10/01/2012

«Bocciato senza essere interrogato». Condannato ministero dell'istruzione

«Bocciato senza essere interrogato». Condannato ministero dell'istruzione

La storia. Il ragazzo non passò l'esame di maturità e ripetè l'anno passando a una scuola privata. Il Tar ha condannato il ministero dell'istruzione al risarcimento

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11/08/2010

Alluvioni in India: "Noi, travolti da un fiume di fango"

Alluvioni in India: "Noi, travolti da un fiume di fango"

La testimonianza degli amici di Riccardo Pitton, lo studente torinese tra le vittime delle inondazioni. Si trovava in un trekking nel Ladakh. Il suo corpo non è stato ancora trovato

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26/07/2010

Lo sciacquone genera energia elettrica

Lo sciacquone genera energia elettrica

L'IDEA DI UNO STUDENTE INGLESE. Il sistema HyDro-Power usa anche l'acqua della doccia e del lavandino. Nei condomini promette grandi risparmi.

 

Il sistema HyDro-Power
Il sistema HyDro-Power

LONDRA- Come trasformare acque che andrebbero perse negli scarichi e nelle fogne in energia elettrica gratuita, per illuminare casa e accendere gli elettrodomestici? Uno studente inglese di design industriale ha inventato un sistema che trasforma le acque reflue di casa (che scendono da doccia, lavandini, e dallo sciacquone del wc) in watt. Non un affare da poco, visto che metà del mondo utilizza la toilette e in media lascia scivolare nelle tubature, dopo aver tirato la catena, 7 mila litri di acqua all’anno. HyDro-Power, questo il nome del progetto, è un generatore di corrente dedicato ai condomini. Collegato alle tubature degli scarichi, si occupa di trasformare e creare potenza. Promettendo costi e soprattutto risparmi interessanti.

IL SISTEMA - L’apparecchio funziona così: l’acqua che scende dalle tubature del palazzo viene raccolta e incanalata nella macchina, che con quattro turbine permette subito di azionare un generatore elettrico e ridistribuire l’energia creata o nel palazzo stesso, magari per azionare l’ascensore, o le luci delle scale, o gli impianti di condizionamento condominiali, oppure può essere rivenduta all’operatore elettrico nazionale, come avviene sempre più con gli impianti fotovoltaici. È stato calcolato che, se applicato a un palazzo di sette piani, potrebbe portare a un risparmio medio annuo di circa 1.500 dollari (circa 1.160 euro).

CONCEPT - Per ora Hydro-Power è solo un concept in attesa di trovare un’azienda che voglia produrlo in larga scala. L’idea è di uno studente inglese, Tom Broadbent, iscritto al corso di design industriale dell’università De Montfort nel Leicester, che ha candidamente dichiarato come l’idea gli sia venuta mentre, in hotel, osservava come l’acqua scorreva velocemente nel gabinetto dopo aver tirato la catena.

Eva Perasso


12/03/2010

Gioca al tiro al bersaglio dalla finestra e spara ad un 15enne in gita scolastica

Gioca al tiro al bersaglio dalla finestra e spara ad un 15enne in gita scolastica

 

I COLPI DA UNA PALAZZINA DI VIA MANIN. Arrestato un italiano: provava la pistola nuova mirando ai passanti. Sette giorni di prognosi per lo studente

 

 

ROMA - Giocava al tiro al bersaglio sparando ai passanti dalla finestra. Tragedia sfiorata a Roma, in via Manin, dove i poliziotti del commissariato Viminale, intervenuti per la segnalazione di colpi d’arma da fuoco, hanno trovato un ragazzo di 15 anni, a Roma per una gita scolastica insieme ai compagni di scuola, seduto a terra con una ferita all’orecchio sinistro.

SPARI DALLA FINESTRA - Dal racconto dei ragazzi, gli agenti hanno focalizzato la loro attenzione su una palazzina di fronte, dalla quale secondo loro erano partiti 4 colpi di pistola, dei quali il primo aveva colpito il loro compagno, poi accompagnato al pronto soccorso con una prognosi di 7 giorni per ferita lacero contusa alla testa. Perquisendo la stanza i poliziotti hanno trovato e sequestrato, nascosta nell’armadio sotto una coperta, una pistola Beretta calibro 4,5 mm priva del tappo rosso, con incorporato un cilindro contenente gas CO2; nascosti poi dentro una valigetta c’erano più di 600 proiettili di metallo e 10 capsule di CO2, utilizzate per alimentare l’arma e documenti rubati.

