04/09/2011
Auto pirata nel quartiere di Scampia Muore bimba di 4 anni, un arresto
Auto pirata nel quartiere di Scampia Muore bimba di 4 anni, un arrestoL'accusa di per omissione di soccorso ed omicidio colposo. L'investitore, 25enne, è stato individuato dopo esser fuggito dal luogo dell'incidente
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26/03/2011
Si apre una voragine, auto «inghiottita»
Si apre una voragine, auto «inghiottita»Il cedimento potrebbe essere stato causato dalla rottura di una tubatura sottostante. Gravemente ferite le due donne che si trovavano a bordo della vettura. L'incidente a Lido Adriano, nel Ravennate
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23/08/2010
Pakistan, uccisi a bastonate tra la folla
Pakistan, uccisi a bastonate tra la follaDue fratelli di 16 e 18 anni sono stati ammazzati in pieno giorno per strada. Tra i presenti anche poliziotti in divisa che non sono intervenuti per fermare il pestaggio. L'episodio svelato grazie a un filmato girato con il cellulare.
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13/07/2010
Corona rompe definitivamente con Belen E scarica le sue valigie sul marciapiede
Corona rompe definitivamente con Belen E scarica le sue valigie sul marciapiedeSU NOVELLA 2000. L'autista ha portato bagagli e effetti personali davanti alla vecchia abitazione della showgirl argentina
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| Fabrizio Corona e Belen Rodriguez (Fotogramma) |
MILANO - Fabrizio Corona ha cacciato di casa Belen e affinché il messaggio fosse chiaro ha fatto scaricare le valigie davanti all'ex abitazione della showgirl argentina mentre lei si trovava all'estero per lavoro. Lo racconta Novella 2000 nel numero in edicola da giovedì 15 luglio. Il settimanale diretto da Candida Morvillo racconta che l’autista factotum di Fabrizio Corona ha scaricato le valigie della Rodriguez davanti alla sua ex casa: alcuni trolley rossi e neri, delle shopping bag (da una delle quali, la cui carta risulta strappata, si intravedono delle scarpe), una chitarra e perfino una cornice con un'immagine di lei lasciata in bella vista sopra ai bagagli.
LA LITE AD IBIZA - Sarebbe questo l’esito dell’ennesima lite tra i due, lite cominciata a Formentera nel weekend: dopo una scenata di gelosia, Belen ha piantato il fidanzato nella casa presa in affitto sull’isola e se n’è andata a Ibiza, dove ha rivisto Marco Borriello, il calciatore già suo ex fidanzato, che era lì con la mamma. Belen, però, è poi tornata in Italia con Corona e quindi ripartita per un impegno professionale. Poche ore dopo, Fabrizio ha deciso di rompere definitivamente.
IL TATUAGGIO DELL'ADDIO - Novella racconta i particolari e i retroscena sulla rottura tra i due e offre anche un ulteriore fotodocumento: le immagini dell’ultima notte di Belen e Corona nel loro appartamento di Milano, con un tatuatore a domicilio che ha inciso su Belen il “tattoo dell’addio”.
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09/06/2010
Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'Anas
Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'AnasDa mesi i cittadini sul piede di guerra: «Non dovevamo essere il simbolo della rinascita?». Una delle cinque abitazioni che rimasero in piedi sarà abbattuta per far posto a una strada
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| Il progetto (Pizzi) |
ONNA (L’Aquila) - Non riuscì a spianarla neppure il terremoto, forte e solida com’era, coi muri incatenati e il tetto di legno. Ma adesso arriva la «Variante Sud» dell’Anas e sembrano esserci davvero poche speranze. Il destino della casa-miracolo di Onna, una delle cinque (appena 5!) che si salvarono dal sisma mentre il resto del paese crollava (40 morti), appare segnato. La casa antisismica della maestra elementare Margherita Nardecchia Marzolo, l’ultima in fondo, a pochi passi dal fiume Aterno, verrà demolita (salvo ripensamenti o una sospensiva in extremis del Tar) perché in corrispondenza della cucina (secondo questo progetto) dovrà sorgere il sovrappasso della nuova strada (da Bazzano a San Gregorio, 6-7 chilometri in tutto) prevista dall’Anas per alleggerire il traffico della statale 17, ormai congestionato dopo la chiusura del centro storico dell’Aquila e la creazione in periferia dei 19 miniquartieri.
ASSEDIATI DALLE AUTO - Il tempo stringe. A dicembre scorso è stato approvato il progetto definitivo, a febbraio si è chiusa la gara. Sarebbero già pronte le lettere d’esproprio dei terreni: «Arriva la strada che asfalta la speranza», sospira Franco Papola, presidente dell’associazione Onna Onlus. «Ma come?», protestano in coro i cittadini della frazione alla fine dell’ennesima riunione. «Onna doveva rappresentare il simbolo della rinascita, della ricostruzione post-sisma in Abruzzo e adesso invece ci chiudono come indiani in una riserva, stretti tra la Statale e la Variante Sud. Assediati dalle auto e dall’inquinamento. Altro che turismo e agricoltura biologica, centro polivalente e piste ciclabili sul fiume. Sarà uno scempio...». Gli abitanti da mesi sono sul piede di guerra: Onna Onlus, la Proloco di Onna, il comitato cittadini di San Gregorio, hanno già presentato un ricorso al Tar e annunciano ora nuove iniziative. Non solo.
DIPLOMAZIA - Si rischia pure l’incidente diplomatico: Onna, come si ricorderà, dopo la catastrofe del 6 aprile 2009, fu «adottata» dal governo tedesco di Angela Merkel (in memoria della strage compiuta in loco dalla Wehrmacht l’11 giugno 1944, quando i nazisti uccisero 17 persone e rasero al suolo le case). L’ex ambasciatore Michael Steiner (tornato da poco a Berlino) ha lavorato per più di un anno fianco a fianco con gli onnesi per ricostruire la chiesa, le case, le scuole, mettendo a disposizione i migliori architetti e ingegneri per la realizzazione di un masterplan. Un piano di rinascita che adesso finalmente è pronto. E proprio l’ambasciata, nei giorni scorsi, ha scritto all’Anas per provare a sventare la minaccia: lettere cautissime «e molto diplomatiche» - chiosano a Onna Onlus - per suggerire l’adozione di un percorso alternativo a quello descritto nel progetto di dicembre. Una strada che, cioè, passi al di là del fiume, in mezzo alla campagna, lontana dalle case. Finora, però, senza esito.
RICORSO - L’avvocato Fausto Corti, che assiste la maestra Nardecchia Marzolo nella sua battaglia per evitare l'abbattimento della casetta-miracolo, dice che un primo ricorso, già presentato al Tar, è stato respinto due settimane fa in assenza di «danno grave e irreparabile». È naturale: la demolizione non c’è ancora stata... Ma se e quando partiranno i cantieri lui, è chiaro, tornerà alla carica. È su un altro punto, però, che oggi l’avvocato vorrebbe attirare l’attenzione: «La Variante Sud», osserva, «fu approvata in un giorno, nell’ambito della stessa conferenza di servizi che doveva dare l’ok sulla nuova viabilità del post-terremoto. Capito? Anche qui, anche in questo caso, le procedure d’urgenza della Protezione civile, come per il G8 e i Grandi Eventi, hanno giocato un ruolo fondamentale. La Variante Sud», ricorda Corti, «faceva parte della Legge-Obiettivo, ci sarebbero voluti cioè ben altri tempi e ben altri passaggi per approvarla. E invece in un lampo eccoci qua, con 33 milioni di euro già pronti. Oltretutto», conclude il legale, «il progetto scelto dall’Anas è il più oneroso, perché far passare la strada vicino a Onna, dove si è visto che è alto il rischio idrogeologico, significherà costruirla non a raso, ma sopra un terrapieno. Che vuol dire? Camion e camion di terra. In faccia al paese sorgerà una collina...».
Fabrizio Caccia
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27/10/2009
Blasi sviene in strada, il video su YouTube
Blasi sviene in strada, il video su YouTube
Tam tam in Rete sulla showgirl: «È di nuovo incinta». La moglie di Totti ripresa tra i tavoli di un bar a Campo de' Fiori. Vero malore o messinscena?
ROMA - Ilary Blasi stesa in terra, la testa sull'asfalto tra i tavoli di plastica di un bar nel centro di Roma, forse Campo de' Fiori, le gambe tenute in alto da un'altra ragazza, la sorella della showgirl, il viso pallido. Queste le immagini di un filmato che impazza da domenica su YouTube e che, qualora non si trattasse di una messinscena, rilancerebbe anche le voci (che negli ultimi giorni si rincorrono in Rete) su una possibile terza gravidanza della conduttrice di Le Iene. Nel filmato, che sembra fatto con un telefonino, una voce maschile fuori campo con accento romanesco lo ripete più di una volta: «Me sa che sta incinta..».
