21/01/2011

Il Giornale contro Annozero «Ha rivelato il cellulare di Berlusconi»

Il Giornale contro Annozero «Ha rivelato il cellulare di Berlusconi»

«Da ieri il numero del premier circola liberamente su internet». Record di ascolti per il programma di Santoro

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26/11/2010

Sciolto l'enigma delle stelle pulsanti

Sciolto l'enigma delle stelle pulsanti

Con la collaborazione degli astronomi italiani dell’INAF. Ora è sicuro: le Cefeidi le «candele» di riferimento degli astronomi, girano una intorno all'altra

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25/08/2010

Prostituzione, un video incastra due aguzzini

Prostituzione, un video incastra due aguzzini

Le telecamere di un distributore di benzina filmano una giovane di 21 anni percossa e spintonata. L'intervento delle forze dell'ordine svela un giro di prostituzione, sfruttamento aggravato da violenza, minacce e riduzione in schiavitù.

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21/05/2010

Arriva Google Tv: "Il Web in salotto"

Arriva Google Tv: "Il Web in salotto"

La svolta di Mountain View: «Sul piccolo schermo video e social network»

 

 

Google lancia la sua tv e punta ad entrare nei salotti per stravolgere i palinsesti e le abitudini dei telespettatori. Il progetto, in cantiere da tempo, viene svelato ufficialmente alla conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, tra frecciate ai rivali di Apple e la presentazione del nuovo sistema per gli smartphone Android, che apre al formato Flash, assente sull’iPhone.

«Vogliamo essere ovunque ci sia Internet», dicono dal quartier generale di San Francisco, alzando il velo sul nuovo gioiello che permette di navigare online e surfare tra i canali contemporaneamente. Google Tv, marchiata Sony, porterà il Web sui televisori sfruttando il sistema operativo Android e basandosi sui processori Atom di Intel. I telecomandi, le tastiere wireless e gli altoparlanti saranno forniti dalla Logitech. «L’idea è di cambiare l’esperienza della tv così come gli smartphone hanno cambiato i cellulari», dice Rishi Chandra, capo degli ingegneri di Google che hanno realizzato un box da abbinare al televisore in un primo tempo e, in futuro, da inserire direttamente dentro l’apparecchio. «Oggi si fa un passo avanti epocale nell’evoluzione della Tv verso la Smart Tv. Le Tv stanno diventando dei dispositivi sempre più avanzati grazie ai microprocessore e a Internet. Il futuro è la fusione della tradizionale programmazione televisiva con la massa infinita di contenuti di Internet per consentire a chiunque di decidere ciò che vuole vedere, quando vuole», dice il numero uno di Intel Paul Otellini.


Sony, la cui posizione dominante nel settore dell’elettronica da consumo era stato eroso da Samsung, produrrà gli apparecchi televisivi che si baseranno su un microprocessore Atom CE 4100di Intel. Google darà il software, tra cui il sistema operativo Android e il browser Chrome. Logitech contribuirà con il box da collegare alla tv e una tastiera wireless. L’obiettivo è di raggiungere il mercato degli spot tv: 70 miliardi di dollari all’anno.


La tecnologia permetterà di portare sul piccolo schermo i contenuti di Internet, dai video caricati su YouTube e Hulu ai messaggi che rimbalzano sui social network come Twitter e Facebook. Google tenta così di azzannare una nuova fetta del mercato pubblicitario, espandendo il proprio orizzonte dopo i tentativi timidi di Tv ads, il servizio di pubblicità per emittenti via cavo o via satellite lanciato nel 2008. «La gente adora la tv ed è il più grande mercato cui possiamo puntare», è il ragionamento dei dirigenti di Mountain View. Che con il nuovo servizio offrono la possibilità di registrare programmi e commentarli in chat, ascoltare con le stazioni radio online e interagire in diretta, mandando così in pensione il concetto di palinsesto: «Tutto da oggi è completamente personalizzabile».

Tra i soggetti interessati all’operazione, dice il Financial Times, anche Telecom France e Telecom Italia. La Google tv, in vendita a fine anno, nelle intenzioni del ceo Eric Schmidt sancirà il matrimonio definitivo tra Web e piccolo schermo. Un matrimonio difficile, già tentato da Microsoft e Apple. Il marchio di Steve Jobs ha lanciato negli anni scorsi la Apple Tv, che propone film, musica, radio e filmati YouTube, ma che non ha mai riscosso un grande successo. Ora ci prova la "Grande G". «Quando la gente guarda la televisione, ormai ha sempre con sè un dispositivo mobile- dice Schmidt- Il vecchio modo di fruire della tv, sedersi e guardarla, è morto. E noi abbiamo la preziosa opportunità di fondere tv e internet in un modo positivo che intensifica l'esperienza».