ARRESTATO ITALIANO - La pistola in questione, replica di una Beretta, è considerata di libera vendita, con l’unico obbligo del rivenditore di annotare su un apposito registro le generalità dell’acquirente: l’uomo, interrogato dagli agenti, ha raccontato di aver comprato la pistola in un armeria della capitale e che voleva provarla senza l’intenzione di colpire qualcuno. D.L.P. , italiano di 39 anni, è stato arrestato con le accuse di lesioni dolose aggravate, ricettazione e porto abusivo di strumento atto ad offendere. In attesa del rito direttissimo. Da alcune testimonianze raccolte sul posto, la Polizia ha appreso che altri passanti sono stati oggetto di «tiro al bersaglio» da parte dell’arrestato. (fonte Apcom)


10/08/2009

Teramo, 23enne muore dopo un pugno

Teramo, 23enne muore dopo un pugno

 

Non si conoscono né l'omicida né i motivi dell'aggressione. Sentiti alcuni testimoni. La vittima, un giovane marchigiano, assalita in un chiosco a Villa Rosa di Martinsicuro

 

TERAMO - Un 23enne di Ascoli Piceno, Antonio De Meo, è morto nella notte a Villa Rosa di Martinsicuro, vicino Teramo, colpito in testa da un pugno durante una scazzottata. Non si conoscono né l'omicida né i motivi dell'aggressione. La giovane vittima, uno studente universitario che stava lavorando per l’estate in un albergo del posto, a fine turno domenica sera aveva raggiunto un chiosco vicino al lungomare per consumare un panino con la porchetta. Lì (era circa l’1.30) è stato affrontato da un gruppo di persone, si pensa italiani, e per motivi ancora da scoprire è nato un diverbio, quindi una scazzottata: De Meo è stato colpito ed è finito in terra esanime. Il gestore del chiosco ha chiamato il 118, che ha tentato invano di rianimare il ragazzo.

INDAGINI - Sull’accaduto indagano i carabinieri di Martinsicuro, Teramo e Alba Adriatica. Lunedì mattina sarà nominato il medico legale per eseguire l’autopsia. I militari stanno sentendo alcuni testimoni sentiti per avere più elementi per le indagini.


04/06/2009

Aggressione al procuratore di Verona Confessa un diciassettenne

Aggressione al procuratore di Verona Confessa un diciassettenne

 

Il magistrato era stato colpito alle spalle con una bottiglia vuota. Ha spiegato di aver agito per rancori personali contro Schinaia per la linea adottata dalla locale magistratura

 

Il procuratore Schinaia nel suo ufficio a Verona con un tutore al braccio dopo l'aggressione (Fotogramma)
Il procuratore Schinaia nel suo ufficio a Verona con un tutore al braccio dopo l'aggressione (Fotogramma)

VERONA - È stato individuato dalla Digos scaligera la persona che nella tarda serata del primo giugno aveva aggredito il Procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia. Si tratta di un giovane veronese di 17 anni, incensurato, studente in una scuola media superiore di Verona. Il ragazzo è stato portato in Questura accompagnato dai genitori e da un legale. Il minorenne ha reso piena confessione al dirigente la Digos, Luciano Iaccarino, spiegando di aver agito per rancori personali contro Schinaia per la linea adottata dalla locale magistratura in merito a recenti inchieste giudiziarie.

LA VICENDA - La serrata attività investigativa, coordinata dalla procura di Trento e portata avanti dalla Digos di Verona subito dopo l'aggressione, è terminata nella notte con la ricostruzione della dinamica dei fatti e l' identificazione, oltre al minorenne, delle persone, tutti minorenni, che erano quella sera con lui. Non è al momento noto se nei loro confronti ci siano segnalazioni o denunce. Schinaia, dopo aver partecipato ad una sagra parrocchiale nel quartiere veronese Avesa, stava raggiungendo a piedi la propria auto per fare ritorno a casa quando si è accorto di essere seguito da un gruppo di giovani che tra loro usavano frasi oscene. Poi, improvvisamente uno di loro si era staccato dal gruppo, aveva raggiunto il magistrato e lo aveva colpito alle spalle con una bottiglia vuota facendolo poi cadere a terra. Un atto accompagnato da frasi offensive. Il procuratore aveva fatto ricorso alle cure mediche dell'ospedale di Borgo Trento, dove gli sono state riscontrate lesioni non gravi. Fin dal primo momento, il magistrato aveva ricondotto l'atto di violenza - che aveva definito «vigliacco» perché aveva colpito una persona alle spalle - a possibili fastidi provocati in certi ambienti per le inchieste condotte dalla procura veronese. Tra queste, quella relativa all'aggressione a una giovane all'esterno di un locale.


