21/09/2010

Acqua, l'Italia dovrà investire 64 miliardi nei prossimi 30 anni

Acqua, l'Italia dovrà investire 64 miliardi nei prossimi 30 anni

Quindici miliardi serviranno per gli acquedotti, 18 per fogne e depurazione. Tariffe in crescita per le famiglie

Continua...


08/10/2009

Sequestrate 11 piscine dei Mondiali Indagati Rinaldi e Malagò

Sequestrate 11 piscine dei Mondiali Indagati Rinaldi e Malagò

 

IL PRESIDENTE DELL'AQUANIENE: «MALAGIUSTIZIA». Indagine della Procura su presunti abusi edilizi nella realizzazione degli impianti. In tutto 30 sotto inchiesta

 

Malagò all'Aquaniene (Lapresse)
Malagò all'Aquaniene (Lapresse)

ROMA - Piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi e palestre, e altre strutture edificate in violazione delle norme paesaggistiche, urbanistiche e in genere ritenute abusive, sono state sequestrate in mattinata in 11 circoli sportivi romani, tra i più noti della capitale. L'iniziativa giudiziaria si inquadra nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sui presunti abusi edilizi compiuti per la realizzazione degli impianti destinati alla organizzazione dei Mondiali di Nuoto Roma 2009.

INDAGATI -Trenta le persone indagate nell'ambito di questa inchiesta, tra queste figurano anche il commissario delegato per i mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi, e Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore dei mondiali e presidente del Circolo Canottieri Aniene (la sua iscrizione nel registro degli indagati è relativa a questa seconda qualifica).

L'INCHIESTA - Il sequestro, che viene eseguito dalla polizia municipale, è stato disposto, su richiesta del pm Sergio Colaiocco, dal gip Donatella Pavone. Tre le strutture sottoposte a sequestro totale c'è il circolo Acqua Aniene, amministrativamente facente capo al Circolo Aniene, in via della Moschea nel quartiere Parioli. Strutture abusive, ancora in fase di edificazione, sono state sottoposte a sequestro nei circoli: «Roma 70», «Polisportiva Parioli Tiro a Volo», «Roma team sport», «Polisportiva Città futura». Sigilli alle strutture già ultimate nei circoli: «Acqua Aniene», «Cristo Re», «Axa Immobil sport», «Real sport village», «Associazione Agepi», «Villa Flaminia», «Sport 2000». Il gip aveva già disposto nei mesi scorsi il sequestro di strutture (dal 15 settembre scorso diventato definitivo dopo l'uso concesso per i mondiali di nuoto) in altri quattro circoli di Roma: «Salaria Sport Village», «Tevere Remo», «Gav New city», «Flaminio sporting club».

«VITTIME AL 100%» - «Sono senza parole per l'ennesimo passaggio sconcertante di questa vicenda. Siamo delle vittime al 100%. Siamo davanti ad un caso lampante di malagiustizia o di responsabilità altrui. Sono molto amareggiato, perché tutti sanno che il mio impegno nasce dall'amore per lo sport, e non è dettato da alcun interesse, se non quello di promuovere questa attività sportiva». Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo «Aquaniene», uno degli impianti sottoposti a sequestro. «Non riesco a capire cosa sia successo, abbiamo rispettato tutte le procedure, l'impianto è pubblico - aggiunge Malagò - e finanziato solo con fondi privati ed è conforme alle autorizzazioni riconosciute. Se a monte ci sono delle altre motivazioni non so. Abbiamo rispettato tutte le norme, le autorizzazioni e l'utilizzo dell'impianto».

