11/02/2010

La stranezza del Lippi bifronte

La stranezza del Lippi bifronte

 

L’analisi. Il c.t. azzurro e i suoi rapporti con la Juventus: una situazione poco chiara e di poca utilità

 

 

Il ct della Nazionale Marcello Lippi
Il ct della Nazionale Marcello Lippi

Due cose mi sembrano evidenti intorno alla Juve attuale. La prima è che Rafa Benitez si sta allontanando, forse non c’è mai stato. Due settimane fa veniva dato per certo, già sotto contratto, forse per subito, di sicuro per giugno prossimo. Ora si parla tranquillamente di Allegri e Prandelli mentre nel frattempo è arrivato addirittura un quarto uomo, Zaccheroni e un quinto è stato bruciato, Gentile. Se c’è una cosa che la Juve ha perso nel dopo Moggi-Giraudo è il controllo dell’informazione che la riguarda. Prima usciva quello che volevano i capi, ora esce di tutto. Forse è una conquista, ma è difficile capire per chi. È come se tra la società e il mondo della comunicazione ci fosse un eccesso di leggerezza, di eleganza, di non competenza, che diventa un vuoto a cui nessuno si ribella. Non può essere vero tutto e il contrario di tutto. Questo crea un’incompetenza generale che non è né accettabile né corretta. La seconda cosa evidente è che dietro le scelte della Juve c’è Marcello Lippi. Ferrara, Candreva, Grosso, Cannavaro ne sono dimostrazione.

E del resto lui stesso ammette di aver dato consigli alla sua vecchia squadra. Non c’è niente di pessimo, qualcosa è comprensibile, ma deve essere chiaro che non funziona così. Il commissario tecnico dell’Italia è una figura super partes che non può diventare l’ufficio di consulenza di nessuno. Lippi non ha mai capito bene la differenza tra il suo ruolo e quello di un tecnico di società. È facile confondersi nel calcio dove si pensa tutti di venire dallo stesso mondo. Ma i ruoli sono opposti. Un tecnico lavora nel privato, il c.t. lavora nel pubblico, risponde al pubblico. Alla tua gente puoi far non sapere, puoi chiedere sacrifici di pazienza. A tutta la gente no. Ha anzi diritto di sapere. E tu c.t. hai il dovere di rispondere, non puoi dire «questi sono fatti miei», esistono solo «fatti nostri». A questo punto la cosa potrebbe diventare grave. Nel senso di alcune domande. La Federazione sapeva che Lippi dava consigli a una società? Sapeva ci fosse un rapporto di pre-contratto tra Lippi e questa società? E se lo sapeva, questo la rendeva sicura della trasparenza di Lippi in sede di convocazioni? Mettiamo non sapesse niente e non ci sia niente. È accettabile un così grande numero di equivoci senza una sola nota di chiarezza? È in sostanza accettabile quest’aria di ignoranza generale che la stampa accetta e l’ignoranza particolare che è invece l’ente pubblico ad alimentare? La nazionale non può fare calciomercato, ha il dovere della sintesi e della chiarezza.

Diversamente va in rotta di collisione con le società dei cui tecnici vorrebbe avere i benefici. Ultima considerazione, quasi a margine. Lippi è stato e resta un grande allenatore. Con Capello è stato forse il più moderno espresso dal cuore della scuola italiana. Ma sempre un allenatore è stato. Ora gli si chiederebbe di essere il padre della patria juventina, il garante di ogni situazione tecnica. Punto primo: che valore avrebbe in questa situazione l’allenatore reale della Juve? Di ascoltatore o protagonista? E quali vantaggi avrebbe a essere ascoltatore? In sostanza, Lippi va benissimo, ma se continua a fare l’allenatore. Punto due: come uomo mercato Lippi sarebbe un esordiente, un altro dopo la lunga serie di esordienti juventini. Un tecnico ragiona da artigiano, vede nei giocatori potenzialità che lui può tirar fuori, ma non può dire se altri tecnici ci riusciranno. Infatti Lippi in quelli che sembrano essere stati i suoi consigli alla Juve, ha fino a ora fallito. E allora di cosa stiamo parlando? Dobbiamo davvero tutti commettere una lunga serie di scorrettezze senza sapere a cosa serviranno?

