16/02/2011
Addio «Malafemmina»: si è tolta la vita l'attrice Dorian Gray
Addio «Malafemmina»: si è tolta la vita l'attrice Dorian GrayIl tragico gesto a Torcegno, in trentino. Maria Luisa Mangini aveva recitato al fianco di Totò, Tognazzi, Bramieri, Wanda Osiris e Alberto Sordi. Fellini la volle con Nazzari ne «Le notti di Cabiria»
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02/11/2009
La Blefari Melazzi era pronta a collaborare
La Blefari Melazzi era pronta a collaborare
Respinte le istanze di scarcerazione per problemi psichici. Aperto fascicolo contro ignoti. Giallo sul suicidio in carcere della brigatista e sulle misure di sicurezza. I suoi legali: una morte annunciata
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| Diana Blefari Melazzi (Lapresse) |
ROMA - Diana Blefari Melazzi era pronta a collaborare con la giustizia. E' quanto emerge da alcune indiscrezioni secondo cui la brigatista, che sabato sera si è tolta la vita nel carcere romano di Rebibbia, aveva avuto il giorno stesso un colloquio con gli investigatori. Colloquio che non sarebbe l'unico di questi ultimi tempi. Alla Blefari Melazzi nei giorni scorsi era stata confermata definitivamente la condanna all'ergastolo per aver preso parte all'omicidio del giuslavorista Marco Biagi.
«SUICIDIO ANNUNCIATO» - Era in una cella singola, Diana Blefari Melazzi, e si è uccisa impiccandosi con delle lenzuola annodate. «Una morte annunciata», ha detto subito il presidente dell'associazione Antigone, Patrizio Gonnella, che si batte per i diritti nelle carceri. «Aveva senso tenere in carcere una persona che stava così male?». Perchè da tempo Blefari «schizofrenica e inabile psichicamente», passava le sue giornate, come ricorda il garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, «in completo isolamento, in una cella singola, per la maggior parte del tempo a letto e al buio rifiutando spesso cibo e medicine», senza rapporti con altre detenute e operatrici volontarie.
L'ARRIVO DA FIRENZE - Blefari dal 21 ottobre era arrivata dal carcere fiorentino di Sollicciano dopo essere passata anche nell'ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino e nel penitenziario dell'Aquila. «Siamo sotto choc, abbiamo fatto tante battaglie, abbiamo cercato in tutti i modi di far riconoscere il profondo disagio di Blefari. Ora è troppo tardi», ha detto il suo avvocato Caterina Calia, difensore, insieme con l'avvocato Valerio Spigarelli. Il legale ricorda le numerose perizie psichiatriche a cui era stata sottosposta la terrorista per verificare la sua capacità di stare in giudizio. Secondo la difesa, Blefari soffriva di una grave patologia psichica e più volte le stesse difese avevano sollecitato il riconoscimento di tale situazione. Ultimamente sia la Corte di Cassazione sia nei mesi scorsi il gup del tribunale di Roma, avevano respinto tali istanze. Nel 2008 la brigatista in un momento di particolare tensione emotiva aggredì un agente di polizia penitenziaria e il 23 novembre prossimo sarebbe dovuto cominciare il processo.
L'INCHIESTA E L'AUTOPSIA - La morte della Blefari arriva quando forse la terrorista aveva deciso di svelare elementi ritenuti utili agli investigatori per far luce sugli omicidi D'Antona e Biagi e giungere alla individuazione di altri personaggi coinvolti nelle Nuove Brigate Rosse. Avrebbe potuto svelare molti punti oscuri dell'organizzazione a cominciare dalle armi e dal nascondiglio dove sarebbero state celate, compresa la pistola usata per uccidere Biagi e D'Antona. Il pm Maria Cristina Palaia ha aperto un fascicolo senza indagati e ha disposto l'autopsia. La procura di Roma potrebbe riesaminare l'intero iter giudiziario della Blefari in considerazione della sua presunta patologia psichica, come emerso in questi anni dalle numerose richieste di consulenze. Intanto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha annunciato di aver «già avviato una puntuale e attenta inchiesta amministrativa che affiancherà quella giudiziaria» così da «fare immediatamente luce sull'accaduto».
IL CASO PAPINI - La brigatista doveva rispondere nei prossimi giorni, in particolare, alle domande del pm Erminio Amelio, su Massimo Papini arrestato il 2 ottobre scorso dalla Digos. Papini, 34 anni, romano, era stato arrestato con l'accusa di partecipazione a banda armata delle Br-partito comunista combattente. Per gli investigatori sarebbe stato legato a Blefari e l'avrebbe accompagnata all'internet point dove la donna fece partire la rivendicazione dell'omicidio Biagi. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha avviato un'inchiesta amministrativa, sottolineando che Blefari era «in una situazione carceraria compatibile con le sue condizioni psicofisiche». Anche il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Franco Ionta, che si è recato a Rebibbia, ha detto che la «sistemazione» della terrorista «era corretta».
