18/06/2011

Moody' s avverte: possibile il taglio del rating sul debito dell'Italia

Moody' s avverte: possibile il taglio del rating sul debito dell'Italia

FINANZA PUBBLICA E MERCATI. In una nota l'agenzia americana annuncia di aver posto sotto revisione il «voto» Aa2 per un possibile ribasso

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10/02/2011

Istat, l'industria torna a crescere nel 2010

Istat, l'industria torna a crescere nel 2010

Nei 12 mesi rialzo del 5,5%. A dicembre netto aumento rispetto all'anno passato (+8,7%). Gli esperti della Bce rialzano le stime dell'Eurozona: pil 2011 all'1,6% e inflazione a 1,9%

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04/01/2011

Inflazione raddoppiata nel 2010

Inflazione raddoppiata nel 2010

I DATI DELL'ISTAT. Il tasso medio annuo è stato pari all'1,5%, quasi raddoppiato rispetto a quello del 2009 (+0,8%)

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12/08/2010

Bce: ripresa frenata da disoccupazione e dall'aggiustamento dei bilanci aziendali

Bce: ripresa frenata da disoccupazione e dall'aggiustamento dei bilanci aziendali

Sul fronte macroeconomico per Francoforte necessarie misure aggiuntive nel futuro per i Paesi ad alto debito: «riforme indispensabili per i paesi che hanno subito perdite di competitività».

DATI ISTAT. Sale l'inflazione, picco più alto dal 2008. Confermate le stime, carovita in crescita dell'1,7%


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08/07/2010

Crisi, il Fondo monetario vede la ripresa nel 2010

Crisi, il Fondo monetario vede la ripresa nel 2010

L'Fmi rivede al rialzo le stime di crescita mondiali per l'anno in corso, mentre lascia invariate quelle per il 2011. Prevista anche un'espansione del pil italiano pari al + 0,9%. Il rischio recessione nei prossimi anni sembra essere fugato

 

 

Il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita mondiali per il 2010. Secondo l'Fmi l'economia globale si espanderà quest'anno del 4,6% (0,4 punti in più rispetto a quanto previsto in aprile), mentre per il 2011 la stima è invariata al +4,3%.

Il pil dell'Italia crescerà quest'anno dello 0,9%, a fronte del +0,8 stimato in precedenza; limata invece di 0,1 punti la stima 2011, quando è previsto che l'economia segnerà un +1,1%. Eurolandia s'espanderà nel 2010 dell'1,0% e nel 2011 dell'1,3%. Le economie avanzate cresceranno quest'anno del 2,6% e il prossimo del 2,4%.


Circa il rischio recessione, infine, è fortemente improbabile uno slittamento dell'economia globale per i prossimi anni, anche se "non è uno scenario del tutto improbabile". A dichiararlo è stato il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard, presentando l'aggiornamento del
World Economic Outlook e del Global Financial Stability Report. Secondo Blanchard è necessario che i Paesi tornino a livelli sostenibili di spesa. Il capo economista dell'Fmi ha inoltre sottolineato che lo yen è al momento correttamente valutato e non deve indebolirsi, per combattere la deflazione. Blanchard ha infine aggiunto che è ancora troppo presto per dire se la decisione della Cina sulla yuan avrà o meno impatto sui flussi di capitale nel Paese.


12/06/2010

Niente esame per 28.500 studenti

Niente esame per 28.500 studenti

MATURITA' 2010. Le stime del Ministero: aumenta la percentuale dei non ammessi, dal 5,5% al 6,1%. Lunedì i verdetti definitivi

 

(Fotogramma)

ROMA - Il dato definitivo si avrà soltanto da lunedì. Ma già da oggi, con i primi dati provvisori diffusi dal Ministero, si ha una indicazione precisa sulla percentuale di ammessi alla maturità: la strage» temuta per l'introduzuione delle nuove norme non c'è stata, ma un aumento delle esclusioni c'è stato. E la stima, in termini numerici, è che quest'anno gli studenti non ammessi all'esame saranno in tutta Italia ben 28.500.

I DATI - I dati del Ministero si riferiscono a un campione di istituti superiori (licei, tecnici, professionali e artistici) di Emilia Romagna, Marche, Veneto, Puglia, Lombardia e Campania: 200 istituti dove sono già stati scrutinati 11.779 allievi. E confermano l’andamento già registrato nell'anno precedente, caratterizzato da una maggiore severità. Le cifre, sostiene il Ministero, «sono significative perché sono scuole scelte come campione attendibile per le loro caratteristiche sia territoriali e sia per il tipo di istituto». La precentuale dei non ammessi quest’anno è salita al 6,1%, mentre l’anno precedente, nelle stesse scuole del campione considerato, era stata del 5.5%. Se questa proiezione sarà confermata dai dati reali delle ase scuole e delle altre Regioni, i non ammessi alla maturità sarebbero dunque circa 28.500.

PIU' BOCCIATURE - Il ministero ha anche elaborato i dati sulle promozioni durante il corso di studio delle superiori. E anche per quanto riguarda i risultati degli scrutini delle prime quattro classi, c'è un aumento di bocciature. Rispetto all’11.7% del precedente anno scolastico, quest’annosi sale al 13.1%. Gli allievi promossi a giugno risultano quindi il 62,9% mentre per più del 24% il giudizio è sospeso. Il 13,1% è la percentuale dei bocciati. L’aumento delle bocciature si rileva soprattutto negli istituti professionali e nei licei. Diminuiscono invece i bocciati negli istituti tecnici.


21/04/2010

Fmi: il Pil italiano crescerà meno del previsto, nel 2010 +0,8%, +1,2% nel 2011

Fmi: il Pil italiano crescerà meno del previsto, nel 2010 +0,8%, +1,2% nel 2011

Ripresa più consistente negli stati uniti e nei paesi emergenti. Riviste al ribasso le stime di gennaio. Allarme disoccupazione in Europa

 

(Epa)
(Epa)

MILANO - Il Fondo monetario internazionale (Fmi) rivede le stime di crescita per l'Italia. Secondo il Fondo monetario il pil nel 2010 salirà dello 0,8% mentre nel 2011 la ripresa accelererà al +1,2%. In ambedue i casi si tratta di una revisione al ribasso delle stime precedenti: rispetto alle previsioni di gennaio 2010, il pil 2010 dell'Italia è stato ridotto di 0,2 punti percentuali, mentre quello 2011 di 0,1 punti percentuali.

RIPRESA A INTENSITA' VARIABILE - Secondo l'Fmi la ripresa economica mondiale procede «meglio delle attese», sebbene a intensità variabile nelle diverse regioni del Globo. A trainare il recupero sono i Paesi emergenti, mentre nelle economie avanzate «la forza del rimbalzo resta moderata» e messa a rischio dai crescenti debiti pubblici e dalla difficile situazione del mercato del lavoro. E soprattutto l'Europa resta relegata nelle retrovie. In particolare, il Pil mondiale crescerà del 4,2% quest'anno e del 4,3% il prossimo, un punto in più rispetto alle previsioni d'autunno. Nel complesso il prodotto dei Paesi industrializzati salirà rispettivamente del 2,3 e del 2,4%, mentre in quelli emergenti il balzo sarà del 6,3% nel 2010 e del 6,5% nel 2011. L'analisi del Fondo promuove gli Usa, il cui Pil aumenterà «sorprendentemente» del 3,1% quest'anno e del 2,6% il prossimo. Bocciata invece Eurolandia, ancorata a un modesto incremento dell'1% nel 2010 e dell'1,5% nel 2011. A pesare, sostengono gli economisti di Washington, sono gli squilibri di bilancio e delle partite correnti in molti Paesi della zona. Oltre alle preoccupazioni accese dalla crisi greca «che potrebbe contagiare altri Paesi vulnerabili dell'area» e minacciano «la normalizzazione delle condizioni sui mercati finanziari».

DISOCCUPAZIONE -L'Fmi lancia nel suo rapporto di primavera anche un'allarme disoccupazione: «L'alta disoccupazione pone grandi problemi sociali» sotolinea il Fondo monetario internazionale secondo cui nelle economie avanzate il numero dei senza lavoro «è destinato a rimanere vicino al 9% fino al 2011 per poi declinare solo lentamente». Per questo, affermano i tecnici dell'istituzione di Washington, «le politiche macroeconomiche devono continuare a sostenere in modo appropriato la ripresa» e, «allo stesso tempo», devono «favorire la flessibilità salariale e dare aiuto adeguato ai disoccupati». I numeri sono terribili. Il tasso di disoccupazione si attesterà negli Stati Uniti al 9,4% quest'anno per poi scendere all'8,3%. Nella zona dell'euro i disoccupati resteranno invece al 10,5% sia nel 2010 che nel 2011. In questo quadro si difende l'Italia dove i senza lavoro sono previsti pari rispettivamente all'8,7% e all'8,6% nei due anni. A picco la Spagna, dove le stime arrivano al 19,4% nel 2010 e al 18,7% nel 2011.

