24/09/2009

Accoltella e affoga i suoi due bambini Poi si toglie la vita saltando dal balcone

Accoltella e affoga i suoi due bambini Poi si toglie la vita saltando dal balcone

 

La tragedia è avvenuta a Castenaso, grosso comune alle porte di Bologna. La donna, una 36enne italiana, soffriva di crisi depressive. I figli avevano cinque e sei anni

 

MILANO - Una donna di 36 anni, italiana, ha ucciso i suoi due figli, un bimbo di sei e una bimba di cinque anni, all'interno della loro abitazione di Castenaso, grosso comune alle porte di Bologna, e poi si è uccisa gettandosi dalla terrazza al secondo piano di una palazzina di via Mazzini, nel centro del paese.

ACCOLTELLATI E AFFOGATI - Secondo le prime notizie, la madre, di cui non sono state diffuse le generalità, avrebbe soppresso i due bambini durante la notte accoltellandoli e poi affogandoli, anche se la dinamica è ancora da chiarire. La donna, che è separata dal marito, ha poi messo fine alla sua vita con il salto nel vuoto. Sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Medicina e del Reparto operativo di Bologna. L'inchiesta sulla tragedia familiare è coordinata dal sostituto procuratore di turno, Marco Imparato. Sempre secondo le prime informazioni, a scatenare i gesti di follia sarebbe stata la depressione che aveva colpito la donna.


26/08/2009

Genova: madre uccide il figlio e s'impicca

Genova: madre uccide il figlio e s'impicca

 

L'omicida-suicida soffriva di crisi depressive. La donna ha strangolato il bimbo di 19 giorni con un cavo d'alimentazione per cellulari

 

GENOVA - Tragedia in un appartamento di Genova. Una donna di Genova, Sabrina Ricci, 35 anni, ha strangolato il proprio figlioletto di appena 19 giorni e poi si è tolta la vita impiccandosi. L'omicidio-suicidio si è consumato in un'abitazione di corso Martinetti a Genova. Il bambino è stato ucciso nel letto con un cavetto di alimentazione per telefoni cellulari. Madre e figlio erano in casa da soli. Secondo le prime indiscrezioni, il padre del bambino non avrebbe riconosciuto il figlio e la madre, disoccupata, avrebbe sofferto di depressione post partum.

LA SCOPERTA - Il cadavere della donna, sarebbe stato trovato vicino a quello del figlioletto. La donna si sarebbe infatti impiccata alla spalliera del letto. A trovare i due corpi privi di vita sembra sia stato il padre della donna, che aveva le chiavi di casa, preoccupato perchè la figlia da martedì sera non rispondeva al telefono. Secondo quanto appreso dal dirigente della sezione omicidi della squadra mobile Alessandra Bucci, si tratterebbe di un classico caso di depressione post-partum.

LE TESTIMONIANZE - La donna si era trasferita da poco a vivere nell'appartamento nel seminterrato di una palazzina di pochi piani di corso Martinetti, nel quartiere di Sampierdarena. I vicini di casa per ora preferiscono non parlare, ma quei pochi che si lasciano sfuggire qualche parola, raccontano di una donna che viveva da sola col proprio bimbo. Intanto il medico legale che ha fatto la prima ispezione sui due cadaveri, Andrea Leoncini, farebbe risalire la morte a martedì, tra il tardo pomeriggio e la sera. La donna si è impiccata alla spalliera del letto usando un cordino di nylon, mentre il piccolo è stato strangolato con un cavo di alimentazione per telefoni cellulari. Dopo il sopralluogo, gli investigatori della squadra mobile si sono allontanati col padre di Sabrina Ricci, che è stato accompagnato in questura per ulteriori accertamenti ed in particolare per ricostruire il contesto in cui la tragedia si è consumata. Del caso si occupa il sostituto procuratore Vittorio Ranieri Miniati. Secondo quanto riferito dalla polizia, nell'appartamento non sarebbe stato ritrovato alcuno scritto lasciato per motivare la decisione del gesto.


21/07/2009

Strangola il suo bimbo di 4 anni, arrestata

Strangola il suo bimbo di 4 anni, arrestata

 

Agghiacciante tragedia a Parabiago, nel Milanese. La nonna e la zia hanno trovato il piccolo senza vita. La donna, 36 anni, piantonata in ospedale: è sotto choc.

 

La casa a Parabiago (Fotogramma)
La casa a Parabiago (Fotogramma)

MILANO - Una tragedia inspiegabile, che ha agghiacciato tutto il paese. Una mamma di 36 anni ha ucciso il suo bambino di 4 anni in camera da letto, strangolandolo con il cavetto elettrico del caricabatteria del cellulare. La donna, Marcella Sardini, è stata arrestata; dell'inchiesta si occupa il pm di Milano Carla Vulpio. La tragedia si è consumata intorno alle 11 in via Resegone a Parabiago, nell'hinterland a nord ovest di Milano. La casa dove è avvenuto l'omicidio fa parte di un piccolo complesso di villette, all'interno di un condominio dove abitano una ventina di famiglie. La donna e il marito, Matteo Ravelli, dirigente d'azienda, sono entrambi originari della zona e, secondo un vicino «erano una bella coppia, una bella famiglia, non li ho mai sentiti litigare. Anzi li ho visti anche ieri che giocavano insieme con il bambino davanti a casa». Un'altra giovane vicina dice: «Marcella è una persona fantastica, meravigliosa, è impossibile che sia stata lei». La parola «depressione» trapela a stento.

E' SOTTO CHOC - Marcella Sardini si era presa qualche giorno di ferie e si alternava con sua mamma per tenere il piccolo Lorenzo. Non sentendola al telefono, la nonna del bambino insieme con l'altra figlia ha deciso di andare da lei, per vedere se andava tutto bene. Quando sono arrivate in casa, l'hanno trovata in stato di choc accanto al piccolo in fin di vita. I sanitari del 118, subito chiamati, hanno disperatamente cercato, per oltre mezz'ora, di rianimare il piccolo, ma nonostante le cure non c'è stato nulla da fare. I sanitari hanno avvisato i carabinieri di Monza, che hanno eseguito l'arresto. I carabinieri hanno sequestrato un cavo elettrico per la ricarica delle batterie di un cellulare, in tutta probabilità usato per strangolare il piccolo. La donna è stata sentita, ma era in stato di choc e non è stata in grado di dare spiegazioni.

PIANTONATA IN OSPEDALE - Dopo l'arresto, la donna è stata portata all'Ospedale psichiatrico di Legnano, dove si trova piantonata. Nel frattempo i carabinieri di Parabiago e Legnano, coordinati dal pm Carla Vulpio, stanno ascoltando i parenti della donna per capire le cause della tragedia. «Era una famiglia normalissima - ha spiegato il tenente dei carabinieri Michela Pagliara, sul posto per una serie di rilievi -. Lei ha un lavoro gratificante e non c'era nessun problema con il marito». Qualcuno ha raccontato che Marcella non aveva preso bene l’ultimo trasferimento di la­voro, sempre come impiegata, da una filiale all’altra della Manpower», società di contratti interinali. Eppure lo spostamento era una questio­ne di pochi chilometri, sempre nella stessa provincia. Nel piccolo giardino davanti all'abitazione c'è ancora la casetta di plastica colorata dove giocava il piccolo.