GIUSEPPE BOTTERO


27/12/2009

Svelato il mistero: ecco perché Van Gogh si mozzò l'orecchio

Svelato il mistero: ecco perché Van Gogh si mozzò l'orecchio

 

La teoria elaborata da uno studioso. Il pittore temeva che il fratello Theo, che stava per sposarsi, non l'avrebbe più sostenuto economicamente

 

L'autoritratto con l'orecchio bendato di Van Gogh, 1889. È conservato alla Courtauld Gallery di Londra
L'autoritratto con l'orecchio bendato di Van Gogh, 1889. È conservato alla Courtauld Gallery di Londra

Sarebbe stato finalmente risolto uno dei misteri più oscuri della storia dell’arte: ovvero, l’orecchio mutilato di Vincent Van Gogh. Stando, infatti, allo studioso Martin Bailey - che ha scritto un libro sul celebre artista e ha curato due mostre a lui dedicate - Van Gogh si sarebbe tagliato l’orecchio perché distrutto psicologicamente dalla notizia che il fratello Theo, da cui dipendeva finanziariamente, stava per sposarsi.

LO STUDIO - La teoria sarebbe stata elaborata dall’esperto dopo una meticolosa indagine su una lettera che il genio olandese avrebbe volutamente inserito nel dipinto «Still Life: Drawing Board with Onions» (che sarà al centro della mostra alla «Royal Academy» che aprirà il mese prossimo), completato all’inizio del 1889, poco dopo essersi ferito, e che sarebbe stata scritta proprio da Theo da Parigi il 21 dicembre del 1888 per dare al fratello la notizia del fidanzamento con Johanna Bonder. Pare che questo avrebbe scosso profondamente Vincent, che era già psicologicamente disturbato, tanto da spingerlo all’autolesionismo. «Vincent temeva che stesse per perdere l’appoggio finanziario e psicologico di Theo», ha spiegato Bailey nel numero di gennaio di The Art Newspaper, ripreso dal Sunday Times.

LE TEORIE - Per la verità, per anni il mistero dell’orecchio tagliato di Van Gogh ha dato origine alle teorie più disparate: alcuni lo hanno legato alla sua pazzia, altri ancora alla sua amicizia interrotta con Paul Gauguin, tanto che secondo gli accademici dell’Università di Amburgo sarebbe stato proprio Gauguin, che divise una casa con Van Gogh ad Arles, nel sud della Francia, a tagliargli l’orecchio durante un litigio per una prostituta di nome Rachel. Una spiegazione che, però, è stata respinta tanto dal museo Van Gogh di Amsterdam quando dallo stesso Bailey. Diciannove mesi dopo essersi volutamente ferito all’orecchio, Van Gogh si sparò un colpo al petto e morì due giorni dopo, a causa delle ferite riportate.

Simona Marchetti


13/10/2009

La madre può trasmettere il cancro al feto ma è rarissimo

La madre può trasmettere il cancro al feto ma è rarissimo

 

LA SCOPERTA. Il caso di una donna giapponese con leucemia ha permesso di svelare qual è il meccanismo

 

Una cellula tumorale (Grazia Neri)

LONDRA - Il cancro può passare da mamma al feto attraverso la placenta. Il bambino subito dopo la nascita sviluppa un tumore «clone» di quello materno, ossia assolutamente identico a quello della mamma da un punto di vista genetico, perchè sono le cellule tumorali materne a crescere dentro il corpo del neonato. Si tratta di un evento molto raro, ma possibile. Negli ultimi 100 anni sono stati registrati solo 17 casi di madre e figlio che condividono lo stesso tumore, per lo più una neoplasia del sangue o un melanoma cutaneo. L’ultimo caso è ora riportato da una equipe britannica sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze PNAS Sono anni che gli scienziati si chiedono se una donna malata di cancro possa «contagiare» il figlio che porta in grembo. In teoria, le cellule tumorali possono riuscire ad attraversare la placenta arrivando nel sangue del bebè, ma il sistema immunitario del bambino le distrugge.