Mario Sconcerti


29/01/2010

In lingerie sognando il Super Bowl

In lingerie sognando il Super Bowl

 

La gara più attesa e sexy d'America giocata in intimo da ragazze.

 

Sport in intimo sognando il Super Bowl: le Los Angeles Temptation si allenano al Memorial Coliseum in vista della gara contro le ragazze della San Diego Seduction. La squadra che vince ipoteca la possibilità di giocare i playoff della Lingerie Football League e di esibirsi durante il Super Bowl in programma il 7 febbraio allo stadio Sun Life e che vedrà in campo Indianapolis Colts contro New Orleans Saints (Afp)

 

Sport in intimo sognando il Super Bowl: le Los Angeles Temptation si allenano al Memorial Coliseum in vista della gara contro le ragazze della San Diego Seduction. La squadra che vince ipoteca la possibilità di giocare i playoff della Lingerie Football League e di esibirsi durante il Super Bowl in programma il 7 febbraio allo stadio Sun Life e che vedrà in campo Indianapolis Colts contro New Orleans Saints (Afp)

(Afp)

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09/01/2010

Gb, la prima volta delle sculture di neve

Gb, la prima volta delle sculture di neve

 

Finora il fenomeno era visibile solo nel nordamerica e nell'europa del nord. Apparsi nel Somerset i «rulli di neve», cilindri che si formano con particolari condizioni metereologiche

 

Un cilindro di neve
Un cilindro di neve

Quando gli abitanti delle campagne del Somerset si sono svegliati da un giorno all’altro davanti a una distesa di balle di neve, tutte disposte in fila, e modellate come sculture sul ghiaccio, hanno pensato ai misteriosi cerchi di grano che ogni tanto vengono fotografati in giro per il mondo. In realtà, la combinazione di neve, ghiaccio e vento, che in questi giorni ha messo in ginocchio la Gran Bretagna, ha prodotto questo fenomeno, conosciuto più che altro in Nord America e in Nord Europa. Sono chiamate «snowrollers» (rulli di neve) e hanno il fascino del mistero, ma con una spiegazione scientifica molto precisa.

CILINDRI PERFETTI – «Siamo rimasti a bocca aperta e un po’ impauriti», raccontano al Daily Telegraph Ron Trevett e sua moglie Aileen, due abitanti di Yeovil, che portavano a spasso il cane, quando si sono imbattuti nelle sculture naturali. «Inizialmente pensavamo che fossero state create dai bambini, ma poi ci siamo accorti che non c’erano orme di scarpa, ma anzi, la neve sembrava battuta da poco attorno ai rulli». Frank Barrow, meteorologo del Met Office, il servizio meteorologico nazionale, spiega che «queste balle di neve si formano solo grazie a condizioni precise e molto inconsuete. Si comincia con sottili strati di neve, coperti di soffici fiocchi leggeri a causa della temperatura o del sole. Lo strato di neve diventa appiccicoso e a quel punto una folata di vento forte stacca come pelle la parte più fredda e soffice facendola rotolare». A questo punto si formano all’unisono decine di cilindri perfetti.

COME SCULTURE – Dopo essersi formati, i rulli sono troppo grandi e pesanti per essere trasportati ancora dal vento e si fermano (sempre contemporaneamente) in un punto. I cilindri sono scavati all’interno, perché la parte più interna è anche la più sottile e debole e viene spazzata via dal vento. Rimane la parte esterna. Il fenomeno, assolutamente nuovo nel Regno Unito, è più frequente in Utah, o in Islanda. I rulli possono essere piccoli come palle da tennis o grandi oltre mezzo metro, come sculture di ghiaccio.

Ketty Areddia


15/08/2009

Stranezze dal mondo

Stranezze dal mondo

 

Nasce con 4 braccia e 4 gambe. In Nepal ora è una divinità

 

Risab (foto da Bild)


























KATHMANDU (14 agosto) - Per gli abitanti del villaggio himalayano del Nepal dove è nato è un dio, la reincarnazione del dio induista Ganesh perchè ha quattro braccia e quattro gambe. Si tratta di un bambino di 8 mesi, Risab, nato malforme e divenuto oggetto di adorazione da parte dei fedeli induisti. A riportare la notizia e a pubblicare la foto del bambino il tabloid tedesco Bild.
Risab ha anche due stomaci, ma una sola testa e il Bild spiega che è il frutto di due feti. «La madre del bambino ha sofferto dolori atroci per cinque giorni prima di partorire - scrive il tabloid -, ma quando era tutto finito è inorridita».

28/12/2008

I misteri di Point Pleasant

I misteri di Point Pleasant

Se qualcuno, la sera di Natale, non aveva meglio da fare che guardare la televisione e in particolare Raidue, si sarà imbattuto in una storia a mio giudizio formidabile e carica di mistero. Bisogna dire grazie a Voyager, trasmissione veramente interessante e ben fatta, per averci introdotto nel ricordo dei fatti clamorosi di Point Pleasant, paesino della West Virginia che da quel giorno divenne famoso per gli avvistamenti del cosiddetto "uomo falena" e per episodi strani e tragici che hanno tenuto banco per tredici anni. La cronistoria è particolarmente complicata, ma sul sito www.marcopirola.com è riassunta in maniera perfetta. Pertanto, ve la ripropongo prendendola direttamente da esso.

Point Pleasant, West Virginia, 15 novembre 1966.
Una coppia di ragazzi, Roger e Linda Scarberry con Steve e May Mallette, fece un giro in maccchina quella sera. Secondo il racconto dell'unica donna che ne volle parlare, passarono nei pressi di una fabbrica di TNT ormai in disuso dalla seconda guerra mondiale. All'interno di quella struttura di cemento, notarono due luci rosse molto intense. Incuriositi si fermarono e scesero dalla vettura. Sempre secondo la loro testimonianza, scrutando più da vicino, compresero che quelle due luci non erano altro che gli occhi rossi di un enorme animale “dalla forma di un uomo, ma più grosso, fra i sei e mezzo e sette di piedi di altezza, con grandi ali ripiegate sulla schiena”. Si trattava di Mothman, l'uomo falena. Terrorizzati fuggirono senza voltarsi verso la macchina e una volta risaliti si diressero a tutta velocità verso il centro della cittadina. Ma la loro storia non finiva li. A detta dei ragazzi, quella strana creatura volante li seguì per diversi metri fino al punto in cui le luci della città lo fecero sparire nel nulla. Impauriti ed increduli i quattro ragazzi raccontarono l'accaduto allo sceriffo Millard
Halstead, che qualche tempo dopo testimoniò:
"Conosco questi ragazzi da quando sono nati. Non si sono mai messi nei guai e quella notte erano davvero spaventati. Li ho presi sul serio."
Una cronista della zona, raccontando i fatti appena accaduti, ribattezzò lo strano volatile come Mothman (uomo falena). Nei mesi successivi questa strana creatura apparve a molti altri abitanti della zona e dei paesi limitrofi, attirando l'attenzione di media e studiosi. In molti cercarono di dare spiegazioni scientifiche e razionali. Alcuni pensarono si trattasse di un barbagianni un po' troppo cresciuto. Altri pensarono che la fantasia e la noia di quel gruppo di ragazzi fosse la principale causa di tutto il clamore. Fatto sta che gli avvistamenti di Mothman si susseguirono senza sosta.Alcuni mesi dopo la cittadina di Point Pleasant fu letteralmente invasa da uomini in nero. Men In Balck. Federali? Agenti della Cia? Testimoni li descrissero come persone incredibili, che non sapevano nemmeno cosa volesse significare il gesto di stringersi la mano. Persone di carnagione molto chiara, serie e ben vestite. Oltre a questo, scienziati e giornalisti dell'epoca venivano tempestati di telefonate anonime, spesso minacciati e spiati. Chiunque si occupasse di Mothman (l'uomo falena) veniva "perseguitato" dai Men In Black. Ma perché tutto questo? Se fu solo una storiella da niente, come mai tutto questo movimento e clamore? La cosa peggiore però fu il susseguirsi di incredibili vicende catastrofiche nella località del West Virginia. Decine di persone morirono negli anni seguenti l'avvistamento di Mothman. Un ponte crollò, due aerei si schiantarono nella zona e un uragano distrusse vite e case. Testimoni giurarono di aver visto l'uomo falena ogni volta che una di queste catastrofi colpiva la città.

