25/08/2010
«Vivo con 14 euro al giorno: sto dai miei e ceno alle sagre»
«Vivo con 14 euro al giorno: sto dai miei e ceno alle sagre»La storia | I ventenni nel limbo dell'eterna adolescenza. Denis, ragazzo boomerang: «Studio, lavoro (poco) e combatto»
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07/07/2009
Tokyo è la città più costosa del mondo
Tokyo è la città più costosa del mondo
Analizza i prezzi di circa 200 articoli in 143 metropoli. La capitale giapponese supera Mosca nella classifica di Mercer, Milano undicesima. Meno cara: Johannesburg
Tokyo supera Mosca e diventa la città più cara del mondo. Lo rivela l'annuale studio condotto dalla società di consulenza Mercer che ha analizzato il costo della vita in 143 città del pianeta. Nonostante la recessione abbia colpito l'intero globo e la disoccupazione sia aumentata in tutte le metropoli, la vita in tante città internazionali continua a essere molto costosa. L'indagine, ideata per fornire indicazioni sui costi alle aziende che hanno dipendenti all'estero, analizza i prezzi di circa 200 articoli in ogni città, tra cui alloggi, cibo, abbigliamento, trasporti e tempo libero e prende come punto di riferimento New York alla quale sono conferiti cento punti. L'analisi conferma che la vita nel 2009 è molto più costosa nelle città europee e asiatiche rispetto a quelle americane, nonostante che quest'ultime, a causa delle forti oscillazioni dei cambi e del rafforzamento del dollaro, abbiano guadagnato posizioni in classifica rispetto all'anno scorso.
TOP TEN - Se si esclude New York, piazzatasi ottava, nella top ten vi sono solo città asiatiche e europee. Tokyo primeggia su tutte le metropoli con 143,7 punti, quasi il triplo rispetto a Johannesburg (49,6 punti), la città sudafricana che quest'anno è ultima in classifica e toglie ad Asunción il primato di centro più economico del mondo. La vita nella capitale giapponese è davvero cara visto che un biglietto di metropolitana costa 2,30 euro mentre per prendere un caffè e leggere un giornale bisogna sborsare quasi 9 euro. Tokyo è seguita da un'altra grande metropoli del Sol Levante, Osaka, che si piazza seconda con 119,2 punti mentre sul gradino più basso del podio si ferma Mosca, primatista l'anno scorso, che perde rispetto al 2008 ben 27 punti. Seguono in successione Ginevra, Hong Kong, Zurigo, Copenaghen e New York. Chiudono la top ten Pechino e Singapore.
ITALIANE - Rispetto all'anno scorso le città europee in generale hanno perso diversi posti in classifica. Oltre alla già citata Mosca passata dal primo al terzo posto, possiamo notare che Londra e Oslo, che nel 2008 erano entrambe nella top ten, nella classifica di quest'anno si piazzano al sedicesimo e al quattordicesimo posto, perdendo rispettivamente 13 e 10 posizioni. Anche le città italiane scendono in classifica: Milano, che l'anno scorso era l'ultima della top ten, quest'anno perde una posizione e si piazza undicesima. Roma invece, che era sedicesima, nel 2009 si ferma al diciottesimo posto. Discorso opposto per le città americane e del Medio Oriente che in generale guadagnano posizioni: Los Angeles passa dal cinquantacinquesimo posto al ventitreesimo, Chicago dall'ottantaquattresimo al cinquantesimo, mentre Dubai balda dal cinquantaduesimo al ventesimo posto. Nathalie Constantin-Métral, senior researcher di Mercer, commenta: «Tra le principali conseguenze della recessione dello scorso anno abbiamo osservato delle fluttuazioni significative nella maggior parte delle valute mondiali, il che ha segnato profondamente la classifica di quest’anno. Molte monete, tra cui l’euro e la sterlina, si sono fortemente indebolite rispetto al dollaro, facendo perdere molte posizioni alle città europee».