«ORA STA BENE» - Nel video si vedono la Blasi a terra e diverse persone attorno alla showgirl che si affannano alla ricerca di qualcosa da metterle sotto la testa per evitare che questa poggi sull'asfalto. Gli occhi di Ilary sono chiusi, le mani sul volto, non parla. L'altra ragazza, bomber coloro cobalto (la sorella di Ilary), le tiene le gambe sollevate, mentre una voce maschile fuori campo la rassicura alludendo forse all'arrivo di un taxi. Un ragazzo, ad un certo punto, le mette una giacca sotto la testa e poi si inginocchia per porgerle un bicchiere d'acqua. Lei si solleva e beve, poi il video si interrompe.
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22/10/2009
Badante in preda all'ira sferra calci ai vigili e lancia la carrozzina in mezzo alla strada
Badante in preda all'ira sferra calci ai vigili e lancia la carrozzina in mezzo alla stradaDopo una lite con il fidanzato per un credito che non le era stato riconosciuto dai suoi datori di lavoro
ROMA - La chiamata al 113 arriva urgentemente quando una donna di 42 anni, ucraina, badante di una disabile al quale stava spingendo la carrozzina lungo la strada, litiga furiosamente con il fidanzato, un uomo che probabilmente gli aveva chiesto dei soldi. Ma all'arrivo dei vigili la donna ha uno scatto d'ira: aggredisce i poliziotti con dei calci e scaraventa in mezzo alla via la carrozzina con sopra il disabile di cui si occupava. Per fortuna in quel momento non stavano transitando macchine.
ECCESSO D'ALCOL - Il fatto è accaduto in via Pier Vettori, nel quartiere Monteverde, la sera di mercoledì. La donna, probabilmente alterata da un eccesso d'alcol, ha avuto una lite con il fidanzato a causa alla pretesa di un credito che non le era stato riconosciuto dai suoi datori di lavoro. Accompagnata al commissariato Monteverde, la donna è stata arrestata per resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale mentre sono in corso accertamenti per individuare precise responsabilità a carico della badante nella cura e tutela del disabile.
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05/09/2009
Figlio di agente investe e uccide medico poi fugge ma viene scoperto e arrestato
Figlio di agente investe e uccide medico poi fugge ma viene scoperto e arrestato
MORTI SULLE STRADE. Il pirata della strada ha ammesso le sue responsabilità: l'incidente alle 6 del mattino al Trullo, vittima un 77enne
| I rilievi dei carabinieri (foto Mario Proto) |
ROMA - Nella prima mattina di sabato, Carmelo Pillitteri medico di 77 anni, è stato travolto e ucciso da un'auto pirata in via del Trullo, alla periferia della capitale. I carabinieri hanno ritrovato la macchina, una Bmw, abbandonata in una strada non lontana dal luogo dell'incidente mortale. Il proprietario - un uomo di 30 anni figlio di un poliziotto della capitale - , ascoltato dagli investigatori, ha ammesso di essere alla guida al momento dell'incidente ed è in stato di fermo nella caserma dei carabinieri del Nucleo Radio Mobile di Roma. Il 30enne è risultato negativo ai test di droga ed alcool ai quali è stato sottoposto.
FERMATO IL PROPRIETARIO DELL'AUTO - I carabinieri del nucleo radio mobile, una volta arrivati sul luogo dell'incidente, avvenuto verso le sei del mattino, hanno trovato accanto al corpo dell'anziano uno specchietto retrovisore di una Bmw ed alcuni vetri in frantumi. Poco dopo in via degli Alagno è stata trovata l'auto ricercata. Dopo il fermo del proprietario dell'auto, i militari stanno adesso cercando di stabilire le cause dell'incidente e verificare se la vittima sia stata investita mentre si trovava sul ciglio della strada o in mezzo alla careggiata, dove il corpo è stato trovato. Il magistrato di turno della procura dovrà ora decidere i provvedimenti da adottare nei confronti dell'investitore.
| L'incidente di Pomezia (Faraglia) |
UN 17ENNE MUORE A POMEZIA - L'incidente del Trullo arriva a poche ore da un altro mortale . Un ragazzo di 17 anni di Pomezia, alle porte della capitale, ha perso la vita nel tardo pomeriggio di venerdì in un incidente stradale sulla via del Mare. A bordo di una moto Aprilia 125, il giovane viaggiava da Torvaianica a Pomezia ed è stato falciato da una Marea station wagon. A bordo dell'auto, una coppia di Pomezia che, a quanto si apprende, aveva girato per recarsi ad un supermercato tagliando la strada al motorino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Pomezia e la polizia municipale.