«SOLIDARIETA'» - Solidali con gli indagati da parte del sindaco di Roma e della Federazione. «Esprimo solidarietà a Giovanni Malagò che ha fatto un grande lavoro come presidente del comitato organizzatore. Credo che questo avviso di garanzia sia un atto dovuto da parte della magistratura più che uno specifico risultato dell'inchiesta», ha detto Gianni Alemanno, a Torino per l'assemblea annuale dell'Anci. E la Fin (Federazione Italiana Nuoto) assicura il proprio sostegno, e auspica un rapido corso della giustizia: «Il potenziamento dell'impiantistica sportiva pubblica e privata in occasione dei Campionati del Mondo Roma 09 era e rimane un obiettivo prioritario della Federazione Italiana Nuoto. Risultano pubblici i provvedimenti di legge emanati dalla Presidenza del Consiglio, dal dipartimento della Protezione Civile, dal commissario delegato di Governo, dal Consiglio e dalla giunta del Comune di Roma, che hanno regolato l'iter procedurale a cui i circoli privati dovevano attenersi per ricevere le relative autorizzazioni. Pertanto, in merito alle notizie diffuse a mezzo stampa riguardanti le iniziative giudiziarie che interessano le opere connesse ai Campionati del Mondo di Roma 09, la Federazione Italiana Nuoto esprime pieno sostegno e solidarietà ai dirigenti dei Circoli Sportivi che - nel rispetto del citato quadro normativo emanato dagli organi di tato e dagli enti locali - hanno attuato investimenti a favore dell'intero movimento natatorio».

SORPRESA - Sorpresa e rammarico per gli sportivi illustri che frequentano il centro natatorio Aquaniene di Roma, facente capo al Circolo Canottieri Aniene, alla notizia del sequestro della struttura disposta dal gip di Roma. Alcuni ex atleti, come gli ex campioni mondiali di tennis e di nuoto, Adriano Panatta e Domenico Fioravanti, hanno saputo del sequestro proprio mentre erano all'interno dell'Aquaniene. «Non ne sapevo nulla e sono dispiaciuto anche per Malagò», ha detto Panatta, socio del circolo Canottieri Aniene.


05/07/2009

Nella fortezza di Coppito tra i Nocs e i violini del '500

Nella fortezza di Coppito tra i Nocs e i violini del '500

 

Il reportage. La corsa a completare le strutture. Agenti Usa appostati sulle montagne. Un intero piano per Obama, invitato a non affacciarsi mai


 

Una veduta della caserma di Coppito (Ansa)
Una veduta della caserma di Coppito (Ansa)

L'AQUILA — Nella boscaglia, mangiano mele rosse. Uno fuma il sigaro. Hello! Silenzio. Where are you from? (Da dove venite?). Silenzio. Alzano il grosso cannocchiale e guardano giù. Ma la caserma di Coppito si vede bene anche a occhio nudo. Un cecchino si divertirebbe un sacco. I due giovani agenti dei servizi segreti americani — come nei film: capelli biondi rasati a zero, mascellone, spalle palestrate — controllano la scena e, appunto, hanno preso il posto del cecchino. Da sotto, dal presidio della Guardia di finanza che sta per ospitare gli uomini più potenti della Terra, il picco della montagna appare comunque troppo vicino, e troppo minaccioso. A Barack Obama è stato perciò chiesto di non avvicinarsi alle finestre. I suoi ragazzi, lassù, faranno anche una buona guardia: però le precauzioni non sono mai troppe. Specie se davvero il presidente degli Stati Uniti, tra due notti, entrerà in una di queste due palazzine a cinque piani. Così modeste, deboli, attaccabili. Appartenevano agli ufficiali delle Fiamme Gialle. Le hanno ristrutturate (bagni nuovi, le pareti di un bel giallo ocra, i pavimenti in gres, lampadari al posto delle luci al neon) e le hanno chiamate Hotel Roma 16, Milano Hotel 17. In una Obama, nell'altra Berlusconi. Si deciderà all'ultimo (il giochino dell'incertezza sembra continui ad essere un efficace deterrente contro eventuali attacchi terroristici).

