21/07/2010
Balena piomba su una barca in Sudafrica. Salvi i due a bordo
Balena piomba su una barca in Sudafrica. Salvi i due a bordoSpettacolare incidente davanti alle coste di Table Bay, a Città del Capo. Ora le autorità indagando per capire se l'imbarcazione si era tenuta ad almeno 300 metri di distanza dal cetaceo
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| Il salto della balena |
CITTA' DEL CAPO (SUDAFRICA) - «Per fortuna siamo ancora vivi», è il commento dei due velisti Ralph Mothes, 59 anni, e della sua compagna Paloma Werner, 50. Il fine settimana scorso la coppia si trovava sul loro yacht davanti alle coste di Table Bay, a Città del Capo, quando d'improvviso dall'acqua è sbucata una balena di almeno 14 metri di lunghezza. Il cetaceo si è lanciato sulla barca a motore distruggendola e mancando di poco gli occupanti. I due istruttori dell'accademia di vela di Cape Town erano usciti in mare sulla loro barca di una decina di metri per una tranquilla gita domenicale, raccontano al quotidiano sudafricano Independent. «Abbiamo visto questa balena nuotare intorno alla nostra imbarcazione per circa mezz'ora quando di colpo si è avvicinata e ci è piombata addosso».
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| La barca vela dopo lo scontro |
SCAFO IN ACCIAIO - Il cetaceo, un giovane esemplare di balena australe, è letteralmente volato sulla barca distruggendo l'albero prima di atterrare in acqua e allontanarsi in mare. «Grazie a Dio lo scafo era in acciaio, se fosse stato in vetroresina sarebbe affondato e saremmo stati rovinati», hanno spiegato. L'imbarcazione infatti non ha subito danni strutturali. Un turista che si trovava su un'imbarcazione di passaggio è riuscito a catturare l'incredibile sequenza dell'incidente.
INCHIESTA DELLE AUTORITA' LOCALI - Intanto però le autorità locali stanno indagando se per caso la balena non sia stata provocata dalla coppia di velisti. In questo periodo dell'anno sono numerose infatti le balene a largo della costa occidentale di Città del Capo, raggiunta dai cetacei per riprodursi. E, stando alle locali disposizioni di legge, le barche devono tenersi almeno a 300 metri di distanza da loro. Elmar Burchia
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12/07/2010
Casillas pazzo di felicità, bacia la Carbonero in diretta
Casillas pazzo di felicità, bacia la Carbonero in direttaIl portiere della Spagna, intervistato dalla sua fidanzata Sara Carbonero, le ha dedicato la vittoria con un bacio: "Ha passato brutti momenti". La giornalista era stata accusata di distrarre il portiere con la sua presenza a bordo campo.
Il Mondiale è anche questo: gioia incontrollata, abbracci e soprattutto baci. Almeno questo è capitato a Iker Casilla che intervistato dalla sua fidanzata, Sara Carbonero, visibilmente emozionato si è lasciato andare ad un bacio appassionato. "Gli dedico questa vittoria - ha spiegato il portiere della Spagna - Ha passato brutti momenti". Infatti la Carbonero era stata "accusata" di distrarre il portiere con la sua presenza da inviata a bordocampo.
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Spagna campione del mondo, sfioriscono i Tulipani: 1-0
Spagna campione del mondo, sfioriscono i Tulipani: 1-0Una rete di Iniesta al minuto 116 ha consentito alle Furie Rosse di vincere il primo Mondiale della loro storia. Olanda in 10 nel secondo tempo supplementare per l'espulsione di Heitinga. Doppietta storica, dopo il trionfo a Euro 2008.
OLANDA-SPAGNA 0-1
116' Iniesta
La Spagna è campione del mondo per la prima volta nella sua storia: nella finale di Johannesburg, le Furie Rosse hanno infatti battuto per 1-0 l'Olanda grazie a una rete segnata da Andres Iniesta al minuto 116, in un secondo tempo supplementare in cui l'Olanda era rimasta in 10 uomini pochi minuti prima a causa di un'espulsione per doppia ammonizione di Heitinga. Per gli Orange, il Mondiale resta un incubo: terza finale e terza sconfitta, dopo quelle del 1974 contro la Germania Ovest e del 1978 contro l'Argentina. Fiesta totale per gli iberici, che con questo successo hanno bissato il trionfo ottenuto all'Europeo del 2008 e, al momento di ritirare la Coppa del Mondo, si sono presentati in campo con la storica maglia rossa (in campo la Spagna aveva giocato con la seconda maglia), ma con qualcosa in più: la stella, la prima stella, quella dei campioni del mondo.