Francesco Tortora
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25/06/2009
Ha sedici anni ma ne dimostra due
Ha sedici anni ma ne dimostra due
Il curioso caso di Brooke Greensberg, la ragazza che non cresce. Studiandola gli scienziati sperano di fare luce sui misteri genetici all’origine dell’invecchiamento
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| (da www.abcnews) |
BALTIMORE (USA) - Non siamo sul set di un film, ma nella vita reale di una ragazza-bambina statunitense, per la quale il tempo passa in maniera del tutto particolare. Il suo corpo, infatti, non si sviluppa in modo coordinato, ma ogni singola parte sembra avere vita propria. Il caso di Brooke Greensberg è davvero più unico che raro. Nell’archivio di studi che riguardano la mancanza di invecchiamento non esiste una sola situazione che possa essere in qualche modo ricondotta a questa: finora, infatti, non è stata riscontrata alcuna malattia genetica o disfunzione cromosomica nota.
UN PO’ BEBE’, UN PO’ TEENAGER - Brooke ha compiuto 16 anni nel gennaio 2009, ma pesa poco più di 7 chilogrammi e supera a stento i 75 centimetri di altezza. Secondo il team di medici e scienziati che la segue quotidianamente, la sua struttura ossea è quella tipica di una bambina di 10 anni che ha però ancora tutti i denti da latte. Non parla, ma sorride quando è felice ed è perfettamente in grado di riconoscere le persone che gravitano intorno alla sua vita. E come molte teenager della sua età, racconta la mamma Melanie, ama fare shopping. Così, se mentre fanno compere in un negozio di abbigliamenti per l’infanzia si avvicina un’altra mamma con un bimbo nel carrello e chiede l’età di Brooke, Melanie solitamente risponde trasformando gli anni in mesi. Anche le tre sorelle - di 22, 19 e 13 anni, tutte sviluppate in maniera consueta - confermano la sua capacità di esprimersi e ribellarsi, come tipicamente accade alle sue coetanee. Certo, ha modi un po’ particolari: ad esempio, quando le si impone di fare qualcosa che non riscontra i suoi favori, si impunta e strilla come un neonato. Così fa capire agli altri che cosa vuole e che cosa, invece, proprio non le va giù.
MALATTIE - Nei suoi primi anni di vita Brooke ha dovuto affrontare diverse emergenze mediche, da cui si è sempre perfettamente ripresa, talvolta anche senza una spiegazione razionale, tra lo stupore generale dei dottori. Sette ulcere perforanti allo stomaco, 14 giorni di coma e addirittura un tumore al cervello. Per affrontare il mancato invecchiamento, fin dai primi anni le è stata prescritta una terapia a base dell’ormone della crescita ma non hai mai prodotto alcun effetto su peso e statura. Solo i capelli e le unghie crescono in maniera canonica. Nessuno, dunque, azzarda pronunciarsi su quanto Brooke possa continuare a vivere, e intanto la baby-teen continua a frequentare la scuola pubblica, in cui riceve un’istruzione mirata alla sua età, corrispondente alla nostra scuola media inferiore. Una vita normale, insomma, fatta di casa, amore famigliare, scuola, cibo e passioni, tutto imprigionato nel corpo di una neonata.
UNA CHIAVE PER LA SCIENZA - Per provare a comprendere le ragioni della sua crescita bloccata, alcuni scienziati stanno studiando con accuratezza diversi campioni delle sue cellule e del suo Dna. Il dottor Richard Walker, della facoltà di Medicina dell’Università della Florida del Sud, è convinto che l’analisi di questo caso possa condurre a importanti scoperte sulla natura mortale dell’uomo. Isolare il gene della mortalità per scovare la fonte della giovinezza: così potrebbe essere riassunto il suo potenzialmente rivoluzionario piano d’azione. Uno studio, dunque, che porta con sé innumerevoli problematiche etiche, e che potrebbe produrre una conoscenza, a dir poco, di difficile gestione.