10/04/2009

Atene: sparatoria in una scuola, tre feriti

Atene: sparatoria in una scuola, tre feriti

 

Poi il ragazzo si è suicidato. Studente 19enne ha aperto il fuoco contro un compagno e due passanti. In un biglietto: «Vessato dai compagni»

 

ATENE (Grecia) - Uno studente di 19 anni, forse di origine russa, ha aperto il fuoco nel cortile della sua scuola a Rendi, un sobborgo di Atene, ferendo tre persone. Poi si è suicidato. I feriti sono un suo compagno di 18 anni (il più grave), colpito al torace, e due commercianti della zona che, sentito il primo sparo, sono intervenuti cercando di fermare il killer. Sono stati colpiti alle gambe. Il 19enne è arrivato a scuola con due pistole nello zaino e ha lasciato un biglietto in cui si diceva vessato e umiliato dai compagni.


02/04/2009

Ragazzo si sente male in gita, è in coma

Ragazzo si sente male in gita, è in coma

 

Il diciottenne è ricoverato alla clinica Santa Rita a MILANO

 

Sarebbe ormai senza speranza la situazione clinica di F. S., lo studente diciottenne che, ieri durante una gita scolastica a Milano, si era accasciato sotto i portici di corso Vittorio Emanuele. Il ragazzo è passato dal coma allo stato di morte cerebrale. Era stato subito ricoverato nel reparto di rianimazione della clinica Santa Rita. Un malore probabilmente dovuto ad una «grave malformazione arterio-vascolare alla testa» accertata attraverso gli esami clinici, di cui nessuno era a conoscenza. Impossibile dire, al momento, se l'alcool, gli spinelli e la stanchezza abbiano contribuito ad aggravare le sue condizioni. Nelle sue tasche gli agenti, intervenuti sul posto, hanno trovato una piccola quantitá di hashish e dal racconto dei compagni di classe emerge che il ragazzo avrebbe bevuto alcune birre e fumato la sostanza illecita.

MALFORMAZIONE - La classe una quinta superiore di un istituto tecnico di Montefiascone era arrivata a Milano proprio ieri. La classe, una quinta superio­re di un istituto tecnico di Mon­tefiascone (Viterbo), era arriva­ta a Milano proprio ieri. Nel po­meriggio, dopo una sosta in parco Sempione, la passeggiata verso il centro città. Quando F. S. si è sentito male, le insegnan­ti hanno subito pensato che avesse bevuto troppo, nello zai­no gli hanno però trovato solo due lattine di coca cola. Il ragaz­zo faticava a respirare e aveva un forte mal di testa. Il primo bollettino parlava anche di «al­terazione di coscienza». In un primo momento l’inter­vento non sembrava preoccu­pante. R. S. ha però una «grave malformazione arterio-vascola­re alla testa», che è stata accerta­ta attraverso gli esami clinici fatti in tarda serata. Una malat­tia di cui nessuno era a cono­scenza. Per il momento è im­possibile dire se — e in che mi­sura — l’alcol, gli spinelli e la stanchezza per una notte con poche ore di sonno abbiano contribuito ad aggravare le sue condizioni. La situazione è pre­cipitata un paio d’ore dopo l’ar­rivo al pronto soccorso della cli­nica Santa Rita, a causa di un’emorragia cerebrale. A quel punto dall’ospedale hanno chia­mato il 113.

I RACCONTI DEI COMPAGNI - Gli agenti delle Volanti della polizia hanno ascoltato i raccon­ti delle insegnanti e di alcuni compagni di classe. Sarebbero stati gli studenti a spiegare che durante una lunga sosta in auto­strada, e poi nel corso del pome­riggio, avrebbero bevuto varie birre e fumato hashish.


12/03/2009

IL KILLER DI STOCCARDA: Tim, l'adolescente senza qualità che sparava in cantina

IL KILLER DI STOCCARDA: Tim, l'adolescente senza qualità che sparava in cantina

 

L'arsenale del padre e la passione per il tiro

(Ap)

 

WASHINGTON - Per chi lo conosceva, Tim Kretschmer, 17 anni, era un ragazzo normale, che passava inosservato. Ci ha pensato lui stesso ad attirare l'attenzione. Con un eccidio nella 10-D, la classe dell'istituto tecnico dove aveva ottenuto il diploma. Le parole di un'amica tradiscono quasi la sorpresa: «Non era un emarginato e con lui si usciva volentieri». Anzi sembra che tutti volessero frequentarlo perché aveva molti soldi in tasca. Tim, dunque, non rispondeva — in apparenza — al profilo del tipo introverso, infuriato con tutto quello che lo circonda e soprattutto con chi ha condiviso i banchi di scuola. Non sembrano neppure esserci storie di bullismo, tante volte usate come pretesto o giustificazione. E in queste ore la polizia sta controllando se il killer abbia lasciato una sorta di testamento o abbia affidato un messaggio a Internet, seguendo il sentiero di altri autori di massacri. Come Eric e Dylan gli sparatori folli di Columbine, diventati poi modelli e idoli di altri folli. Dal coreano Cho Seung-hui di Virginia Tech al ragazzo finlandese che si è lasciato una scia di sangue nel suo liceo. Ma qualcosa di storto c'era, altrimenti non saremmo qui a parlare di lui. A sentire uno studente Tim era «profondamente frustrato».

Per cosa? Solo ipotesi: difficoltà di inserimento, stress, problemi suoi. Nulla, sottolineano, che potesse far pensare ad uno scenario così tragico. E invece Tim è riuscito a portare a termine la sua missione distruttiva, accanendosi — sembra — su vittime di sesso femminile, ma poi ha rivolto la sua pistola anche contro dei passanti, dunque persone non legate al suo recente passato. Rispetto ad altri assassini «scolastici », il giovane non ha dovuto faticare troppo per armarsi. È stato sufficiente sottrarre una Beretta alla collezione del padre, un imprenditore benestante con la passione del tiro. E l'ha usata con effetti devastanti. Del resto ci sapeva fare: si allenava spesso in cantina con pistole ad aria compressa e «faceva sempre centro».

Passione alternata al ping-pong e alla visione di film dell'orrore. Ne aveva una collezione intera. Tim si è mostrato un vero mutante. Un giovane qualsiasi che si trasforma in omicida. Certo, è più facile accorgersi dei «lupi solitari», che non fanno gruppo e sono lasciati fuori dalla classe, dal team sportivo e alla fine da tutto. A volte sono spinti in quella condizione. In altre sono loro stessi a ficcarsi nell'angolo. Si considerano degli sconfitti e provano a dimostrare il contrario con la violenza eclatante. Mietono vittime e puniscono chi li ha trattati da perdenti: «Finalmente vi accorgerete di me», è il loro messaggio. E la normalità è diventata la cortina fumogena ideale dietro la quale si è nascosto Tim per colpire.

Guido Olimpio


11/03/2009

Spara in una scuola tedesca: dieci morti Il killer, un ex studente, è ancora in fuga

Spara in una scuola tedesca: dieci morti Il killer, un ex studente, è ancora in fuga

 

A 20 km da stoccarda. ci sono diversi feriti, il ragazzo vestito di nero ha fatto irruzione nel liceo tecnico di Winnenden. Le vittime sono tutti alunni

 

Il liceo tecnico Albertville Realschule a Winnenden
Il liceo tecnico Albertville Realschule a Winnenden

STOCCARDA - È ancora in fuga l'autore della sparatoria in un liceo tecnico a Winnenden, a 20 km da Stoccarda, dove sono morti dieci studenti. La notizia dell'arresto data in un primo tempo è stata poi smentita. L'Afp parla di un adolescente condotto in Questura e interrogato. Il ragazzo vestito di nero, ex allievo della stessa scuola, ha fatto irruzione intorno alle 9.30 nell'istituto Albertville Realschule aprendo il fuoco: dieci i morti, almeno nove sono studenti tra i 13 e i 17 anni. Non è chiaro se la decima vittima sia uno studente, perché è stata colpita all'esterno della scuola, durante la fuga dell'assassino. Numerosi i feriti, di cui due gravi. «Riteniamo che il bilancio dei morti è a due cifre. Si tratta di studenti» ha detto una portavoce del ministero dell'Interno del Baden-Wuerttemberg. L'istituto fa parte di un complesso che ospita circa mille allievi.

ARSENALE IN CASA - Dopo la strage il killer era scappato verso il centro della città: mille poliziotti sono stati mobilitati nelle ricerche. Secondo la Bild ha 25 anni, mentre l'agenzia Dpa lo descrive come un 17enne già noto alla polizia. Nella casa della famiglia del ragazzo sono state trovate 18 armi detenute legalmente, ma non è chiaro se il killer si sia servito di quell'arsenale. Un commando speciale della polizia del Baden-Wuerttemberg è nell'abitazione e sta interrogando la madre. Prima dell'arresto la polizia aveva evacuato la scuola e istituito blocchi nella città e nella regione, diramando un allarme a tutti gli automobilisti affinché non dessero passaggi ad autostoppisti. Le autorità regionali avevano chiuso le altre tre scuole della città, ordinando ad allievi e professori di non uscire dagli edifici.

 

(Ap)