Premio Fair Play e miglior portiere - Ma La Spagna campione del mondo ha vinto anche il premio Fair Play assegnato dalla Fifa. Il riconoscimento viene assegnato dal gruppo di studio della Federazione calcistica internazionale tra le squadre che hanno giocato almeno quattro partite e i cui giocatori hanno tenuto il comportamento migliore dentro e fuori dal campo. La Spagna ha totalizzato 889 punti in sette incontri. Mentre il portiere Iker Casillas è stato eletto miglior portiere del Mondiale. Lo ha deciso il gruppo di studio della Fifa che ha analizzato le performance dei giocatori durante il torneo. A Casillas va dunque il premio intitolato al leggendario portiere dell'Unione Sovietica, Lev Yashin.
La partita minuto per minuto - L'incontro del Soccer City stadium era iniziato con una invasione di campo da parte di una persona vestita di scuro e con un vistoso cappello rosso in testa, che si era diretta verso la coppa cercando di dal piedistallo per alzarla, venendo placcato dagli addetti alla sicurezza. Non c'era Fernando Torres, nella Spagna, con Del Bosque che di nuovo ha preferito Pedro, mentre la formazione iniziale dell'Olanda era quella annunciata: la migliore possibile.
E' toccato proprio all'Olanda il calcio d'inizio, ma è stata la Spagna a farsi vedere subito in avanti con un colpo di testa di Sergio Ramos. Complice la direzione di Webb, coerente ma molto criticabile, la partita si è incattivita: sono state numerose le entrate pericolose, soprattutto da parte dei giocatori olandesi, e siono fioccati i cartellini gialli (alla fine saranno 14, compresa la doppia ammonizione che ha portato alla espulsione di Heitinga), anche se alcuni interventi - come uno, pericolosissimo, di De Jong - avrebbero meritato il rosso diretto. L'Olanda ha rischiato di passare al minuto 38, quando Heitinga ha restituito palla alla Spagna da fallo laterale, ma la parabola del pallone ha messo in difficoltà Casillas che smanaccia in angolo. Nel finale di tempo (45') bravissimo Casillas a respingere in corner una pericolosa conclusione di Robben.
Nella ripresa sono saliti in cattedra i portieri, anche a causa dei tanti errori in fase conclusiva dei vari protagonisti dell'incontro: Casillas è stato determinante su Robben (63'), non da meno Stekelenburg, pochi minuti dopo su Villa. Ma 90' minuti non sono bastati per decidere i vincitori, e anche nei supplementari sono state diverse le occasioni gettate alle ortiche, prima fra tutte quella capitata in contropiede sui piedi di Fabregas, ben salvata da Stekelenburg.Al minuto 109, l'Olanda è rimasta in 10: espulso Heitinga per doppia ammonizione.Poi, a 4 minuti dalla fine dell'incontro, il gol di Iniesta: per la Spagna tutta è delirio.
Delirio iberico - Abbracci in mezzo al campo e lacrime degli spagnoli campioni del mondo, olandesi intorno all'arbitro e ai guardalinee a protestare, forse perché reclamavano una presunta posizione di fuorigioco di Iniesta. In tribuna festeggia il primo Mondiale della Spagna il principe Felipe assieme alla moglie: entrambi agitano una sciarpa con i colori della nazionale. Sudafrica 2010 ha emesso il suo verdetto.
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11/07/2010
Germania, un tris per il bronzo. Uruguay, quarti di nobiltà
Germania, un tris per il bronzo. Uruguay, quarti di nobiltàIn attesa della finale tra Olanda e Spagna, la squadra di Loew supera per 3-2 la nazionale di Tabarez nella "finalina" di Port Elizabeth. I tedeschi bissano il risultato di quattro anni fa. Proprio come predetto dal polpo Paul...
URUGUAY-GERMANIA 2-3
18' Muller (G), 28' Cavani (U), 51' Forlan (U), 56' Jansen (G), 82' Khedira (G)
E' la Germania ad aggiudicarsi il terzo posto al Mondiale, per la seconda volta consecutiva: battendo l'Uruguay 3-2 in una sfida divertente e ricca di reti, la nazionale di Joachim Loew ha dunque bissato il risultato di quattro anni fa, quando ai Mondiali casalinghi ottenne la terza posizione (superando 3-1 il Portogallo). Decisiva la rete di Khedira, ma onore ad entrambe le squadre, anche a quella di Tabarez che un Mondiale così positivo non avrebbe mai immaginato di giocare. La Germania chiude dunque sul podio - proprio come aveva predetto il polpo Paul - e con il miglior attacco della rassegna (16 gol in 7 partite), ma è podio morale anche per i sudamericani capitanati da un Diego Forlan che chiude il suo Mondiale con 5 reti.
La partita - A Porth Elizabeth, le nazionali di Tabarez e Loew si sono affrontate in una sfida non certo carica di tensione, ma che in fondo entrambe volevano vincere. Il ct tedesco ha rinunciato a Milos Klose - impegnato ad inseguire il record di 15 reti ai Mondiali di Ronaldo, ma non al meglio per un problema alla schiena - per schierare dal primo minuto Cacau. I tedeschi si sono resi pericolosi già al 10' con una traversa di Friedrich, di testa su azione d'angolo,andando poi in vantaggio con Muller (18') abile a sfruttare una goffa respinta di Muslera su una conclusione dalla distanza di Schweinsteiger. Lo schiaffo ha scosso l'Uruguay, che ha pareggiato dieci minuti dopo con Cavani e ha rischiato di andare in vantaggio verso la fine del tempo con Suarez, il cui diagonale era però impreciso.
Partita da gol, la finalina, anche perché errori ed omissioni si sono moltiplicate nella ripresa. A fronte di un super Butt (cui Loew ha regalato la ribalta, lasciando Neuer in panchina) superbo in almeno tre interventi, per Muslera è stata una serata pessima, ma nonostante ciò è stato l'Uruguay a portarsi in vantaggio al 51' con una pregevole girata da fuori di Forlan, ma la gioia è durata appena cinque minuti, il tempo per il pareggio di Jansen su un altra topica del portiere della Celeste. Non c'è stato errore sul terzo gol tedesco, quello che ha chiuso l'incontro, di Khedira: magra consolazione, per gli uruguayani usciti comunque dal campo fra gli applausi, dopo una traversa all'ultimo minuto su punizione di Forlan.
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07/07/2010
Puyol spezza la Germania: Spagna, delirio finale
Puyol spezza la Germania: Spagna, delirio finaleUn gol del cdifensore iberico nella ripresa regala alla squadra di Del Bosque, che ha battuto 1-0 gli uomini di Loew, la possibilità di giocarsi la Coppa del Mondo domenica contro l'Olanda. Sarà una finale inedita per la rassegna iridata.
GERMANIA-SPAGNA 0-1
73' Puyol
Sarà la Spagna a contendere all'Olanda la Coppa del Mondo domenica sera, nella finale di Johannesburg: alle Furie Rosse di Del Bosque è bastata infatti una rete di testa di un difensore, Carles Puyol, per avere ragione della Germania (1-0) e regalarsi la prima finale Mondiale della storia. Una finale, quella tra Spagna e Olanda, che sarà un inedito per la ressegna iridata e che, comunque vada, inserirà un nome nuovo nell'albo d'oro del Mondiale, perché né gli Orange né gli iberici hanno mai vinto il trofeo calcistico più importante. Finale meritata, delirio giustificato: per i Campioni d'Europa (vinsero nel 2008), c'è ora la possibilità per una incredibile doppietta.
La partita - In un primo tempo che ha offerto spunti interessanti più per gli amanti della tattica che per i cultori dello spettacolo, la Spagna si è presentata con una novità di formazione notevole: Del Bosque ha infatti preferito Pedro a Fernando Torres, quest'ultimo mai in rete in questo Mondiale. Gli iberici hannoi gestito a lungo il possesso del pallone, come in effetti ci si poteva attendere. rendendosi tuttavia pericolosi giusto in un paio di occasioni, con Villa (6') abile a sfruttare un bel filtrante di Pedro sui cui Neuer è stato bravo però a chiudere in uscita, quindi una ventina di minuti dopo con Puyol di testa. Nella Germania, priva dello squalificato Muller, solo Trochokwski (al 31') ha impegnato Casillas con un rasoterra dalla distanza.
E, se è vero che Ozil all'ultimo minuto della prima frazione ha reclamato il rigore per un contatto molto dubbio con Sergio Ramos, è vero anche che la Spagna si è mantenuta nella metà campo tedesca, con pregevole continuità, per tutta la prima metà della ripresa, andando più volte alla conclusione, lasciando alla Germania solo le briciole in pochi minuti tra il 68' e il 70'. Ma, proprio mentre la Germania, sembrava dare segnali di risveglio, ecco la doccia fredda: angolo di Xavi, poderoso colpo di testa di Puyol all'altezza del dischetto del rigore (e qui ci sarebbe da dire sulla copertura di Khedira) e 0-1. Accadeva al minuto 73, a quel punto alla Germania rimaneva solo la possibilità di un forcing finale. Ci hanno provato, i tedeschi, ma alla fine il delirio è stato tutto per Del Bosque e i suoi.
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06/07/2010
Uruguay, è la fine di un sogno. L'Olanda vola in finale
Uruguay, è la fine di un sogno. L'Olanda vola in finaleAl Green Point Stadium di Città del Capo è un tripudio di bandiere arancioni: van Bronckhorst, Sneijder e Robben condannano i sudamericani (3-2) e regalano agli olandesi una finale che mancava da 32 anni. Inutili le reti di Forlan e Pereira.
URUGUAY-OLANDA 2-3
18' Van Bronckhorst (O), 41' Forlan (U), 70' Sneijder (O), 73' Robben (O), 91' Pereira (U)
Sulle tribune del Green Point Stadium di Città del Capo sventolano solo le bandiere arancioni dell'Olanda: la formazione allenata da van Marwijk liquida l'Uruguay (3-2) e conquista la finale di questo primo Mondiale in terra d'Africa. E in Sudafrica si è già stabilito un record: con l'eliminazione dell'Uruguay chiunque alzerà la Coppa sarà la prima volta che una nazionale europea conquista un Mondiale fuori dal proprio continente.
Olanda subito in vantaggio al 18' del primo tempo con un gran tiro all'incrocio di Van Bronckhorst, gli Orange dominano per quasi tutto il primo tempo ma al 41' arriva il gol del pareggio di Diego Forlan. Il sogno dei sudamericani si frantuma nel secondo tempo sui piedi di Sneijder e sulla testa di Robben, due gol in soli tre minuti: al 70' e al 73' finisce la partita dell'Uruguay. Inutile la rete della speranza di Maxi Pereira e l'assedio dell'Uruguay nel finale: il sogno sudamericano si interrompe nei quarti di finale.
Trentadue anni dopo l'Olanda conquista di nuovo la finale di un Mondiale. Gli Orange, dopo aver raggiunto per la quarta volta le semifinali, sono riusciti ad arrivare - come nel 1974 e nel 1978, all'epoca dell'Arancia Meccanica di Johan Cruijff - alla finalissima. In entrambi i casi, l'Olanda perse contro i padroni di casa (1-2 contro la Germania Ovest nel 1974, 1-3 dopo i tempi supplementari contro l'Argentina quattro anni dopo).
