aver bisogno della mia protezione. Raccontava una storia delirante di come fosse entrato nella camera in cui io e Eros dormivamo insieme e di aver concepito così Aurora. Scriveva pure a lei, ho dovuto metterla sotto protezione. Lui mi faceva trovare biglietti davanti alla mia porta di ingresso, addirittura riuscì a intrufolarsi nel camerino del Teatro della Luna per lasciarmi tre pacchi pieni di cose irripetibili, con pesanti allusioni sessuali. Se si appostava sotto casa chiamavo le forze dell’ordine, quelle arrivavano, lo portavano via e lui ritornava dopo. Ho deciso di parlarci, chiedendo agli agenti di stare a dieci metri di distanza, e ho capito quanto fosse irragionevole e pericoloso. Così ho cercato il miglior avvocato penalista su piazza, volevo fosse donna: Giulia Bongiorno. E l’ho denunciato».
Ora è serena, è vero. Ma all’inizio anche lei ha avuto paura. «Quando uscivo di casa mi guardavo sempre alle spalle. A un certo punto, era il periodo di Tutti insieme appassionatamente e Cabaret a teatro, avevo il timore di essere aggredita sul palco, mi sentivo molto vulnerabile. Poi però ho capito che dovevo superarlo, che se ho scelto di fare questo lavoro devo accettare la mia esposizione. Mi sento come Michael Schumacher, che corre malgrado il rischio della velocità: si è preso il pacchetto completo». Fabrizio è arrivato quasi nello stesso periodo di Tibor. «Si era convinto che fossi la sua anima gemella. Mi aspettava alla fine di ogni spettacolo, mi scriveva, mi pedinava. Tipico dello stalker, che non accetta di essere respinto, si è incattivito e ha minacciato di uccidere la mia guardia del corpo». Lo ha denunciato, il processo è in corso, la prossima settimana è fissata l’udienza, spiega il legale Davide Steccanella, che insieme con Giulia Bongiorno difende la Hunziker per conto di Doppia Difesa. Michelle aggiunge: «La nostra fondazione offre agli stalker un supporto psicologico, per aiutarli a prendere coscienza di quello che hanno fatto. Anche a Fabrizio lo abbiamo proposto, ma lui lo ha rifiutato». Andrea, condannato a 9 mesi di reclusione e diecimila euro di risarcimento per minacce, è quello della lametta da barba. «Me l’aveva spedita a Striscia la notizia in una busta chiusa: voleva sfregiarmi. Io in trasmissione denunciai il gesto e lui, sentendosi sfidato, mi scrisse di nuovo da un Internet Point, con altre minacce. La polizia postale fu bravissima a rintracciarlo». Ora Silvano, assolto. «Va bene così. Sono certa che non ci riproverà».
Elvira Serra
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12/11/2009
Boyle vittima di stalking: protezione alla bruttina con la voce da usignolo
Boyle vittima di stalking: protezione alla bruttina con la voce da usignolo
Rafforzate le misure di sicurezze attorno all'abitazione dell'artista rivelazione. Una donna americana che le inviava strane lettere ha tentato di avvicinarsi alla sua casa ma è stata bloccata
| Susan Boyle |
Il successo, nel bene o nel male, ti può stravolgere la vita. Ne sa qualcosa Susan Boyle. La bruttina con la voce da usignolo, rivelazione della trasmissione tv inglese «Britain’s Got Talent» che ha appena coronato il sogno di un disco, è ora anche vittima di stalking. Una volta diventata famosa la donna, scrive il Sun, è stata "bombardata" di strane lettere da una donna americana di mezza età. Fin qui nulla di grave, se non fosse che la stalker in questione si è spinta oltre, arrivando quasi fino alla casa della cantante 48enne a West Lothian, in Scozia. L’americana è stata intercettata e bloccata in tempo da una guardia del corpo, ma l’incidente ha scosso «SuBo». Per questo sono state rafforzate le misure di sicurezza intorno all’abitazione della Boyle.
