23/08/2010

Piacenza, droga nel distributore automatico

Piacenza, droga nel distributore automatico

La polizia ha sequestrato oltre 400 confezioni di smart drugs, sostanze dichiare illegali solo recentemente. Erano in vendita presso una normale macchinetta

Continua...


27/07/2010

«Belen usa droga? Niente Festival» E Corona: usata per gonfiare inchiesta

«Belen usa droga? Niente Festival» E Corona: usata per gonfiare inchiesta

Il sindaco della città ligure ricorda il caso Morgan: «Non cambio idea se una ha un bel sedere», «farò le barricate affinché venga scelta una persona onesta e perbene»

 

Belen Rodriguez in una foto pubblicata su Facebook
Belen Rodriguez in una foto pubblicata su Facebook

SANREMO - L'anno scorso Morgan fu escluso dal festival dopo le sue controverse dichiarazioni sulla droga. Un caso che sollevò numerose polemiche. Quest'anno, a Sanremo, vogliono evitare che si ripeta una vicenda simile. Almeno è questo l'auspicio del sindaco, Maurizio Zoccarato. Durante la presentazione del concorso "Area Sanremo", a Milano, il primo cittadino è stato categorico: «Non accetto di associare alla mia città qualcuno che non abbia una moralità certa». Il riferimento è il coinvolgimento di alcuni personaggi celebri nella vicenda che ha portato alla chiusura dell'Hollywood. «Se Belen ha fatto uso di droga - afferma Zoccarato - non mi farebbe piacere vederla sul palco dell'Ariston».

BARRICATE - In un primo momento il sindaco aveva risposto in modo favorevole a domande sull'eventualità di Belen presentatrice alla prossima edizione del Festival. «Mi sembra una splendida idea - aveva detto - anche per dare un'immagine un po' più giovane e mondana della città». Poi, quando gli è stato riferito dell'inchiesta in corso a Milano e delle ammissioni della Rodriguez sull'uso di cocaina, Zoccarato ha rettificato il suo pensiero. «Così come non mi faceva piacere avere Morgan associato alla mia città, non cambio idea se una ha un sedere più bello piuttosto che dei capelli strani. Se puniamo nel Giro d'Italia chi viene preso con il doping dobbiamo dare lo stesso segnale con la musica: farò le barricate affinché venga scelta una persona onesta e perbene».

CORONA: «BELEN USATA» - Fabrizio Corona difende, nel frattempo, Belen: «È una vergogna - si è lamentato il fotografo, che con Belen ha una relazione tormentata - che sia stato fatto il suo nome in questa inchiesta solo per "gonfiarla"». Quando Belen ha sniffato cocaina, ha aggiunto Corona, «era solo una ragazzina. Ora ha un'immagine diversa ed è molto dispiaciuta per la pubblicità che le è arrivata addosso con questa inchiesta». Riguardo alle indagini che hanno portato al sequestro dell'Hollywood e del The Club per il giro di droga che si era creato nei bagni e nei privè, il fotografo ha un'opinione netta: «È l'ennesimo scandalo portato avanti dai magistrati che dovrebbero prendersela coi delinquenti veri». Secondo il re dei paparazzi, esperto di movida e locali milanesi «i magistrati hanno chiuso l'Hollywood perché è l'Hollywood, ma per il consumo di cocaina dovrebbero chiudere tutti i bar, le discoteche e le università della città». La cocaina, ha aggiunto, «sta ovunque, non solo nelle serate vip».

Redazione online


08/07/2010

Camorra: in manette boss Pagano, capo degli "scissionisti"

Camorra: in manette boss Pagano, capo degli "scissionisti"

Latitante da un anno, quando era riuscito a sfuggire a un arresto, era inserito nello speciale elenco dei primi trenta latitanti più pericolosi. E' accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti

 

 

La squadra mobile di Napoli ha arrestato a Licola, sul litorale flegreo, Cesare Pagano, capoclan degli "scissionisti", che negli anni scorsi diede vita con il clan Di Lauro alla sanguinosa faida di Scampia. Era latitante da un anno. Non era mai stato arrestato in precedenza e le forze dell'ordine non disponevano neppure della sua foto segnaletica. Pagano era inserito nello speciale elenco dei primi trenta latitanti più pericolosi.

Pagano era nascosto in una villa a poca distanza dalla spiaggia, insieme con due guardaspalle, il nipote Carmine, soprannominato "Angioletto", anch'egli latitante, ed il genero. La polizia ha circondato l'abitazione ed ha fatto irruzione, sparando colpi di pistola in aria, a scopo intimidatorio. I tre non hanno opposto resistenza. Cesare Pagano era latitante dal maggio 2009, quando era riuscito a sfuggire alla cattura in occasione di un'operazione della polizia che porto' all'arresto del cognato, Raffaele Amato.


I due sono considerati i capi del clan degli "scissionisti" che nel biennio 2004-2005 diede vita con il clan Di Lauro alla faida di Scampia, per il controllo della più grande piazza di spaccio d'Europa, che provocò una settantina di morti. Da quello scontro gli "scissionisti" uscirono vincitori e presero il sopravvento sugli avversari nel controllo delle attività criminose, in particolare dello spazio di droga, in tutto il quartiere di Secondigliano. Pagano era ricercato con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti


16/04/2010

Allarme per il baby sballo. Aumenta il consumo di droga e alcol tra i giovanissimi

Allarme per il baby sballo. Aumenta il consumo di droga e alcol tra i giovanissimi

Indagine della Provincia. In aumento l’uso di droga e alcol. Adolescenti a rischio. Stancari: si incontrano online. «Serve un'alleanza con scuole, Asl e genitori»

 

MILANO - Il primo spinello? A undici anni. La prima sbornia? Non ne hanno compiuti quattordici. Stupefacenti e alcol al posto di pane e nutella. Normalità per molti ragazzini che a guardare l’anno di nascita dobbiamo definire bambini, anche se sono alti alti e portano le scarpe numero 40. Accade nella città più cocainizzata d’Europa: 145mila consumatori tra abituali e occasionali; una tonnellata di polvere bianca sequestrata in un anno; 10mila dosi quotidiane, 15mila nel fine settimana. Il dato, per molti sconcertante, per gli addetti ai lavori una triste realtà, è stato ieri al centro di un convegno, organizzato in occasione della presentazione di una ricerca nazionale dalla Provincia di Milano, allo spazio Guicciardini. Titolo della ricerca: «Giovani, uso di sostanze, precarietà e genere».

L’approccio alle sostanze stupefacenti, infatti, dallo studio effettuato su un campione di 509 giovanissimi, avviene tra gli 11 e i 13 anni. La sostanza utilizzata nel novanta per cento dei casi è la cannabis. Ma gli spinelli da soli non bastano. E crescendo è l’alcol l’ingrediente del cocktail. «Non escono più di casa per cercare lo sballo—ha sintetizzato nel suo intervento l’assessore alle Politiche giovanili, Cristina Stancari, che ha promosso la giornata di studio —. La piazza è quella virtuale, della propria stanza, con Facebook, le chat. Si beve e ci si droga in un luogo protetto». E la prima «canna» te la offre l’amico, come fosse una normale sigaretta. Nel gruppo selezionato per l’indagine — sono stati contattati e intervistati fuori dai luoghi di divertimento e d’incontro, discoteche, bar — sono inclusi ragazzini di Milano, Roma, Firenze, Napoli e Genova. Non sono deviati o emarginati, non vivono in condizioni di disagio e di emarginazione, sono in tutto e per tutto bambini e bambine «normali». «Ci sembrava opportuno indagare sul fenomeno droghe, su uso e abuso, ma questa ricerca rispetto alle precedenti analizza il fenomeno non sotto il profilo della quantità ma della qualità dell’abuso ». I ragazzini intervistati hanno raccontato con semplicità di essere consumatori abituali. «Drogarsi è per loro la normalità— continua l’assessore Stancari —. Dobbiamo interrogarci, farà un’alleanza con le scuole, le associazioni genitori, le Asl. Diventare promotori di un nuovo progetto educativo, che includa lo sport, la musica».