Simone D’Ambrosio
15:53 Scritto in GENETICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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08/04/2009
Gli atenei «credono» nel radon: previsioni possibili
Gli atenei «credono» nel radon: previsioni possibili
Bari e Pisa: i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli
MILANO — Ventitrè gennaio 1985: per la prima (e unica) volta in Italia scatta l’allarme terremoto. L’Istituto nazionale di geofisica prevede una «scossa pericolosa ». E il ministro della Protezione civile Giuseppe Zamberletti, oggi presidente della Commissione grandi rischi e sostenitore dell’impossibilità di prevedere i terremoti, ordina lo stato d’allerta per dieci comuni della Garfagnana: scuole chiuse per due giorni, case vecchie o in cattivo stato evacuate.
Centomila persone abbandonarono le proprie abitazioni, ma il terremoto non arrivò. Allora la previsione di un sisma distruttivo fu formulata, dopo una scossa premonitrice, sulla base di un’analisi storico-statistica. Oggi, tra gli indicatori sismici, c’è anche il radon. Giampaolo Giuliani non è solo. Sono diversi i ricercatori che studiano questo gas: l’università di Bari ha messo a punto un sistema di 25 centraline fermo per mancanza di fondi; quella di Pisa ha elaborato un progetto per il monitoraggio nelle acque sotterranee della Garfagnana e della Lunigiana allo studio degli enti locali. Ricerche sono in corso anche all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Pier Francesco Biagi è docente di Fisica all’Università di Bari. Studia il radon e i disturbi sui segnali radio. «I sistemi per prevedere un terremoto già esistono — dice —, è che mancano i soldi per perfezionarli. A differenza dei miei colleghi sono convinto che non è impossibile prevedere un sisma, ci riusciremo. Fu proprio Boschi, oggi nemico dei precursori, a fare la previsione del 1985». E spiega: «Nel 2005 abbiamo presentato un progetto alla Regione per l’installazione di 25 centraline per il rilevamento di radon e stazioni radio a bassa frequenza (alcune anche nel Gran Sasso). Per un punto siamo stati esclusi dalla graduatoria e le prime centraline sono state disattivate».
All’università di Pisa si studia invece il radon nelle acque sotterranee della Garfagnana e della Lunigiana. Il team di Giorgio Curzio, docente di Misure nucleari, ha elaborato uno studio di fattibilità per il monitoraggio del radon: stazioni prototipo che ogni sei ore dovrebbero trasmettere al dipartimento e alla Protezione civile i livelli.
Tra i ricercatori che studiano il radon c’è anche Calvino Gasparini, dell’Istituto nazionale di geofisica. Nel 1985 fu uno degli esperti a formulare la previsione della Garfagnana. Oggi è direttore del Museo geofisico di Rocca di Papa dove da quattro anni una centralina misura il radon. «Sappiamo che questo gas è un precursore dello stress sismico, ma per ora non ci dice il 'dove' e il 'quando' avverrà un terremoto». Più attendibile l’analisi storico-statistica: «Sulla base della quale scattò l’allerta del 1985. Nel caso di Giuliani non esistevano parametri consolidati, ma un censimento a setaccio grande degli edifici più vecchi e una maggiore informazione, forse...».
Nel 1985 la «scossa pericolosa» non arrivò. E l’ex ministro Zamberletti finì sotto inchiesta per procurato allarme. Forse per questo da allora ha sempre chiamato i centomila sfollati «un test». E oggi ribadisce: «I terremoti non sono prevedibili ». Ma poi spiega: «Allora il radon non c’entrava, lì ci trovavamo davanti a dati statistici particolari. Davanti a una previsione della comunità scientifica come quella di 24 anni fa, proprio Boschi e Barberi mi avvertirono del rischio, farei la stessa cosa: ordinerei lo stato d’allerta».
Alessandra Mangiarotti
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19/10/2008
Truccate le graduatorie a Napoli: mazzette per supplenze
Truccate le graduatorie a Napoli: mazzette per supplenzeNel capoluogo campano 60 persone denunciate. C'era un vero e proprio tariffario
NAPOLI- Sessanta persone sono state denunciate nell'ambito di un'inchiesta che ha scoperto la manomissione degli archivi informatici del Provveditorato agli Studi di Napoli. Le graduatorie - secondo quanto riferisce Il Mattino - sarebbero state truccate per favorire un gruppo di docenti nell'attribuzione di incarichi e supplenze: per ottenere questo risultato sarebbero state pagate mazzette.
