30/06/2009

Ragazza reagisce ed evita stupro

Ragazza reagisce ed evita stupro

 

Era appartata con il fidanzato in auto in Via Bardolino, periferia sud. Calci, pugni e morsi: così una 32enne ha messo in fuga tre banditi. Uno è stato identificato e arrestato


 

MILANO - Ha reagito come una furia al tentativo di aggressione e si è salvata da un tentativo di stupro. Protagonista della vicenda una giovane di 32 anni che sabato sera si trovava, con il fidanzato, appartata in un'auto presa di mira da tre banditi. Il Suv era parcheggiato in via Bardolino, periferia sud di Milano, al confine con la campagna circostante. Improvvisamente, intorno alle 22, tre sconosciuti hanno aperto le portiere e hanno costretto i due fidanzati a consegnare i propri cellulari e i soldi che avevano con sé: 200 euro circa.

IL TENTATO STUPRO - Non solo ai soldi, però, erano interessati: con un gesto di intesa hanno cercato di immobilizzare la donna, un'italiana di 32 anni, e hanno iniziata a palpeggiarla sotto gli occhi del suo compagno di 27 anni. Lei ha avuto una reazione furibonda, con calci, pugni e morsi, che ha colto di sorpresa i suoi aggressori. E' anche riuscita a strappare un passamontagna dal volto di uno dei rapinatori, scoprendo una cicatrice sulla fronte, dopodiché i tre sono fuggiti. L'identikit ha permesso, ai militari della compagnia Porta Magenta guidata dal capitano Vittorio Stingo di stringere le manette ai polsi di un 29enne tunisino irregolare, con precedenti per rapina, rintracciato in una baracca in via Virgilio Ferrari. Per lo straniero, riconosciuto dalla vittima, si sono aperte le porte del carcere.


09/02/2009

Branco stupra una ragazzina: arrestati quattro minorenni

Branco stupra una ragazzina: arrestati quattro minorenni

 

La vittima ha 14 anni. Gli arrestati tutti tra i 14 e i 16. . E' stata portata in stato di shock in ospedale

 

MILANO - Una terribile vicenda di violenza sessuale aggravata tra minori ha portato la Procura dei Minorenni di Brescia, sulla base delle indagini dei carabinieri della compagnia di Salò (Brescia), a chiedere ed ottenere quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti ragazzi, che sono stati arrestati. Del branco farebbe parte almeno un altro minore che, però, avendo meno di 14 anni, non è imputabile. La vittima è una ragazza di 14 anni. Gli arrestati hanno età comprese tra i 14 e i 16 anni e le indagini si sono sviluppate nella zona di Sabbio Chiese, in Valsabbia. La violenza sarebbe avvenuta nel mese di dicembre ad una festa durante la quale era stato bevuto parecchio alcol. Dopo la violenza, la vittima è stata portata in stato di shock in ospedale. La denuncia poi è stata presentata dalla madre della ragazza, italiana così come gli aggressori. Le modalità in cui tutto è avvenuto, secondo gli inquirenti, sarebbero aberranti per il cinismo espresso nella vicenda. Ulteriori dettagli, inclusi quelli relativi a un possibile uso di telefonini per scattare fotografie durante gli abusi, verranno forniti lunedì nel corso di una conferenza stampa convocata alle 11 al Comando provinciale di Brescia.


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04/02/2009

Mafia e carcere, giro di vite sul 41 bis Mai più domiciliari agli stupratori

Mafia e carcere, giro di vite sul 41 bis Mai più domiciliari agli stupratori

 

Approvato emendamento che vieta i domiciliari «facili» per chi violenta. Sì del Senato all'articolo 34 del ddl sulla sicurezza che inasprisce il regime di detenzione per i mafiosi

 

 
ROMA - Con 249 voti a favore, 5 contrari e 14 astenuti il Senato ha approvato l'articolo 34 del ddl sulla sicurezza che inasprisce l'articolo 41 bis che viene applicato soprattutto per i condannati di mafia e camorra. Un voto «quasi unanime» come ha sottolineato il presidente del Senato Renato Schifani che ha espresso plauso per «modifiche strategiche per il contrasto alla mafia. Credo che con questo voto il parlamento abbia dato un fortissimo segnale al Paese di come il contrasto alla mafia, alla criminalità organizzata, fossero l'esigenza della convergenza fra tutte le forze politiche , per lo meno tra la stragrande maggioranza delle forze politiche. La presidenza non può che compiacersi della quasi unanimità di questo voto» ha detto Schifani.

