08/03/2009

Treno investe i tifosi, morti due ragazzi

Treno investe i tifosi, morti due ragazzi

 

Parigi, un gruppo di supporter del Lille falciato da un treno della Rer vicino allo Stade de France. Stavano attraversando i binari al termine della partita contro il Lione.

L'area dello Stade de France a Saint Denis. L'incidente è avvenuto sul ponte ferroviario tra il canale e l'autostrada A86 (da Google Maps)
L'area dello Stade de France a Saint Denis. L'incidente è avvenuto sul ponte ferroviario tra il canale e l'autostrada A86 (da Google Maps)

MILANO - Due ragazzi - un bambino di 10 anni e un adolescente di 17 - sono morti e altre 11 persone, tra cui il padre quarantenne di una delle due vittime, sono rimaste ferite dopo essere state investite da un treno regionale mentre si trovavano sui binari delle linea ferroviaria tra Aubervilliers e Saint-Denis, nella cintura nord di Parigi. Si tratta di tifosi del Lille, reduci dall'incontro tra la loro squadra e il Lione, disputatosi poco prima in «campo neutro» allo Stade de France e a cui, secondo gli organizzatori, avevano assistito 78mila spettatori.

SCHIANTO SUL PONTE - Non è chiaro il motivo per cui il gruppo si trovasse sui binari, probabilmente un'imprudenza compiuta nel tentativo di trovare una scorciatoia per raggiungere l'autobus parcheggiato nell'area della Courneuve che avrebbe dovuto riportarli a Lille, verso il confine con il Belgio. L'incidente si è verificato non lontano dall'impianto sportivo di Saint-Denis, lo stesso che ospitò la finale dei Mondiali del 1998, poco dopo le 23,30 di sabato sera, all'altezza di un ponte che supera un canale e che poco dopo incrocia l'autostrada. Il conducente del convoglio - un treno della Rer B, la linea regionale dell'Ile-deFrance che collega la capitale con una serie di località della regione parigina, che in quel momento viaggiava vuoto - non ha potuto evitare il gruppo dei supporter, essendoseli trovati di fronte all'improvviso in un punto in cui i binari corrono su uno stretto viadotto che attraversa il canale Saint-Denis, in un'area poco illuminata e peraltro non facilmente raggiungibile dall'esterno. La Sncf, la società che gestisce la rete ferroviaria francese, ha fatto notare che l'accesso ai binari, in quella zona, è protetto da recinzioni e cancelli e si tratta dunque di capire da dove i tifosi possano essere penetrati.

Una veduta aerea del ponte sul canale ove è avvenuto l'incidente (da Live Maps)
Una veduta aerea del ponte sul canale ove è avvenuto l'incidente (da Live Maps)

RICERCHE NEL CANALE - Oltre ai due ragazzini uccisi sul colpo, altre tre persone risultano ferite in modo grave (due sono minori) e altre otto più lievemente. I vigili del fuoco hanno anche perlustrato con un canotto tutto l'alveo del canale sottostante per verificare la presenza di eventuali corpi che potessero esservi precipitati dopo l'impatto. Le ricerche, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa francese Afp, hanno però dato esito negativo.

CIRCOLAZIONE INTERROTTA - Per prestare i primi soccorsi e per cercare di ripristinare la circolazione ferroviaria, che ha subito prima un'interruzione, poi forti rallentamenti (la Rer B è tra l'altro la linea che collega Parigi con l'aeroporto Charles de Gaulle), sono intervenuti sul posto ben 76 uomini dei vigili del fuoco, provenienti dai distaccamenti di tutti gli arrondissements della parte nord della capitale francese e da una dozzina di cittadine limitrofe. E' stato inoltre allestito un centro medico da campo per i primi interventi urgenti in attesa del trasferimento delle vittime negli ospedali della zona.


11/09/2008

MATARRESE:

MATARRESE:

Lo ha detto il presidente della Lega Calcio. Presentata la campagna di comunicazione contro la violenza degli stadi promossa dal Ministero dell'Interno

 

Antonio Matarrese (Bartoletti)
Antonio Matarrese
«Se necessario costruiamo celle negli stadi per mettervi subito chi delinque». Lo ha detto il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, a margine della presentazione della campagna di comunicazione contro la violenza degli stadi promossa dal Ministero dell'Interno. Sulla possibilità di importare o meno il modello inglese nel calcio italiano, il numero uno della Lega è stato molto chiaro: «Loro hanno un'altra cultura e poi non dimentichiamo che noi abbiamo comunque un'ottima tifoseria fatta di gente per bene che segue le squadre». «Certo, in Italia ci sono delle leggi che vanno cambiate - ha aggiunto - e così anche le attività di quegli uomini politici che trovano gusto a difendere quelle persone che dovrebbero andare in galera. Invece, da noi c'è la corsa al padrino politico per la ricerca dei consensi. Noi non dobbiamo imitare nessuno, ma semplicemente dobbiamo cambiare e applicare le leggi, magari mettere se necessario delle celle negli stadi. Così se ci sono delinquenti, si mettono subito in cella e poi si trasferiscono nelle carceri. O siamo forti o è meglio arrendersi. Noi non ci arrendiamo».