L’indagine fotografa uno spicchio del mondo degli adolescenti. «Dire che a undici anni si drogano non vuol dire che tutti gli undicenni si drogano» conclude l’assessore. Ma alza il velo su una nuova normalità. Non servono divieti né cure. «Serve un progetto di prevenzione che non divida in categorie, in bravi e cattivi, i ragazzi. Ma li promuova tutti verso altre prospettive che non si riducano allo spinello per merenda e a un beverone a base di vodka al posto del latte prima di dormire.

Paola D’Amico


14/04/2010

Comandante dei Ros a processo per droga: chiesti 27 anni di carcere

Comandante dei Ros a processo per droga: chiesti 27 anni di carcere

Il PM: «il generale Giampaolo Ganzer creava traffici di stupefacenti per poi reprimerli». L'accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, peculato e falso

 

Giampaolo Ganzer (Ansa)
Giampaolo Ganzer (Ansa)

MILANO - Una richiesta di condanna a 27 anni di carcere è stata formulata dal pm nei confronti del comandante del Ros Giampaolo Ganzer, imputato a Milano. Il Pm di Milano, Luisa Zanetti, ha chiesto la condanna al termine di una lunga requisitoria la condanna a 27 anni di carcere per il comandante dei Ros (Raggruppamento operativo speciale dell'Arma dei Carabinieri) con l'accusa di associazione a delinquere (che sarebbe stata da lui «diretta e organizzata») finalizzata al traffico di droga, peculato e falso.

IL PROCESSO - Nel processo, che si svolge davanti ai giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano, sono imputate altre 14 persone che, insieme a Ganzer, secondo quanto ricostruito dalla rappresentante della pubblica accusa, «creavano traffici di droga al fine di reprimerli usando le conoscenze investigative e strumentalizzando le risorse dell'Arma, inducendo i trafficanti a importare droga». Si tratta, per il Pm, di «reati gravissimi», dai quali si evince una «deviazione dai compiti istituzionali». L'indagine che ha portato al processo è durata sette anni ed è sfociata in 29 udienze preliminari, coinvolgendo altri ufficiali del Ros. Secondo il Pm, Ganzer avrebbe assicurato «una adesione piena» ai traffici di stupefacenti, «promuovendone l'attività».

«CONTINUO IL MIO LAVORO» - Il generale Ganzer risponde ai cronisti che lo sollecitano a un commento dopo la richiesta del pm di Milano: «Nessun commento. L'unica cosa che posso dire è che continuo con la serenità e l'impegno di sempre a fare il mio lavoro. I commenti fateli voi».

CHE COSA È - Il Ros è un organo investigativo dell'arma dei carabinieri, nato nel 1990, e ha competenza sui reati della criminalità organizzata e sui reati di terrorismo. La sua organizzazione è alle dirette dipendenze del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri. I carabinieri del Ros sono estremamente specializzati soprattutto nell'infiltrarsi nelle bande criminali e il loro punto di forza sono pedinamenti e osservazioni durante le investigazioni relative a sequestri, riciclaggio oppure traffico di stupefacenti. E proprio da quest'ultima tipologia di reato sono nati i guai giudiziari del comandante Giampaolo Ganzer.

Redazione online


26/02/2010

Giovanardi, «Annozero vergognoso»

Giovanardi, «Annozero vergognoso»

 

Lettera a Zavoli: una tv di Stato non può fare propaganda agli stupefacenti. Il sottosegretario: «E' stato un inno alla droga». Critiche anche per la trasmissione di Chiambretti su Italia Uno

 

Morgan ad Annozero
Morgan ad Annozero

ROMA - Annozero fa il botto di ascolti, accende i riflettori sul tema della droga ospitando in studio il cantante Morgan (escluso da Sanremo dopo la sua ammissione di fare uso di stupefacenti) e fa andare su tutte le furie Carlo Giovanardi, sottosegretario responsabile del Dipartimento nazionale antidroga.

