23/08/2011

Strauss-Kahn, chiesta l'archiviazione

Strauss-Kahn, chiesta l'archiviazione

NEW YORK, un gruppo di donne protesta davanti al tribunale. L'ex numero uno dell'Fmi era accusato di stupro. . «Deluso» l'avvocato della cameriera

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24/02/2011

Londra dice sì all'estradizione di Assange

Londra dice sì all'estradizione di Assange

I suoi difensori temono che una volta in Svezia possa essere consegnato agli Usa. Il fondatore di WikiLeaks è accusato di abusi sessuali nei confronti di due donne. Ma ha già annunciato l'appello

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18/11/2010

Caccia ad Assange, la Svezia vuole arrestarlo per stupro

Caccia ad Assange, la Svezia vuole arrestarlo per stupro

La procura ha chiesto il fermo per il fondatore di Wikileaks, il sito che ha pubblicato molti scoop e documenti riservati sulle guerre in Iraq e in Afghanistan. Un mandato d’arresto nei suoi confronti era già stato spiccato il 20 agosto e poi ritirato

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05/10/2010

Io, finta 14enne in chat: così spunta "l’amico" pedofilo

Io, finta 14enne in chat: così spunta "l’amico" pedofilo

Basta presentarsi come una ragazzina per capire quanto sia facile finire nella rete di qualche "orco". Colpa di quel gioco a essere grandi che può diventare un incubo e, nei casi più estremi, finire in un abuso. Leggi le intercettazioni esclusive

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13/11/2009

Missouri: un padre e i suoi 4 figli arrestati per stupri in famiglia

Missouri: un padre e i suoi 4 figli arrestati per stupri in famiglia

 

Ma le autorità stanno scavando nel terreno della loro fattoria in cerca di corpi: sospettano anche degli omicidi, gli arresti effettuati grazie alla testimonianza di una delle vittime

 

Burrell Mohler Senior viene portato in tribunale (Ap)
Burrell Mohler Senior viene portato in tribunale (Ap)

NEW YORK (USA) - Orrore negl Stati Uniti. Un padre e i suoi quattro figli sono stati accusati nel Missouri per i ripetuti stupri sui loro sei nipoti e figli. Gli accusati sono Burrell Edward Mohler sr di 77 anni e i suoi figli David A. Mohler, 52 anni, Burrell Edward Mohler jr, 51 anni, padre di sei bambini, Jared Leroy Mohler, 48 anni, e Roland Neil Mohler, 47 anni. La polizia sta setacciando il terreno della loro fattoria alla ricerca di corpi che potrebbero esservi sepolti. Le autorità però non hanno voluto dire se i corpi che cercano sono di adulti o di bambini.

SI CERCANO I CORPI - Lo sceriffo del posto, Kerrick Alumbaugh, si è limitato a dire nel corso di una conferenza stampa che ci sono «indicazioni sulla presenza di uno o più corpi in differenti posti». Le autorità tentano anche di capire da note scritte dai bambini il tipo di violenze sessuali di cui sono stati vittime. «Quando le vittime erano più giovani, scrivevano ciò che era successo e lo nascondevano in vasi che poi seppellivano nella proprietà sperando di dimenticare» ha detto Bill Lowe, portavoce della polizia del Missouri. Il calvario subito dai bambini è stato rivelato in agosto, quando una giovane di 26 anni è andata alla polizia per raccontare delle violenze sessuali commesse da suo padre, dai suoi zii e da suo nonno. Le sue quattro sorelle e suo fratello collaborano con la polizia e altri tipi di incriminazioni dovrebbero seguire a breve, ha detto Lowe. La donna ha descritto nove episodi di violenze sessuali che secondo il suo ricordo sono cominciate quando lei aveva cinque anni e sono finite quando lei è rimasta incinta e ha dovuto subire un aborto all’età di undici anni.