CONSUMATORI «NIENTE CELLE,FERMARE VIOLENTI» - La dichiarazione del presidente della Lega Calcio ha suscitato perplessità nel presidente del Movimento Consumatori, Lorenzo Miozzi. «Non si tratta di creare nuove celle, peraltro dentro gli stadi - afferma Miozzi - ma di bloccare sul nascere le violenze impedendo ai violenti di seguire le partite. Gli stadi in Italia sono sempre più vuoti, lo sport più popolare sta perdendo il tifo sano perché le persone hanno paura di mettere piede negli spalti. In tutti questi anni si sono emanate nuove norme più rigide, ma nella pratica non vengono applicate proprio per la resistenza dei club calcistici e degli interessi economici che ruotano attorno al calcio e ne hanno snaturato lo spirito».

NAPOLI - Matarrese poi ha chiesto di tutelare chi investe nel calcio, come Aurelio De Laurentiis. «Ognuno deve fare la sua parte, comprese le società. De Laurentiis ha investito enormi risorse nel calcio e nello stadio per dare tranquillità e quindi va tutelato, anche le forze dell'ordine devono tutelare questi ingenti investimenti». Il numero uno della Lega è poi tornato sulla voglia di mollare confidata dal presidente del Napoli dopo la chiusura delle curve del San Paolo fino al 31 ottobre decisa dal giudice sportivo: «Capisco l'amarezza di De Laurentiis, è la rabbia per quanto successo che lo ha indotto a quella reazione, ma è come quando si litiga con la moglie, poi tutto passa. Il presidente del Napoli non è uomo che si arrende, lui già era forte prima figuriamoci cosa potrà combinare in Lega adesso. Questi avvenimenti lo renderanno ancora più forte, lo aspettiamo a braccia aperte». Matarrese ha poi voluto precisare che «la Lega Calcio è in sintonia con il governo». Quindi ha aggiunto: «Dobbiamo evitare di vivere da separati in casa, dobbiamo collaborare. Mi sento oltraggiato e ferito e come me tutti quelli che amano il calcio per quello che è successo in occasione di Roma-Napoli. Partendo da Napoli, il ministro è intervenuto duramente usando il pugno di ferro, rispettiamo tali decisioni, noi però ci impegneremo affinchè questo punto di ferro diventi pugno di velluto. Assegneremo parte delle nostre risorse in un fondo di garanzia per iniziare a sistemare questi benedetti stadi, non possiamo però ignorare il fatto che i nostri impianti sono diventati fatiscenti, il governo ha stanziato 20 milioni di euro per cercare di migliorare la sicurezza negli stadi».

SPOT E MAGLIETTE CONTRO I TIFOSI VIOLENTI - Nel corso dell'iniziativa di comunicazione del ministero dell'Interno, presente il ministro Roberto Maroni, il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese e il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, è stato presentato lo spot per dire no ai tifosi violenti che sarà trasmesso in televisione, nei cinema e sui siti internet. Si tratta, ha spiegato Maroni «di una Campagna di sensibilizzazione per promuovere i valori veri dello sport e il tifo corretto: l'iniziativa si affianca alle misure anti violenza adottate». la Campagna partirà venerdì con uno spot di 30 secondi sulle reti Rai, che presentano immagini di belle azioni di gioco alternate alle violenze dei tifosi.

LO SLOGAN - Lo slogan è «Tifosi violenti, vigliacchi all'ultimo stadio». In seguito gli spot andranno in onda anche sulle reti Mediaset, in alcuni cinema, sui siti internet dei quotidiani sportivi e anche sui maxi schermi degli stadi. Nella prossima giornata di campionato, inoltre, i calciatori di A e di B entreranno in campo indossando una maglietta con la scritta «Stop alla violenza». Ad indossarla, al Viminale, il pugile medagliato di Pechino Clemente Russo. Matarrese ha assicurato che «continueremo a combattere la violenza senza abbassare la guardia: i presidenti stanno facendo l'impossibile, a volte hanno espressioni poco felici, ma poi si ravvedono e non dimentichiamo che alcuni vanno in giro con la scorta perchè si sono opposti alle tifoserie violente». Abete, da parte sua, ha sottolineato che «questa è una battaglia che si può vincere insieme».


16:11 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: stadio, calcio, supporter, tafferugli | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook