23/10/2010

Epidemia di colera ad Haiti oltre 200 morti in pochi giorni

Epidemia di colera ad Haiti oltre 200 morti in pochi giorni

Emergenza sanitaria sull'isola già duramente colpita dal terremoto del gennaio scorso: duemila contagiati. Si tratta del ceppo più pericoloso della malattia. L'Oms conferma: non si registravano casi da oltre un secolo

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11/04/2010

Thailandia, 19 vittime negli scontri Il governo: usati solo proiettili di gomma

Thailandia, 19 vittime negli scontri Il governo: usati solo proiettili di gomma

I feriti sono oltre ottocento. Il portavoce del premier Vejjajiva: «Ribelli armati di lanciagranate, kalashnikov, bombe. Ci siamo difesi»

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BANGKOK - Mentre il bilancio delle vittime degli scontri a Bangkok è salito a 19 morti (15 sono civili, tra loro un reporter giapponese della Reuters) e oltre 800 feriti, il governo giustifica la dura reazione dell'esercito parlando di legittima difesa. I soldati avrebbero usato solo proiettili di gomma (ma nei muri sono ben visibili fori di proiettili veri - ascolta l'audio di Marco Del Corona), mentre le camicie rosse - ha dichiarato il portavoce del primo ministro Abhisit Vejjajiva in tv - erano armate di «lanciagranate M79, kalashnikov, bombe a mano e altre armi artigianali».

«SPARATO PER AUTODIFESA» - Panitan Wattanayagorn, che ha confermato il bilancio di 4 morti e 200 feriti tra i soldati, ha ribadito che l'esercito ha agito seguendo le regole di ingaggio e sparando solo per autodifesa, negando l'uso di proiettili veri. Il governo, ha aggiunto, ha intanto ordinato alle truppe di far ritorno alle proprie basi, rimanendo in allerta per ulteriori operazioni se saranno necessarie. Ma anche oggi intere zone della capitale sono in mano alle camicie rosse e si temono nuovi scontri. È in programma anche una veglia di preghiera per le vittime.

CIRCONDATA SEDE TV - Alcune migliaia di ribelli hanno poi nuovamente circondato la sede di Thaicom, la società dal cui satellite passa la trasmissione del "Canale del popolo" oscurato dalle autorità, alla periferia nord di Bangkok. Secondo il reporter di una tv locale, ci sono stati tafferugli con le forze di polizia schierate a difesa del complesso, teatro di scontri già venerdì. Intanto almeno quattro soldati sono tenuti in ostaggio dalle camicie rosse. Mentre Bangkok conta le vittime di quello che è stato ribattezzato "Bloody Saturday", nella capitale sono parzialmente riprese le corse della metropolitana sopraelevata Skytrain, sospese sabato. Quattro stazioni del centro, nella zona occupata dai manifestanti, rimangono però chiuse.

Redazione online


07/04/2010

Thailandia, è stato di emergenza. Politici in fuga

Thailandia, è stato di emergenza. Politici in fuga

A Bangkok continua la protesta contro il primo ministro Vejjajiva. Una parte dei manifestanti ha assediato il Parlamento. I deputati evacuati in elicottero.

 

 

 

Le "camicie rosse" dell'opposizione thailandese, guidate dal loro leader Arisman Pongruangrong, hanno fatto irruzione nel parlamento di Bangkok utilizzando un camion per sfondare il cancello di ingresso. "Centinaia di loro sono dentro il complesso" ha detto Pitoon Pumhiran, segretario generale della Camera, "hanno usato un camion per buttar giù il cancello, ma fino ad ora non ci sono stati altri atti di violenza". Circa 150 agenti di polizia sono stati posti a guardia del Parlamento dopo le proteste dei sostenitori del leader dell'opposizione, Thaksin Shinawatra, che chiedono nuove elezioni subito. Sul tetto, è atterrato un elicottero Blackhawk con alcuni militari a bordo. Ministri e deputati sono saliti a bordo e sono stati evacuati. Altri parlamentari sono fuggiti a piedi. Il governo è corso ai ripari dichiarando lo stato d'emergenza a Bangkok e nelle provincie limitrofe.


24/11/2009

Filippine, Arroyo: stato di emergenza in due regioni

Filippine, Arroyo: stato di emergenza in due regioni

 

Il Paese sconvolto dal maxi sequestro finito in tragedia. Sale il bilancio dei morti. Sono 39 i corpi trovati dalle forze dell'ordine impegnate in controlli a tappeto nelle due province meridionali dell'isola di Mindanao

 

 

 

Stato d'emergenza in due province dell'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, e mani libere alla polizia incaricata di scovare il commando che ieri ha seminato il terrore nella regione, sequestrando più di 40 sostenitori di Ismael Mangudadatu candidato alla carica di governatore della regione, che ha deciso di sfidare il clan al potere da diversi anni. La nazione è sotto shock per il più violento agguato mai compiuto durante una campagna elettorale. Fino al ripristino della normalità, ha detto la presidente Arroyo, nelle due province saranno istituiti checkpoint e controlli a tappeto.