TERRIBILI VIOLENZE - Le violenze erano accompagnate da cerimonie elaborate di «matrimonio» nel corso delle quali le bambine dovevano raccogliere fiori per adornare la loro acconciatura e indossare vestiti speciali. Dopo una di queste cerimonie, la giovane ha riferito di essere stata «sposata» a uno dei suoi zii e di essere stata condotta fino a un pollaio. La donna si ricorda che suo nonno ha allora messo una coperta sulla porta a vetri e ha detto «divertitevi bene». La ragazzina inoltre è stata obbligata a avere rapporti sessuali con un cane e a guardare suo fratello farsi violentare. Lowe si è rifiutato di precisare se altri membri della famiglia fossero al corrente delle violenze o fossero presenti quando sono avvenute. «Non so quale fosse il loro ruolo. Questo entra nel quadro dell’inchiesta in corso» ha detto il portavoce della polizia. Le violenze sono avvenute tra il 1988 e il 1995 nella fattoria situata a Bates City, nel Missouri. La nonna della famiglia è morta nel dicembre 1991, ha riferito il giornale Kansas City Star, citando il necrologio pubblicato sul giornale. Lo sceriffo Alumbaugh si è detto convinto che ci siano «altre vittime», affermando che «i pedofili non si fermano dopo un solo caso: continuano». I cinque uomini sono stati formalmente incriminati martedì di diversi capi d’accusa tutti relativi alle violenze sui bambini e restano in prigione, dopo che il giudice ha fissato cauzioni per tutti per cifre comprese tra 30mila e 75mila dollari.


20/02/2009

Via libera al decreto anti-stupri Gli ex agenti nelle ronde

Via libera al decreto anti-stupri Gli ex agenti nelle ronde

 

 

Tra le misure approvate la norma che consente ai sindaci di avvalersi di «sentinelle» non armate

 

 

ROMA - Sul decreto anti-stupri, contenente misure urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza sessuale, c'è il via libera del Consiglio dei ministri. Tra le norme del decreto figura anche quella largamente prevista delle ronde, ma «con modifiche», come sottolinea il ministro Ignazio La Russa. La norma sulle ronde approvata consente ai sindaci di avvalersi di associazioni di cittadini non armati, in coordinamento con i prefetti.

EX AGENTI E MILITARI FARANNO DA «SENTINELLE» - «Il decreto è stato approvato all’unanimità» ha detto La Russa, aggiungendo che proprio An ha proposto alcune modifiche accolte dal governo. La principale è quella che prevede che a «fare le cosiddette "ronde" siano prevalentemente associazioni di ex agenti di polizia, carabinieri, forze armate e altri corpi dello Stato». Inoltre, ha aggiunto La Russa, «ci sarà un coinvolgimento rafforzato del comitato provinciale sulla sicurezza».

STUPRATORI, NO AI DOMICILIARI - Il decreto è stato approvato con delle lievi modifiche rispetto alle anticipazioni e fra le misure principali contiene il divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale.


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19/02/2009

Stupro Caffarella: fermato 9 volte e graziato. Per il giudice non è pericoloso

Stupro Caffarella: fermato 9 volte e graziato. Per il giudice non è pericoloso

 

Arresti, denunce, condanne dal 2007, poi l'espulsione annullata. Un avvocato con le funzioni di magistrato ha fatto restare in Italia il romeno Loyos

 

Alexandru Isztoika Loyos (Reuters)
Alexandru Isztoika Loyos
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ROMA — Due arresti per rapina con lesioni e furto aggravato, più una denuncia per ricettazione collezionati nel giro di due settimane, tra il 27 settembre e l'11 ottobre 2007. E una condanna a cinque mesi di carcere, arrivata l'8 febbraio 2008. Questo c'era a carico di Alexandru Isztoika Loyos (o Loais, o altri alias) quando il prefetto di Roma l'aveva espulso dall'Italia. Ma non è bastato. Gli arresti, la denuncia e la condanna «non appaiono sufficienti a integrare l'ipotesi della minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona ovvero dell'incolumità pubblica, e tale da determinare l'ulteriore permanenza sul territorio incompatibile con la civile e sicura convivenza».