Di certo Obama avrà un intero piano. Ogni piano è composto da quattro camere e due bagni. Ogni piano ha dieci finestre, e tre soltanto avranno le serrande alzate. Prevista la presenza di quattro agenti della sua sicurezza personale (dormiranno nella stanza accanto, Michelle è abituata e poi gli agenti sono addestrati anche ad essere discreti). Previsto pure che nessuno potrà bussare alla porta dell'appartamento. Tutti gli spostamenti del presidente degli Stati Uniti verranno infatti gestiti via radio. Ogni squadra si comunicherà i suoi passi. Sta per uscire, apriamo la porta, esce, scala, prima rampa, seconda rampa, corridoio, terra, è fuori, okay, ora è vostro. Fonti attendibili sostengono che il medesimo trattamento verrà riservato anche a Gordon Brown e ad Angela Merkel. I servizi segreti si parlano (a volte). Così è passata questa logica: se gli americani agiscono autonomamente per il loro Obama, altrettanto faremo noi. Ovviamente non è stato facile spiegarlo ai nostri. Che comunque penseranno a Silvio Berlusconi. E, soprattutto, alle emergenze. Che poi sarebbe più appropriato parlare dell'unica, possibile emergenza: vale a dire una forte, improvvisa scossa. A quel punto l'evacuazione dei Grandi del Pianeta sarebbe, davvero, una faccenda complicata.

Visti, da lontano, ufficiali dei Nocs (i nuclei speciali della polizia) e dei Gis (quelli dei carabinieri) effettuare attente ricognizioni sul campo. Il piazzale delle cerimonie, dove c'è il palco, sarebbe la zona dove dovrebbero atterrare gli elicotteri in caso di emergenza. Visti anche artificieri controllare meticolosamente la struttura del palco. Sentito urlare un alto funzionario dei nostri servizi segreti: «Non è ammissibile che ancora così tanti operai e sconosciuti si aggirino qui dentro a poche ore dall'inizio del G8!». Se è per questo, ad un certo punto, hanno cominciato a infilare il naso anche una trentina di cronisti e cameramen. Visita guidata a cura della Protezione civile. Colleghi giapponesi quasi commossi innanzi al museo che, nelle intenzioni di Berlusconi, dovrà far allibire pure qualche Capo di Stato. C'è uno dei Codici di Leonardo da Vinci, c'è la statua del Guerriero di Capestrano (una scultura in pietra calcarea del VI secolo a.C. rinvenuta in una necropoli dell'antica città di Aufinum-Ofena). C'è un violino del 1566 di Andrea Amati. C'è lo spartito originale della Tosca di Giacomo Puccini. Non si capisce bene dove sia questo campo da basket allestito appositamente per farci giocare Obama; ma ai più, considerato il buon senso di Obama, pare improbabile che davvero un simile straordinario personaggio possa aver espresso una simile, sciocca esigenza. Piuttosto è interessante leggere la lista delle esigenze espresse dai cuochi (quelli militari di stanza della caserma saranno affiancati da un plotoncino di esperti scelti direttamente da Palazzo Chigi): scaricati ieri venti prosciutti di Parma, un imprecisato quantitativo di tipici salumi abruzzesi (capocolli, salami, soppresse). Poi confezioni di spaghetti, rigatoni e fusilli provenienti da un celebre pastificio locale. Casse di vino di una delle più prestigiose cantine che producono il rosso di Montepulciano. Si scaricano vettovagliamenti, rotoli di moquettes, centinaia di computer, chilometri di fili elettrici. Si lavora alla luce delle fotoelettriche. Ogni tanto la terra trema. Ma Guido Bertolaso, il grande capo della Protezione civile, dice che possiamo stare tranquilli. Poi piove, c'è un gran temporale, e allora uno pensa agli abruzzesi che stanno nelle tende, nel fango, nell'aria appiccicosa. Tutti muti. Perplessi. Che cercano di capire a cosa serva, e a chi, questo G8.

Fabrizio Roncone