COMPASSIONE E RAMMARICO - «Provo compassione, perchè comunque una persona si è tolta la vita - è stato il commento di Franco Gabrielli, prefetto dell'Aquila ed ex capo della Digos di Roma ai tempi dell'arresto della brigatista -. Ma analogamente provo rammarico perchè, con la morte della Blefari, della brigatista Blefari, che era a conoscenza di dove erano state nascoste le armi che non furono trovate in via Montecuccoli, sicuramente si recide una possibilità che dia risposta a questo quesito». «Se è possibile riassumere la definizione di una persona con un solo termine - ricorda poi Gabrielli -, direi che la Blefari era problematica. Tutta la sua storia pregressa familiare, poi tutte le vicende successive, la sua stessa posizione nelle fasi processuali, fanno emergere una innegabile problematicità, ma non si poteva pensare che la sua condizione potesse preludere a un epilogo del genere».
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30/07/2009
Napoli, suicida la console di Germania Sulla scrivania una lettera di scuse
Napoli, suicida la console di Germania Sulla scrivania una lettera di scuse
Tragedia. Si è lanciata dal secondo piano della sua casa in via Petrarca: aveva 61 anni. Il corpo trovato dal portiere
NAPOLI - La console di Germania a Napoli, Angelika Völkel, secondo quanto si apprende dalla polizia, si è suicidata lanciandosi dal secondo piano dell’abitazione di via Petrarca, 203. La donna, 61 anni, è finita sulle rampe del garage sottostante. Il portiere dello stabile ha scoperto il cadavere alle 5,30. La Völkel non era sposata, la sua famiglia vive in Germania mentre un fratello lavora negli Usa.
IL BIGLIETTO - Sulla sua scrivania la console ha lasciato un biglietto di scuse ai familiari e ai suoi collaboratori del consolato. Un messaggio breve in cui ha parlato genericamente di un «malessere» che l'affliggeva ma non è ancora chiaro a cosa si riferisse: se ad una grave malattia oppure ad problema depressivo. Poi ha lasciato un numero di telefono, quello del fratello, invitando chi l'avesse ritrovato a contattarlo per dargli la notizia della sua morte.
GENEROSA - Sotto choc i dodici collaboratori del consolato. «Angelika era una persona buona e generosa, che amava Napoli e l'Italia», dicono tra le lacrime. «Era molto contenta del rinnovo del suo contratto, per un altro anno fino alla pensione, perché voleva stare qui a Napoli». Una persona attenta sempre ai rapporti con le comunità locali, tanto da visitare, in modo incessante, scuole, istituti e tenere seminari e incontri. «Una donna, inoltre, molto elegante - aggiunge una persona che la conosceva bene -. Mi chiedeva sempre: questo è adatto all'eleganza italiana?».
DA TRE ANNI - La Völkel era console a Napoli dal 2006. Dal 1978 al 2005 ha partecipato a missioni presso le rappresentanze diplomatiche tedesche a Belgrado, Vienna, Kuala Lampur, Niamey (Niger) e Dakar. La sede consolare a Napoli con i suoi 12 collaboratori è competente sul territorio dell’Italia meridionale, dal Molise a tutta la Sicilia.
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14/03/2009
ANNA NICOLE SMITH, INCRIMINATI L'EX E DUE MEDICI
ANNA NICOLE SMITH, INCRIMINATI L'EX E DUE MEDICI
WASHINGTON - A due anni dalla morte, la ex-modella di Playboy Anna Nicole Smith continua ad essere al centro di due diverse battaglie giudiziarie centrate sulla eredità di un petroliere miliardario e sulle prescrizioni di medicinali da lei ottenute usando prestanome. Il suo ex-compagno Howard Stern e due medici sono stati incriminati per avere fornito alla modella oppiacei ed altre sostanze medicinali, con ricette illegali, "senza che vi fosse necessità dal punto di vista medico". La donna morì a 39 anni in Florida, nel febbraio 2007, proprio per una overdose accidentale di medicinali.
Sarebbe stato il suo compagno Stern, che era anche il suo avvocato, a fare più volte da prestanome per i medicinali "ad alto rischio di dipendenza" L'Attorney Generale della California Jerry Brown ha detto oggi in una conferenza stampa che Anna Nicole Smith "aveva una conosciuta dipendenza" a queste sostanze e la fornitura dei medicinali da parte dei tre "era stata fatta con cognizione di causa e con tragiche conseguenze". La polizia ha arrestato Stern e i due medici Sandeep Kapoor e Khristine Eroshevich, accusando i dottori di "avere violato il loro codice di etica professionale".
La morte della modella fu seguita da una accesa battaglia giudiziaria per accertare la paternità della figlia Danielynn, rivendicata inizialmente da Stern ma poi attribuita, dopo un test DNA, al fotografo Larry Birkhead. La modella era stata impegnata per anni in una battaglia legale per ottenere una parte della eredità dell'ex-marito Howard Marshall, sposato quando la modella aveva 26 anni e il miliardario 89 anni.
L'uomo era morto nel giro di un anno. Un giudice aveva attribuito alla modella 88,5 milioni di dollari ma i familiari del petroliere avevano combattuto strenuamente la decisione. Adesso la nuora del miliardario si è rivolta alla Corte Suprema per impedire che, mentre i tribunali decidono se gli eredi della modella abbiano diritto agli 88,5 milioni di dollari, la somma sia versata alla piccola Dannielynn.
06:54 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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