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25/07/2009
I tesori di Paestum sotto il mais. L’offesa infinita alla Magna Grecia
I tesori di Paestum sotto il mais. L’offesa infinita alla Magna Grecia
Gli scavi sono fermi, la strada è costruita lungo le mura dell’antica Poseidonia. Invisibili per i visitatori antichi uffici, botteghe e abitazioni
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| I templi a Paestum (Corbis) |
Ho sempre avuto la sensazione che i grandi complessi archeologici del nostro Mediterraneo — da Segesta a Elea, da Oblontis a Tharros — quando sorgono nei pressi della costa, vengano quasi vivificati dalla luce e dall’aria marina che li fa miracolosamente rivivere nonostante i millenni trascorsi. È per questo che da alcuni anni, cerco sempre di passare qualche settimana a Paestum, non solo per approfittare della sterminata spiaggia ma per riassaporare la meravigliosa atmosfera dei tre templi greci del VI secolo a.C. (Nettuno, Cerere e la Basilica) sempre con la speranza che quella metà dell’antica Poseidonia venga finalmente riportata alla luce.
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| La strada nella zona archeologica (Corbis) |
Ed è qui, infatti, che mi sembra doveroso fare qualche osservazione più archeologica che turistica senza nessuna pretesa storico-scientifica. Sono davvero molti anni ormai, che mi chiedo — e chiedo agli specialisti e alle autorità locali — come mai la solenne città di Poseidonia sia ancora per più della metà sottoterra, anzi sotto il granturco che la ricopre. Come mai non possiamo ammirare gli altri settori dell’antica città greca anche nel suo quartiere degli affari, delle botteghe e delle abitazioni? E come mai dell’anfiteatro solo un terzo appare visibile al di là della strada asfaltata, che ancora interrompe a mezzo la città? Perché tutto il resto sta esso pure sotto le «proprietà private» che, ovviamente, potrebbero — anzi dovrebbero — essere requisite o comunque liberate da ogni interferenza data la ineffabile importanza di questo «sito archeologico»; certo il più solenne di tutta la Magna Grecia? Credo che nessuna scusante tecnica o politica possa giustificare questo stato di cose.
Ma c’è un altro episodio cui non posso fare a meno di accennare ed è la recente operazione mirante a creare lungo il fossato erboso che costeggia la base di tutte le mura, una sorta di viottolo in cemento e travertino. Si tratta di un’operazione che consiste nell’aver sollevato di quota il terreno esistente e, attraverso cordoli di travertino, aver creato un percorso pedonale che s’ imposta a pochi metri dalle antiche mura e il cui impatto cromatico e tecnologico ferisce crudelmente la misteriosa solennità della fortificazione grecoromana. Viene in questo modo squilibrata la percezione che si aveva delle mura stesse, e viene alterato il rapporto fra la strada e la cinta muraria. Il che ovviamente finisce per sconciare crudelmente la «poesia» del luogo dove le antiche pietre e l’erba convivevano pacificamente e dove un’ampia strada asfaltata, già preesistente, era più che idonea a chi volesse percorrere l’intero perimetro murario.
Le mie, com’è ovvio, sono solo elementari annotazioni di un incolto turista o (se si preferisce) di un appassionato archeologo dilettante, ma spero possano avere una minima eco almeno perché riprendano i lavori di «sgombero» di tutta l’area dell’antica Paestum e perché si proceda con la massima delicatezza nel recupero delle mura senza offenderle con manufatti escogitati da improvvide iniziative delle autorità locali e delle diverse Sovrintendenze, che hanno, peraltro, provveduto a ricostruire parte delle mura con le pietre originali giacenti ai loro piedi. Una manovra che ripristina maggiormente il fascino dell’antica cerchia muraria. Ma, se la ricostruzione di qualche settore delle mura è un fatto positivo, non si dimentichino le altre storture che purtroppo ancora incombono su questa zona: non solo per quanto concerne l’abusivismo edile — già segnalato sulle colonne del 'Corriere' — ma per quanto si riferisce ad altri fondamentali insediamenti archeologici, sempre di questa area campana che non godono del dovuto rilievo. Mi riferisco all’area di Hera argiva — sito già scoperto e studiato da Zanotti Bianco e Montuori — che giace ai bordi del fiume Sele a pochi chilometri dai templi, quasi dimenticato. E più ancora ad altri due epicentri favolosi: il nucleo urbano di Velia (Elea) in minima parte «scavato», sul quale è da registrare il grande impegno nel restauro di Raffaele D’Andria. Questo acuto studioso oltre a ciò, sta recuperando la deliziosa città sepolta (sotto un abitato di casolari anonimi) di Buccino, l’Antica Volcei; dove ogni casa presenta negli scantinati o sotto le fondamenta mirabili mosaici di epoca romana.