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04/07/2010
Sudafrica, Paris Hilton arrestata per uno spinello
Sudafrica, Paris Hilton arrestata per uno spinelloLa ricca ereditiera è stata arrestata al termine del match Olanda-Brasile, perché sorpresa a fumare marijuana in compagnia di amici. Dopo una breve comparsa in tribunale è stata però rilasciata
Secondo il portavoce di Paris Hilton s'è trattato soltanto d'un equivoco. Si è chiuso così l'incidente, in cui era incappata la bella ereditiera americana, arrestata dalla polizia di Port Elizabeth per possesso e consumo di marijuana. Secondo quanto riportato dai media locali, la Hilton era stata fermata all'uscita dello stadio Nelson Mandela Bay al termine della partita dei quarti di finale tra Brasile e Olanda.
Dopo essere comparsa brevemente in un'aula di tribunale a Port Elizabeth, la Hilton è stata subito rimessa in libertà. Le autorità avrebbero fatto cadere le accuse, dopo l'ammissione di uno dei suoi amici di essere in possesso di cannabis. Paris ha voluto subito tranquillizzare i suoi fan con un messaggio su Twitter: "Ehi ragazzi, ci sono un sacco di voci folli in giro. Voglio solo che sappiate la verità. Va tutto bene. Non ho fatto niente. Amo il Sud Africa! Un posto incredibile specialmente durante la Coppa del Mondo!".
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02/07/2010
Il vero Brasile è l'Olanda, a casa i favoriti del Mondiale
Il vero Brasile è l'Olanda, a casa i favoriti del MondialeNel primo quarto di finale a Sudafrica 2010 i verdeoro perdono 2-1 contro gli Orange al termine di un match spettacolare. Brasile in vantaggio con Robinho, nella ripresa Sneijder capovolge le sorti del confronto. Melo espulso nel finale.
OLANDA-BRASILE 2-1
10' Robinho (B), 53' aut. Melo (O), 68' Sneijder (O)
10' Robinho (B)
53' aut. Melo (O)
Quartanticinque minuti. Tanto è durato il Brasile favorito per la vittoria finale ai Mondiali in Sudafrica e colato a picco nella ripresa vittima di un narcisismo e di una superbia sgretolatasi sotto la capacità operaia dell'Olanda di essere squadra, di saper soffrire e ribaltare una gara che sembrava dover finire con un risultato netto in favore dei verdeoro. E invece è salito in cattedra Sneijder, complice una difesa sudamericana che ha palesato notrevoli segni di incertezza in occasione dei due gol Orange. L'Olanda vince 2-1 e vola in semifinale.
Gara che inizia su ritmi elevati. E' il Brasile a macinare gioco e chilometri. La qualità dei verdeoro è sin da subito evidente e in 10' la squadra di Dunga crea prima due occasioni da gol e poi infilza la difesa dell'Olanda: buco centrale e corridoio libero in cui Felipe Melo imbuca una palla filtrante per Robinho che batte Stekelenburg di destro. La risposta degli Orange non si fa attendere e arriva con Kuyt che incrocia un destro sul quale si distende Julio Cesar che manda in angolo. La reazione degli uomini di Van Marwijk si esaurisce qui. Il Brasile alza il ritmo e comincia a creare diverse chance per il raddoppio. Ci prova Juan a risolvere una mischia in area di rigore ma manda altissimo. Poi Kakà impegna severamente uno straordinario Stekelenburg che si distende e manda in angolo. L'ultima occasione dei primi 45' è firmata da Maicon che calcia sull'esterno della rete.
Nella ripresa il Brasile è più attento a controllare ma è l'Olanda a trovare il pari complice un errore in concorso di colpe tra Julio Cesar e Felipe Melo: Sneijder gira un pallone apparentemente innocuo in area, il centrocampista tocca di testa e beffa il portiere in uscita. La formazone olandese prende coraggio ma il Brasile è pericolosissimo quando riparte. Lo fa con Kakà che trova uno spiraglio per concludere ma la sua parabola si perde di poco a lato. E' Sneijder, tuttavia, a rompere gli equilibri della gara: angolo di Robben, colpo di testa dell'interista e 2-1. La squadra di Dunga accusa il colpo e perde la testa, Felipe Melo calpesta Robben e viene espulso. L'Olanda passeggia sul velluto, il Brasile non riesce ad alzare il baricentro nonostante l'ingresso di Nilmar al posto di Luis Fabiano. Nel finale un sussulto d'orgoglio spinge in avanti i verdeoro che sfiorano il pari in un paio di occasioni sugli sviluppi di due calci d'angolo.
Kakà ci prova ancora 5' dal termine ma la conclusione finisce larga, Van Persie, sul capovolgimento di fronte serve Sneijder che incrocia di sinistro ma Julio Cesar para. Sono le ultime emozioni di un match spettacolare che ha premiato l'organizzazione e la caparbietà degli uomini di Van Marwijk. L'Olanda vola in semifinale, il Brasile va a casa come in Germania quattro anni dopo.
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27/06/2010
Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto una
Il giorno di Germania-Inghilterra: ne resterà soltanto unaAlle 16 a Bloemfontein andrà in scena un classico dei Mondiali: la sfida fra inglesi e tedeschi è stata finale nel 1966 e semifinale nel 1990. Capello: "Una delle partite più importanti". E Loew non si presenta in conferenza stampa.
"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi": questa frase ha vent'anni ed è rimasta nella storia del calcio. A proferirla, Gary Lineker, uno dei più grandi attaccanti di sempre della nazionale inglese. Inglesi contro tedeschi, già: oggi, a Bloemfontein, è il giorno di Germania-Inghilterra, big match che a questi Mondiali arriva troppo presto, già agli ottavi di finale. Ma non è una partita come le altre, Germania-Inghilterra: per motivi storici, politici e, ovviamente, sportivi, non può davvero esserlo.
Non può esserlo, non lo sarà. La Germania ha fatto quello che gli era stato chiesto: passare il turno, e farlo possibilmente da prima in classifica. Con precisione teutonica anche se non senza sofferenza, i tedeschi hanno eseguito il programma. Non altrettanto l'Inghilterra, che nel girone C di fatto ha deluso, qualificandosi solamente grazie all'anemico 1-0 contro la Slovenia nella terza giornata: secondo posto, ed ecco la sfida delle sfide.
Quattro precedenti ai Mondiali, ma mai così presto. Germania-Inghilterra è stata finale, nel 1966 (quella rimasta nella storia per il gol fantasma di Hurst e per la decisione di convalidarlo ad opera del guardalinee sovietico Tofik Bakhramov: vinsero gli inglesi), quarto di finale nel 1970 (3-2 per i tedeschi ai supplementari), gara del secondo girone eliminatorio nel 1982 (0-0, ma passò la Germania) e semifinale a Italia '90, quando la Germania si guadagnò la finale ai rigori. Quella sera, al termine della partita, Lineker se ne uscì con la frase di cui sopra.
La vigilia - L'Inghilterra può contare sull'unico italiano rimasto al Mondiale, se non si conta l'arbitro Rosetti. E' Fabio Capello, ovviamente. Il ct della nazionale di Sua Maestà, alla vigilia, ha lasciato trasparire la consapevolezza di trovarsi al cospetto di una delle sfide più intense della sua pur straordinaria carriera di allenatore: "E' una partita importante, forse una delle più importanti per me e per l'Inghilterra. C'è tensione, ma è una cosa normale, e i miei giocatori lo capiscono". Meno loquace Joachim Loew che, anzi, in conferenza stampa proprio non si è presentato, lasciando l'incombenza al preparatore dei portieri Andreas Koepke. Aspetto che alla Fifa non è affatto piaciuto. Ma tant'è. Germania-Inghilterra, in fondo, è anche questo.
"Il calcio è un gioco semplice; 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti. Poi, alla fine, vincono i tedeschi". Se sarà così anche stavolta, lo sapremo più tardi. Germania-Inghilterra, ore 16: ne resterà soltanto una.
