28/06/2010

Fifa, il muro di gomma: di arbitraggi non si parla

Fifa, il muro di gomma: di arbitraggi non si parla

La federazione internazionale ha scelto di non rispondere alle domande sugli errori arbitrali nella conferenza stampa odierna. E, anzi, ha criticato la diffusione delle immagini direttamente dagli schermi degli stadi: "Non vogliamo che accada più"

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Il muro di gomma: dopo le feroci polemiche seguite agli errori arbitrali di Germania-Inghilterra e Argentina-Messico, la Fifa non solo rifiuta l'apertura di una discussione sulle scelleratezze dei direttori di gara al Mondiale e sul mancato ricorso all'aiuto delle immagini, ma anzi critica la diffusione di quest'ultime sui maxi schermi dello stadio di Johannesburg durante Argentina-Messico, quando hanno evidenziato il gol in fuorigioco segnato da Tevez. "E' sbagliato  trasmettere le immagini sui maxischermi. E' un giorno come un altro, non commentiamo le decisioni arbitrali", sono state le parole di un portavoce,  Nicolas Maingot, nella conferenza stampa quotidiana a Johannesburg, davanti alle domande dei cronisti.

Eppure, ieri gli arbitri hanno fatto molto discutere: il gol fantasma di Lampard, il gol di Tevez in evidente fuorigioco che il pubblico del Soccer City Stadium di Johannesburg ha potuto rivedere sul maxischermo: tutti si sono accorti  dell'irregolarità. Maingot ha stigmatizzato la decisione di trasmettere le immagini. "E' stato un errore, vogliamo assicurarci  che non succeda più", ha detto. Non vedo, non sento, non parlo, perché questo è il diktat di Blatter quando si parla di aiuti tecnologici: in casa Fifa, alle critiche e alle polemiche si risponde così. Non rispondendo.

 

Il gol fantasma sulla stampa straniera

THE SUN - "Frank per niente" e "Sei un arbitro inutile"

MARCA - La goleada dello scandalo


MUNDO DEPORTIVO - "La vendetta del '66"

L'EQUIPE - I francesi sono convinti: "Non ne avevano bisogno"

BILD - La Bild celebra Muller e aggiunge: "La vendetta di Wembley"

MAIL ONLINE - "Almeno splende ancora il sole! La Germania schianta l'Inghilterra (con un GRANDE aiuto del guardalinee uruguaiano)

SUNDAY TIMES - "Il calcio fermo agli anni bui"

MIRROR - "L'Inghilterra si schianta", ma il commento è onesto: "La Germania ha meritato la vittoria"






 


07/05/2009

Uefa valuta inchiesta su Drogba e Hiddink

Uefa valuta inchiesta su Drogba e Hiddink

 

Il polemico dopopartita Chelsea-Barcellona di Champions. L'attaccante e il tecnico dei Blues scatenati per le decisioni discutibili dell'arbitro norvegese Övrebö

 

Drogba punta il dito contro l'arbitro (Reuters)
Drogba punta il dito contro l'arbitro (Reuters)

GINEVRA - L'Uefa non esclude l'apertura di un'inchiesta disciplinare sulle dichiarazioni dell'allenatore Guus Hiddink e dell'attaccante Didier Drogba al termine della semifinale di Champions League Chelsea-Barcellona. «Aspettiamo il rapporto dell'arbitro», ha detto l'Uefa.

DROGBA - La posizione più grave pare quella del centravanti dei Blues, Drogba, già ammonito al termine della partita per proteste dall'arbitro norvegese Tom Henning Övrebö, protagonista di una direzione molto discutibile che ha danneggiato il Chelsea. Dopo il fischio finale, l'attaccante ivoriano ha fatto una sceneggiata davanti all'arbitro e alle telecamere urlando frasi irripetibili, tanto da costringere la Sky britannica a scusarsi con i telespettatori. Poi Drogba avrebbe fatto anche di peggio nel tunnel che porta agli spogliatoi. Il Sun riporta che Drogba avrebbe bloccato l'arbitro e, con il volto a pochi centimetri da quello del direttore di gara, gli avrebbe gridato: «Questa è una fottuta vergogna. Non hai rispetto, certe cose non dovrebbero accadere, non puoi comportarti così». Drogba avrebbe poi sbattuto più volte la mano contro il tunnel, mentre l'arbitro lo guardava terrorizzato. «Drogba sembrava pazzo, ha perso il controllo», ha proseguito nel racconto un testimone. «Non ha mai toccato nemmeno con un dito l'arbitro, ma il suo comportamento è stato tutt'altro che civile».

HIDDINK - Hiddink ha invece affermato che l'Uefa non voleva una finale di Champions League fra due squadre inglesi, come avvenne lo scorso anno sempre tra Chelsea a Manchester United. L'arbitro, parlando con alcuni ufficiali Uefa dopo la gara, avrebbe ammesso di avere commesso alcuni «errori significativi» durante la partita. Non è la prima volta che Övrebö viene contestato per i suoi arbitraggi. Per esempio agli Europei dello scorso anno annullò un gol valido a Luca Toni in Italia-Romania.


22/12/2008

Griselli, tanti motivi per lasciarlo a casa Così penserà al processo di Napoli

Griselli, tanti motivi per lasciarlo a casa Così penserà al processo di Napoli

Il migliore assistente italiano coinvolto in Calciopoli

 

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MILANO Che sia un premio alla carriera e che la storia finisca qui. Venerdì, a Coverciano, insieme con l'arbitro Roberto Rosetti e l'assistente Paolo Calcagno, Alessandro Griselli, livornese, ha ricevuto dal presidente Abete una delle tre targhe che la Federcalcio ha voluto consegnare a chi ha rappresentato fra gli applausi l'Italia a Euro 2008, arrivando a dirigere la finale di Vienna (Spagna- Germania 1-0). Sabato, Griselli, dopo aver fermato Crespo in posizione regolare, ha lasciato andare Maicon, che ha firmato il gol della vittoria interista. Il primo errore può essere comprensibile; il secondo no. Perché non era in fuorigioco soltanto Maicon, ma anche Crespo e Cambiasso; perché non era una questione di centimetri, ma di metri (almeno due); perché non ci sono incroci fra chi attacca e chi difende; perché non ci sono interferenze per l'assistente; perché Griselli non è un esordiente, ma viene considerato il miglior assistente italiano. L'azione di Siena-Inter è stata così chiara che, se un osservatore avesse guardato l'azione, senza conoscere il colore delle maglie, avrebbe immaginato una situazione capovolta e cioè che i tre in linea vestiti di nerazzurro si stessero difendendo dall'attacco bianconero.

Alessandro Griselli è l'assistente che non si è accorto della posizione di fuorigioco di ben tre giocatori dell'Inter nell'azione che ha portato al gol decisivo di Maicon L'errore di Griselli non è giustificabile nemmeno tenendo presente la regola riaggiornata del fuorigioco e la lezione recitata alla vigilia di Euro 2008 dai responsabili della commissione arbitrale dell'Uefa, in linea con il diktat di Blatter, il presidente della Fifa, che non vuole l'instant replay a bordocampo, per vedere spettacoli del genere: «Si raccomanda di (Afp, Sky) favorire il gioco d'attacco; un giocatore va fermato per fuorigioco se effettivamente gioca il pallone, se il passaggio è destinato a lui e lo riceve. Per questo l'assistente deve attendere lo sviluppo reale dell'azione dopo un passaggio». A Siena Maicon (come Cambiasso e Crespo) era in fuorigioco, prima, durante e dopo il passaggio di Maxwell. Griselli sarà sospeso da Collina; la speranza è di non vederlo più in azione fino al termine della stagione. Fare l'assistente non è un mestiere facile (come mille altri), ma se uno non è in grado di rendersi conto dell'irregolarità dell'azione di Maicon dovrebbe avere il buongusto di fare un passo indietro. Griselli, assolto dalla giustizia sportiva il 19 novembre 2007 (era uno degli assistenti di Lecce-Parma 3-3, arbitro De Santis, 29 maggio 2005) e per questo graziato dal presidente dell'Aia Gussoni, è uno dei dieci imputati al processo di Napoli per Calciopoli (concorso in frode sportiva), che ha chiesto il rito abbreviato, insieme con Lanese (attivissimo nei giochi elettorali in vista delle prossime elezioni dell'Aia), Rocchi, Cassarà, Messina, Dondarini, Baglioni, Foschetti e Gabriele.

Griselli, che aveva rappresentato l'Italia anche al Mondiale 2006, vuole chiudere in fretta la vicenda napoletana, ma in un Paese normale, uno come Griselli, nonostante la presunzione di innocenza, sarebbe stato sospeso, fino alla conclusione della vicenda nel suo complesso, anche se i tempi della giustizia ordinaria sono quasi eterni. In Italia, invece, si trova sempre un cavillo per aggirare le regole: se il giudice sportivo commina squalifiche non superiori ad una giornata per non essere smentito dalla Corte di giustizia federale, che fa sconti a tutti, non c'è da stupirsi che sia riuscito a cavarsela anche chi era risultato coinvolto in Calciopoli, salvo isolate eccezioni. Conta poco che l'assistente Alessandroni a Bergamo abbia sbagliato (comunque meno di Griselli) sul primo gol della Juve, perché errori del genere aiutano soltanto a screditare uno spettacolo che ha bisogno di recuperare credibilità in un momento di crisi generale. Il campionato non ha bisogno di sospetti. La decisione di Griselli ne alimenta a decine, compreso quello che l'errore di Siena gli potrebbe servire per spiegare davanti ai pm di Napoli che nel pallone si sbaglia sempre. Prima, durante e dopo Calciopoli.