09/12/2009

Hawaii, surfisti sfidano muri d'acqua di sei metri

Hawaii, surfisti sfidano muri d'acqua di sei metri

 

Cavalcare montagne d'acqua alte come un palazzo di tre piani. E' questa la sfida a cui si sottopongono decine di surfisti nel paradiso terrestre nel pacifico

 

 

 

 

Immagini di forte impatto visivo arrivano dalle Hawaii e mostrano le altissime onde che si sono formate di fronte alla spiaggia di Waimea. E' qui che svolge una delle più spettacolari gare di surf al mondo, una competizione che si tiene soltanto quando le onde raggiungono un minimo di sei metri di altezza. È solo la sesta volta che queste condizioni si verificano dal 1984, quando è nata la gara, la prima negli ultimi 5 anni.


05/10/2009

In 103 cavalcano insieme l'onda: è record

In 103 cavalcano insieme l'onda: è record

 

Il gruppo di partenza era composto da 443 atleti. Primato in Sudafrica, dove 103 surfisti sono riusciti a scivolare insieme sulla tavola

 

 

I surfisti sudafricani protagonisti del record
I surfisti sudafricani protagonisti del record

MILANO - Ce l'hanno fatta. Un gruppo di surfisti sudafricani voleva entrare nel Guinness dei Primati cavalcando contemporaneamente la stessa onda. Sono riusciti a stare in piedi sulla tavola per il tempo necessario a stabilire il nuovo primato, ovvero più di cinque secondi. In 103 hanno tentato l'impresa, riuscendoci.

MEGA-RADUNO - E' accaduto domenica scorsa a Città del Capo, in Sudafrica, in occasione del mega-raduno di surfisti «Earthwave Global Surf Challenge» a Muizenberg Corner. Mare, sole, onde e surf, ma anche un record da guinnes dei primati, che tuttavia deve essere ancora riconosciuto ufficialmente dai severi giudici di Londra. Dopo qualche tentativo iniziale andato male, hanno battuto il precedente primato stabilito meno di un anno fa a Santos in Brasile, dove in occasione dello stesso festival, 100 surfisti brasiliani avevano già cavalcato insieme la stessa onda. La prova dell'impresa riuscita è proprio in una foto nella quale si contano esattamente 103 surfisti sulla tavola. «Quattrocentoquarantatre sportivi erano in acqua per battere il record», ha spiegato l'organizzatore Paul Botha di Kahuna Promotions. L'iniziativa, ispirata alla campagna ecologista dell'ex vicepresidente degli Stati Uniti e premio Nobel Al Gore, chiede anche attenzione sul riscaldamento globale.

Elmar Burchia


30/07/2009

In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»

In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»

 

SPAGNA. Iker Acero, 34 anni, è stato arrestato sulla costa basca per sospetti contatti con l’Eta

 

 

Iker Acero
Iker Acero

MADRID — L'onda lunga della giustizia ha colto di sorpresa il campione spagnolo di surf, Iker Acero. Di sorpresa e anche di buon'ora, ieri mattina, quando agenti dell'antiterrorismo gli hanno notificato, nella sua casa di Barrika sulla costa basca, un ordine di arresto e un'ingombrante accusa di connivenza con l'Eta. Niente a che vedere con l'attentato di poco prima a Burgos: pare che Iker fosse sotto osservazione da più di un anno perché sospettato, tra una prodezza e l'altra sopra i flutti, di alimentare online raccolte di fondi che sarebbero servite a finanziare l'organizzazione terroristica basca.

L'atleta, molto popolare, assieme al fratello Eneko, sulle spiagge spagnole del nord e ai campionati dei virtuosi della tavola, affianca alle imprese nautiche interessi internautici: è infatti il presidente della società proprietaria di un sito, Gaztesarea.net, tutto in lingua basca (ma il cui server sarebbe in Usa), attraverso il quale era possibile acquistare tagliandi da un euro per partecipare a riffe non proprio benefiche. L'ultima lotteria, per esempio, risulta essere stata promossa da Segi, l'organizzazione giovanile della sinistra indipendentista, fuori legge in Spagna dal 2002 e, da otto anni, classificata nell'inventario europeo dei gruppi terroristici. Sebbene sia ancora legale sul versante francese, Segi è stata condannata un paio d'anni fa per i suoi vincoli con l'Eta da una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo.

Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto era destinato ai detenuti di Askatasuna (che in basco significa «libertà» e forma parte dell'acronimo Eta), la cui lista elettorale era stata annullata dal Tribunale Costituzionale all'inizio della campagna per le amministrative nel Paese Basco in febbraio. Sempre per sospette collusioni con la banda armata.

Quando, nella pagina web, è stato pubblicato il numero del biglietto vincitore, gli inquirenti hanno deciso di non attendere oltre e il giudice Fernando Andreu, de la Audiencia Nacional ha inviato agenti in borghese della Guardia Civil a casa di Iker Acero. Oltre al surfista, è stato arrestato il responsabile del sito, Alberto Martinez Gutierrez, ad Artziniega, 55 chilometri da Vittoria, il capoluogo della provincia, mentre il campione assisteva alla perquisizione della sede della società. Il sito è stato bloccato per possibile «uso fraudolento» e i due titolari compariranno già domani davanti al giudice istruttore per rispondere di «collaborazione con l'Eta». Per il giorno successivo, sabato, gli indipendentisti del «Movimiento Pro-Amnistia» hanno annunciato una mobilitazione in difesa dei detenuti e delle loro famiglie.

Iker Acero non è il primo campione basco che si compromette con la causa e le strategie dell'Eta e dei suoi satelliti. Il mondo sportivo è spesso un terreno fertile per gli indipendentisti che riescono a far leva sullo spirito di bandiera (basca) degli atleti locali. Negli anni della Transizione, non esitò a dimostrarlo, dentro e fuori dal campo, uno storico portiere della nazionale, José Angel Iribar, che indossava alla rovescia i calzettoni per nascondere la bandiera spagnola ricamata all'altezza del polpaccio. A 35 anni, nel 1978, fu tra i fondatori di Herri Batasuna, il partito dichiarato definitivamente illegale dal giudice Baltasar Garzon nel 2003, per i suoi legami con l'Eta di cui era considerato il braccio politico. Negli anni '80 il portiere Iribar si ritirò dal terreno di gioco e dalla formazione politica. Ma altri suoi giovani colleghi e conterranei hanno rifiutato di rispondere alle convocazioni del commissario tecnico della nazionale a Madrid e di intonare l'inno d'inizio partita.

Elisabetta Rosaspina


18/04/2009

Tutti in cima al vulcano, per fare surf

Tutti in cima al vulcano, per fare surf

 

L'idea è di un australiano, Darryn Webb, che ha aperto un ostello. Il Cerro Negro in Nicaragua è diventato meta di tanti appassionati: nato nel 1850 ha già eruttato venti volte

Nuovo sport: il surf sulla cenere dei vulcano. Così il Cerro Negro, in Nicaragua, è diventato meta di tanti appassionati

Nuovo sport: il surf sulla cenere dei vulcano. Così il Cerro Negro, in Nicaragua, è diventato meta di tanti appassionati

 

MILANO - Giù a capofitto, nel sole accecante dei Tropici. La tavola da surf rimbalza, sembra esitare poi prende velocità, in una nuvola di polvere e sbuffi di vapore che inghiottono il coraggioso che ha osato sfidare la sorte. Polvere? Vapore? Già, la montagna diventata meta di centinaia di appassionati, soprattutto anglosassoni, non è nelle Alpi o sulle Ande. Soprattutto, non c’è neve a fare da morbido tappeto. Il nuovo sport è il surf sul vulcano. Per la precisione il Cerro Negro, in Nicaragua, il più giovane dell’emisfero occidentale, attivo e tuttora pronto a un’esplosione di furia lavica: nato nel 1850, alto solo 675 metri, ha già eruttato 20 volte (l’ultima esattamente dieci anni fa, anche se c’è chi ricorda sbuffi più recenti). Trasformando l’ambiente selvaggio circostante in un cono tonalità pece che emerge dal verde della giungla.

DIVERTIMENTO ASSICURATO - Il Cerro Negro è stato scelto dai pionieri del surf perché lungo le sue pendici si srotola una distesa di cenere lavica, spessa e soffice come neve - la sua antitesi quanto a colore e calore - lunga almeno un paio di chilometri. «È il posto più straordinario dove andare ora che è finita la stagione invernale - dice Matt, un inglese -. Certo, bisogna faticare un po', e sudare parecchio, per arrivare in cima: ma poi il divertimento è assicurato». Altri, forse meno esperti, sono un po' più prudenti: «Non vorrei ricadere e rotolare come mi è appena capitato - dice un tedesco -. Sono pieno di graffi. Ma torno subito su finché c'è luce!».

L'IDEA DI UN AUSTRALIANO - Per arrivare al Cerro Negro occorre partire da León, città coloniale a circa 30 chilometri dal cono del vulcano, un tempo quartier generale dei sandinisti, poi trasformatasi in punto di raccolta di poeti e intellettuali di sinistra. Ora, quasi tutte le agenzie di viaggio locali si dedicano a organizzare spedizioni con tavole da surf modificate (legno sopra e metallo sotto) per i giovani che arrivano a frotte, attirati dai video che spopolano su YouTube. L'idea di gettarsi a capofitto sulla cenere è di un australiano, Darryn Webb, che nel 2005 ha aperto proprio a León un ostello, il Bigfoot Hostel per accogliere gli squattrinati in cerca di emozioni. A quando il surf sulla cenere di casa nostra? In Italia non mancano certo i vulcani…

Paolo Salom

Surfer in azione sul Cerro Negro

Surfer in azione sul Cerro Negro

Il vulcano Cerro Negro

Il vulcano Cerro Negro

Surfer in azione

Buffer in azione


03/12/2008

L'impresa del surfer in piazza San Marco

L'impresa del surfer in piazza San Marco

Duncan Zuur, olandese 34enne, ha attraversato il cuore di Venezia sul wakeboard, davanti ai turisti esterrefatti, erano anni che il campione aspettava le condizioni ideali per realizzarla

 

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VENEZIA - Ventilatori e una corda. È bastato poco all'olandese 34enne Duncan Zuur per realizzare uno dei suoi sogni: attraversare piazza San Marco a Venezia a bordo del suo wakeboard, disciplina in cui si distingue a livello mondiale e in cui si è piazzato terzo ai mondiali del 2004. Martedì, mentre i veneziani guardavano sconsolati la città sommersa armati di stivali e galosce, Zuur ha meravigliato tutti surfando a pelo d'acqua davanti alla basilica e nelle viuzze circostanti. Erano anni che il 34enne originario di Amsterdam aspettava questo momento: insieme al suo team era stato più volte a Venezia ma non si erano mai presentate le perfette condizioni per un attraversamento della piazza via acqua. Tante grazie dunque al maltempo e ai livelli record della laguna: mai così alto da 20 anni a questa parte. Una giornata indimenticabile per i pochi turisti presenti, che hanno visto Zuur sfrecciare davanti ai propri occhi.

SPETTACOLO FLASH - «Neanche dodici ore dopo l'allarme dell'acqua alta il mio team al gran completo è già lì per fare in modo che io possa cominciare», racconta Zuur, a sua volta arrivato precipitosamente dalla Francia, dove stava trascorrendo una vacanza con la famiglia. Il tutto si è svolto molto rapidamente. Pochi minuti dopo le 11, il livello dell'acqua aveva raggiunto 1,35 m. Il team di Zuur ha sistemato sotto i portici che delimitano la piazza, tra le colonne, piccoli ventilatori da 20 cavalli di potenza. Un membro dello staff, con stivali di gomma, ha attraversato la piazza con una corda di 120 metri consegnandola a Duncan, che nel frattempo si era preparato per l'impresa. Alcune surfate e lo spettacolo, ovviamente non autorizzato, si è concluso senza che la polizia se ne accorgesse.