LETTERA A ZAVOLI - L'esponente del governo ha scritto al presidente della Commissione di vigilanza della Rai, Sergio Zavoli, per denunciare la «scandalosa» trasmissione di Annozero di ieri sera. «Una tv di stato - ha affermato Giovanardi - ha fatto la propaganda alla droga. Sembrava una specie di fumeria d'oppio». Il sottosegretario ha criticato, per lo stesso motivo, anche la trasmissione di Piero Chiambretti su Italia1. Nel corso del programma Morgan ha avuto modo di cantare la canzone che avrebbe presentato al Festival e ha ricevuto il sostegno da Adriano Celentano. Tuttavia l'ex leader dei Bluvertigo ha ribadito come il crack funzioni effettivamente come antidepressivo.

Il sottosegretario Giovanardi (Lapresse)
Il sottosegretario Giovanardi (Lapresse)

«NIENTE INNI ALLA DROGA» - «È inutile - ha però spiegato Giovanardi, intervenendo ad un convegno sulla sicurezza stradale - che il dipartimento faccia politiche attive per la formazione e la prevenzione dell'uso di droghe. Che i Sert e le comunità siano impegnati al recupero di 150 mila ragazzi se poi, come ieri sera, nella trasmissione di Santoro assistiamo ad una sorta di fumeria d'oppio, di elogio della droga. La stessa cosa si può dire della trasmissione di Chiambretti su una rete Mediaset. È come se di fronte ad un'epidemia, si incita la gente ad ammalarsi». A suo avviso, si tratta di «disinformazione ed inno alla droga». Fra l'altro, Annozero «ha dato rilievo ad un personaggio come Morgan e ad un filosofo da strapazzo, persone che danno messaggi contrari alle conoscenze scientifiche». Di fronte a questi messaggi tv, «mi chiedo quindi, cosa dobbiamo fare noi?». Giovanardi, ricordando che l'uso di alcol e di droghe è una delle prime cause degli incidenti stradali, ha anche reso noto di aver convocato il parlamentino del dipartimento con all'ordine del giorno proprio questo argomento.

LA POSIZIONE DELL'AIART - Anche l'associazione dei telespettatori cattolici Aiart ha preso posizione sulla puntata: «Annozero ha sbagliato nel continuare a presentare il consumo di droga come un antidepressivo, come un'usanza in voga tra molti giovani. Serve più accortezza nell`affrontare tali temi» ha detto il presidente Luca Borgomeo. «Riportare poi Morgan in tv ci sé sembrato superfluo - continua Borgomeo - Probabilmente ha ottenuto più popolarità in questo modo che con le sue canzoni».

LE REAZIONI POLITICHE - Non è passato molto prima che vi fossero reazioni alle parole del sottosegretario. «Giovanardi non perde occasione per tacere - ha detto il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi - e le spara sempre più grosse, dicendo un mare di sciocchezze. L'attacco ad Annozero è strumentale ed ingiustificato e dimostra ancora una volta che il governo sulle droghe fa solo demagogia». «Chi grida allo scandalo fa solo ipocrisia - ha invece commentato Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria del Pdci -. Solo l'ipocrisia e l'ignoranza di certa destra politica ultraproibizionista, Giovanardi in primis, può salire sul carro dell'inquisizione e muovere crociate da medioevo. Con la sua azione e le sue leggi fuori dal mondo, Giovanardi è stato solamente capace di criminalizzare diverse generazioni di italiani, senza combattere la criminalità organizzata e il narcotraffico. La strada maestra è differenziare le sostanze stupefacenti, informare, prevenire e legalizzare le droghe leggere». Il diretto interessato, Michele Santoro, preferisce invece non fare polemiche: «Non dico niente. Ogni commento è legittimo».