IL CASO - Il nuovo studio si è concentrato su una donna giapponese e il suo bambino, entrambi malati di leucemia. La novità attuale consiste nel fatto che i ricercatori hanno utilizzato una tecnica avanzata di marcatura genetica per provare che le cellule malate del bambino avevano avuto origine nella madre. «Se questo medesimo caso fosse accaduto vent’anni fa non avremmo potuto affermare con certezza che si trattava di una trasmissione dalla madre al feto – dice Sergio Amadori, direttore della Struttura Complessa di Ematologia del Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma -. Grazie alle nuove tecnologie che abbiamo a disposizione, gli scienziati inglesi hanno potuto stabilire, tramite i marcatori biologici, che la forma di leucemia diagnosticata nella mamma un mese dopo il parto è esattamente la stessa di cui si è ammalata la bimba 11 mesi dopo».

EVENTO LIMITE - Insomma, le cellule tumorali di entrambi i pazienti portavano lo stesso gene mutato. Come spiega il coordinatore della ricerca, Mel Greaves dell’Institute of Cancer Research: «In questo caso e, presumiamo, in altri casi di cancro trasmesso dalla madre al figlio, le cellule tumorali della madre hanno attraversato la placenta raggiungendo il feto e si sono riuscite a impiantare nel bambino perchè non sono state riconosciute come estranee dal sistema immunitario. Siamo soddisfatti di aver chiarito un mistero, ma ribadiamo che il passaggio del cancro da madre a figlio è un fenomeno estremamente raro e le chance che una donna incinta malata di cancro faccia ammalare anche il bambino sono remote». «Un evento limite – commenta Alberto Bosi, direttore dell’Ematologia università Firenze Careggi. In pratica le cellule malate si sono rese "invisibili" tramite la mutazione genetica. Così mascherate non sono state riconosciute come estranee dal feto che le ha accolte e ha covato il tumore che si è manifestato poco dopo la nascita».

UNA POSSIBILITÀ GIÀ NOTA - «Gli esperti lo conoscono già: si chiama passaggio transplacentare – chiarisce Francesco Raspagliesi, direttore dell’Oncologia ginecologica dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano -. Infatti, le cellule cancerose transitano attraverso la placenta dalla madre al feto. Come sottolineato dai ricercatori inglesi è un avvenimento rarissimo». «In materia di gravidanza – sottolinea Raspaglieli - esistono anche studi in positivo. La maternità, infatti, non ha conseguenze negative sull’evoluzione del tumore nelle donne. O è un fatto indifferente o, in alcuni casi, ha persino effetti benefici».

TUMORE DEL SENO IN UNA GRAVIDANZA SU 3MILA – Per valutare l’eccezionalità del fatto, guardiamo i numeri di una fra le neoplasie più diffuse, il tumore del seno. In generale, il carcinoma della mammella è la neoplasia più comune nelle donne gravide e al giorno d’oggi complica circa una gestazione su tremila. Circa il dieci per cento delle pazienti con meno di 40 anni, infatti, riceve la diagnosi della malattia quando è incinta o nell’anno successivo al parto. Ma contrariamente a quanto molte persone credono la gestazione di per sé non peggiora la prognosi, piuttosto può contribuire ad un ritardo nella diagnosi e nell’inizio dei trattamenti. Ma l’allattamento non «trasmette» il tumore: se la madre si ammala di carcinoma mammario, il bambino non corre pericoli.

Vera Martinella


15/09/2009

AERONAUTICA: La Bbc «risolve» il mistero del Triangolo delle Bermuda

AERONAUTICA: La Bbc «risolve» il mistero del Triangolo delle Bermuda

 

Un programma riprende le indagini su uno dei più affascinanti tratti dell’Oceano Atlantico, trovando spiegazioni razionali per la scomparsa di alcuni velivoli


 

Il «Triangolo delle Bermuda»
Il «Triangolo delle Bermuda»

MILANO – La BBC mette a segno un duro colpo per i film di avventura che hanno incollato al piccolo e grande schermo generazioni di appassionati. Niente più storie di aerei che fanno improvvisamente perdere le proprie tracce o navi che spariscono da ogni radar. L’alone di mistero che da sempre avvolge il tratto di oceano compreso tra le coste della Florida, l’isola di Puerto Rico e l’arcipelago delle Bermuda sembra essere destinato a perdere parte del suo fascino. Insomma, il Triangolo delle Bermuda da oggi potrebbe fare un po’ meno paura.

MISTERO SVELATO – Nella preparazione di una nuova serie radiofonica per l’emittente britannica sono state rinvenute alcune prove plausibili per una razionale spiegazione della scomparsa di due velivoli commerciali alla fine degli anni ’40. Con tutta probabilità, in un caso si è trattato di inaspettato sovra-consumo e conseguente esaurimento di carburante, mentre la seconda sparizione sarebbe dovuta a un problema tecnico derivante dall’architettura molto povera dell’aeroplano. Circa sessant’anni fa, infatti, i voli commerciali da Londra alle Bermuda muovevano i primi passi ed erano minati da svariati pericoli. La tratta necessitava di una sosta carburante nelle Azzorre prima di ripartire per le ultime due miglia di viaggio, che rappresentavano all’epoca il volo passeggeri senza sosta più lungo al mondo, portando i velivoli al limite delle loro potenzialità.

I VOLI RITROVATI – Il 30 gennaio 1948 un Avro Tudor IV della British South American Airways – un aereo militare convertito a servizio di linea per le sue scarse garanzie di sicurezza – scomparve misteriosamente, senza lasciare alcuna traccia di sé né dei trentuno uomini a bordo. Le investigazioni ufficiali conclusero che l’accaduto era destinato a rimanere un mistero irrisolto. In realtà, sostengono gli esperti interpellati dalla BBC, esistono diversi indizi che riportano problemi tecnici e atmosferici riscontrati dall’aereo ancora prima di giungere nello scalo delle Azzorre. Il volo, infatti, pare sia stato forzatamente condotto a soli duemila piedi di altezza, comportando un consumo molto più ingente di carburante, la cui improvvisa mancanza è la più plausibile imputata di un imprevisto arresto. Anche per quanto riguarda la seconda scomparsa, a circa un anno di distanza, il velivolo protagonista era un Avro Tudor IV. E nuovamente nessuna traccia di corpi o carcassa. Questa volta, però, si sa che il volo è stato condotto a diciottomila piedi, con tempo sereno: vanno, dunque, escluse problematiche di carburante. Secondo chi ha osservato attentamente le carte delle indagini, il problema in questo caso sarebbe stato di natura puramente tecnica. In particolare, sarebbe avvenuta un’improvvisa esplosione a causa di una perdita di vapore idraulico venuta a contatto con il sistema di riscaldamento. Un’ipotesi possibile dato che all’epoca la sicurezza era piuttosto approssimativa e non esistevano sistemi antincendio automatici.

MISTERO A TAVOLINO – In entrambi i casi non si tratta perciò di ipotesi eccessivamente fantasiose e un’indagine minuziosa sarebbe potuta tranquillamente arrivare alle stesse conclusioni della BBC. Tuttavia, non è difficile immaginare che gli stessi inquirenti si siano fatti condizionare dal mito delle scomparse e abbiano liquidato le pratiche rifacendosi a ben più affascinanti cause esterne che non hanno fatto altro che aggiungere un po’ di mistero al tanto temuto Triangolo.

Simone D’Ambrosio


22/04/2009

Svelato il "segreto" di Rita Levi Montalcini «Assume la sua molecola per via oculare»

Svelato il "segreto" di Rita Levi Montalcini «Assume la sua molecola per via oculare»

 

Lo ha detto Pietro Calissano, suo collaboratore da 44 anni. Standing ovation in Campidoglio per i cento anni della scienziata, dopo la festa al Quirinale con Napolitano

 

Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)
Rita Levi Montalcini con Napolitano (Ansa)

ROMA - Rita Levi Montalcini ha compiuto cento anni e forse il suo segreto non è più un segreto. Pietro Calissano, vicepresidente dell'Ebri (European Brain Research Institute), che da 44 anni collabora con la celebre scienziata, ha detto a margine della celebrazione a lei dedicata in Campidoglio che prende tutti i giorni il Ngf (Nerve growth factor) in forma di gocce oculari per problemi alla vista. Si tratta della molecola scoperta dalla stessa Montalcini negli anni '50 e che le è valsa il premio Nobel. Calissano ipotizza che la sostanza raggiunga il cervello, favorendone la naturale plasticità. Insomma il segreto della vitalità della centenaria più famosa d'Italia potrebbe risiedere proprio nella sua scoperta. «Mi auguro che resti con noi il più a lungo possibile, perché rappresenta un continuo stimolo a lavorare al meglio tutti i giorni» ha detto il collaboratore.