Redazione online


26/01/2010

L'Fmi modifica al rialzo le previsioni di crescita del Pil italiano nel 2010 e 2011

L'Fmi modifica al rialzo le previsioni di crescita del Pil italiano nel 2010 e 2011

 

Nel corso del 2010 il Pil mondiale crescerà del 3,9%. La previsione: +1% quest'anno e +1,3% l'anno prossimo. Ma avverte: ripresa lenta e a velocità diverse

 

(Afp)
(Afp)

MILANO - Il Fondo monetario internazionale modifica al rialzo le previsioni crescita dell'Italia nei prossimi anni. Ma avverte: nel nostro Paese come nel resto del mondo la ripresa globale «è partita prima e più forte del previsto» ma sarà «lenta rispetto alle precedenti esperienze» e soprattutto procederà a velocità e intensità diverse nelle diverse regioni. La diagnosi è del Fondo monetario internazionale che ha aggiornato al rialzo le sue previsioni economiche.

PIL ITALIANO - In particolare, l'istituto di Washington prevede ora che il Pil mondiale crescerà quest'anno del 3,9%, con un miglioramento dello 0,8% rispetto ai numeri diffusi a ottobre scorso. La stima per il 2011 sale invece dello 0,1% al 4,3%. Per l'Italia l'Fmi ritiene possibile una crescita dell'1% nel 2010 (+0,8%) e dell'1,3% nel 2011 (+0,6%), un rialzo del Pil più accentuato di quanto previsto in precedenza. Nel complesso, il prodotto delle economie avanzate è previsto aumentare del 2,1% (+0,8%) quest'anno e del 2,4% (-0,1%) il prossimo. Gli Stati Uniti dovrebbero mettere a segno una crescita rispettivamente del 2,7% (+1,2%) e del 2,4% (-0,4%). L'Eurozona dovrà invece accontentarsi di un +1% (+0,7%) nel 2010 e di un +1,6% (+0,3%). Al suo interno spicca la performance tedesca (+1,5% e +1,9% nei due anni). Mentre non sembra volerne di ripartire l'economia spagnola, che si contrarrà dello 0,6% quest'anno per poi risalire dello 0,9% il prossimo.

PAESI EMERGENTI - A trascinare l'economia mondiale saranno i Paesi emergenti. La Cina, innanzitutto (+10% nel 2010 e +9,7% nel 2011). Ma anche l'India (+7,7% nel 2010 e +7,8% nel 2011). In generale, le nazioni in via di sviluppo sono previste crescere a un ritmo del 6% nel 2010 e del 6,3% nel 2011. Insomma, le condizioni migliorano ma il malato non è ancora guarito del tutto e «ci sono significativi rischi verso il basso nelle prospettive». Primo fra tutti «una prematura e incoerente uscita dalle politiche di sostegno». Per questo il Fondo invita le autorità di governo e monetarie a continuare a sostenere la ripresa, pur senza dimenticarsi di cominciare a studiare un'exit strategy e di comunicare sin d'ora cosa intendono fare quando il paziente sarà in grado di rimettersi a camminare sulle sue gambe. Le politiche di bilancio, sottolineano a Washington, dovranno «rimanere accomodanti nel breve periodo» e allo stesso tempo le banche centrali dovranno mantenere bassi i tassi d'interesse, aiutate anche dagli scarsi rischi di inflazione. Cruciale sarà poi «continuare a riparare il settore finanziario» che, «rimane ancora fragile sebbene in complessivo miglioramento». (Fonte: Agi)


04/01/2010

Nel 2009 inflazione ai minimi da 50 anni Ma a dicembre una lieve accelerazione

Nel 2009 inflazione ai minimi da 50 anni Ma a dicembre una lieve accelerazione

 

Aumento dello 0,2% rispetto a novembre, mentre su base tendenziale cresce dell'1%. Nell'anno appena chiuso una variazione del +0,8%, segnando un record dal 1959 quando fu pari a -0,4%

 

Il 2009 ha fatto registrare la crescita più bassa dell'inflazione degli ultimi 50 anni (Ansa)
Il 2009 ha fatto registrare la crescita più bassa dell'inflazione degli ultimi 50 anni (Ansa)

ROMA - Lieve accelerazione per l'inflazione a dicembre. Secondo la stima diffusa oggi dall'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), a dicembre segna un aumento dello 0,2% rispetto a novembre, mentre su base tendenziale cresce dell'1% (era +0,7% a novembre). In base alla stima provvisoria, l'indice armonizzato Ipca registra una crescita dello 0,2% su base mensile e un aumento del 1,1% su base tendenziale. L'inflazione al netto dei prodotti energetici aumenta dell'1,2%.