Neppure la sentenza di colpevolezza «per uno dei reati di cui al decreto prefettizio», segnalata dal rappresentante della questura durante l'udienza, «non fornisce l'indicazione di fatti circostanziati e idonei a giustificare l'allontanamento immediato del cittadino rumeno». Così ha scritto, il 15 luglio scorso, il giudice onorario del tribunale civile di Bologna, Mariangela Gentile, quando ha annullato il provvedimento della questura di Viterbo (città nella quale il rumeno aveva scontato la pena, e dove era stato scarcerato) in esecuzione del decreto di espulsione «per motivi imperativi di pubblica sicurezza», emesso il 2 maggio dal prefetto di Roma. Una decisione presa da uno dei giudici onorari appunto, quindi non magistrati in carriera, ai quali la legge ha affidato i ricorsi contro i decreti di espulsione.

Amministratori di giustizia reclutati in maggior parte tra gli avvocati, come la dottoressa Gentile; rappresentanti del popolo, potrebbe dire qualcuno. In questo caso, uno di loro ha stabilito che Isztoika Loyos (indicato con l'ulteriore alias di Stoika Loatos) non era un pericolo per la collettività, e quindi l'ha fatto uscire dal Centro di identificazione e espulsione di Bologna, dov'era rinchiuso, facendolo tornare un cittadino della comunità europea libero di circolare in Italia. E di rientrare nel sottobosco dell'illegalità, come testimonia il nuovo arresto del 10 ottobre scorso, sempre per furto aggravato, oltre a una seconda condanna a due mesi di galera. Fino allo stupro di San Valentino, orribile degenerazione del furto di un telefonino e di circa 70 euro ai due ragazzini sorpresi nel parco della Caffarella; venti ne aveva ancora con sé al momento della cattura.

Girava per giardini comunali, Alexandru Loyos, e la foto decisiva mostrata dagli uomini della Mobile di Roma alla giovanissima vittima della violenza sessuale che l'ha riconosciuta al primo sguardo è saltata fuori dal cosiddetto «album dei parchi»; una serie di immagini segnaletiche messe insieme dagli agenti guidati dal dirigente Vittorio Rizzi con l'ausilio degli uomini della Guardia forestale che accompagnano i poliziotti nelle perlustrazioni e annotano i nomi degli stranieri identificati nel verde pubblico in appositi elenchi. Si muoveva parecchio per la città, il rumeno non ancora ventenne; gli arresti e le denunce di Roma sono stati effettuate dal commissariato di Primavalle, dai carabinieri della Storta e della borgata Ottavia, da quelli di Trastevere. Rubava, ma per il giudice onorario Gentile i fatti riassunti dal prefetto per rimandarlo a casa (in base al decreto legislativo approvato dal governo Prodi nel novembre 2007, all'indomani dell'omicidio della signora Reggiani a Tor di Quinto) erano «non circostanziati ma solo genericamente indicati».

I fotosegnalamenti di Loyos, nel corso dei tre anni passati in Italia, sono stati in tutto nove. L'ultimo alla fine di gennaio, dopo un altro stupro avvenuto a Primavalle. E all'Ufficio immigrazione della questura di Roma, prima dell'arresto dell'altra notte, stavano già preparando una nuova proposta di allontanamento. Ne sottolineavano la «pericolosità sociale in relazione alla condotta» dovuta alla «mancata integrazione», elencando daccapo denunce, arresti e condanne, nonché «l'assenza di una stabile occupazione lavorativa, tale da ritenere che il soggetto tragga le fonti del proprio sostentamento attraverso la commissione di reati contro il patrimonio». Dopo la cattura per lo stupro, ieri, ne è stato predisposta un'altra - aggiornata con gli ultimi reati - e il prefetto ha firmato il decreto. Diventerà esecutivo se e quando Loyos uscirà di galera, giudici onorari permettendo. Perché c'è sempre l'incognita del ricorso e della mancata convalida dell'allontanamento, anche se le cifre indicano che si tratta di una quota ridotta.