C'ERA UN TARIFFARIO - Esisteva, secondo l'informativa trasmessa dalla Guardia di Finanza alla Procura della Repubblica di Napoli, un vero e proprio tariffario, a seconda che si trattasse di elementari o medie. Corruzione e falso i reati per i quali si indaga. L'inchiesta si è avvalsa della denuncia, tra le altre, della direzione scolastica regionale della Campania. Secondo il direttore scolastico campano, Alberto Bottino, gli hacker sarebbero esterni al Provveditorato, i docenti «disonesti» individuati ed isolati. L'inchiesta mira però ad accertare anche l'eventuale esistenza di una talpa all'interno degli uffici.
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03/10/2008
Ig Nobel: vince anche un italiano. Studia la percezione delle patatine
Ig Nobel: vince anche un italiano. Studia la percezione delle patatineAssegnati dieci riconoscimenti alle ricerche piu' strampalate. Premiato il 38enne Zampini: il cibo è migliore se fa rumore
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| Un momento della cerimonia dell'Ig Nobel 2008 |
BOSTON (USA) - «La patatina tira», recitava una pubblicità italiana di una celebre marca di snack.Probabilmente gli ideatori delle campagne non sapevano che al tentativo di spiegare perché piacciono le patatine c'era chi aveva dedicato lunghe notti insonni in laboratorio. C'è infatti anche un italiano fra i vincitori di quest'anno dell'Ig Nobel, il riconoscimento che gli scienziati danno agli studi più strani o divertenti. Si tratta di Massimiliano Zampini, 38 anni, ora in forze al Centro Interdipartimentale Mente-Cervello di Trento. Il premio è andato alla ricerca condotta quando si trovava a Oxford con Charles Spence sulla percezione delle patatine.
PREMIO - La cerimonia si è tenuta al teatro dell'università di Harvard, i cui studenti sono fra gli organizzatori insieme alla rivista «Annals of improbable research». In tutto sono dieci i premi che sono stati consegnati dal premio Nobel «vero» per la chimica William Lipscomb.
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| Massimiliano Zampini (Università di Trento) |
GLI ALTRI RICONOSCIMENTI - Ma oltre a Zampini sono stati premiate anche altre ricerche strampalate. L’Ig Nobel per la medicina è andato a Deborah Anderson, della Boston School of Medicine, che ha messo alla prova la leggenda urbana che vuole la Coca Cola - oltre che efficiente stura lavandini - è anche anticoncezionale di sicura efficacia: e in effetti, le prove di laboratorio hanno dimostrato che la ’Coke’ è una spietata spermicida, specie - per motivi rimasti inspiegati - la "Diet Coke". La Coca Cola non ha rilasciato commenti.
Dan Ariely, economista della Duke Univesrity, si è assicurato il premio per aver dimostrato che i placebo più cari sono più efficaci di quelli a buon mercato, in ossequio al principio che se costa di più ci sarà pure un buon motivo: la case farmaceutiche che vendono prodotti generici ne avranno ora uno ottimo per ridisegnare le confezioni e ritoccare i prezzi.
Lo studioso Geoffrey Miler ha invece messo alla prova gli studi che indicavano come le donne fossero più attraenti per gli uomini quando al massimo della fertilità: e in effetti, i guadagni di 18 spogliarelliste dimostravano che la media passava da circa 250 dollari ogni 5 ore di turno a 400 dollari nei periodi giusti. Infine l’Ig Nobel per l’archeologia (disciplina che non viene considerata da Stoccolma) è finito al brasiliano Astolfo Gomes de Mello dell’Università di San Paolo, il quale ha dimostrato come gli armadilli - che scavano tunnel sotterranei come le talpe - sono in grado di "disturbare" i reperti interrati di diversi metri causando confusione nella successiva datazione.
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