ALFANO: «UN ALTRO PASSO AVANTI» - «Le nuove restrizioni del carcere duro del 41bis rappresentano un altro elemento nella strategia del governo di contrasto a tutte le mafie - dice il ministro dell Giustizia Angelino Alfano -. Dopo il varo delle norme che hanno agevolato il sequestro e la successiva confisca dei beni anche al mafioso deceduto, un altro importantissimo passo è stato compiuto nell'opera di disintegrazione dell'apparato mafioso, pericoloso e perverso paradigma di un vero e proprio anti-sistema». Alfano aggiunge che «è motivo di grande soddisfazione constatare che la bontà e l'efficacia delle azioni di contrasto alla mafia, portate avanti da questo governo, siano state condivise e avvertite anche dai banchi dell'opposizione. La quasi unanimità del voto d'aula sull'inasprimento del 41bis è l'emblema di una società che cambia e di una politica responsabile che diventa garante di questo cambiamento, nel nome della legalità di cui lo Stato si fregia nella lotta alla criminalità organizzata».

«COLPO MORTALE A COSA NOSTRA» - Molto soddisfatto anche il senatore del Pdl, Carlo Vizzini, fra i proponenti dell'inasprimento del 41 bis. «È un grande successo di un metodo di lotta alla mafia, perché fin dai lavori della commissione ha visto unite maggioranza, opposizione e Governo. Il carcere duro funzionerà ripristinando il primato dello Stato, con l'approvazione di oggi della riforma del regime penitenziario del carcere duro Cosa Nostra subisce un colpo mortale».

COSA CAMBIA - La norma aumenta a quattro anni la durata dei provvedimenti restrittivi per chi è accusato di reati di mafia, inverte sostanzialmente l'onere della prova e sposta la competenza funzionale al Tribunale di sorveglianza di Roma per tutti i ricorsi, garantendo così omogeneità di giudizio per tutto il territorio nazionale. Vizzini spiega poi che nel corpo della norma vi sono anche misure più restrittive che riguardano il regime detentivo per impedire che dalle carceri i boss possano esercitare il loro potere sul territorio. I detenuti sottoposti a regime speciale, per esempio, dovranno essere ospitati in istituti loro esclusivamente dedicati, preferibilmente nelle isole. I colloqui tra i detenuti e le loro famiglie dovranno sempre essere ascoltati e registrati. Inoltre, i colloqui con i difensori non potranno essere più di tre a settimana. Anche la permanenza all'aperto continuerà a essere consentita ma con maggiori restrizioni: non potrà superare le due ore e non potranno godere più di quattro detenuti alla volta. Ancora, saranno introdotti alcuni accorgimenti per evitare che si comunichi tra detenuti, si scambino oggetti e si cuociano cibi. Si punisce con la reclusione da uno a quattro anni chiunque consenta ad un accusato di mafia, sottoposto a regime del carcere duro, di comunicare con altri. Ed è inserita l'aggravante se il fatto è commesso da un Pubblico ufficiale, da un incaricato di pubblico servizio o da un avvocato.

STUPRI - Intanto l'Aula del Senato ha approvato l'emendamento presentato dalla Lega che nega gli arresti domiciliari per gli stupratori, prevedendo così per loro solo il carcere. Nella proposta di modifica che ha appena ricevuto il via libera si prevede anche l'arresto in flagranza per i violentatori e l'impossibilità di prevedere per loro altri benefici come l'affidamento in prova ai servizi sociali, il regime di semilibertà, i permessi premio e la liberazione anticipata. Non potrà godere di questi benefici della legge Gozzini anche chi è accusato di reati che riguardano la prostituzione e la pornografia minorile. L'emendamento è passato dopo un lungo confronto in Aula con l'opposizione che ha accusato la maggioranza di voler legiferare solo «sulla base dell'emotività» determinata dagli ultimi eventi di cronaca.