Riflessioni e conclusioni

Il primo ragionamento che può essere fatto è anche il più scontato: possibile che sia un fenomeno di allucinazione collettiva? La risposta più sensata, a mio avviso, è un deciso "no, non è possibile". Numerosi autori hanno studiato il fenomeno degli avvistamenti di Mothman, traendone interpretazioni molto diverse. Autori come John Keel e A. B. Colvin considerano gli avvistamenti reali, e cercano di darne spiegazione. Keel, nel suo celebre romanzo-inchiesta The Mothman Prophecies (1976) sviluppa una articolata teoria del complotto che si propone di spiegare Mothman mettendolo in relazione con altri misteri come Ufo, Men in Black, poltergeist, avvistamenti di Bigfoot (esseri enormi, assimilati o equiparati allo Yeti), e infine con il crollo del Silver Bridge. Colvin sostiene che Mothman è una creatura soprannaturale con l'incarico di aiutare l'umanità in momenti critici e che la stessa creatura è nota come Thunderbird presso i nativi americani e come Garuda in Asia. Criptozoologi come Mark A. Hall hanno sostenuto che il Mothman sia in effetti un esemplare di una misteriosa specie animale riconducibile agli uccelli giganti del Pleistocene.Gli scettici (molti dei quali hanno contribuito ai numeri di marzo e aprile 2002 della rivista Skeptical Inquirer) ritengono che i testimoni si siano semplicemente sbagliati, scambiando per una creatura misteriosa un gufo, probabilmente di una specie di grandi dimensioni come il grande gufo cornuto (il più grande presente negli Stati Uniti). Stranamente anche il CSICOP (il "Comitato americano per l'indagine scientifica delle affermazioni sul paranormale") appoggia la strana teoria secondo la quale le persone abbiano scambiato un piccolo gufo per il gigantesco essere. E questo sebbene gli avvistamenti siano stati segnalati da più persone e in momenti diversi e tutti i dettagli, compresi quelli relativi alle enormi dimensioni dell'entità coincidono. Comunque lo si rigiri, questo dossier rimane uno dei più critici tra quelli riconducibili ad avvistamenti e contatti misteriosi e, soprattutto, ancora da risolvere in maniera chiara. Mi permetto di aggiungere un dettaglio secondo me non trascurabile: la vicenda dell'uomo-falena mi ha subito riportato a quella dell'avvistamento di figure alate da parte di un marinaio della corazzata Caio Duilio nel mare di Taranto durante la Seconda Guerra mondiale. Come spesso si verifica in altre tipologie di avvistamento, ventun anni prima, da tutt'altra parte del mondo, s'era dunque registrato qualcosa di simile. E non solo lì: i personaggi con le ali, infatti, sono una delle categorie con le quali nell'ufologia vengono censite entità che si vuole appartengano a realtà extraterrestri.


 


23/10/2008

Il modellino che vale una Lamborghini

Il modellino che vale una Lamborghini

Tremila diamanti, oro e rubini per un valore di 140mila dollari. Lo batterà la casa d'aste Bonhams

 

 

 

 

 

Il preziosissimo modellino targato 'Hot Wheels'
Il preziosissimo modellino targato "Hot Wheels"
MILANO - Un giocattolo, ma non per bambini. La casa d'aste Bonhams batterà un modellino targato "Hot Wheels", tempestato di diamanti (3000 per la precisione). Il bolide in versione mignon vale un importo a sei cifre - per questa somma si potrebbe acquistare una macchina sportiva vera. Di solito Jason Arasheben crea gioielli per i ricchi di Hollywood, ma per il quarantesimo anniversario della marca d'auto in miniatura Hot Wheels il noto gioielliere di Beverly Hills ha messo mano per la società Mattel ad una autovettura – seppur di piccole dimensioni. Arasheben ha utilizzato complessivamente 3000 diamanti dal valore di 140.000 dollari per il modellino di macchina da corsa in scala 1:64.