Redazione online


03/02/2010

Morgan: «Fumo crack tutti i giorni» E adesso Sanremo è a rischio

Morgan: «Fumo crack tutti i giorni» E adesso Sanremo è a rischio

 

Intervista al mensile. Il ministro Meloni: «Cattivo maestro». In serata la smentita: «Frainteso: la droga fa male». La replica di Max: «Il servizio è stato concordato»

 

MILANO - È bufera su Morgan. Una dichiarazione del cantautore ha scatenato mille polemiche e messo in dubbio la sua partecipazione al Festival di Sanremo tant'è che in serata ho dovuto precisare il senso delle sue affermazioni.Ecco cosa è accaduto. Il canuto cantautore ha scandalizzato tutti con le sue dichiarazioni sull'uso di stupefacenti: «Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura». E ancora sull'uso di droga e sul fatto che chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, dice: «Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy». E al giornalista, che gli chiede se nel momento del colloquio è "fatto", Morgan spiega: «Sì, completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare». Poi una domanda sul suicidio di suo padre: «Lasciamolo in pace... Mi dispiace tanto, poverino... è stata la depressione, problemi di soldi. Sicuramente la depressione è nata quel giorno. E anche la mia follia». E conclude: «Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta....».

SANREMO - Questo il passaggio di un'intervista al mensile Max, in edicola dal 4 febbraio, di cui sono stati anticipati alcuni frammenti.Dichiarazione choc e ora la partecipazione di Morgan al Festival di Sanremo, dove dovrebbe portare il brano «La sera», è a forte rischio. «Sono allibito. Non posso far finta di non aver letto quelle dichiarazioni deliranti». Così il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, commentando le parole di Morgan: «Parlerò con il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi per decidere il da farsi». E Mazzi alle agenzie ha già detto di essere «rimasto senza parole di fronte a quanto dichiarato da Morgan».

LA PRECISAZIONE - A questo punto però è giunta la precisazione di Morgan: «Sono molto sconcertato ed amareggiato, anzi profondamente addolorato, per non dire disperato, per le frasi che mi sono state attribuite». Morgan in una nota smentisce le dichiarazioni riportate nell’intervista a Max. «L’intervista - spiega il cantautore - mi è stata sostanzialmente carpita, io penso esattamente il contrario: la droga fa male, la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all’uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione. E certo - continua - non mi sognerei mai di divulgare come insegnamento o consiglio per i giovani l’uso di stupefacenti. Forse mi è stata tesa una trappola e ci sono caduto ingenuamente». «Non ho mai nascosto certe mie debolezze - precisa Morgan - in quanto persona autentica e sensibile, quindi tutti sanno di certi errori commessi in passato di cui ho anche parlato con delicatezza nelle mie canzoni e non certo nel modo strumentale ed errato dell’articolo. Fatto sta che il mio presente è quello di una persona felice che collabora con i giovani in modo costruttivo e la mia modalità è sotto gli occhi di tutti perchè quotidianamente insegno e lavoro - conclude - con i giovani in modo serio».

LA REPLICA - Arriva anche la replica del Mensile Max, per bocca del suo direttore: «Sono altrettanto sconcertato e amareggiato dalle parole di Morgan» dice Andrea Rossi. «L'intervista non è stata per nulla carpita - sottolinea - e tanto meno è stata tesa una trappola. Il servizio, in lavorazione da tempo, è stato pienamente concordato. Il giornalista autore dell'intervista, Raffaele Panizza, ha registrato circa due ore di conversazione avvenuta comodamente a casa dell'artista così come lui desiderava. Inoltre l'articolo è corredato da un bellissimo servizio fotografico realizzato per l'occasione, in esclusiva per Max, da Maki Galimberti».

Morgan, 37 anni
Morgan, 37 anni

MELONI - In precedenza non erano mancati i commenti anche sul fronte politico. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, aveva detto: «Trovo le affermazioni di Morgan sul valore benefico della cocaina assolutamente deliranti. Con le sue parole dimostra di essere l'ennesimo cattivo maestro di cui la gioventù italiana farebbe volentieri a meno». «È assurdo che per far parlare di sè un artista debba ricorrere a questi mezzucci da quattro soldi - prosegue il ministro - la gioventù italiana ha trascorso fin troppo tempo sotto il bombardamento di messaggi sbagliati e pericolosi lanciati di volta in volta da divi del cinema, della musica o della tv. Persone che non si rendono conto dell'impatto drammatico che le loro parole possono avere e che in questa totale assenza di responsabilità dimostrano il loro scarso valore umano». Secondo Giorgia Meloni «è ora di cominciare sul serio a spiegare ai giovani come stanno le cose: "farsi" non significa essere anticonformisti, alternativi o "fighi", ma è una pericolosissima fuga dalla realtà che prima di ferire il corpo uccide le emozioni, le speranze, i dolori e le gioie che rendono preziosa e irripetibile l'esistenza di ognuno». «Mi auguro che in futuro - conclude il ministro - chi trasmette dei messaggi tanto aberranti non trovi nella televisione pubblica un pulpito autorevole da cui ergersi a intellettuale finto-ribelle pagato con i soldi dei cittadini».