STANDING OVATION - La cerimonia per i 100 anni della scienziata al Campidoglio si è aperta con una standing ovation e un lungo applauso dei partecipanti raccolti in Aula Giulio Cesare. Ad accompagnare il premio Nobel, che proprio il 22 aprile festeggia il suo compleanno, il sindaco Gianni Alemanno con la moglie Isabella Rauti, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. La cerimonia prosegue per l'intera giornata con un convegno scientifico che sarà chiuso dalla scienziata. «Con profonda ammirazione gratitudine, infiniti auguri»: è il messaggio che la Montalcini ha lasciato sul Libro d'oro del Campidoglio, quello su cui gli ospiti d'onore scrivono un loro pensiero. Alla Montalcini, ha annunciato il ministro Gelmini, in apertura del convegno dell'Ebri il governo «intitolerà il programma contro la fuga di cervelli e per il rientro in Italia dei nostri ricercatori. Un piano che quest'anno sarà finanziato con 6 milioni di euro, il doppio rispetto all'anno scorso».

«ESEMPLARI VIRTÙ CIVILI» - Due giorni fa anche il presidente Napolitano ha reso omaggio alla Montalcini, usando il salone delle feste del Quirinale per organizzare una vera festa in onore di «una cara amica, una grande donna di scienza e di esemplari virtù civili. Ha illustrato la patria per altissimi meriti e ha dimostrato un profondo attaccamento all'Italia», ha detto il capo dello Stato, regalandole una medaglia d'oro coniata per l'occasione. Fra gli invitati c'erano le alte cariche dello Stato, due premi Nobel (Carlo Rubbia e Aaron Ciechanover), alcuni scienziati, illustri estimatori fra cui l'ex premier Romano Prodi, due presidenti emeriti della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2001 la nominò senatore a vita.

«CREDETE NEI VALORI» - Al Quirinale la Montalcini si è commossa, ma non per questo ha rinunciato a prendere la parola. Quando la «grande donna di scienza» si è alzata ed è andata al microfono, è apparsa minuscola, fragile, elegantissima. Ha parlato a braccio per cinque minuti. Ha ringraziato in particolare Napolitano, al quale ha tributo ammirazione, e Ciampi che «nominandomi senatore del mio paese - ha detto - mi ha conferito l'onorificenza più alta alla quale potessi aspirare». «Oggi ho il privilegio di aver compiuto cento anni, privilegio che non molti altri hanno, e il privilegio di conservare ancora la capacità di intendere e di volere, e di lavorare ancora alle mie ricerche sul sistema nervoso». «È una fortuna per me incredibile - ha concluso - essere ancora fra i viventi, dopo aver attraversato momenti non sempre facili. Credo che la cosa più importante della mia vita sia stato aver dedicato tutto il tempo possibile a chi ha bisogno. Il corpo può morire. Ma - ha detto fra gli applausi - restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori».


03/04/2009

Cervello: il sonno lo «ripulisce»

Cervello: il sonno lo «ripulisce»

 

SCOPERTA DI RICERCATORI ITALIANI PUBBLICATA SU SCIENCE. Svelato a livello molecolare il meccanismo che permette di liberare la testa delle informazioni inutili accumulate

 

(Contrasto)

Se si dorme male la testa diventa «pesante», nel vero senso della parola. La mancanza di sonno, infatti, favorisce l'accumulo di proteine a livello delle sinapsi, cioè i punti di congiunzione fra i neuroni, fondamentali per il passaggio delle informazioni fra una cellula nervosa e l'altra. A scoprirlo sono stati Chiara Cirelli e Giulio Tononi scienziati italiani della University of Wisconsin-Madison School of Medicine, la cui ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica «Science».

L'ESPERIMENTO - L'osservazione rappresenta una prova della teoria secondo cui il sonno è il momento in cui il cervello mette in ordine tutte le informazioni accumulate il giorno precedente ed elimina quelle superflue. Negli ultimi anni vari studi a firma di Tononi, neuropsichiatra italiano trasferitosi all'estero da oltre 15 anni dopo una laurea in medicina a Pisa, hanno lasciato intravedere la concreta possibilità che la pulizia cerebrale avvenisse ogni notte mentre dormiamo. Nel nuovo studio arriva una dimostrazione diretta di ciò: gli esperti hanno impedito ai moscerini di dormire per 24 ore e osservato con un potente microscopio che ciò causava l'aumento di concentrazione di cinque proteine nelle sinapsi. Permettendo ai moscerini di dormire, dopo il sonno il contenuto proteico delle sinapsi si riduce del 30-40%. Il sonno fa pulizia, dunque, serve a far ripartire in quarta il cervello ogni giorno che viene, consentendogli di lavorare al meglio.