L'USCITA DEL SUO PRIMO ALBUM - Il produttore televisivo e discografico Simon Cowell, non appena informato dell’accaduto, ha subito ordinato di rafforzare la protezione per la cantante, che di recente ha avuto l’opportunità di incontrare il suo idolo di bambina, il cantante americano Donny Osmond. Cowell sta supervisionando l’uscita dell’album di esordio di SuBo, prevista questo mese.
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08/11/2009
Stalking, evade dai domiciliari e spara all'ex convivente. La donna è grave
Stalking, evade dai domiciliari e spara all'ex convivente. La donna è grave
È successo a montesilvano. Un uomo di 47 anni ha colpito la donna al volto e il suo fidanzato a un fianco
PESCARA - È caccia a Michele Lambiase, un uomo di 47 anni che ha sparato all'ex convivente e al suo fidanzato in un parcheggio di Montesilvano (Pescara). L'uomo era stato arrestato venerdì scorso per stalking dai carabinieri di Silvi (Teramo) e condannato ai domiciliari nella sua abitazione a Foggia, ma sabato sera è evaso a si è recato in Abruzzo per pedinare la coppia travestendosi con una parrucca bionda. Appena giunto nel parcheggio l'uomo ha aperto la portiera ed esploso due colpi che hanno ferito la donna, 33 anni, al volto e l'uomo, 34, al fianco. Si è poi dato alla fuga.
GRAVE - L'uomo ferito ha avuto la forza di accendere la macchina e fuggire verso la stazione dei carabinieri di Montesilvano: quando è giunto ha solo avuto la forza di gridare che erano stati feriti per poi svenire. Portati in ospedale i due sono stati operati: la donna è in prognosi riservata ed è considerata grave. All'uomo, il cui proiettile è entrato nel fianco sinistro per uscire dalla spalla destra, è stato tolto un rene.
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21/09/2009
Filma l'ex moglie a letto con l'amica e mette il video online: denunciato
Filma l'ex moglie a letto con l'amica e mette il video online: denunciato
In provincia di brescia. L'uomo voleva vendicarsi e ha nascosto una videocamera nella stanza. Accusato di stalking
MILANO - Una videocamera collocata in quella che una volta era stata la sua camera da letto è diventata lo strumento di vendetta di un uomo lasciato dalla moglie. Lei, infatti, ripresa a letto con un'amica, si è ritrova online su Internet, nelle circostanze inequivocabili di un rapporto omosessuale.
DENUNCIA PER STALKING - Il fatto è accaduto in un paese in provincia di Brescia. La donna, sulla cui identità viene ovviamente mantenuto il massimo riserbo, è venuta a sapere della pubblicazione del video su Internet da un amico, che l'aveva trovato casualmente mentre navigava online. A quel punto, la donna non ha potuto far altro che recarsi a denunciare l'ex marito per stalking. La pubblicazione di immagini intime online si può infatti configurare come un atto di persecuzione.
LE VOCI - Secondo indiscrezioni, all'uomo erano giunte all'orecchio una serie di voci diffuse tra le comuni conoscenze della coppia, che indicavano proprio nell'omosessualità della donna le ragioni della separazione. Ed allora avrebbe agito per dispetto.
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31/08/2009
Torino, spiava la moglie dal televisore italiano 54enne arrestato per stalking
Torino, spiava la moglie dal televisore italiano 54enne arrestato per stalking
L'uomo controllava la consorte, dalla quale si stava separando, attraverso una telecamera nascosta nella tv, cabina di regia in cantina: denunciato anche per interferenza illecita nella vita privata
TORINO - Controllava da mesi, minuto dopo minuto, la moglie, dalla quale si stava separando. Era riuscito infatti ad installare una telecamera all'interno del televisore nel salotto della donna, allestendo in cantina una sorta di sala di regia da dove poteva spiare la sua vittima. Il tutto con una attrezzatura acquistata dai cinesi. L'uomo, un italiano di 54 anni, è stato ora arrestato con l'accusa di stalking dai carabinieri della stazione di Riva Presso Chieri, in provincia di Torino. Da mesi importunava e perseguitava la consorte, con molestie e minacce. I carabinieri sono intervenuti dopo che la donna ha sporto denuncia contro il marito che, oltre all'arresto per stalking è anche stato denunciato per interferenza illecita nella vita privata.
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