Da quando è in vigore il decreto del governo Prodi, a Roma sono stati emessi 1.115 provvedimenti di espulsione di cittadini comunitari, e quelli annullati sono 89, circa il 7 per cento. Le persone da rispedire in patria sono quasi tutti rumene, 458 delle 507 passati dai centri di identificazione; seguono a grandissima distanza i polacchi (32) e poche unità provenienti da altri Paesi. Tornando ai 1.115 da mandare via, quelli effettivamente rimpatriati sono soltanto 357 (31 per cento), altri 188 stanno in carcere in attesa di giudizio o per scontare una pena. Attualmente liberi, e in teoria ricercati, sono 464, il quaranta per cento del totale.

 

 


15/02/2009

Sicurezza, in arrivo il decreto: «Subito misure anti-stupri»

Sicurezza, in arrivo il decreto: «Subito misure anti-stupri»

 

L'opposizione attacca: «Basta spot, L'esecutivo ha fallito». Il piano del Viminale: niente arresti domiciliari o altri benefici. Vaticano: «Leggi severe, ma senza emotività»

 

 

Il premier Berlusconi e il ministro Maroni
Il premier Berlusconi e il ministro Maroni
ROMA - Il governo intende anticipare - tramite un decreto da approvare al prossimo Consiglio dei ministri - alcune misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Senato, tra cui quella che esclude la possibilità della concessione degli arresti domiciliari a chi è accusato di stupro (articolo 26 del ddl, un emendamento presentato dalla Lega). Lo ha anticipato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, durante un colloquio telefonico con il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il ddl, approdato alla Camera dopo il via libera del Senato, sarà probabilmente modificato a Montecitorio, poi dovrà tornare nuovamente a Palazzo Madama per l'ok definitivo. Il governo intenderebbe, invece, dare una risposta immediata. Da qui la soluzione che prevederebbe l'anticipo dell'entrata in vigore della norma, che rende obbligatoria la custodia cautelare in carcere - escludendo i domiciliari o altri benefici come l'affidamento in prova ai servizi sociali o il regime di semilibertà - per chi commette questo tipo di reati.

ALEMANNO: CERTEZZA DELLA PENA - Il provvedimento, secondo quanto si apprende, vuole essere un segnale forte dopo gli ultimi fatti di cronaca, con il moltiplicarsi dei casi di violenze sessuali in strada: solo nelle ultime ore i casi di Bologna, Roma e Milano. «Lunedì il ministero dell'Interno prenderà un'iniziativa molto forte, chiedendo di anticipare una serie di norme che sono garanzia della certezza della pena», ha annunciato Alemanno. Il sindaco di Roma, insieme al ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi, ha effettuato un sopralluogo al parco della Caffarella, teatro dell'ultimo stupro. Ronchi ha portato la «solidarietà del governo ad Alemanno, che sta facendo tantissimo per combattere la delinquenza». E contro le violenze sessuali, ha concluso, «il governo nelle prossime ore farà sentire la sua voce».

LE REAZIONI POLITICHE - Mentre la Lega annuncia una raccolta di firme per la castrazione chimica degli stupratori, dall'opposizione si moltiplicano le voci di critica per l'inadeguatezza delle misure del governo, mentre dalla maggioranza si levano voci in difesa del decreto sicurezza e accuse alla magistratura, accusata di eccessivo lassismo. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini parla apertamente di «fallimento»: «Nessuno può strumentalizzare gli atti di violenza che si ripetono nelle più grandi città italiane. Ma la frequenza con cui essi avvengono, a partire da Roma, dimostra che è giunto il momento della riflessione e dell'autocritica nella gestione della sicurezza. Le misure prese dal governo sono un fallimento o nella migliore delle ipotesi acqua fresca». Di fallimento parla anche Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera: «Gli ultimi episodi di stupro sono terribili e dimostrano che il piano del governo per la sicurezza è fallito. Non faremo sciacallaggio come a suo tempo fece il centrodestra. È però evidente che gli spot del governo non bastano a risolvere i problemi. Questo governo da un lato fa demagogia, dall'altro taglia i fondi alle forze dell'ordine. È indispensabile, invece, aumentare finanziamenti e risorse per le forze dell'ordine».

BRUNETTA: MANCA COORDINAMENTO - Una voce fuori dal coro è quella del ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta, che alla consueta rubrica radiofonica «Il Brunetta della domenica» su Rtl 102.5 ha lanciato una provocazione sullo scarso coordinamento delle forze dell'ordine. «A loro va il nostro plauso - ha precisato Brunetta -, ci sono però troppi corpi di polizia, spesso non coordinati tra loro. Tutti straordinari, ma è proprio necessario in questo paese avere tanti corpi di polizia con propri apparati, propria organizzazione e propri sistemi? Non sarebbe preferibile avere coordinamenti forti e non unici corpi, e poi via via specializzarli rispetto alle funzioni? Molto probabilmente, lo vedo anche da economista, si raggiungerebbe maggiore efficienza, minori costi, più operatività e più poliziotti e carabinieri per strada».

MINNITI: PRONTI A COLLABORARE - Molto critico contro il governo che ha praticato «tagli proprio sulla sicurezza», ma pronto al tempo stesso a tendere una mano per un «piano straordinario del territorio»: questa la posizione di Marco Minniti, ministro ombra Pd dell'Interno: «C'è una vera e propria emergenza nazionale nel campo della sicurezza e in particolare per la violenza contro le donne. Si è sbagliato a sottovalutare e si sta continuando a farlo. È evidente che prima di tutto c'è un problema di controllo del territorio in aree cruciali del Paese. La strada finora perseguita non ha dato risultati». Per Minniti, occorre «un piano straordinario per il controllo del territorio a partire dalle città, impegnando le forze di polizia e dotandole, anche attraverso un decreto legge, dei mezzi e degli uomini che possano renderlo concretamente operativo. Se il governo imboccherà questa strada, l'opposizione farà fino in fondo la sua parte».

VATICANO: NO REAZIONI A CALDO - Infine la posizione del Vaticano sull'argomento è stata espressa da monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti: sì a leggi severe verso chi commette reati come lo stupro, ma «le reazioni a caldo non vanno bene» e l'emotività non deve prendere il sopravvento. «Credo sia lo Stato a dover decidere come reagire e le reazioni a caldo non sono in genere sempre le più opportune. Comprendo i sentimenti delle famiglie e dei cari, ma un governo certamente deve tener conto di un bene comune, nel contesto della ragionevolezza di una legge». L’arcivescovo esprime «grande pena verso le persone colpite e vittime di tali affronti e violenze». Monsignor Marchetto ritiene «giusto che coloro che commettono questi abusi siano puniti dalla legge. Ma la gente non cominci a farsi giustizia da sola, perché è un gravissimo danno per il bene comune ed è un infrangimento di quello che lo Stato è e deve essere, ovvero il difensore dei cittadini, specialmente dei più deboli. Occorre punire queste angherie, questi abusi, ma sarebbe sbagliato generalizzare. Non sono soltanto gli stranieri che fanno queste cose. E credo che il governo considererà tutti, tenendo presente che il male non è solo caratteristica degli stranieri».


Roma, caccia ai due stupratori «Abbiamo tracce importanti»

Roma, caccia ai due stupratori «Abbiamo tracce importanti»

 

 

Brunetta: «Troppi corpi di polizia». Sul luogo delle violenze ai due fidanzatini sono stati trovati elementi utili alle indagini

 

Il parco dove è avvenuto lo stupro
Il parco dove è avvenuto lo stupro
ROMA - La polizia ha trovato «tracce importanti» sul luogo dello stupro. Indizi che potrebbero favorire la cattura dei due uomini, probabilmente stranieri, che nel pomeriggio di sabato hanno aggredito una coppia di fidanzatini a Roma, picchiando il ragazzo (16 anni) e violentando la ragazza (14 anni).

L'AGGRESSIONE - Le violenze sono avvenute nel parco della Caffarella. I giovani stavano passeggiando, non lontano dalla casa di lei, quando sono stati avvicinati da due stranieri che, secondo quanto ricostruito dalle vittime, avevano un forte accento dell'Est europeo. Il ragazzo, sentito in questura, avrebbe fornito solo sommarie indicazioni sull'abbigliamento degli aggressori e sulla capigliatura di uno dei due. Impossibile, dunque, arrivare a un vero e proprio identikit. Sul luogo dello stupro, individuato in tarda serata dalla polizia, sarebbero però state trovate tracce definite «importanti» per il «prosieguo delle indagini».

«ABBIAMO PAURA» - In mattinata, intanto, un gruppo di uomini si è ritrovato davanti all entrata del parco, nel quartiere Appio Latini. «Stiamo organizzando una fiaccolata per richiamare l'attenzione del mondo politico e istituzionale verso quest'area abbandonata da anni». «Abbiamo paura a mandare i nostri nipotini alla scuola vicino al parco - dice una nonna - Li lasciamo davanti all'ingresso e li andiamo a riprendere. Ci sono troppi stranieri e nomadi che ci mettono paura. Poi di sera, quando cala il buio, qui davanti non ci passiamo poco».

BRUNETTA - Intanto, dopo la presa di posizione del sindaco Gianni Alemanno («Nessuna clemenza, via agli sgomberi dei campi rom»), è intervenuto sulla vicenda anche il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta: «È proprio necessario avere tanti corpi di Polizia con propri apparati, propria organizzazione e propri sistemi?» si chiede il ministro. «Le forze di polizia molto probabilmente dovrebbero stare molto di più per strada, sul territorio». 

 


09/02/2009

Stuprata dai compagni di scuola, il gip: «Minorenni con pulsioni animalesche»

Stuprata dai compagni di scuola, il gip: «Minorenni con pulsioni animalesche»

 

Il procuratore: «È la normalità del male». L'ordinanza del giudice di Brescia sulla violenza di gruppo che ha portato in carcere quattro giovanissimi

 

 

 

 

BRESCIA - Si fa sempre più cupo il quadro dell'inchiesta sullo stupro di gruppo ai danni di una 14enne a Val Sabbia, Brescia. Nella sua ordinanza il gip del tribunale dei minori a proposito dei 4 minori bresciani arrestati con l'accusa di violenza sessuale di gruppo parla di «ragazzi lasciati a se stessi, abituati a rapporti promiscui, al consumo smodato di alcol e soggetti a pulsioni animalesche». Le indagini, intanto, stanno rivelando una vicenda ancora più raccapricciante di quanto già emerso domenica.

«LA NORMALITÀ DEL MALE» - La vittima dello stupro, la 14enne Chiara, dopo essere stata invitata a una festicciola, è stata fatta ubriacare e poi seviziata in modo cruento. Alla festa erano presenti almeno una quindicina di ragazzi. Ne sono stati arrestati quattro. Nelle ore successive alla sevizie, la vittima, seminuda, è stata notata dalle amiche su un divano in uno stato di semi-incoscienza e soccorsa. Tra gli aspetti inquietanti della vicenda, c'è anche il ritorno nella medesima casa, tanto degli aggressori quanto della vittima, ad appena una settimana dalla violenza. Gli investigatori hanno spiegato che probabilmente la 14enne, tornando nella casa dove era stata stuprata, voleva solo cercare di capire meglio cosa fosse successo e chi fosse stato il responsabile. La violenza risale alla notte tra il 7 e l'8 dicembre scorsi, gli arresti sono stati eseguiti domenica dai carabinieri della Compagnia di Salò. Il procuratore capo dei minori di Brescia, Emilio Quaranta, commentando la vicenda ha parlato di «normalità del male», con riferimento agli atteggiamenti di indifferenza colti durante le indagini tra gli indagati. «Qui - ha detto - la violenza viene percepita come normale»