A questo punto vien fatto di riflettere, anche in chiave economico-turistica (di cui certo non sono depositario), su come sarebbe opportuno, da un punto di vista storico scientifico, ma anche turistico, attivare maggiormente la presenza di visitatori in questa zona così poco «reclamizzata». Organizzando degli itinerari archeologici ad alto livello, guidati da specialisti, che permettessero di rendersi conto (anche ai visitatori stranieri oggi purtroppo molto scarsi) non solo dell’imponente presenza dei tre templi di Paestum, ma di quella dei siti archeologici citati: Velia, Buccino, Hera argiva, tutti ancora troppo «dimenticati» negli itinerari culturali del nostro Paese.
GILLO DORFLES
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21/05/2009
Cede un pilone di un viadotto sulla statale Caltanissetta-Gela, due feriti
Cede un pilone di un viadotto sulla statale Caltanissetta-Gela, due feriti
Caso tutto italiano. Una donna ha due vertebre rotte, un poliziotto una frattura a un braccio. La strada era stata inaugurata poco più tre anni fa dopo trenta di attesa
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| Il gradino prodotto dal cedimento di un pilone lungo la statale Caltanissetta-Gela (Ansa) |
CALTANISSETTA - Un giunto di un viadotto sulla statate 626 Caltanissetta-Gela ha ceduto creando una gradino sulla carreggiata, contro il quale sono finiti un'auto e una moto in transito. Due persone sono rimaste ferite. I vigili del fuoco hanno bloccato il traffico e al viadotto, lungo 1.480 metri a 90 metri d'altezza, non si può accedere neanche a piedi. In pratica la strada poggia su un solo lato come se penzolasse. Il giunto che ha ceduto è quello del nono pilone in direzione di Gela, forse per il cedimento del terreno sottostante. La strada era stata inaugurata poco più tre anni fa dopo trent'anni di attesa.
FERITI - Le due persone rimaste ferite sono Monia Greco, 32 anni, che viaggiava con i suoi due figli, rimasti illesi, e Gaetano Curasi, 28 anni, un poliziotto che viaggiava in moto. La donna ha riportato la frattura di due vertebre dorsali, mentre il poliziotto una frattura al braccio.
INCHIESTE - La procura di Caltanissetta, anche se non competente per territorio, ha aperto un'inchiesta per comprendere quante imprese sono state coinvolte nella costruzione, chi ha fornito il materiale e quali sono le cause dello smottamento. I lavori sulla 626 per circa quindici anni rimasero interrotti per la presenza di infiltrazioni mafiose. La direzione distrettuale antimafia vuole accertare se vi siano collegamenti fra il cedimento e le inchieste che sta conducendo attualmente sul calcestruzzo depotenziato. Intanto anche la procura di Gela, competente per territorio, ha aperto una sua inchiesta per accertare le cause del crollo. L'Anas Pietro Ciucci ha nominato una commissione per accertare le cause dell'accaduto. Da parte sua la Calcestruzzi spa, attraverso una nota, ha fatto sapere di non aver effettuato alcuna fornitura di calcestruzzo per realizzare il viadotto "Geremia II".
«INACCETTABILE» - «Quanto accaduto al viadotto sulla Gela-Caltanissetta è gravissimo. Non è accettabile che un'opera inaugurata solo nel 2006 possa subire una crisi strutturale così dirompente» ha detto Altero Matteoli. Al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto eco il sindaco di Gela Rosario Crocetta. «Sempre più spesso - ha detto - assistiamo ad opere pubbliche nuove che improvvisamente crollano. Il cedimento del pilone sulla statale Caltanissetta-Gela è una vergogna inaccettabile se si considera che l'opera è stata inaugurata non più di tre anni fa. D'altra parte lo scandalo del calcestruzzo interessa in lungo e in largo la penisola, da Caltanissetta, da dove è partita l'inchiesta nei confronti della Calcestruzzi spa, sino all'Abruzzo».
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