13/05/2010

Suore sfrattate dal convento del '600 La Curia: «La colpa è del Vaticano»

Suore sfrattate dal convento del '600 La Curia: «La colpa è del Vaticano»

Sabato mattina l'ordine esecutivo. Le «cappuccinelle»:«Ci hanno detto che ci toglieranno anche l'abito»

 

Il convento del '600

 

CASERTA – La Curia di Aversa ha dato lo sfratto esecutivo al convento delle Cappuccinelle, fondato nel 1599 e diventato luogo di clausura nel 1680. La notizia ha fatto indignare tutti gli aversani: sabato mattina alle otto i carabinieri eseguiranno lo sfratto allontanando dalla loro casa le suorine . Secondo alcune indiscrezioni le suore si sono rivolte ad un avvocato dopo che hanno capito che il vescovo don Mario Milani non aveva intenzione di recedere dall’intenzione di mandare via dalla storica abitazione le suore, quasi tutte anziane, molte di loro malate, e che vivono delle donazioni delle cittadini. Al cronista, che le conosce da sempre e cerca di contattarle, tra le lacrime una di loro sostiene: «Ci hanno detto che ci toglieranno anche l’abito».

LA CURIA - La Curia smentisce di avere qualcosa a che fare con lo sfratto delle suore: la decisione è stata presa direttemente dal Vaticano anche in considerazione del fatto che le ecclesistiche sono appena una decina. Qual che è certo è che cinque di loro saranno trasferite, mentre per le altre non è chiara la destinazione. La vicenda dai contorni ancora poco chiari, alla quale si stanno interessando fedeli di tutta la provincia, arriva in un periodo difficile per la curia aversana, finita al centro delle critiche per atteggiamenti giudicati troppo morbidi nei confronti della camorra permettendo nozze, battesimi e comunioni fastosi di componenti dei clan e dei loro figli, e accettando senza batter ciglio una donazione della famiglia Passerelli, il cassiere dei clan dei casalesi al quale è stato sequestrato un ingente patrimonio, secondo i giudici realizzato riciclando i proventi dei clan.

LA MOBILITAZIONE - Le suore sostengono che dal 17 febbraio scorso, da quattro mesi circa, non possono scende in parlatorio e non posso incontrare amici e parenti. Molte delle suore delle cappuccinelle sono entrate in convento appena adolescenti: qualche hanno fa, quando doveva essere restaurato il coro ligneo delle chiesa chiesero ai funzionari della Soprintendenza ai monumenti di farsi tutte insieme una foto: molte di loro non avevano visto mai una macchina fotografica. E mentre monta la protesta dei cittadini aversani che vedono tranciare di netto un’altra fetta della loro storia c’è chi sussurra che una parte del convento fa gola a qualcuno. Sabato si sta preparando un a mobilitazione per impedire lo sfratto, il tam tam è cominciato. Riuscirà a impedire lo sfratto?

UN GRUPPO SU FACEBOOK- La protesta dei fedeli e non arriva anche su facebook dove per oggi giovedì, verrà messo in rete un sito per difendere le suore del convento delle cappuccinelle che fanno parte della storia della città. Si sta anche organizzando una manifestazione per impedire lo sfratto esecutivo delle suore di clausura dal loro convento.

Redazione online


10/11/2008

Kenya, rapite due suore italiane

Kenya, rapite due suore italiane

La farnesina conferma la notizia. attivata l'unita' di crisi. Il sequestro è avvenuto al confine con la Somalia. Le due donne, 61 e 67 anni, prelevate da un commando armato

 

 

 

El Wak, Kenya: il luogo del rapimento (da Google Maps)
El Wak, Kenya: il luogo del rapimento (da Google Maps)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CHISIMAIO - Hanno fatto irruzione con le armi nei loro alloggi e le hanno portate via. Due suore italiane - Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo, di 61 e 67 anni - sono state rapite a El Wak, nel distretto settentrionale keniota di Mandera, al confine con la Somalia. Lo hanno riferito fonti governative, sottolineando che i rapitori hanno anche rubato alcuni veicoli, con i quali sono poi fuggiti. La notizia è stata confermata dalla Croce Rossa internazionale, da fonti locali e dalla Farnesina.