GIOVANARDI - Pesante anche il giudizio di Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle tossicodipendenze: «Purtroppo non è vero che personaggi come Morgan non siano gente di potere. Esaltando l'uso della droga questo «signore» condanna a morte giovani ingenui e sprovveduti che si distruggeranno per la sua irresponsabile sete di pubblicità. Più che esibirsi a Sanremo, sarebbe utile che questo Morgan potesse ricoverarsi in una comunità di recupero per tossicodipendenti per vedere e toccare con mano i disastri provocati dal consumo di cocaina. Grande è anche la responsabilità di chi offre palcoscenici a simili personaggi vanificando l'azione preventiva ed educativa della famiglia, della scuola degli educatori e di tanti artisti e campioni dello sport che si sono prestati gratuitamente per campagne contro l'uso della droga».

DE FILIPPI - Tornando all'intervista Morgan a Max ha parlato anche di tv, a suo modo, in maniera schietta: «Il fatto che me ne vada da X Factor alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La tv è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi». Poi precisa: «Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell'esistere. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì». Quanto all'addio al talent show, il cantante spiega che ci ripenserà «solo se accetteranno la mia richiesta: voglio essere sia giudice che direttore artistico. Ma credo che sia una proposta a perdere. Io sono un artista, e quindi ingestibile. Loro non vogliono artisti. Sono gente di potere».

(fonte Ansa)


02/02/2010

Morgan choc: "Fumo abitualmente crack"

Morgan choc: "Fumo abitualmente crack"

 

Intervista al mensile "max". «Ne faccio un uso quotidiano». Sulla tv: «È fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi, che ora comanda pure in Rai»

 

MILANO - Dopo X-Factor, per Morgan è il turno del Festival di Sanremo, dove porterà il brano "La sera". Ma ora il canuto cantautore scandalizza con le sue dichiarazioni sull'uso di stupefacenti: «Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura». Questo il passaggio di un'intervista al mensile Max, in edicola dal 4 febbraio, di cui sono stati anticipati alcuni passaggi.

Morgan, 37 anni
Morgan, 37 anni

DE FILIPPI - Morgan parla anche di tv, a suo modo, in maniera schietta: «Il fatto che me ne vada da X Factor alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La tv è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi». Poi precisa: «Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell'esistere. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì». Quanto all'addio al talent show, il cantante spiega che ci ripenserà «solo se accetteranno la mia richiesta: voglio essere sia giudice che direttore artistico. Ma credo che sia una proposta a perdere. Io sono un artista, e quindi ingestibile. Loro non vogliono artisti. Sono gente di potere». E ancora sull'uso di droga e sul fatto che chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, dice: «Perchè io sono trasparente. La gente parla di me perchè sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy». E al giornalista, che gli chiede se nel momento del colloquio è "fatto", Morgan spiega: «Sì, completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare». Poi una domanda sul suicidio di suo padre: «Lasciamolo in pace... Mi dispiace tanto, poverino... è stata la depressione, problemi di soldi. Sicuramente la depressione è nata quel giorno. E anche la mia follia». E conclude: «Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta....». (fonte Ansa)


07/12/2009

Narcotraffico: l'euro soppianta il dollaro

Narcotraffico: l'euro soppianta il dollaro

Secondo recenti indagini dell'Europol. Uno dei motivi è che la banconota da 500 euro vale molto di più di quella da 100 dollari

 

(Ap)
(Ap)

MILANO - Da quando la crisi economica ha colpito l'economia mondiale e ha ulteriormente deprezzato il valore del dollaro nei confronti dell’euro, non sono pochi gli studiosi, tra cui Mario Monti, ad aver pronosticato la fine dell'egemonia della valuta americana negli scambi internazionali a vantaggio della moneta del Vecchio Continente. Tuttavia neppure il più illuminato degli economisti avrebbe mai pensato che i primi a mettere in pratica questa previsione fossero i grandi cartelli della droga sudamericana. Come racconta un articolo domenicale dell'Observer, le recenti indagini dell'Europol, hanno dimostrato che i più importanti trafficanti di stupefacenti del mondo hanno già sostituito la valuta americana con le banconote europee.