15:29 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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26/06/2010
La disfatta degli azzurri unisce la politica: "Che disastro"
La disfatta degli azzurri unisce la politica: "Che disastro"Maggioranza e opposizione per una volta sono d’accordo sulla disastrosa spedizione mondiale di Lippi. E Calderoli attacca ancora: “Adesso via i calciatori stranieri dall’Italia” L’Idv: “E’ più molesto di una vuvuzela”. L'amarezza di Napolitano
Si danno battaglia tutti i giorni in tv e tea i banchi del parlamento. Ma su una cosa i politici italiani sono d’accordo. Il mondiale sudafricano ha fatto fare una pessima figura agli azzurri e a tutta l’Italia. Amareggiato Fini, che taglia corto con i giornalisti, amareggiato Napolitano. Il presidente della Repubblica ha seguito la partita della disfatta azzurra nel suo appartamento al Quirinale, in compagnia della sua famiglia. Ha tifato e sofferto per tutto il corso del match: comprensibile che condivida la grande amarezza degli italiani, dei giocatori e di Lippi per un risultato cosi' deludente.
Calderoli: "Colpa di una politica sportiva demenziale" - Per il ministro per la Semplificazione normativa non si può non parlare di "vergogna". Calderoli ha preso di mira i giocatori, definendoli "semplicemente ridicoli, pagati milioni ma con gambe di gelatina e fiato corto". Secondo il ministro, "con questa sconfitta si conclude indecorosamente la via crucis della nazionale, il cui epilogo era comunque scontato". Calderoli concorda con Radio Padania: "Mi spiace per i tifosi - ha detto - ma mi spiace decisamente meno quando penso all'arroganza di Lippi e ai capricci di alcuni bambini viziati della nazionale, che non volevano neppure rinunciare a dei premi che tanto tutti sapevano che mai avrebbero preso. Questa prematura eliminazione non è altro che il risultato di una demenziale politica sportiva, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto sì che a vincere il campionato e la Coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l'allenatore. Purtroppo per Lippi, però, in nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport, e questi risultati ne sono la logica conseguenza". Vista la clamorosa debacle azzurra, Calderoli è poi passato al contrattacco. "Ora, pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani, i prodotti dei nostri vivai, e prima di finire tutti nel pallone lasciamo perdere le discussioni sulla nazionale e sul calcio. Torniamo ad affrontare i problemi veri del Paese, i problemi che interessano le famiglie, i lavoratori e le imprese", ha concluso il ministro.
Donadi (Idv): "Calderoli più molesto di una vuvuzela" - Le parole dell'esponente leghista scatenano le reazioni degli avversari politici. Per il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Massimo Donadi, Calderoli è peggio delle tanto criticate trombette sudafricane: "E' più molesto di una vuvuzela", ha detto, invitando il ministro a smetterla di lanciare "proposte provocatorie e razziste". Un parere che Donadi ha argomentato ricordando che quattro anni fa abbiamo vinto la Coppa del mondo, "eppure anche allora il nostro campionato era pieno di stranieri".
Merlo (Pd) : "Italia come Corea nel '66, ma perche' questi giocatori? - "Una sconfitta come quella di oggi subita dalla Slovacchia ci riporta ai tempi dell'eliminazione con la Corea nel 1966. Con una differenza: molti hanno l'impressione, se non la certezza, che questa volta si è perseguito un disegno, a tutt'oggi ancora misterioso nelle sue motivazioni, di voler quasi essere eliminati". Questo il commento del democratico Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai. "Senza essere commissari tecnici - ha detto - tutti sanno che chi disputa un campionato brutto, oppure anonimo, difficilmente si può riscattare durante un Mondiale. E i risultati l'hanno platealmente e brutalmente confermato".
Magistro (Psdi) : "Hanno perso Lippi e la sua boria" - Il ct azzurro non trova solidarietà nemmeno tra le fila del Psdi. A detta del segretario nazionale Mimmo Magistro, "prima di essere cotto Cannavaro, è Lippi ad aver concluso in modo inglorioso la carriera dimostrando di essere stato nel pallone per mesi: nessuno, tra giornalisti, tecnici e tifosi ha mai compreso le convocazioni e le formazioni mandate in campo". Per Magistro sono stati chiamati in causa "atleti spenti e senza un pizzico di personalità". Ma non ha sbagliato soltanto il commissario tecnico. "Il presidente della Figc Abete è ugualmente responsabile per aver consentito alla saccenza, alla supponenza, alla presunzione e alla boria del ct di sfidare tutto e tutti, la stampa e gli italiani", ha concluso Magistro.
11:58 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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