DATO STORICO - È invece storico il dato sull'anno che si è appena concluso: il 2009 ha fatto registrare l'inflazione più bassa da 50 anni a questa parte. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato nei 12 mesi scorsi del 2009 una variazione del +0,8%, segnando un record dal 1959 quando fu pari a -0,4%. Nel 2008, invece, l’inflazione era salita del 3,3%. L’Istat aggiunge che anche l’indice Ipca - quello usato in sede Ue - ha registrato un aumento dello 0,8% rispetto al 3,5% del 2008.


27/12/2009

Saldi, si parte il 2 gennaio Il Codacons: «Saranno un flop»

Saldi, si parte il 2 gennaio Il Codacons: «Saranno un flop»

 

Le stime dell'associazione: «Riduzioni degli acquisti tra il 10 e il 20%», «appena il 50% delle famiglie potrà avvalersi dei saldi»


(Ansa)
(Ansa)

MILANO - I saldi invernali in partenza il 2 gennaio saranno un flop. A sostenerlo è il Codacons. Secondo l'associazione a difesa dei consumatori, gli sconti invernali faranno registrare riduzioni degli acquisti comprese tra il 10 e il 20% specie nelle grandi città. Al contrario, secondo l' Osservatorio Economico di AssoConsumatorItalia, « le vendite resteranno pressoché invariate rispetto alla campagna saldi invernali del 2009, con qualche cenno di incremento nel comparto delle scarpe e dell'abbigliamento».

«INTERESSERANNO UNA FAMIGLIA SU DUE» - «I motivi per cui i saldi falliranno sono molteplici - insiste da parte sua il presidente Codacons Carlo Rienzi - innanzitutto l'eccessiva vicinanza alle festività natalizie che hanno già prodotto uno svuotamento dei portafogli degli italiani. C'è poi un eccessivo livello dei prezzi specie nel settore dell' abbigliamento e delle calzature, che nonostante i saldi registrerà listini troppo elevati. Da registrare poi il budget delle famiglie per i saldi sempre più ridotto da rincari, rate, mutui e bollette e un generale clima di sfiducia dovuto alla crisi economica». Per il Codacons, «appena il 50% delle famiglie potrà avvalersi dei saldi, perché l'altra metà non avrà budget da dedicare a nuovi acquisti. In discesa inoltre la spesa procapite durante gli sconti, che si attesterà sui 130 euro a persona (considerati gli aumenti dei prezzi). In linea generale - conclude Rienzi - prevediamo un totale flop dei saldi invernali, con vendite in picchiata fino al 20%». Tra i consigli per evitare fregature nel periodo dei saldi il Codacons ricorda, tra l'altro, di conservare sempre lo scontrino; di confrontare i prezzi tra i diversi esercizi; di diffidare degli sconti superiori al 50%; di verificare che non ci siano oneri aggiuntivi per l'utilizzo di carte di credito o di bancomat.


Saldi, il calendario regione per regione

Abruzzo (L’Aquila)
dal 5 gennaio al 5 marzo

Basilicata (Potenza)
2 gennaio – 2 marzo

Calabria (Catanzaro)
3 gennaio – 28 febbraio

Campania (Napoli)
2 gennaio- 1 aprile

Emilia Romagna (Bologna)
2 gennaio

Friuli Venezia Giulia (Trieste)
2 gennaio- 31 marzo

Lazio (Roma)
2 gennaio

Liguria (Genova)
5 gennaio-20 febbraio

Lombardia (Milano)
2 gennaio (max 60 giorni)

Marche (Ancona)
2 gennaio – 1 marzo

Molise (Campobasso)
7 gennaio - 31 marzo

Piemonte (Torino)
2 gennaio – 31 marzo

Puglia (Bari)
5 gennaio – 28 febbraio

Sicilia (Palermo)
2 gennaio

Toscana (Firenze)
7 gennaio

Umbria (Perugia)
7 gennaio – 7 marzo

Veneto (Venezia)
2 gennaio

Sardegna (Cagliari)
8 gennaio

Valle d'Aosta (Aosta)
10 gennaio

Provincia di Trento
9 gennaio 2010 – 20 febbraio

Provincia di Bolzano
9 gennaio - 20 febbraio


Fonte: AssoConsumatorItalia, elaborazione dati di associazioni ed enti locali