SCELTA - La scelta non è determinata da logiche economiche, bensì da esigenze di spazio: i biglietti da 100 dollari (la banconota americana che ha più valore) sono stati surclassati da quelli da 500 euro perché questi ultimi valgono di più e occupano meno spazio quando bisogna spostare o nascondere grandi quantità di denaro liquido nel mondo. Ad esempio recentemente la polizia statunitense ha sequestrato circa 12 milioni di euro su un aereo della British Airways diretto a Londra. Erano i ricavi di una singola partita di droga ed erano nascosti in una valigetta contenente solo biglietti da 500 euro.

CONTRABBANDO - Rob Wainwright, direttore dell'Europol, ha confermato che il sequestro sul velivolo britannico è solo una delle tante e importanti operazioni portate a termine dall'agenzia anticrimine europea. La scorsa settimana, infatti, le forze di polizia del Vecchio Continente hanno scoperto diverse operazioni di contrabbando e di riciclaggio di banconote europee portate a termine dalle più grandi organizzazioni criminali del mondo: «Abbiamo individuato una quantità enorme di biglietti da 500 euro nascosti in scatole di cereali, in pneumatici, in camion e così via». Ma quanto sia massiccio l’attuale contrabbando di valuta europea è spiegato bene dalle cifre rilasciate dalla Direzione nazionale della Colombia. Da gennaio a giugno del 2007 sono stati dichiarati solo 200 mila euro in entrata alla dogana del Paese sudamericano. Tuttavia nello stesso periodo – affermano le autorità locali - più di 370 milioni di euro hanno lasciato illegalmente la Colombia.

Francesco Tortora


19/10/2008

Las Vegas: bambino rapito da narcotrafficanti messicani

Las Vegas: bambino rapito da narcotrafficanti messicani

Si sono finti poliziotti. Volevano farsi restituire dal nonno una partita di droga

 

 

 

La foto di Cole Puffinburger, il bambino rapito a Las Vegas, diffusa dalla polizia americana
La foto di Cole Puffinburger, il bambino rapito a Las Vegas, diffusa dalla polizia americana

 

WASHINGTON – Sembra la trama di un film, ma è una storia vera. Cole Puffinburger, sei anni, è stato rapito mercoledì a Las Vegas (Nevada) da tre uomini armati che fingendosi poliziotti hanno fatto irruzione nella sua abitazione. Hanno immobilizzato la mamma del bimbo, il fidanzato e sono poi fuggiti portando via Cole. Il sequestro, secondo la polizia, è un’estrema forma di pressione nei confronti del nonno del piccolo, Clemons Tinnemeyer, 51 anni. Questi si sarebbe impossessato di una ingente partita di droga (valore tra gli 8 e i 22 miloni) di «proprietà» di un cartello messicano. I finti poliziotti altri non erano che emissari dei narcos inviati in missione oltre confine. L’Fbi ha subito dichiarato la «Amber Alert» inviando la foto di Cole a giornali e tv nella speranza che qualcuno possa averlo visto. Intanto venerdì, dopo frenetiche ricerche, gli agenti sono riusciti a localizzare Tinnemeyer che aveva fatto perdere le tracce e lo hanno arrestato. Il drammatico sequestro, che ha suscitato grande emozione, ha rappresentato la conferma di come i narcotrafficanti messicani abbiano esportato la loro guerra privata – costata migliaia di vittime – negli Stati Uniti. Nell’ultimo anno si sono infatti verificati omicidi e rapimenti ai danni di cittadini di origine messicana che vivevano nel sud della California e in Arizona.