 

Il passaporto cinese del leggendario attore americano Steve McQueen
Il passaporto cinese del leggendario attore americano Steve McQueen
DIAMANTI, RUBINI E ORO - Il vistoso giocattolino è corredato di pietre bianche e blu, le luci posteriori sono dei rubini e il corpo della macchina è interamente in oro 18 carati. La preziosa automobilina, unica copia realizzata, è tra gli oggetti più interessanti presenti all'annuale asta di oldtimer della Petersen Automotive Museum di Los Angeles. Nel corso dell'evento le case d'asta Bonhams e Butterfields proporranno tra l'altro alcuni oggetti preziosi e di culto: tra questi il passaporto cinese del leggendario attore americano Steve McQueen (da 2000 fino a 4000 dollari) così come due suoi gemelli della camicia (da 1000 fino a 2000 dollari). Inoltre, verranno battute una Shelby GT 500 del '68, una Pontiac Firebird 4000 del '68 e una Chevrolet Corvette del '57 che provengono direttamente dal garage dell'attore Bruce Willis. Dato che non è chiaro come andrà l'asta è verosimile che alla fine i bolidi di Willis possano essere acquistati a minor prezzo dello scintillante modellino Hot Wheels. Tutto il ricavato andrà in beneficenza.

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03/10/2008

Ig Nobel: vince anche un italiano. Studia la percezione delle patatine

Ig Nobel: vince anche un italiano. Studia la percezione delle patatine

Assegnati dieci riconoscimenti alle ricerche piu' strampalate. Premiato il 38enne Zampini: il cibo è migliore se fa rumore

                                   

 

Un momento della cerimonia dell'Ig Nobel 2008 (Ap)
Un momento della cerimonia dell'Ig Nobel 2008

BOSTON (USA) - «La patatina tira», recitava una pubblicità italiana di una celebre marca di snack.Probabilmente gli ideatori delle campagne non sapevano che al tentativo di spiegare perché piacciono le patatine c'era chi aveva dedicato lunghe notti insonni in laboratorio. C'è infatti anche un italiano fra i vincitori di quest'anno dell'Ig Nobel, il riconoscimento che gli scienziati danno agli studi più strani o divertenti. Si tratta di Massimiliano Zampini, 38 anni, ora in forze al Centro Interdipartimentale Mente-Cervello di Trento. Il premio è andato alla ricerca condotta quando si trovava a Oxford con Charles Spence sulla percezione delle patatine.

PREMIO - La cerimonia si è tenuta al teatro dell'università di Harvard, i cui studenti sono fra gli organizzatori insieme alla rivista «Annals of improbable research». In tutto sono dieci i premi che sono stati consegnati dal premio Nobel «vero» per la chimica William Lipscomb.

Massimiliano Zampini (Università di Trento)
Massimiliano Zampini (Università di Trento)
Nella sua ricerca, pubblicata sul Journal of Sensory Studies, Zampini ha dimostrato che al variare del suono prodotto dalle patatine cambia anche la percezione che il soggetto ha di alcune loro caratteristiche, come la freschezza e la croccantezza. Una ricerca che mira a scoprire il ruolo dei diversi sensi nella percezione, ma che si è meritata il premio per il suo risvolto divertente.
 

GLI ALTRI RICONOSCIMENTI - Ma oltre a Zampini sono stati premiate anche altre ricerche strampalate. L’Ig Nobel per la medicina è andato a Deborah Anderson, della Boston School of Medicine, che ha messo alla prova la leggenda urbana che vuole la Coca Cola - oltre che efficiente stura lavandini - è anche anticoncezionale di sicura efficacia: e in effetti, le prove di laboratorio hanno dimostrato che la ’Coke’ è una spietata spermicida, specie - per motivi rimasti inspiegati - la "Diet Coke". La Coca Cola non ha rilasciato commenti.
Dan Ariely, economista della Duke Univesrity, si è assicurato il premio per aver dimostrato che i placebo più cari sono più efficaci di quelli a buon mercato, in ossequio al principio che se costa di più ci sarà pure un buon motivo: la case farmaceutiche che vendono prodotti generici ne avranno ora uno ottimo per ridisegnare le confezioni e ritoccare i prezzi.
Lo studioso Geoffrey Miler ha invece messo alla prova gli studi che indicavano come le donne fossero più attraenti per gli uomini quando al massimo della fertilità: e in effetti, i guadagni di 18 spogliarelliste dimostravano che la media passava da circa 250 dollari ogni 5 ore di turno a 400 dollari nei periodi giusti. Infine l’Ig Nobel per l’archeologia (disciplina che non viene considerata da Stoccolma) è finito al brasiliano Astolfo Gomes de Mello dell’Università di San Paolo, il quale ha dimostrato come gli armadilli - che scavano tunnel sotterranei come le talpe - sono in grado di "disturbare" i reperti interrati di diversi metri causando confusione nella successiva datazione.


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