OLTRE FRONTIERA - «Sono due suore molto esperte che si trovano in Kenya da parecchi anni», hanno raccontato all'agenzia Misna alcune consorelle delle due donne sequestrate. Sono in Kenya da 35 anni e da 25 prestano la loro missione nella casa di fraternità di El Wak, zona colpita da una grave siccità da alcuni mesi. Secondo fonti giornalistiche somale, le due religiose sarebbero state prelevate in territorio keniano da un gruppo di uomini armati non identificati che successivamente le avrebbero portate oltre frontiera in territorio somalo. Le due suore fanno parte del Movimento contemplativo missionario Charles de Foucauld di Cuneo. Suor Caterina Giraudo, per tutti Rinuccia, è originaria di Boves (Cn), suor Maria Teresa Oliviero è di Centallo, sempre in provincia di Cuneo. «Nella fraternità di El Wak», spiega don Pino Isoardi, responsabile del movimento De Foucauld, «è stato creato un piccolo ambulatorio e una casa di accoglienza dove vengono assistiti disabili, epilettici, malati di tubercolosi Abbiamo avuto notizia del rapimento la scorsa notte», conferma don Isoardi. «Le autorità ci hanno pregato di essere molti riservati perchè, grazie agli anziani del posto, si sta cercando di individuare i sequestratori e di avere un contatto con loro».

UNITÀ DI CRISI - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, segue costantemente la vicenda. Frattini ha immediatamente attivato l'Unità di crisi del ministero, con la quale si mantiene in stretto contatto e ha dato istruzioni perché agisca, attraverso l’ambasciata in Kenya, in stretta collaborazione con le autorità locali. L'ambasciatore italiano a Nairobi, Pierandrea Magistrati, riferisce la Farnesina, opera anche in raccordo con il nunzio apostolico in Kenya, e il capo di gabinetto della Farnesina ha preso contatto con il nunzio apostolico a Roma. Come accaduto per analoghe vicende, la Farnesina, che «intende seguire una linea di stretto riserbo sul caso, rivolge agli organi di informazione, nell'interesse delle due connazionali sequestrate, l'appello ad adottare un atteggiamento di responsabile cautela e ad astenersi dal divulgare notizie non adeguatamente riscontrate e verificate».

GLI ALTRI RAPIMENTI - Il rapimento delle suore italiane è solo l'ultimo episodio di una lunga serie di sequestri e violenze nei confronti di operatori umanitari. Domenica, ad esempio, nella cittadina di Jamame, a nord di Chisimaio, in Somalia, roccaforte dei miliziani fedeli alle deposte Corti islamiche, è stato assassinato Mohamud Sakow, responsabile locale della fondazione benefica americana 'Mercy Corps'. Una decina di giorni fa quattro cooperanti della ong francese 'Azione contro la fame' (Acf) - due donne francesi, una bulgara e un belga - sono stati rapiti insieme ai due piloti kenioti che li accompagnavano a Dhusa Mareb, cittadina della Somalia centrale, vicino al confine con l'Etiopia. Negli ultimi mesi sono aumentati gli omicidi e i rapimenti di operatori umanitari stranieri in Somalia: quello dei sequestri è un business molto redditizio. A praticarlo sono perlopiù bande criminali che agiscono autonomamente da clan e miliziani fedeli alle deposte Corti islamiche, anche se alcuni recenti sequestri sono stati compiuti dall'ala più estrema di Shebab. Tuttavia, nella maggioranza dei casi gli ostaggi vengono rilasciati dopo il pagamento di un riscatto. Nelle mani di gruppi somali ci sono ancora una dottoressa giapponese e un'assistente all'infanzia olandese dell'organizzazione francese 'Medicins du Monde', che da settembre dovrebbero trovarsi in Etiopia. Un altro gruppo tiene in ostaggio due giornalisti stranieri.


15:00 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: kenya, suore, rapite, italia, ribelli, sequestro, commando armato | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook