01/09/2010

Esplode un motore in volo, passeggeri filmano dal finestrino

Esplode un motore in volo, passeggeri filmano dal finestrino

Le telecamere dei viaggiatori riprendono le immagini dell'incidente che ha costretto un Boeing 747-400 della Qantas diretto a Sidney ad un atterraggio d'emergenza a San Francisco. Nessun ferito tra i 230 passeggeri.

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11/04/2009

Il tribunale riconosce il figlio di Guareschi

Il tribunale riconosce il figlio di Guareschi

 

La conferma dal dna. Ha vissuto per 45 anni a Sydney: «Non ho mai voluto male a mio padre: lui non disse niente»

 

Giuliano Guareschi (Rastelli)
Giuliano Guareschi (Rastelli)

BRESCELLO (Parma) — «Fi­nalmente anche qui posso sentirmi a casa mia, senza bi­sogno di nascondermi». Per­ché mai il settantaseienne Giuliano, bello, onesto ed emi­grato in Australia nel lontano '62 pronuncia queste parole nella piazza dove si fronteg­giano le statue di Peppone e don Camillo? Perché quattro mesi fa, finalmente, una sen­tenza del tribunale di Parma ha posto fine ad anni di so­spetti e dicerie dichiarando che «Giuliano Montagna... è figlio naturale di Giovannino Guareschi... e accerta il diritto di Giuliano Montagna ad assu­mere il cognome paterno (Guareschi)».

Proprio così: il «papà» del parroco e del sindaco più fa­mosi d’Italia ha un figlio, in più tenuto celato per una vita intera e solo adesso ricono­sciuto anche dalla legge. «Ma sia chiaro che per questo non ho mai chiesto né chiederò un soldo» precisa Giuliano. Ci sono voluti un infarto e un ictus perché Giuliano uscisse definitivamente allo scoperto. «Per 45 anni ho vissuto a Sydney, ho fatto il giornalista alla Fiamma, il giorna­le della comunità italiana di laggiù. Nemmeno in Au­stralia ho rivelato di chi ero figlio. Pensate che nel '68 il mio capo mi chia­ma e mi dice: 'È mor­to uno scrittore italia­no che è delle tue parti: scrivi un pezzo'. Fu così che dovetti buttare giù l'arti­colo sulla scomparsa di Gio­vannino Guareschi».

Flash back necessario: si torna agli anni '30, quando il giovane Guareschi, non anco­ra sposato, non ancora scritto­re, nei paesi in riva al Po in­treccia una relazione con una diciannovenne, Luisa Carta, e nasce un figlio chiamato Giu­liano, che non viene ricono­sciuto dal padre.

«Erano tempi un po’ così, in fatto di morale — commen­ta oggi il «frutto di quella colpa» — e non ho mai voluto male a mio padre per questo. Forse nei suoi panni anch'io avrei fat­to lo stesso». Tocca a Luisa, nel frattem­po sposatasi con un certo Mon­tagna, rivelare a Giuliano ra­gazzo chi è davvero il suo geni­tore. «Rintracciai l'indirizzo dove Guareschi viveva a Mila­no — racconta il figlio — bus­sai alla sua porta. 'Di cosa hai bisogno?' mi chiese lui compa­rendo sull’uscio. 'Sono Giulia­no...' risposi. Lui capì e mi fe­ce entrare».

Nacque da lì un rapporto fatto di incontri saltuari ma sinceri. «Non gli chiesi mai nulla, se non di farmi entrare in qualche giornale a Milano. Lui non voleva, temeva che la storia del figlio illegittimo ve­nisse a galla e temeva soprat­tutto che lo venissero a sapere i comunisti, sempre a caccia di qualche argomento per at­taccarlo. Alla fine mi racco­mandò solo per un posto co­me operaio alla Barilla».

Nel '62 Giuliano prende so­gni, bagagli e fidanzata e va in Australia: «Da allora sono tor­nato raramente, nel 2000 sono rimpatriato per curarmi il cuo­re malato; pensando di essere vicino alla fine scrissi una let­tera ad Alberto e Carlotta, i fi­gli di Guareschi, ottenni una ri­sposta piuttosto fredda. Decisi di fare ricorso al tribunale di Parma perché dichiarasse che anch’io sono un Guareschi».

Nel dicembre scorso l'esa­me del Dna, confrontato con quello di Alberto e Carlotta, gli ha dato ragione. E lui è pu­re guarito dal mal di cuore.

Claudio Del Frate